lunedì 28 gennaio 2013

Blog letterari e scrittori emergenti: come la vedo io.

Oggi vi voglio parlare di un argomento non proprio semplice da trattare ma che credo interessi la maggior parte dei blog letterari "amatoriali", ormai diffusissimi nella rete. Mi riferisco al rapporto tra i blogger e gli scrittori emergenti.
Un argomento un po' spinoso, su cui ognuno ha un'opinione diversa e un modo diverso di agire. E ho deciso di scrivere questo post per spiegare il mio umilissimo punto di vista, alla luce anche di una discussione che ho letto su un altro blog che seguo, a seguito di una recensione non troppo lusinghiera che l'autrice ha preso come un'offesa personale.

Penso che anche chi non ha un blog possa immaginare quanto spesso capiti di trovare nelle caselle di posta  richieste di recensioni da parte di autori emergenti o di piccole case editrici che cercano tramite questo canale (che, checché se ne dica, ha un potere immenso) un po' di visibilità e pubblicità.
Io stessa ne ricevo diverse a settimana (il flusso in realtà è un po' calato da quando ho specificato che non leggo fantasy e simili): alcune sono molto gentili, altre un po' troppo pretenziose, altre ancora richieste quasi disperate... tendenzialmente comunque leggo tutto quelli che mi viene inviato (con le mie tempistiche, ovviamente) e devo ammettere che in più di un caso mi sono trovata di fronte a piacevoli scoperte.

Il problema, almeno nel mio caso, sorge di fronte a quelle richieste (che solitamente arrivano direttamente dall'autore) che per me sono davvero fastidiose. Io, ad esempio, non segnalo un libro se non l'ho letto, perché mi sembra scorretto nei confronti dei lettori del blog, che mi seguono in cerca di consigli e suggerimenti. Se non so di cosa parla, perché dovrei pubblicizzarlo e quindi, indirettamente, consigliarlo?
E' una politica mia e non vuole assolutamente essere una critica nei confronti di chi invece segnala, sia chiaro. Però trovo che le segnalazioni non forniscano poi chissà quale grande pubblicità, perché si limitano al riportare la sinossi e la copertina, tutte informazioni che si possono trovare anche su internet. 
Quello che però mi fa arrabbiare è che spesso quando alla richiesta di una segnalazione faccio presente questa mia politica, dichiarandomi anche disponibile alla lettura del libro, la maggior parte delle volte non ottengo più risposta. Come se fossi stata maleducata o scortese ad esprimere questo mio punto di vista.

Quando invece mi vengono inviati i testi per una lettura, attuo una politica diversa, di nuovo totalmente discutibile. Ovvero: degli emergenti recensisco solo i libri che mi sono piaciuti e che meritano. Perché una recensione negativa offre comunque una visibilità non del tutto meritata, che porta via tempo a me per scriverla e al lettore per leggerla (il "bene o male purché se ne parli" ha un potere da molti sottovalutato).  Quindi se un libro mi è piaciuto, comparirà qui la recensione (in cui, sia chiaro, evidenzio comunque tutto quello che non va e le cose che non mi hanno convinta, come farei con qualunque altra recensione), in caso contrario scrivo all'autore, cercando di spiegare cosa non mi ha convinto, cosa secondo me non ha funzionato e provando insieme a capire dove e cosa si può migliorale.
E anche in questo caso, le volte in cui ho ricevuto risposta sono state pochissime (ci sono state eh). 

Io posso capire che una cattiva recensione proprio piacere non faccia e che spesso, soprattutto in certi autori dall'ego smisurato, il primo impulso è quello di dire o pensare "sì ma tanto tu non sei nessuno". Però nel momento stesso in cui tu mi chiedi un'opinione ne devi accettare le conseguenze.  E' ovvio che ci sarà sicuramente qualcuno a cui il tuo libro piace e qualcun altro che invece lo detesta. Siamo esseri umani e di fronte a qualunque cosa proviamo emozioni diverse.

La cosa che più mi fa riflettere è che la maggior parte delle volte queste reazioni arrivino da autori che si sono autopubblicati. Non voglio fare di tutta l'erba un fascio né soprattutto portare avanti una critica spietata contro l'editoria a pagamento.  Perché comunque se gli editori a pagamento esistono è perché c'è qualcuno a cui servono, qualcuno che preferisce pagare ed essere sicuro che il suo libro venga pubblicato piuttosto che sottoporsi a un giudizio che potrebbe essere (o forse è già stato) non troppo lusinghiero. Il fatto è che ultimamente si è diffusa l'idea che tutti possono e devono scrivere un libro. Persone che magari non ne hanno mai letto uno in vita loro, che scrivono "perché" con l'accento sbagliato o mettono le virgole a caso. In ogni caso, se vogliono pagare per questo loro momento di gloria, non sta a me giudicare. E sono anche convinta che non siano loro a rovinare il mercato editoriale attuale, perché sul mercato vero di questi autori ne arrivano ben pochi.
Tornando a noi, come vi dicevo, solitamente le risposte scortesi o le critiche e gli attacchi di fronte a recensioni negative arrivano proprio da questi autori (che poi sono gli stessi che spammano sulle bacheche delle pagine facebook). E non riesco a spiegarmi bene il perché.

