giovedì 11 luglio 2013

STONER - John E. Williams

Stoner, Stoner, Stoner... come faccio a parlare di te? Tu che hai avuto una vita schiva, una vita quasi ai margini, senza exploit, senza grandi colpi di scena, ora dovresti diventare protagonista di questa mia recensione.
Certo, probabilmente se non fossi rimasta sveglia fino a tardi per leggere la tua storia, se non avessi dedicato ogni momento libero della mia giornata a leggere di te, ora avrei la mente più lucida e riuscirei a raccontarti in modo molto più oggettivo, senza coinvolgimenti emotivi, senza giudizi troppo marcati. O forse no, non ci riuscirei nemmeno dopo dodici ore di sonno, perché la tua vita mi ha talmente tanto coinvolta che è impossibile parlarne in altro modo.

Ho seguito la tua vita dall'inizio, da quella fattoria a Boneville dove lavoravi i campi con i tuoi genitori, fino al tuo arrivo all'università. Sono stata felice per te quando hai scoperto i libri e la letteratura, facendoli diventare tua ragione di vita, nonostante i pareri contrastanti di tuo padre. Sono stata contenta quando hai trovato moglie, sperando che tra di voi potesse nascere un grande amore. Ho sofferto con te quando hai capito che non sarebbe mai potuto succedere. Ti ho seguito tra i corridoi dell'Università e durante le tue lezioni, percependo il tuo disagio prima e la tua grande passione poi. Mi sono commossa per l'amore nei confronti di tua figlia e ho odiato chi vi ha fatto allontanare. Ero con te quando hai scoperto cos'è il vero amore e anche quando hai dovuto lasciarlo andare. Quando ti hanno messo i bastoni tra le ruote in ogni modo, quando ti sei preso le tue piccole rivincite, quando la tua mente ha iniziato a vacillare perché i dolori, fisici e del cuore, sono diventati troppo grandi per poterli non combattere, perché non lo hai mai fatto molto nella tua vita, ma sopportare. Ero con te, fino alla fine. 

"Cosa ti aspettavi?", chiedi a te stesso più e più volte nelle ultime pagine. Cosa ti aspettavi dal lavoro, dall'amore, dalla vita. Cosa ti aspettavi di ottenere senza quasi mai combattere, senza ribellarti, accettando convenzioni ed evitando il più possibile problemi. "Cosa ti aspettavi?", lo chiedi anche al lettore, che arriva in fondo alla tua vita insieme a te e si accorge che, effettivamente, non è mai successo niente. 
Perché alla fine, come tu stesso non hai problemi ad ammettere, non sei sei stato altro che un uomo ordinario, un uomo mediocre: pochi amici, un lavoro di insegnante che a tratti ti appassionava e a tratti odiavi, una moglie, lasciamelo dire, parecchio stronza e una figlia che ha sopportato, sopportato e sopportato finché non si è ribellata. Una storia comune la tua, forse anche un po' banale, ambientata in un contesto storico, tra le due guerre, che ti avrebbe permesso di emergere, di diventare qualcosa di più.
Eppure, il lettore rimane conquistato da questa tua vita mediocre. Rimane conquistato dalle tue debolezze, dalle tue non reazioni e dalla tua terribile infelicità che non fai nulla per combattere. Si affeziona a te, fino ad accorgersi che forse, sotto sotto, la tua vita non è poi così distante dalla sua o da quella di mille altre persone, che scelgono di non scegliere, di accettare, di non ribellarsi per non rompere un seppur fragile equilibrio.
"Deve ricordare chi è e chi ha scelto di essere, e il significato di quello che sta facendo. Ci sono guerre, sconfitte e vittorie della razza umana che non sono di natura militare e non vengono registrate negli annali della storia. Se ne ricordi, al momento di fare la sua scelta".

John Williams con la sua penna, il suo stile e le sue parole dette sempre al momento giusto, ti racconta in modo egregio. Un "miracolo letterario" dice Peter Cameron nella postfazione al libro, perché non tutti sono in grado di scrivere un libro straordinario su un personaggio quasi insignificante come il tuo. Lui ci riesce, ci riesce maledettamente bene. E poco importa se sono dovuti passare anni perché i lettori riscoprissero questo libro (uscito per la prima volta nel 1965 e poi dimenticato fino alla sua ripubblicazione nel 2006) e si affezionassero al tuo personaggio. Forse allora non era il tuo momento, forse allora non sei stato capito.
L'importante comunque è che tu, alla fine, sia arrivato. E rimarrai nel mio cuore per parecchio tempo.

Forse mi sono fatta prendere un po' la mano. Mi succede sempre, quando devo parlare di libri così. Quindi, se la mia recensione vi sembra troppo passionale o troppo emotiva, fate una cosa: prendere questo libro, leggetelo e poi ne riparliamo. Sono sicura che non avrete alcuna difficoltà a capire il perché di una recensione così.


Titolo: Stoner
Autore: John E. Williams
Traduttore: Stefano Tummolini
Pagine: 332
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Fazi
ISBN: 978-8864112367
Prezzo di copertina: 17,50 €
Acquista su Amazon:
formato brossura: Stoner
formato ebook: Stoner (Le strade)

9 commenti:

  1. Ho questo libro lì da un po' e continuo a fare 'Ora lo leggo, ora non lo leggo, ora lo leggo,...'
    Temo che continuerò ancora un po', soprattutto considerando il mio attuale stato d'animo.
    Però la recensione mi è piaciuta molto.

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  2. Non sapevo fosse del '65... però sapevo quanto dev'essere bello. Prima della tua conferma ho avuto mille altre conferme, so che dev'essere stupendo, di quelli che non li molli finché non li hai finiti a costo di incenerirti gli occhi. Però cavolo, ancora non l'ho letto ò_ò E' nella WL da millenni e ancora non l'ho letto.

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    1. Io l'ho scoperto poco tempo fa che fosse di quel periodo o non contemporaneo. E verrebbe da interrogarsi come mai quando è uscito non ha riscosso il successo che si meritava.

      Sì, è uno di quei libri che non riesci a mettere giù, che ti tiene incollato alle pagine anche se avresti mille altre cose da fare.
      Comunque in ebook si trova a una cifra decisamente ragionevole, se vuoi rimediare :)

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  3. Credo che sarebbe un libro moto adatto a me,che sono un po' come Stoner... Devo procurarmelo ^^

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    1. Secondo me, almeno ogni tanto, sia un po' tutti come Stoner... che lasciamo scorrere la nostra vita senza quasi accorgercene.

      Prova a leggerlo, secondo me ti piacerà :)

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  4. Ne ho sentito parlare un gran bene, questa è sicuramente una conferma.

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    1. Credo sia impossibile parlare male di questo libro! Può magari non piacere, non coinvolgere... ma è scritto in modo magistrale!

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  5. mi sono deciso a leggerlo (nonostante il timore della gran cassa pubblicitaria che l'additava come il capolavoro ritrovato - tendo sempre a deviare i gusti e la propaganda omologante) però immergendomi nelle pagine di stoner ci si accomoda nella vita dell'uomo qualunque, miseria e nobiltà soffocata, intessuta di responsabilità, di senso del dovere e mai di amor proprio. Un libro che ti sonda dentro, quanta importanza diamo allo scorrere del tempo se il tempo lo buttiamo come potessimo riciclarlo in un futuro lontano? quanta luce ci attraversa e preferiamo il buio, ordinato e sinuoso, per evitare di fare rumore, di salire in cattedra .. la traduzione di tummolini è inoltre molto accurata, per una volta seguire la critica è stato illuminante:)

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