mercoledì 24 ottobre 2012

DUE TITOLI, UN SOLO LIBRO: ma perché? #6

Dopo il post di festeggiamenti, riprendiamo con normale la routine del blog. Oggi è giornata di "Due titoli, un solo libro: ma perché?"

Nella puntata di oggi avevo in mente di parlarvi di un libro francese, così da farvi vedere che nessuna lingua è esente da questo particolare e, a volte inspiegabile, trattamento. Poi però la casa editrice che ha edito il romanzo in Italia mi ha scritto dicendomi che provava a inoltrare la mia domanda di spiegazioni a qualcuno della redazione che potesse darmi una risposta più esaustiva e quindi di portare pazienza ancora un po'. 
E quindi, ho ripiegato su un classico, che probabilmente avete letto e di cui conoscete già anche la storia del titolo. 
Sto parlando di: TO KILL A MOCKING BIRD ovvero IL BUIO OLTRE LA SIEPE di Harper Lee


Il romanzo, pubblicato per la prima volta negli USA nel 1960, ha come tematica principale quella della discriminazione e del razzismo nell'America degli anni '30, vista dagli occhi di due bambini, Scout e Jem, che vivono in una cittadina dell'Alabama.  Il successo del libro fu immediato, tanto che l'autrice ottenne quello stesso anno il premio Pulitzer. 
La prima edizione italiana è apparsa sempre nel 1960 per la casa editrice Feltrinelli (che ancora lo pubblica) con la traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer.

Ma veniamo al titolo: il titolo originale "To Kill a Mockingbird" letteralmente significa "Uccidere un usignolo", un uccellino talmente innocuo la cui uccisione viene considerata un grave peccato. Un riferimento figurato a quanto avviene all'interno del romanzo: l'accusa di stupro nei confronti di un giovane solo perché di colore e l'invasione nella vita privata di un vicino di casa dei due ragazzi, Boo Radley,  un uomo schivo e timido e per questo considerato diverso. In italiano la traduzione letterale non avrebbe avuto molto senso, perché non sarebbe riuscita a trasmettere la stessa idea di innocenza e di purezza. Si è scelto quindi di optare per un'altra espressione, "Il buio oltre la siepe" appunto, che fa riferimento a qualcosa di sconosciuto pur essendo vicino. Anche in questo caso il romanzo rimanda a Boo Radley, temuto perché pur essendo sempre vicino non si sa nulla di lui.

Sebbene all'interno del romanzo in realtà non manchino i riferimenti all'usignolo che compare nel titolo originale, a mio avviso la scelta del titolo è del tutto condivisibile perché riesce nell'intento di trasmettere la sensazione di insicurezza e di paura legata alle cose che non conosciamo, che poi la maggior parte delle volte è ciò che è alla base del razzismo.

Che ne pensate?

8 commenti:

  1. Questo libro non l'ho ancora letto, anche se è nella libreria. Sicuramente lo leggerò prima o poi, visto che è un classico. Anche se non hanno mantenuto il titolo originale, hanno lasciato l'uccellino in copertina. Un rimando all'originale, forse? Devo però ammettere che "Il buio oltre la siepe", riesce a trasmettere almeno il concetto di ciò che è sconosciuto, seppur vicino a noi.

    Tu lo hai letto? :)
    (E ancora tanti auguri Lettrice Rampante!!)

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  2. L'ho letto qualche anno fa, in lingua originale... e ammetto con somma vergogna che subito non l'avevo collegato con "Il buio oltre la siepe". L'ho scoperto solo dopo! E' molto bello!

    Grazie mille per gli auguri! :)

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  3. Il libro l'ho letto da poco e l'ho amato!
    Sono d'accordo con te, la traduzione non avrebbe reso... direi che la scelta italiana è stata ottima!

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  4. E' un libro nuovo per me!
    Però devo ammettere che sia la copertina che il titolo italiani mi attirano di più, mi coinvolgono un po' di più. Forse perchè sono la mia lingua, ma anche nella scelta dei colori e dei disegni le trovo più accoglienti.
    Comunque lo aggiungo alla lista dei libri da leggere!:)
    Grazie per essere passata da me: è un onore!:)

    Un abbraccio

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  5. In questo caso il titolo italiano mi sembra azzeccato. Complimenti per questa tua nuova rubrica, la trovo veramente interessante e adesso sto leggendo anche gli altri post che mi ero persa!!!

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  6. Io ho visto il film diverso tempo fa, senza saperne il titolo e quindi senza collegarlo al libro T_T Cioè, era bello e cominciato da poco e ho iniziato a guardarlo e... e... e. Come uccidere una lettura. Cioè, bellissimo film, però non riesco quasi mai a leggere il libro dopo averne visto il film. Sigh.
    Secondo me il titolo in italiano non è male, però svia un po'. La prima volta che ne ho sentito parlare credevo si trattasse di una specie di thriller-horror per ragazzi ò_ò Forse sarebbe bastato aggiungere un 'Come' al titolo... cioè, 'Come uccidere un usignolo'.

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  7. Diciamo che dare un "giudizio" su un titolo è sempre difficile, soprattutto se stiamo parlando di libri usciti parecchio tempo fa e quindi che siamo abituati a sentire così.
    In questo caso la differenza c'è, è abbastanza marcata, eppure credo che anche il titolo italiano riesca a mantenere bene il senso di fondo del libro...
    A me anche "Come uccidere un usignolo" farebbe pensare a tutt'altro, cioè non so se comprerei mai un libro con un titolo così :P

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  8. sono d'accordo con te, il titolo necessitava di essere cambiato, ma ora chi ha anche solo una minima cultura generale dovrebbe conoscere questo libro, a prescindere dai titolo che ormai si sente molto spesso. essendo io madrelingua inglese (mia madre è di Philadelphia) devo anche aggiungere però che forse il titolo in lingua originale rendeva di più l'idea che Lee voleva trasmettere con il suo romanzo...
    in ogni caso complimenti per la scelta dell'argomento e auguroni per il tuo blog.
    Audrey

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