Io ho letto anche autopubblicati, alcuni anche piacevoli, cercando di mettere sempre da parte il più possibile qualunque pregiudizio che, devo ammettere, queste pratiche un po' mi provocano. Eppure quando cerco di far notare perché un libro non mi è piaciuto, mi trovo di fronte a commenti come "non capisci niente", "a persone più autorevoli di te è piaciuto", "hai offeso la mia persona" (devo ammettere che questo una volta mi è successo anche con un'autrice non emergente, pubblicata da una casa editrice famosa). 

Io sono, prima di tutto, una lettrice e tu, autore, teoricamente stai scrivendo per me (o almeno, ANCHE per me). Può darsi che io non capisca il tuo modo di scrivere, può darsi che la punteggiatura sbagliata sia una scelta stilistica e che sia io scema a non condividerla... fatto sta che tu devi prendere e accettare il mio giudizio,  se è ben argomentato ovvio, senza offenderti od offendermi. E dovresti farlo anche se fossi un autore già conosciuto o con alle spalle una casa editrice che ti sostiene di più (il contatto con autori famosi è molto meno diretto, ma è ovvio che si tratta di una "regola" che deve valere per tutti)... perché alla fine scrivi per chi ti legge. 
E il mio giudizio è altrettanto valido e dignitoso di quello di chiunque altro si sia preso la briga di leggere e di parlare del tuo libro.

37 commenti:

  1. Secondo me la tua è una politica corretta, sei coerente con quello che leggi e con il modo con cui gestisci il blog. Io non sopporto gli autori che, senza chiedere se possono avere una segnalazione o una recensione, diano tutto per scontato inserendo in una scarna e-mail il fatto che hanno pubblicato un libro con allegato trama e copertina. Ho ricevuto anche e-mail molto educate dove mi è stato chiesto se potevo fare una segnalazione o leggere il libro, se questo era in linea con i miei gusti. Penso che sia importante come l'autore si ponga nei confronti di chi scrive.
    Qualche volta ho segnalato dei libri anche senza averli letti se mi sembravano interessanti, perché la visibilità con le case editrici è minore anche su internet.
    Per quanto riguarda le recensioni, quando si tratta degli autori emergenti, cerco di essere molto obiettiva cercando di scrivere una recensione costruttiva. Solo una volta mi è capitato di ricevere una risposta molto stizzita del genere "tu non capisci niente". Un'altra volta, invece, l'autore mi ha ringraziato per le critiche costruttive. Scrivo le recensioni sia nel bene che nel male perché ormai da quando ho il blog le scrivo di ogni libro che leggo. In ogni caso secondo me l'educazione e l'umiltà devono venire prima di tutto.

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  2. Eh.
    Direi che hai riassunto bene i vari motivi che mi impediscono di comprare un ereader a cuor leggero. Se ne avessi uno, poi mi sentirei in dovere di leggere tutto ciò che mi mandano e onestamente, nella maggior parte dei casi, non ne ho proprio voglia. Tra le richieste di recensione che ricevo sono così poche quelle educate e cortesi, che certe le ricordo pure a distanza di mesi.
    Avevo già letto - con stupore - della diatriba sul blog che hai linkato e... beh, sono senza parole.
    Certe volte mi irrito veramente un sacco, quando vengo contattata da autori - quasi sempre autopubblicati, effettivamente ò_ò - che sembrano dare per scontato che io esista come blogger solo per parlare della loro opera. Mah.
    Non riesco neanche a capire come si faccia a voler pubblicare se poi non si è in grado di fronteggiare le critiche, non dico con umiltà, ma almeno con una certa dignità... mah.
    Vabé, facciamo che 'ti quoto' e via ù_ù

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  3. Sono d'accordo con la tua politica... è del tutto giusta. La penso esattamente come te :)
    Da poco ho letto un libro, il primo di un'autrice esordiente... lei non ne sapeva nulla, infatti sono stata io a contattarla e a chiedere un'intervista! Lei ha accettato e si sta mostrando assolutamente disponibile, mi ha persino ringraziata un sacco! :)

