mercoledì 2 gennaio 2013

SUPER SANTOS - Roberto Saviano

Quattro amici, quattro ragazzini che diventeranno uomini in una terra in cui crescere è un lusso da pagare caro. La passione per il calcio vissuta nelle strade di Gomorra, inseguendo un pallone arancio fuoco. Roberto Saviano, ispirato da una vicenda realmente accaduta, mette in scena un racconto perfetto, preciso come una punizione messa a segno, straziante come un rigore sbagliato.


Inaugurare il kindle con questo racconto di Roberto Saviano è stata una scelta quasi obbligata. Perché mi ricordo quanto ci fossi rimasta male quando avevo scoperto che questo libricino sarebbe uscito solo in versione e-book. Ero giusto nel bel mezzo dell'entusiasmo post lettura di Gomorra e, soprattutto, di "La bellezza e l'inferno", due opere incredibili, come solo le storie vere lo sanno essere. Certo, comprarmi un lettore e-reader solo per questo racconto mi sembrava stupido. E quindi ho aspettato. E aspettato. E aspettato. 
Poi finalmente è arrivato e mi sono fiondata ad acquistare (alla modica cifra di 0.99 €) questo racconto.

Ancora una volta Roberto Saviano ci prende per mano e ci porta dentro a un mondo, quello di Napoli e della camorra, che non può che stupire e lasciare sgomenti. Sono sufficienti poche pagine, poche righe, per far capire quanto organizzato e terribile sia quel Sistema. Un Sistema da cui, anche volendo, non è sempre facile fuggire. Un Sistema in cui persino i bambini, i ragazzini, che dovrebbero solo preoccuparsi di andare a scuola e giocare a pallone, sono coinvolti e possono pagare le conseguenze delle loro azioni. 
Il ruolo dei quattro protagonisti di questo racconto è quello di fare da palo. Se mentre giocano a calcio in piazza notano qualcosa di strano, qualcosa che non ci dovrebbe essere, devono solo lanciare la palla fuori campo e urlare "o' pallone, o'pallone". Il resto lo faranno gli altri.
Un compito semplice, che non costa nulla, e che permette loro di avere in cambio tutti i Super Santos, il famoso pallone, che vogliono, a gratis. Certo, dovranno rinunciare ai loro sogni di diventare calciatori professionisti, perché una volta che si viene notati dal Sistema, anche in giovane età, anche in ruoli così marginali, è difficile poterne uscire senza averne il permesso.
E infatti solo uno ci riuscirà di loro quattro, ribellandosi al Sistema per non interrompere una fantastica azione di gioco. Gli altri cresceranno e acquisiranno ruoli sempre più importanti, che li metteranno di fronte a scelte apparentemente facili, ma che a volte saranno difficili da portare a termine. Perché anche se sei dentro a quel Sistema, non vuol dire che accetti tutto.

Amo il modo che ha Roberto Saviano di scrivere e di narrare i fatti. Riesce sempre a inserire un che di poetico, anche nelle storie più difficili e terribili da raccontare. Leggendo i suoi racconti è come se sentissi la sua voce, lo immagino mentre compie i suoi gesti tipici (se avete visto le due trasmissioni con Fabio Fazio capite di cosa sto parlando) e lascio che mi conduca dove vuole lui, e che mi insegni e faccia scoprire qualcosa che fino a un attimo prima non sapevo.
E non vedo l'ora esca il nuovo libro.

Titolo: Super Santos
Autore: Roberto Saviano
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 0,99€
Acquista su Amazon:
formato kindle: Super Santos

2 commenti:

  1. Premetto che "Gomorra" l'ho lasciato a metà ... Non so perchè, a un certo punto non ce l'ho più fatta ad andare avanti e ogni tanto quando ci ripenso, mi sento un po' in colpa. Lui per me è un personaggio controverso, da ascoltare perchè sa quello che dice, da leggere perchè è dalla parte del giusto, nonostante questo a volte è pesante. Questa sua nuova opera m'intriga ... magari un giorno lo riprenderò in mano e saprò apprezzarlo :)

    RispondiElimina
  2. Conosco molte persone che la pensano come te. E in parte lo capisco, perché il suo stile narrativo (sia scritto sia parlato) è abbastanza particolare ed è facile che risulti pesante.
    Io ho rimandato a lungo anche la lettura di Gomorra... non so bene perché, ero convinta che mi avrebbe annoiato. Eppure poi mi ha conquistata!

    RispondiElimina