mercoledì 24 aprile 2013

FOLLIA - Patrick McGrath


Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.


E' così finalmente ho letto anche io Follia di Patrick McGrath. Dico finalmente perché questo libro mi perseguitava già da un po', senza che riuscissi a decidermi di leggerlo.
"E' un libro stupendo", "E' meraviglioso", "E' il libro più bello del mondo"  ma anche "Non mi ha convinto per niente", "Mi aspettavo di più" sono grossomodo i commenti che ho sentito o letto in giro in merito a questo romanzo. Bello ma anche brutto. Attrazione ma anche repulsione. L'ho amato ma anche l'ho odiato. 
E ora che l'ho finito, riesco a capire perfettamente ognuna di queste posizioni. Che poi forse sono proprio quelle che lo stesso autore voleva provocare nei lettori. 

Il libro parla essenzialmente d'amore. Un amore forte, passionale, violento, folle. Quello che Stella prova per Edgar Stark e che le fa violare ogni regola di buon senso e di etichetta. Edgar è infatti un paziente del manicomio criminale in cui lavora il marito della donna. E' lì perché ha ucciso la moglie. Eppure, agli occhi di Stella è un uomo colto, intelligente, normale. Un uomo che non mentirebbe mai e che la ama con tutto se stesso, proprio come lei ama lui. Fuggirà con lui e poi da lui. Senza però riuscire a dimenticarlo. Perché l'amore non si può definire né gli si può fuggire.
"Già, l'amore" dissi. "Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?". Qui Stella fece un'altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: "Se non lo sai non posso spiegartelo".
"Allora non si può definire? Non se ne può parlare? E' una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient'altro. Esiste, e basta"
La cosa che mi ha colpito maggiormente di questo libro non è tanto la trama, che a tratti, una volta messa in moto, ho trovato quasi prevedibile. La forza sta soprattutto nella narrazione. Come se ogni parola usata da McGrath fosse una calamita, messa  per attrarre il lettore tra le pagine e impedirgli di staccarsi, anche solo per respirare. La voce narrante è quella di Peter, collega di Max e amico di Stella, che poi avrà in cura. Ci parla di lei come di una paziente, come un caso clinico, analizzando con freddezza ogni situazione ed emozione, senza giudicare. Uno sguardo clinico. Non credo di aver mai letto nulla di scritto in questo modo, perfetto e geniale.

Eppure, come dicevo all'inizio, capisco anche le perplessità e il fatto che questo romanzo possa non essere piaciuto. Perché ogni tanto, io stessa mi ritrovavo a provare una certa avversione verso i personaggi, a domandarmi come fosse possibile che potesse davvero succedere quello che stava succedendo. Soprattutto con Stella ho avuto qualche difficoltà, ma forse anche perché sono totalmente a digiuno di malattie mentali e dei meccanismi che queste possono creare. Sempre che Stella sia realmente malata e che l'amore sia davvero una malattia.

Basta, non vi dico nient'altro. Vi rovinerei troppo la lettura e la vostra interpretazione. Concludo dicendo che questo è uno di quei libri che vanno assolutamente letti. Anche se la trama non vi ispira o se avete letto solo commenti negativi (mi sembra un po' incredibile, ma può succede). Perché merita anche solo per lo stile. Una volta iniziato, magari non vi piacerà, magari lo odierete con tutti voi stessi... ma non riuscirete a metterlo giù finché non sarete arrivati alla fine.

Nota alla traduzione: nulla da segnalare (a parte la scelta editoriale di Adelphi di eliminare le d eufoniche anche quando servono, a cui mi devo un po' abituare)

Titolo: Follia
Autore: Patrick McGrath
Traduttore: Matteo Codignola
Pagine: 296
Anno di pubblicazione: 1998
Editore: Adelphi
ISBN: 978-8845926983
Prezzo di copertina: 12,00 €
Acquista su Amazon:
formato brossura: Follia

16 commenti:

  1. Ho amato tantissimo Follia, di Mc Grath ho letto poi solo l'Ultimo, L'estranea, e devo dire che mi e' piaciuto molto anche se diverso da Follia. Penso che cio che attiri di piu sia davvero il suo stile meraviglioso, e soprattutto il fatto che tutti noi, in un certo modo, siamo "morbosi" e attirati da queste storie torbide, borderline, nelle quali nulla e' certo e il dubbio, chiuso il libro, rimane sempre. La grandezza di Mc Grath sta anche nel fatto che quel dubbio, poi, rimane per un po'.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo sì! Siamo un po' attratti da queste torbide, morbose... e in McGrath, grazie anche allo stile secondo me, ne crea una perfetta, di quelle che davvero ti danno tanto da riflettere.