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  4. Il mio blog è neonato, ha nemmeno tre mesi, e quindi proprio in questi giorni mi sono ritrovata ad affrontare questa questione.
    Proprio due giorni fa uno mi chiede "volevo chiederti se puoi recensire il mio libro sul tuo blog." Manco chiedermi di leggerlo, ovvio. Di recensirlo...
    Prima che avere un blog, ne ho seguiti per anni e quindi ho una precisa idea della cosa come fruitore esterno e soprattutto come amante della scrittura ho avuto contatto con il mondo degli autori emergenti e molti di loro sono pieni di sè, incapaci, indisposti alla critica.
    Sottolineo incapaci perché nei pensieri che ho avuto nei confronti della questione in questi giorni ho deciso tra le varie cose (tipo credo sia onestà specificare quando il libro è stato offerto in ebook o cartaceo dall'autore o casa editrice) ho deciso che io, che leggo e scrivo di libri per hobby, non ho tempo di trovare in mezzo a 100 i 2 libri che sono decenti. Posso cercare buoni autori esordienti, nel mio piccolo di lettrice, ma quelli che si presentano sulla mia porta con pretese pure un po' arroganti difficilmente lo saranno.
    Un autore che si presenta in tutt'altro modo, ovviamente, è tutta un'altra questione. Come è un'altra questione ancora vedere se è disposto ad accettare eventuali critiche.
    Concludo parlando come fruitrice di blog: a volte, una recensione positiva più che una negativa fa perdere di credibilità a un blog.
    Sostengo sempre che i book blog sono belli perchè "diari di lettori" e come siano spesso destinati a noi stessi per riordinare i pensieri prima ancora che agli altri, ma sono invece molto scettica rispetto alle porcate pubblicizzate che vedo a destra e manca, condite da interviste a sedicenti scrittori e di recensioni entusiastiche di libri già dal primo capitolo illeggibili. Non parlo poi delle inutilissime presentazioni di libri.
    Forse le mie parole sono un po' dure, ma nei vari mesi ho visto ridursi sempre più drasticamente la lista di blog che considero "affidabili", proprio per pessime scelte di manovre dietro le quinte con case editrici o scrittori emergenti

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  5. @Olivia: la mia non voleva essere una critica a chi segnala eh! Ci mancherebbe! Sono solo metodi diversi :)

    @Laleggivendola: ce ne sono anche di educate eh, soprattutto quelle che vengono direttamente dalle case editrici, sempre gentilissime e disponibilissime, o da persone che comunque dimostrano una certa intelligenza (intelligenza che si riflette anche nel libro comunque... sono associate le due cose di solito).

    @Kay C: ci sono infatti emergenti che meritano e che si pongo in modo molto gentile ed educato, quasi fin troppo a volte, verso i blogger... e ovviamente il mio post non era indirizzato a loro.

    @lepaginestrappate: concordo con te, sì... soprattutto per quanto riguarda il discorso dei blog che stanno diventando un po' stereotipati e che alla lunga sono tutti uguali. Per fortuna ce ne sono anche tanti altri che non sono così!

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  6. Questo è sicuramene uno dei problemi più difficili da gestire per i blogger...in passato ho letto e recensito negativamente, ma sempre in modo educato, dei libri di autori emergenti. Recensire in questo modo mi risulta molto complesso e faticoso quindi, da un po' di tempo a questa parte, ho deciso di soffermermi parecchio prima di accettare un libro di questo tipo. Quello che mi dispiace è che, tra i tanti libri proposti e che decido di non leggere, ci possa essere qualcuno meritevole...

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  7. Quello è sicuramente vero! Purtroppo a volte si perdono dei libri meritevoli...
    Il problema non è tanto leggerli o non leggerli, accettarli o non accettarli, ma, almeno nel mio caso, il modo in cui troppe volte mi viene chiesto. Ci sono rimasta male quando una volta un autore mi ha chiesto una segnalazione, io gli ho risposto dicendo che mi spiaceva ma che preferivo leggere e non segnalare a scatola chiusa. E questo non ha nemmeno risposto alla mia mail... (e due giorni dopo il libro era segnalato su altri due blog, a cui sono sicura che abbia risposto).
    E' l'educazione che manca troppe volte secondo me.

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  8. Sacrosanto. Ma c'è anche un altro lato della medaglia che io ho sperimentato: quando recensisci positivamente qualcuno vieni accusata di essere una lecchina. Santoddio. Come se una critica debba essere per forza negativa per fare presa. Francamente mi è capitato solo una volta di stroncare un libro: l'ho fatto perché si trattava di un testo pubblicato da una casa editrice NON a pagamento, che vantava un nutrito gruppo di lettura e contratti trasparenti...e il libro che mi sono trovata tra le mani per me è lo ZERO LETTERARIO nel senso che nemmeno un Harmony è scritto in modo così pessimo. L'autrice è stata "buona" con me: mi ha trattata solo con gentile condiscendenza (della serie "tu non sei nessuno"), ma le "amykette" si sono scatenate a darmi dell'invidiosa fetentona...eh eh eh...fa parte del gioco. Però mi è capitato anche di recensire molto positivamente un autore pubblicato che stava sulle balle alla maggioranza dei personaggi che vagolano su internet ed ecco che improvvisamente sono diventata una che voleva accaparrarsi la benevolenza di costui per pubblicare a mia volta. E' un ginepraio. L'unica cosa sensata mi sembra essere fedeli a se stessi e non ascoltare le voci degli autori, né degli amici degli autori. Nessuno ci paga, nessuno ci costringe. Chi chiede un parere sul proprio lavoro si becca la verità, o per lo meno il nostro punto di vista. Triste il fatto di dover continuare a ribadirlo, ma è così. ;)

