venerdì 25 gennaio 2013

Di letture e riletture

L'altro giorno stavo guardando preoccupata la mia libreria. Preoccupata perché ormai non so più dove mettere i libri, che hanno a poco a poco invaso tutto lo spazio circostante, in pile sempre più disordinate.  E considerando che il mio letto è proprio sotto le mensole più piene, se mai crollassero probabilmente ci metterebbero dei giorni per trovarmi e tirarmi fuori da là sotto.
Guardavo preoccupata la mia libreria, dicevo, e mi sono stupita di quanti libri ci siano che probabilmente non aprirò mai più. Libri che mi sono pentita di aver acquistato e di cui ammetto che vorrei liberarmi. Li osservavo e mi dicevo: "devo risparmiare ai miei figli la tortura di leggere questa roba" (nella mia testa i miei futuri figli sono ovviamente accaniti lettori come me). 
Perché dovrei riaprire e rileggere un libro che già alla prima lettura non mi ha convinta? Perché dovrei rileggere qualcosa che ho già letto quando ci sono ancora tantissimi volumi per me inesplorati?

Ed effettivamente mi sono resa conto che è una vita che non rileggo più. In passato l'ho fatto spesso, spessissimo... 1984 di Orwell credo di averlo letto almeno sei volte, in ogni lingua da me conosciuta. e lo stesso si può dire di "Cent'anni di solitudine" di Marquez (forse i miei due libri preferiti in assoluto). Ho riletto un paio di volte "Chocolat" della Harris, "Scende la notte tropicale" di Manuel Puig, "Il grande Gatsby" di Fitzgerald e "D'amore e ombra" della Allende. "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Sepulveda e "Il postino di Neruda" di Skarmeta. E poi, uhm... credo basta.
Direi che sono una di quelle lettrici che rilegge poco, pochissimo e solo libri che davvero meritano di occupare il mio tempo più di una volta. Non so onestamente spiegarmi il perché, né so dire se sia una scelta consapevole. Ho sempre un libro "nuovo" sul comodino e quindi, quando mi trovo a iniziare una nuova lettura, non mi viene mai nemmeno in mente di rileggere.

Ho quindi deciso di porre la questione al mio solito campione statistico preferito in fatti di gusti e abitudini letterarie, ovvero i fan della pagina Facebook di questo blog, ponendo loro una semplice domanda secca: "voi rileggete libri che avete già letto?"
Ovviamente le risposte non sono tardate ad arrivare e, oltre a semplici "si" e "no", ci sono state anche risposte più articolate che meritano una certa analisi.

I "no" sono di solito molto categorici e portano come motivazione la stessa che ho evidenziato anche io in precedenza: manca il tempo. Ci sono tanti, troppi libri ancora da leggere per la prima volta che non si può impiegare il tempo con delle riletture. Anche perché, come fa notare una lettrice, "se me lo sono gustato, mi è piaciuto, non lo scorderò mai, quindi non lo rileggo. Se non mi è piaciuto la prima, figuriamoci la seconda, preferisco leggerne di  nuovi!"

Per quanto riguarda i sì, invece, ciò che emerge (in modo abbastanza prevedibile forse) è che solo determinati libri vengono riletti, solo quelli che "meritano", quelli che "sono diventati miei", quelli "più significativi che non stancano mai", "i libri della vita che di tanto in tanto ci viene voglia di riaprire, anche solo per leggerne alcuni spezzoni".
Un altro dei principali motivi di chi rilegge è anche la voglia di scoprire nuovi particolari, nuove chiavi di lettura che, sicuramente, alla prima lettura ci erano sfuggiti. "Leggere lo stesso libro a distanza di anni può quasi essere come leggerlo per la prima volta: io sono cambiata, e lo è anche il modo di vedere le cose", fa notare una lettrice. "E' bello vedere come cose che ti hanno emozionato a 15 anni a 30 ti lasciano indifferente e viceversa", evidenzia un'altra.
C'è poi chi rilegge i capitoli precedenti delle saghe, ogni volta che esce una puntata nuova, e chi rilegge solo parti di determinati libri, quelle di cui hanno bisogno in quel determinato momento.
Insomma chi rilegge, rilegge i libri che più ha amato, arrivando anche a saperli quasi a memoria oppure rilegge i libri che ha letto tempo fa, che magari ha dimenticato e ha voglia di riscoprire o di rivedere con occhi diversi. 

