venerdì 22 febbraio 2013

QUESTO BACIO VADA AL MONDO INTERO - Colum McCann

1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l'uomo ricama un sogno di purezza e speranza percorrendo una corda tesa a 110 metri dal suolo, fra le Torri Gemelle. Sotto di lui, in strada, la città trattiene il respiro e dimentica per un attimo le sue tragedie. Inizia così la storia poetica e convulsa di una manciata di newyorchesi - un monaco di strada che porta la sua missione fra le prostitute nel Bronx; una di loro, giovane e bellissima, che divide il marciapiede con la madre; un'artista corrosa dal rimorso ma decisa a ripulire la propria vita; madri in lutto e una nonna che non vuole arrendersi - le cui vite si sfiorano e si scontrano come biglie, sotto i grattacieli e nei sobborghi di una città dolente e umana. Una città che tiene ben nascosta la propria anima, sospesa come un equilibrista sul filo sottile tra il bene e il male. Un grande romanzo americano, crocevia di voci e destini che sanno aprire la porta alla speranza in un mondo abitato dal dolore.

Questo libro è semplicemente meraviglioso. Potrei girarci intorno, cercare parole su parole per descrivere quanto mi sia piaciuto, ma alla fine approderei sempre a quell'aggettivo lì: meraviglioso. Un libro che un po' ti prende a pugni e ti fa male e un po' ti accarezza e ti lascia sperare.

Ed è proprio la speranza ciò di cui hanno bisogno tutti i protagonisti, abitanti di una New York che ancora deve fare i conti con la guerra in Vietnam, con il razzismo, con la povertà, con la paura di vivere e di non riuscire a farlo, con la paura di giudicare e di venir giudicato, con la paura di amare e di non essere amati. 
E' una mattina del 1974. Una mattina che cambierà la vita a molti: qualcuno morirà, qualcun altro verrà arrestato, qualcuno perderà l'amore della sua vita dopo averlo appena trovato, qualcuno dovrà semplicemente continuare a vivere in quel sogno che una guerra a migliaia di kilometri di distanza ha infranto, qualcuno incomincerà la sua nuova vita proprio oggi. Oh sì, e c'è anche qualcuno che deciderà di tendere un cavo tra le Torri Gemelle e le attraverserà, una, due, dieci volte... dimostrando che nonostante la tristezza, nonostante i problemi, nonostante la paura e nonostante il destino che a volte sembra esserci avverso, si può sempre, SEMPRE, arrivare dall'altra parte del filo.

Non voglio farvi un riassunto della trama, né parlarvi dei personaggi. Non servirebbe a niente. Il bello di questo libro è dato anche dal non sapere cosa aspettarsi, dal non riuscire a capire cosa arriverà dopo: il funambolo cadrà? Le madri riusciranno a superare la morte in battaglia dei figli? Le figlie delle prostitute riusciranno a vivere in un mondo migliore? I neri potranno camminare liberi per le strade? L'amore, quello vero, quello che fa tanta paura, trionferà? Non ve lo dico. Non posso dirvelo. Non tanto perché vi rovinerei la "sorpresa", quanto perché vi toglierei il gusto di una vostra libera interpretazione, che sarà sicuramente diversa dalla mia o da quella di chiunque altro, perché questo libro è fatto perché ognuno ci veda quello che vuole: speranza o rassegnazione. Un po' come l'America oggi, che ancora sta ricercando una sua identità dopo la caduta di quelle due torri, che vive nella speranza ma anche nel dolore.

Colum McCann è davvero, davvero bravo con le parole. Bravo a creare poeticità anche nei momenti più squallidi, perché non è vero che una puttana ama meno di qualcun altro, e a trasmettere i sentimenti e le sensazioni di tutti i protagonisti come se fossero le nostre. Al punto che non esagero dicendo che, soffrendo io parecchio di vertigini, quando descriveva il funambolo lassù su quella corda, mi girava la testa. Come se ci fossi stata io là.

Insomma, un libro imperdibile, che dovete assolutamente leggere.

7 Agosto '74: Philippe Petit attraversa le Torri
"C’è chi pensa che l’amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma li. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, fin dall’inizio."



Nota alla traduzione/edizione: mamma mia quanti refusi! 