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  9. Sì sì certo! Ci sono un sacco di reazioni "strane" alle recensioni. E se ne parli male, sei uno stronzo, se ne parli bene sei un lecchino...

    Il mio discorso sugli emergenti non era riferito a tutti, ovviamente eh! Così come la volta in cui mi sono arrabbiata di più per una reazione spropositata a una recensione di un libro per me mediocre è stata con un'autrice di una casa editrice famosa... che mi ha risposto qualcosa tipo "a critici veri è piaciuto".

    E hai perfettamente ragione tu, l'importante è essere coerenti e onesti con se stessi e scrivere quello che davvero si pensa, fregandosene delle reazioni degli altri. Però casi come quello del blog che ho linkato all'inizio del post mi fanno proprio arrabbiare.

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  10. Tranquilla, quando uno si autopubblica, di solito le "persone autorevoli" che lo hanno giudicato positivamente sono la mamma e il fidanzato.

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  11. No ma l'intento mio non era fare una critica agli autopubblicati eh, ci mancherebbe! Cioè alla fine, contenti loro...E' proprio solo una questione di educazione, che può mancare a chiunque, per carità, ma che nel caso degli autopubblicati o di chi chiede segnalazioni (e non recensioni) raggiunge spesso livelli stratosferici.

    Una delle risposte più belle (a una recensione positiva, ma sono abbastanza sicura che sarebbe stata bella anche in caso contrario) mi è arrivata da un'autrice che, dopo averle segnalato il fatto che avrei recensito il suo libro solo se mi fosse piaciuto, mi ha detto: "anche se tu l'avessi stroncato l'avrei apprezzato...Io voglio scrivere non ricevere complimenti. Devo capire se posso farcela o meno e tu mi hai aiutato..."

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  12. Ma figurati, Elisa! ;) Dopo aver letto il tuo articolato metodo, ti ho esposto il mio :) Tra l'altro, mi ero persa il link al blog perché non avevo passato sopra il mouse. Secondo me quell'autrice è uno dei peggiori esempi di persone che propongono il proprio libro che si possono incontrare.

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  13. Io parto da un presupposto ormai. Devo leggere quello che mi va! Non ho aperto un sito per pubblicizzare autori esordienti o emergenti, ma l'ho fatto più per me stessa, per lasciare traccia dei miei pensieri e delle mie impressioni.
    Quindi sì, può capitare un libro che attira la mia attenzione e allora lo leggo, ma se leggessi tutto quello che mi viene proposto, addio. Sarebbe una tortura. Sarebbe un lavoro e non un passatempo!
    E poi come la Leggivendola io e gli e-book non siamo molto amici :P
    Comunque forse sarò stata sfortunata io, ma nemmeno tutte le Case Editrici prendono bene le critiche. Per fortuna la maggioranza sì ^^

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  14. Eh sì lo so, mi sono accorta che il link c'è ma non si vede (ma non riesco a trovare un colore che vada bene...)

    Sulle case editrici non saprei. Con quelle piccole attuo la stessa tecnica che applico con gli autori emergenti(con la differenza che anche se il libro non mi è piaciuto, la maggior parte delle volte sono comunque curati molto bene e quindi semplicemente non è un libro che fa per me). E quelle grandi non mi filano :P

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  15. La tua politica è giusta infatti, perchè la parte difficile a mio parere avviene quando un libro non ti piace, ma nemmeno il contrario. Come dici tu "semplicemente non fa per te". E' la cosa peggiore che mi possa capitare *_* non riuscire a elogiarlo, ma nemmeno a criticarlo in modo costruttivo... devo semplicemente bypassarlo, consigliarlo "a chi ama il genere" ed è una cosa che non sopporto. O_O

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  16. Quoto tutto quello che hai scritto e mi dispiace quando succedono situazioni spiacevoli con autori emergenti. Finora non ho mai letto nulla di autopubblicato, non perché le richieste non mi arrivino, ma perché voglio essere io a scegliere cosa recensire, esattamente come fai tu.