Insomma da questo sondaggio non emerge una posizione predominante, ma tante piccole abitudini, a volte simili a volte diametralmente opposte.
Sicuramente se avessi più tempo, leggerei e rileggerei molto di più, anche se credo che farei un'attenta selezione delle mie riletture. Perché ci sono libri che, davvero, non si meritano nemmeno la prima lettura.

Non so bene come concludere questo mio sproloquio e quindi prendo in prestito le parole di una fan, di quelle che vorrebbe rileggere tante cose ma che non ha purtroppo il tempo per farlo. Ho trovato le sue parole molto belle e la sua similitudine davvero azzeccata:
 Secondo me rifiutarsi di rileggerli è come non voler rivedere gli amici solo perché al mondo ci sono tante altre persone da conoscere: ovvio che uno continua a frequentare solo quelli che valgono la pena, ma perché escludere tutti quelli che hai già conosciuto?
Insomma, certi libri si perdono di vista senza che questo ci cambi la vita. Altri sono lì sempre e anche se magari non li frequentiamo tutti i giorni sappiamo che ogni volta che ci viene voglia di vederli, loro sono sempre disponibili e riescono sempre a farci sentire a casa.

5 commenti:

  1. Caspita, non so perché ma mi sono persa questa domanda sulla pagina. In ogni caso, io mi trovo nella schiera di coloro che rileggono solo alcuni determinati libri. Di riletture ne faccio poche, solo per quei libri che veramente ne vale la pena. L'anno scorso ho riletto un solo libro che, se non sbaglio, avevo letto la prima volta circa sei anni prima. Alla fine è stata come una nuova prima lettura, non mi ricordavo la fine, molti dettagli nel mezzo e avventure secondarie. Secondo me è bello rileggere quei libri con cui si ha un legame speciale per rivivere nuove emozioni e scoprire qualcosa in più, motivazioni che sono già state dette anche da altri lettori. Nonostante sia favorevole alla rilettura rileggo molto poco proprio per la motivazione del "c'è poco tempo!". Molto bello il commento di conclusione all'articolo :)

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  2. Io non la vedo in maniera romantica da lettrice, ma in maniera tecnica da autrice. Da ogni libro si impara qualcosa (anche da quelli brutti: cosa non si deve fare). Dunque rileggerli per me significherebbe togliermi l'opportunità di accumulare suggestioni nuove.

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  3. Io vado a periodi. Quando ero più piccola rileggevo moltissimo - sin troppo, mi verrebbe da dire. Crescendo, scoprendo nuovi generi, nuovi autori, ho praticamente smesso e mi sono dedicata solo a nuovi libri.
    Ultimamente, però, mi sta tornando la voglia di tornare tra pagine note, tra libri che ho amato ma il cui ricordo comincia a essere sfumato. Penso potrei ricominciare a rileggere qualcosina - ovviamente, però, solo ciò che ritengo meritevole! Non sono certo masochista xD

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  4. Cara Lettrice Rampante, ti seguo da un po' e il tuo blog mi piace moltissimo quindo quando ho dovuto dare le nomination per il Liebster Blog Award mi sei venuta subito in mente! :-) Trovi tutte le info qui:
    https://acasadiclumsy.wordpress.com/2013/01/26/un-premio-per-clumsy/

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  5. Tiziana♥ (perchedirvelo)26 gennaio 2013 17:51

    Libri che si è pronti a rileggere...
    Libri che non meritano una seconda lettura...
    Libri che non meritano nemmeno la prima (ma sfumiamo... :P)
    Che meraviglia, vero?
    I libri si prestano ad ogni carattere e modo di vivere.
    C'è stato un tempo in cui anch'io ero presa dalla frenesia di non avere abbastanza tempo - ci sono così tanti libri, ancora!
    Poi ho realizzato che, se anche avessi letto ad un ritmo da catena di montaggio, non sarei mai riuscita a scalfirla, la montagna dei libri ancora da leggere.
    Qualunque cosa io faccia, il mio apporto da questo punto di vista sarà sempre ininfluente ^-^
    Allora, ho preso un bel respiro, ho rallentato, ed ho lasciato che fossero loro, i libri, a dettare il ritmo: andare avanti con libri nuovi?
    Rileggere questo o quello? Ma si, dai, stasera mi va di rivivere quel dato romanzo...
    E c'è anche la soddisfazione di dare uno sguardo a certi tomi e snobbarli con uno tsè: mai più.

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