Titolo: Questo bacio vada al mondo intero
Autore: Colum McCann
Traduttore: Marinella Magrì
Pagine: 451
Anno di pubblicazione: 2011
Editore: BUR Rizzoli
ISBN: 978-8817061407
Prezzo di copertina: 11,90 €
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8 commenti:

  1. Ma così non vale? Sembra bellissimo!!! Mi viene voglia di leggerlo subito!
    F.

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  2. Guarda con libri così, parole ed entusiasmo non sono mai sufficienti. Va davvero letto!

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  3. Marinella Magrì23 febbraio 2013 11:36

    Cara Elisa, è vero, hai ragione: quanti refusi!
    Purtroppo però i refusi non dipendono dalla "traduzione", ma spessissimo dall'impaginazione, quando ormai il traduttore non c'entra più....
    Sono davvero felice che il romanzo ti abbia così colpito, conviverci per mesi è stato per me emozionante, oltre che un immenso onore

    Con cordialità
    Marinella Magrì (la traduttrice)

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    1. Hai perfettamente ragione! So che i refusi non dipendono dal traduttore... e dovrei effettivamente cambiare il titolo della "nota", che ormai scrivo così per abitudine.

      Posso immaginare l'emozione e l'onore per averlo tradotto! E' davvero un bellissimo libro e sono contenta che, anche grazie a te, sia arrivato qui da noi.

      Grazie per aver commentato! :)

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  4. Mi hai convinta. Non mi resta che inserirlo nel mia wish list e aspettare di riuscire a leggerlo :)

    P.S.: eh già, purtroppo i refusi rispondono alla fase di correzione bozze (campo che mi interessa moltissimo) e i traduttori poverini non c'entrano. Se dici che ce ne sono così tanti, dovrò armarmi di pazienza per non farmi venire il nervoso durante la lettura ;) è un peccato, però, perché in questi casi la fluidità del libro viene rovinata :(
    Un saluto anche alla traduttrice che ha risposto sopra :)

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  5. Molti commenti al libro sono positivi e per questo lo comprai, ma l'ho finito a fatica solo per vincere una sfida. L'impressione è che sia un romanzo in cui c'è una forte morale cristiana: tanta sofferenza uguale tanto amore. Un amore che strabordà lì dove le persone sono ferite nell'animo (la prima storia, quella del ragazzo prete, è la più memorabole guarda caso. Purtroppo è affetta tra troppa sfiga, eccessiva tristezza e un personaggio piatto come quello del fratello che in pratica fa da testimone inerte di tutta la vicenda). La metafora del funambolo è azzeccata (e ci mancherebbe, visto che è l'idea portante del libro) però mi dispiace che quell'evento sia stato unito a un intreccio di storie, coincidenze, destini che mi ricorda (anche se non lo conosco bene) il cinema di Inarritu (non perchè mi ricorda i suoi film, ma perchè quell'impresa è unica e autosufficiente senza che ci sia bisogno di associarla a storie di finzione che tali restano).
    Ciao.

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    1. La morale religiosa effettivamente c'è, ma è solo uno degli aspetti e io personalmente non l'ho trovato poi così predominante. E' per quello che dicevo che è un libro che può dar vita a numerose interpretazioni diverse.
      a me l'idea del funambolo come punto d'incontro tra le varie storie non è dispiaciuta invece. Quel giorno lui ha fatto quell'impresa epica, ma anche le persone normali hanno vissuto, anche a loro è successo qualcosa, mentre lui era lassù.

      Comunque capisco perfettamente le tue "obiezioni" al libro eh!

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    2. Non so riguardo le altre interpretazioni perchè più di tanto non ci ho pensato. Sta di fatto che il ragazzo prete ha il suo ruolo centrale nel libro. Sia pag. 94 che pag. 370 sono per me indicative di dove la storia vuole portarci: "cercare di ferire la propria fede per poterla mettere alla prova". Questo farsi del male perchè non si sa fare altro non lo condivido proprio, non è nella mia visione del mondo. Poi si parla anche di vita fragile, di bellezza trovata nel "sudiciume" della vita.. Adesso non ricordo precisamente gli altri personaggi però penso che più o meno si possa ricondurre tutto a quelle pagine (poi, insomma, potrei andarmi a cercare altre frasi ma cmq continuerei a dire la stessa cosa). In più è un romanzo dalla sensibilità femminile (spiccatamente, forse), non è che sia un demerito, solo che si aggrava sembrandomi anche terribilmente piagnone. Che dire, ogni tanto c'è da provare anche romanzi diversi dai propri gusti...

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