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  17. Finora ho ricevuto una sola proposta, si vede che non sono molto quotato. Penso che innanzitutto, ammesso che la proposta mi interessi, mi proporrei di recensirlo solo in caso il testo mi sia piaciuto. Sul blog ho sempre recensito e segnalato solo ciò che mi piace, salvo forse uno o due casi. Il punto è che non ha proprio senso quando l'autore attacca chi recensisce con ovvietà tipo "non sei Dante/D'Annunzio/etc", se non altro perché pubblicando libera l'opera e riconosce implicitamente al lettore la capacità di giudicarla. Se poi lo invia a un blogger per una recensione, a maggior ragione!

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  18. Ciao Elisa, ciao a tutti/e.
    Ho letto con interesse il post e i commenti, inutile dirvi che concordo sul fatto che le critiche vadano accettate sempre e comunque quando motivate.
    Con la persona che ha tirato su quel casino sul mio blog, non avevo alcun rancore personale. Ho scritto una critica motivando i giudizi negativi con esempi ben precisi, per il resto quella che è stata etichettata come "volgarità", "offesa" e "diffamazione" non è altro che una recensione scritta con il taglio tipico dei miei post, non certo accademici.
    Il punto è che tutti commettiamo strafalcioni senza rendercene conto (e gli editor ringraziano) ma non per questo viene meno il nostro diritto a esprimere un parere sullo stile altrui, sulle emozioni che un'opera ha suscitato in noi, su quello che pensiamo veramente di un libro. Ho sempre nutrito il massimo rispetto per il lavoro altrui, ed è per questo che ho cercato in tutti i modi qualche lato positivo da "salvare" nel libro recensito. Purtroppo non ci sono riuscito.

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  19. Aggiungo che regalare un libro in un contest è comunque da ritenersi un tacito invito a esprimere un parere su di esso (altrimenti perché regalarlo a un blogger anziché al pizzaiolo sotto casa?) e che aspettarsi in cambio una strizzata d'occhio è una sorta di attacco all'onestà intellettuale.

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  20. Ma anche se il libro lo avessi comprato, trovato dentro a un cassonetto o sotto a un cavolo come lettore hai il diritto di esprimere la tua opinione. Soprattutto se è argomentata e non un semplice "Il libro è una merda".

    E trovo davvero tristissimo che succedano queste cose (e il caso del tuo blog, come vedi, è davvero solo uno dei tanti purtroppo)... perché se scrivi un libro devi essere pronto ad accettare non solo gli elogi ma anche e soprattutto le critiche, indipendentemente da chi sia a fartele.

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  21. Ho letto quella recensione e relativi commenti. Come dicevo anche là, la fortuna dell'autrice è avermi evitata. Le mie stroncature sono peggiori, e nei commenti risulto persino più cattiva.

    Su Giramenti vale sempre la politica "compro e pago, leggo e dico". Niente regali, nessun impegno. E non mi si levi il piacere di stroncare, quando stroncano me... me ne sbatto. :)

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  22. Tiziana♥ (perchedirvelo)30 gennaio 2013 09:31

    Parlo non da blogger, ma da semplice lettrice.
    Io non capisco come si possa pubblicare un libro senza essere disposto/pronto a ricevere stronacature.
    Nel momento in cui lo tiri fuori dal cassetto e lo RENDI PUBBLICO, è ovvio che il pubblico ha poi il diritto di esprimere la propria opinione in merito.
    E non è invece tuo diritto ricevere solo apprezzamenti.
    Fosse anche un libro eccezionale, può comunque capitare qualcuno a cui non piace.
    Ed è ridicolo solo per questo sminuire l'autore dell'eventuale critica (tra l'altro...se io non sono nessuno, non conto, perchè ti sei preso la briga di contattarmi? Potevi rivolgerti ad un Qualcuno, no?)
    Ora vado a vedere il link di cui parlate, e di cui non mi ero accorta ^-^

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  23. Scusate per il link che c'è ma non si vede... non riesco a trovare un colore che vada bene per tutto nel layout (perché se cambio quello cambia anche quello di tutti i link ai post). Cercherò di provvedere!

    In ogni caso, se uno scrittore volesse solo elogi e non critiche, dovrebbe semplicemente scrivere un libro come si deve, di quelli che possono piacere o non piacere ma di cui comunque si comprende e si apprezza lo stile e lo sforzo.
    Oppure chiedere a sua mamma/fidanzat*/amic*/cane/gatt* (o a tutti questi) di aprire un blog per recensirlo...

    La critiche fanno parte del "gioco" e devono essere uno strumento per crescere e migliorarsi, nei libri così come nella vita.

