mercoledì 5 dicembre 2012

Due titoli, un solo libro: ma perché? #12 Speciale: La libreria segreta della Lettrice Rampante

Ho deciso che la puntata di oggi di questa rubrica avrà protagonisti alcuni libri che sono accomunati non dallo stesso autore o dalla stessa casa editrice, ma dalla presenza della parola "segreto" (in tutte le sue forme e declinazioni) all'interno del titolo. Ho deciso però di limitare l'elenco a quelli presenti nella mia libreria, un po' perché altrimenti verrebbe un post lunghissimo, un po' perché mi sono resa conto che ne ho molti di più di quanto pensassi, sebbene fossi convinta del contrario.

Oltre al già citato "Gli ingredienti segreti dell'amore" di Nicolas Barreau (che se fosse stato tradotto letteralmente avrebbe dovuto essere "Il sorriso delle donne") sono ben quattro i libri che possiedo che contengono questa parola nel titolo e che seguono il solito schema SOGGETTO-AGGETTIVO-COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE (a volte semplicemente invertiti). Per carità, cinque in una libreria che ne contiene molti non è tantissimo, però fa comunque un certo effetto.

Seguirò un ordine preciso, che non è dato dalla data di pubblicazione o dalla casa editrice, ma dal titolo stesso e dal grado di cambiamento che ha subito rispetto all'originale. 

Il primo caso è quello di VIOLETAS PARA OLIVIA ovvero IL SEGRETO DELLE VIOLE ANDALUSE di Julia Montejo


Uscito in Spagna nel 2011 e tradotto in italiano l'anno successivo da Federica Niola per Mondadori, il libro è una saga familiare al femminile ambientata in Spagna. Non un capolavoro ma molto piacevole da leggere.
Devo ammettere che lo avevo comprato per la copertina, che trovo molto bella, senza saper nulla della trama. Come si può vedere l'unico elemento in comune tra titolo originale e titolo tradotto sono le "viole" ("violetas" in spagnolo), il resto è stato completamente stravolto. La traduzione letterale sarebbe "Viole per Olivia", dove Olivia è una delle protagoniste del libro. La versione italiana sceglie di aggiungere un bel "segreto" (anche se effettivamente un segreto nel romanzo c'è davvero) e aggiungere un complemento di specificazione in cui indica il nome dei fiori e la provenienza... per mettere in chiaro fin da subito che è ambientato in Spagna.
Ma era così terribile una traduzione letterale?

Dopo questo, in cui si ha un cambiamento praticamente totale rispetto all'originale, ci sono altri due casi in cui  la parola "segreti" (in forma di sostantivo in un caso e di aggettivo in un altro) è stata inserita al posto di un'altra, presente nel titolo originale.

Iniziamo da "Segreto" come sostantivo, parlando di "THE TERRIBLE PRIVACY OF MAXWELL SIM" ovvero "I TERRIBILI SEGRETI DI MAXWELL SIM" di Jonathan Coe


Pubblicato in lingua originale nel 2010 e in traduzione in Italia con la traduzione di Delfina Vezzoli per Feltrinelli nel 2011, è l'ultimo romanzo finora pubblicato di Jonathan Coe. Non so se vi ho mai detto quanto io ami questo autore. Ho letto tutti i suoi romanzi e sono follemente innamorata dei suoi personaggi, delle sue trame e del suo incredibile modo di scrivere (e un pochino anche di lui, lo ammetto, perché l'ho incontrato dal vivo ed è una persona davvero squisita). Questo è un po' diverso dai suoi romanzi precedenti e probabilmente se il primo approccio verso questo autore avvenisse con questa opera, non si riuscirà ad apprezzarlo al meglio. A me è piaciuto, però non è all'altezza de "La casa del sonno" (il suo capolavoro) o di "La pioggia prima che cada".
Il titolo tradotto è in realtà molto simile all'originale, se non fosse per la scelta di rendere "privacy" con "segreti". In realtà, mi rendo perfettamente conto che titoli come "La terribile privacy di Maxwell Sim" o "La terribile vita privata di Maxwell Sim" non sarebbero suonati tanto bene nella nostra lingua e quindi si è scelta una parola che avesse più o meno lo stesso significato di "privacy".

L'altro caso è quello di "THE SCHOOL OF ESSENTIAL INGREDIENTS" ovvero "LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI" di Erica Baurmeister


Io amo molto i romanzi che parlano di cibo (ok, amo molto il cibo in generale) e quindi non mi sono lasciata scappare nemmeno questo. Di nuovo, non si tratta di un capolavoro ma è stato divertente da leggere. Il romanzo è uscito in lingua originale nel 2009 e tradotto in italiano da Sara Carraffini per Garzanti lo stesso anno. In questo caso, si è scelto, per qualche inspiegabile ragione, di cambiare l'aggettivo: "essential" (che letteralmente significa proprio "essenziale") è diventato segreti... cioè questi ingredienti sono fondamentali ma noi non ve li diciamo...
Onestamente fatico a capire il perché di questo cambiamento, se non il solito discorso di moda, da cui la Garzanti si lascia moooolto spesso condizionare.