      Prima o poi proverò anche io a leggere altro... ma devo prendermi una pausa, ora non so se riuscirei

      Elimina
  2. A me è piaciuto moltissimo; concordo con quelli che hai scritto sulla scrittura "clinica" e sulla capacità di McGrath di scegliere lo stile e le parole migliori.

    Io con Stella ho avuto problemi soprattutto sul finire, potrai immaginare il perché. Quando ho letto quella scena... l'ho odiata intensamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, posso immaginare quale siano i motivi... anche se devo ammettere che un pochino me l'aspettavo. E' un personaggio volutamente e fortemente ambiguo, di cui è difficile determinare la natura. E che penso che per un po' non abbandonerà i miei pensieri

      Elimina
  3. Io non ho letto questo libro, ma in generale trovo che ci sia un fascino particolare nei libri che riescono a suscitare attrazione e insieme repulsione. Credo che alcuni scrittori abbiano un talento speciale per creare dei personaggi "odiosi" ma tali da essere indimenticabili (penso a "Memorie dal sottosuolo", ma è solo un titolo fra tanti).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che non ho mai letto "Memorie del sottosuolo"? Che vergogna, mamma mia :/

      Comunque McGrath ci riesce perfettamente. Il personaggio di Stella è proprio così, odioso, ambiguo ma perfetto.

      Elimina
  4. Ciao!! Nel mio blog trovi un piccolo premio per te:
    http://appuntidiunalettrice.blogspot.it/2013/04/the-versatile-blogger-award-ancora-piu.html

    RispondiElimina
  5. In passato ero uno che metteva al centro la trama. Tra le motivazioni che mi spingevano alla lettura c'era la possibilità di identificarmi con uno dei protagonisti. In questo caso non vedo come potrei, ma è anche vero che sono cambiato. Ora lo stile mi prende quasi quanto la trama. A volte anche di più. Quindi potrei vincere eventuali resistenze e leggerlo. Grazie mille

    Danilo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Identificarsi proprio con i protagonisti no, in questo caso non ci si riesce... però questo libro porte a riflettere sull'amore, esasperato in questo caso, però comunque sempre amore è.

      Te lo consiglio davvero! :)

      Elimina
    2. ho appena finito di leggerlo e per curiosità ho letto alcune recensioni e alcuni commenti, e tra i tanti commenti questo mi ha colpito perché definisci amore una relazione come quella dei protagonisti (non sei stata l'unica eh! :) )però ragazzi, riflettete: quella descritta nel libro è un' ossessione sessuale, ben lontana dall'amore e forse è proprio questo che ci tiene incollati al libro, lo scambio tra relazione sana e matura e ossessione distruttiva...forse libri come questo ci attraggono proprio perché alcuni concetti ci sfuggono... :) detto questo, secondo me è un buon libro, direi interessante e scritto bene (del resto maneggiare distacco e termini tecnici dell'ambiente psichiatrico non è da tutti!!)per cui mi sento di consigliarlo.

      Elimina
    3. Eppure io credo che sia una forma dell'amore, quella negativa... Un'ossessione, una follia appunto :)

      Elimina
  6. Interessante non ne avevo mai sentito parlare sinceramente, mea culpa :) ma la tua recensione mi ha fatto venire voglia di provare, malgrado non sia il mio genere xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è esattamente nemmeno il mio di genere, però me ne parlavano tutti tanto e con tanto entusiasmo che alla fine ho dovuto leggerlo. E' sconvolgente, soprattutto il modo in cui viene narrato. Una lettura la merita sicuramente :)

      Elimina
  7. Il finale e' sbagliato! :) Stella, doveva sposare il direttore, e una volta fuori organizzare una nuova evasione di Edgar corrompendo un interno dell'ospedale, una volta fuggiti e raggiunto il loro nido d'amore finalmente egli avrebbe potuto decapitarla......haha! Bel libro comunque...ora cercherò gli altri....

    RispondiElimina
  8. mi ha lasciato con una vena di tristezza: nel rapporto orrendo, credevo che alla coppia fosse data una seconda possibilità. nel film mi sembra che il regista dia la mia stessa interpretazione.

    RispondiElimina