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  24. Non immaginavo che il mondo dei blog di libri fosse un po' come quello (odioso) dei fashion blogger. Perdonate il termine, ma qui si parla davvero di marchette. Ho i tuoi stessi pregiudizi in termini du autopubblicazione, perche' se e' vero che grandi case pubblicano orrori (Volo, Moccia, Rossella Rasulo, e via discorrendo, spero di non offendere nessuno qualora ci fossero loro fan qui)magari a discapito di buoni autori che son costretti ad autopubblicarsi, e' vero anche che la maggior parte delle autopubblicazioni e' stata scartata da editors e agenzie e compagnie, perche' semplicemente, non e' valida. Ho letto il post sul blog di Alessandro e francamente gli stralci del libro pubblicati sono orrendi, ma ancor piu lo sono le risposte dell'autrice, cariche di una protervia rara e una supponenza incredibile...e quello che mi turba di piu e' che queste persone pretendono di chiamarsi scrittori, ma scrivono come se non avessere mai letto! ecco una domanda che mi pongo dunque: ma queste persone leggono? amano i libri degli altri, prima dei propri? capiscono cosa e' scritto bene e cosa no? hanno un gusto personale affinato? prima di prendere la penna in mano, bisognerebbe inforcare gli occhiali...

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  25. Discussione molto interessante. Io non posso entrare nel merito del caso perchè il mio blog ha due mesi di vita, ma comunque ho le idee abbastanza chiare sull'argomento. Innanzitutto i modi: chiedere più che pretendere è una regola fondamentale, sia nella vita che in Internet. Va da sé che per fare una recensione è fondamentale aver letto il libro! Non riesco ad immaginare di dover parlare di un libro che non ho letto, sarebbe un paradosso oltre ogni limite. E dunque la lettura, come ben sappiamo, può portare ad un "innamoramento", una delusione o semplice indifferenza e la recensione conterrà nè più nè meno quello che il libro ha trasmesso. In pratica, nel momento in cui l'autore propone il suo lavoro deve essere consapevole di mettersi in gioco e assumersi tutti i rischi del caso. Poi, ovviamente, la lettura è basata anche su gusti personali quindi il fatto che ad una blogger un libro non piaccia non significa necessariamente che il testo non sia di qualità.
    Ecco, direi di finirla col commentare che ci sto prendendo gusto e monopolizzo la discussione! Piacere di aver contribuito! ;)

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  26. Per fortuna ho una "regola" che credo porterò avanti per molto altro tempo ancora e cioè fare in modo che il blog sia mio e solo mio, con pareri miei e libri miei. Non sono stata contattata da case editrici per ricevere libri in regalo e, francamente, nemmeno mi interessa. Sono stata, invece, contattata per delle partnership con siti internet che vendono libri, partnership che ho rifiutato perché voglio che il mio blog rimanga un blog personale, un mio hobby. Ho recensito un solo libro autopubblicato e l'ho fatto perché effettivamente mi andava di farlo dopo averne letto la trama. L'autrice ha accettato le mie critiche senza offendersi (grande segno di maturità) che ho, comunque, cercato di argomentare il più possibile. Però è pure vero che ci sono persone più presuntuose e più, perché no, ignoranti dell'autrice che ho recensito io. Per cui, dopo quella proposta, ho deciso di declinare tutte le altre in modo da evitare il problema all'origine.

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  27. Se avete un libro nel cassetto è ora di tirarlo fuori, fino al 14 marzo sono aperte le iscrizioni all'edizione 2013 del torneo letterario IoScrittore http://bit.ly/155qMcQ

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  28. Sno pienamente d'accordo con il tuo punto di vista. Secondo me gli esordienti dovrebbero porsi in un'ottica molto più modesta e aperta, perché io sono dell'idea che una critica, soprattutto se sono io a chiederla (si dà per scontato che una recensione o una lettura abbiano come risultato sempre qualcosa di positivo, invece non è così!!), deve diventareuno stimolo costruttivo per fare meglio. Purtroppo ci sono moltissimi scrittori o parascrittori che si credono molto capaci e molto bravi, ma in effetti non hanno un riscontro legittimo, soprattutto se davanti a una critica poimreagiscono in queste maniere.
    È difficile avere a che fare con i convinti, l'ho sempre pensato!

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  29. Probabilmente, non essendo una blogger, farò una figuraccia qui in mezzo, ma ... dirò ugualmente la mia.

    Moltissimi scrittori che si autoproducono si credono Dio sceso in terra. Non voglio generalizzare, intendiamoci, fortunatamente esiste anche gente modesta e umile, ma purtroppo la maggior parte di loro sono così. Dato che alle medie avevano 9 in italiano e amano leggere libri (poco importa se romanzetti d'amore o grandi classici) si sentono autorizzati a scrivere un libro. Io sono dell'idea che debba essere la storia ad arrivare allo scrittore (che poi la rielaborerà) e non lo scrittore che vada alla ricerca della trama con un unico pensiero in mente: "voglio scrivere un libro". Come diceva il mitico Tamburino nel film Disney "Bambi": se non sai cosa dire, è meglio che non dici nulla.