Anche l'ultimo libro di cui vi parlo è di questa casa editrice e si tratta del caso editoriale dell'anno passato. THE LANGUAGE OF FLOWER ovvero IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI di Vanessa Diffenbaugh


Questo libro, uscito ad Aprile del 2011 in lingua originale e il mese successivo in italiano con la traduzione di Alba Mantovani, ha come particolarità (nella versione italiana prima, ma adesso anche in inglese) la possibilità di scegliere la copertina. Diversi fiori, ognuno con un significato diverso. A me è stata regalata la versione con la rosa, ovvero grazia ed eleganza, più un auspicio che non una descrizione della mia personalità...
In questo caso, si è scelto di introdurre l'aggettivo "segreto" così di punto in bianco, senza che ce ne fosse, a mio avviso, alcuna necessità. Anche perché che i fiori abbiano un significato è una cosa più che risaputa. Certo, io non me ne intendo e non mi sono mai nemmeno posta il problema di cosa potesse significare una margherita piuttosto che un papavero, però penso che sia sufficiente cercare su internet per trovare qualunque spiegazione si stia cercando. Però evidentemente "Il linguaggio dei fiori" non era considerato un titolo abbastanza accattivante, e il rischio di scambiarlo per un manuale di giardinaggio era molto alto... e cosa c'è di meglio della parola "segreto" per risolvere tutti i problemi?

Ho spulciato ancora un po' nella mia libreria ma non ho trovato altri titoli "segreti di qualcosa", ma direi che cinque sono già più che sufficienti.
E voi? Quanti libri "segreti" avete in casa? 

7 commenti:

  1. Io mi fermo solo a due: "Il libro segreto di Shakespeare", in originale "The Shakespeare Chronicles" e "Switched - Il segreto del regno perduto", in originale "Switched".

    Dovresti fare una puntata solo con i libri della Newton Compton, non finirebbe più! :D
    Mi è piaciuto particolarmente il tuo commento a "Il linguaggio segreto dei fiori"! ;)

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  2. Bello il cambiamento di "Switched"! "Perduto" è un altro di quegli aggettivi che viene aggiunto continuamente :P

    Sai che di libri Newton in casa non ne ho? E le poche volte che apro il sito di questa casa editrice e vedo titoli e copertine mi viene una nausea tale che devo richiuderlo (peccato, perché ad esempio amo molto i loro Mammut!)

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  3. Guarda, a me la Newton Compton piace abbastanza, però vado oltre titoli e copertine, che sono tutte uguali. Leggo trama e titolo originale per farmi un'idea. Di Mammut ho quello con tutto Pirandello :)

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  4. Ahahaha, guarda, giusto oggi stavo riguardando la lista dei titoli con la parola 'segreto' per la mia tesina e sono tantissimi xD Newton Compton batte tutti, ma si difendono anche Piemme e Garzanti.
    Al secondo posto la parola 'profumo', al terzo 'vento'.
    Non ho ancora deciso se contare assieme libreria/libraio/libro e biblioteca/bibliotecario insieme, in quel caso arriverebbero al secondo posto ù_ù

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  5. Tiziana♥ (perchedirvelo)5 dicembre 2012 15:31

    Glom...ho dato un'occhiata e mi sono messa paura da sola.
    Ci sono quelli citati da te (trane il primo), poi:
    il segreto dell'idolo d'oro;
    la collezionista di ricette segrete;
    il giardino segreto;
    i segreti dei geroglifici;
    la cucina dei desideri segreti (si capisce che condivido la tua passione per libri "ambientati" nel cibo?);
    Italia segreta;
    il segreto di cedar house;
    l'isola dei segreti;
    la chiave segreta per l'universo...
    ok, mi fermo che è meglio

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  6. Tra quelli di cui hai parlato, io ho "Il linguaggio segreto dei fiori" e "I terribili segreti di Maxwell Sim", libro che mi ha fatto conoscere e apprezzare Coe.
    Devo dire che sia l'omologazione dei titoli ,sia quella delle copertine che ha ormai preso piede tra le case editrici (sembra facciano a gara a chi punta più in alto sull'appiattimento, poi -.-' della serie: la traduzione dei titoli originali ormai ce la inventiamo liberamente), la sento come una cosa snervante. Soprattutto quando mi trovo in libreria. Dopo che mi trovo a passare in rassegna, nel giro di dieci minuti, venti titoli dalla sfumatura simile, mi passa la voglia anche solo di prendere in mano uno dei suddetti libri e scoprire di cosa parla. Hai presente quando ti crolla la testa sul petto e ti cadono le braccia? Ecco -.-'
    P.S.: la Newton Compton è una di quelle che dovrebbe ricevere un premio per l'omologazione. Peccato, perché le collane dei Grandi Classici Tascabili e dei Mammut sono valide, secondo me. Io ne ho approfittato, infatti ;)

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  7. @Olivia: hai ragione... io mi soffermo molto su copertine e titoli, che davvero mi fanno passare la voglia di guardare oltre

    @LaLeggivendola: ce ne sono uno sproposito!!! (poi posso leggere la tua tesina?:P)

    @Tiziana: e ma uno non lo fa nemmeno apposta! Io ero davvero convinta di non averne e invece... che poi perché deve sempre essere tutto segreto???

    @La sniffatrice di Libri: capisco perfettamente la sensazione -.-

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