    Ed ecco i motivi per cui sostanzialmente non leggo gli esordienti:

    - copertine pessime: risulterò superficiale, ma la copertina è la prima cosa che salta all'occhio e voglio che sia bella. Che mi soddisfi l'occhio. Che mi chiami e mi dica "ehi, devi finire di leggere questo libro". La stragrande maggioranza degli esordienti usa immagini di copertina così inflazionate che sembrano prese dalla prima pagina dei risultati di Google dopo aver digitato parole a casaccio oppure prodotte da associazioni per il sostegno delle persone diversamente abili. E il font con cui è scritto il titolo? Non è così difficile scaricarne uno più originale da dafont.com, eh ...

    - titoli pessimi: quelli dei romanzi d'amore battono tutti. Sarà perché ormai scrivere un libro d'amore è così semplice e banale che hanno imparato a farlo pure i sassi, trovarne uno che non assomigli nemmeno vagamente al titolo di una soap opera sudamericana è una sfida persa in partenza. Non so voi, ma le frasi dei Baci Perugina accorciate non mi soddisfano.

    - la trama: la cosa più importante in assoluto. Le trame dei libri di esordienti che ho letto non avevano nulla di accattivante, nulla che mi spingesse a comprarli: o erano la versione ampliata dello schema di quel genere letterario o somigliavano fin troppo alle cavolate filoamericane degli ultimi tempi.

    Mi spiace, forse sono piena di pregiudizi e spero di riuscire a "guarire", ma per ora la penso così.

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    1. Forse devi solo scegliere meglio il tuo esordiente. :)

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  30. "Il fatto è che ultimamente si è diffusa l'idea che tutti possono e devono scrivere un libro. Persone che magari non ne hanno mai letto uno in vita loro, che scrivono "perché" con l'accento sbagliato o mettono le virgole a caso."

    Penso tu abbia perfettamente ragione, basta andare su Yahoo Answers nella sezione libri ed autori per vedere quanti chiedono aiuto perché vogliono scrivere un libro, ma non hanno idea di dove iniziare e non riescono ad andare oltre il titolo o il nome del personaggio principale...
    Non ho letto, per ora, libri autopubblicati, ma so quanto certi autori si credano superiori al genere umano...

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  31. Sono perfettamente d'accordo con te, ho con degli amici fondato una piccola casa editrice non a pagamento, proprio per questa peculiarità siamo molto attenti a cosa pubblichiamo, se un libro non convince è inutile pubblicarlo per due motivi, primo perché intasi il mercato di carta inutile, secondo, e forse ben più grave, rischia di creare false illusioni all'autore. Quando rifiutiamo un testo molte volte dicono anche a noi che non siamo nessuno e che non capiamo nulla... ma che vuoi fare? Detto questo mi viene voglia in inviarti qualche nostro libro del quale, se incontrerà il tuo parere positivo, mi piacerebbe leggere la tua recensione. Ti lascio i miei riferimenti se ti può interessare, mi trovi su FB ANNA PINZUTI oppure su Sillabe di Sale Editori, o ancora sul sito www.sillabedisale,it Grazie a presto anna

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  32. Ciao, ho letto il tuo articolo e lo trovo interessantissimo.
    Credo che lo scopo dei blog è quello di esprimere ciò che si pensa su svariati argomenti senza paura di dire se qualcosa ci piace o meno, sono convinta che sono più le critiche costruttive che i complimenti ad essere di aiuto agli autori emergenti. Spesso ci sono libri definiti come "best seller" che a me non sono piaciuti affatto e libri invece che non sono stati pubblicati in versione cartacea che trovo meravigliosi, è qualcosa di soggettivo la lettura e di conseguenza i nostri pareri riguardo un libro ..non ci si può arrabbiare di fronte ad un parere negativo perchè siamo prima di tutto lettrici e lettori. Non ha senso creare un book blog per poi farsi condizionare dalle case editrici ecc questo a mio modesto parere.

    Un saluto :)

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  33. IL GABBIANO

    Mamma, ti ricordi quando da piccola ti dicevo che avrei voluto essere un
    gabbiano, si uno di quei gabbiani che noi vedevamo volare sopra il mare durante le nostre passeggiate sulla spiaggia.
    Ero affascinata dal loro volteggiare e con il dito ti indicavo quelli che man mano si libravano dagli scogli verso il mare aperto.
    Tu sorridevi e mi accarezzavi i capelli, io seguitavo, rassicurata dalla tua
    carezza, a guardarli e ad immaginarmi al loro posto chiudendo gli occhi e pensando ai mille riflessi prodotti dal sole sull’acqua del mare che essi
    ammiravano.
    Pensavo è questo il senso della vita, anche io da grande dovrò librarmi dallo scoglio della mia esistenza verso il mare aperto della vita.
    Quando sono diventata grande, lo sai, l’ho fatto e sono andata a vivere da sola la mia vita, lasciando la casa che mi aveva vista nascere spinta dal richiamo del mare della vita.
    Poi, lo sai, mi ero illusa di avere trovato l’amore ed in quel momento la
    mia casa mi è sembrata la nostra casa.
    Questa è la gioia che avevo provata, ma poi quello che avevo pensato fosse l’amore, si è sciolto come neve al sole lasciandomi sola in quella casa che non era più la mia casa.
    Il pensiero subito ha rievocato nella mia mente il gabbiano ed ho pensato che anche esso nel suo volo si allontana dal suo nido e che certe volte si spinge per l’anelito di libertà oltre le sue forze raggiungendo un punto di non ritorno dal quale cerca invano di ritornare al suo nido, ma
    la lontananza ed il vento spesso contrario lo abbattono stremato sulla
    superfice del mare, dove dibattendosi, per qualche istante, trova la sua
    dolorosa morte.
    Anche io, mamma, mi sono spinta nel mare della vita per l’anelito di
    libertà verso un punto di non ritorno.
    Invoco la tua mano che possa tendersi verso di me per guidare il mio volo verso casa, quella vera dove vi era una famiglia piena d’amore, ma tu non ci sei più e quella casa ormai è vuota.
    Le mie ali sono state tarpate dal vento della vita e non sono più capace di volare, mi dibatto stanca e malata ed i bagliori che appaiono sull’acqua
    prodotti dal sole della vita mi lasciano insensibile e mi rattristano profondamente.
    Mamma, voglio dedicarti l’ultimo mio alito di vita pensando alle tue dolci carezze sui miei capelli biondi, quella sarà l’ultima immagine che porterò nel cuore, quando avrò dato l’estremo battito delle mie ali ed esalato l’ultimo respiro.

    Vittorio Banda

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  34. Anche se questo post iniziale è datato, l'ho letto solo ora e mi permetto di intervenire con un commento. Sono pienamente in accordo con te. Uno scrittore che si autopubblica troppo spesso ha come riferimento solo il proprio punto di vista o di qualche amico che si è promosso lettore. Ma quando si ha a che fare con gli amici, le opinioni rischiano di essere di parte. Personalmente in passato ho pubblicato un romanzo da self che però non ho mai seguito nella promozione. Lo hanno letto in pochi, ma quei commenti che ho ricevuto, carichi di apprezzamento ma anche di qualche critica, mi hanno fatto crescere. Soprattutto le note negative. Un mese fa ho pubblicato un nuovo romanzo su amazon, in ebook, e nel mio piccolo spero di aver fatto tesoro dei consigli che ho ricevuto in precedenza. Un blog deve essere franco e la blogger libera di esporre la propria opinione, altrimenti lo scrittore di turno rimanga pure tra i suoi amici per ottenere un parere, nessuno gli punta un fucile costringendolo a contattare un blog, no? Elisa continua pure per la tua strada, secondo me è quella più giusta.

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  35. Anche se questo post iniziale è datato, l'ho letto solo ora e mi permetto di intervenire con un commento. Sono pienamente in accordo con te. Uno scrittore che si autopubblica troppo spesso ha come riferimento solo il proprio punto di vista o di qualche amico che si è promosso lettore. Ma quando si ha a che fare con gli amici, le opinioni rischiano di essere di parte. Personalmente in passato ho pubblicato un romanzo da self che però non ho mai seguito nella promozione. Lo hanno letto in pochi, ma quei commenti che ho ricevuto, carichi di apprezzamento ma anche di qualche critica, mi hanno fatto crescere. Soprattutto le note negative. Un mese fa ho pubblicato un nuovo romanzo su amazon, in ebook, e nel mio piccolo spero di aver fatto tesoro dei consigli che ho ricevuto in precedenza. Un blog deve essere franco e la blogger libera di esporre la propria opinione, altrimenti lo scrittore di turno rimanga pure tra i suoi amici per ottenere un parere, nessuno gli punta un fucile costringendolo a contattare un blog, no? Elisa continua pure per la tua strada, secondo me è quella più giusta.

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  36. Salve! Ho letto i vari post e li ho trovati molto interessanti e soprattutto utili! Sono un sessantenne che ha deciso, dieci anni fa, dopo aver avuto esperienze di vita varie, di cambiare tutto e partire per conoscere il mondo. Ora, durante una pausa, ho avuto voglia di scrivere un breve romanzo nel quale raccontare una storia tra realtà e fantasia e che ha bisogno di giudizi competenti per essere eventualmente reso fruibile e piacevole. Qualche lettrice/lettore disponibile? Al momento si trova su Amazon e il titolo è "Ritorno a Ko phanghan-l'inganno"
    Come posso renderlo leggibile gratis a chi vuole commentarlo? Grazie per i consigli.
    Carmine Di Matteo.

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