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venerdì 30 dicembre 2016

Le mie migliori letture del 2016

Ed ecco che finalmente arriva anche la lista delle mie migliori letture del 2016. Adoro pubblicare questo post proprio il penultimo o l'ultimo giorno dell’anno, un po’ per lasciare una speranza alle ultime letture di dicembre, un po’ per poter concludere in bellezza qui sul blog.

Come dicevo già nel post delle letture peggiori, a livello di letture questo 2016 è stato un anno molto particolare: ho letto meno del solito, a ritmi molto rallentati, soprattutto da agosto in poi. Nonostante questo, comunque, di libri davvero davvero belli ne sono entrati diversi nella mia vita in questi dodici mesi. Alcuni sono stati delle vere e proprie rivelazioni, altri delle riconferme, altri libri semplicemente fondamentali… in ogni caso, tutti romanzi che mi rimarranno nel cuore.

Il mio panda di peluche, entusiasta per le belle letture di quest'anno
(nella foto manca un libro)

I VENERDÌ DA ENRICO’S di Don Carpenter, pubblicato da Frassinelli, con la traduzione di Stefano Bortolussi: un bel romanzone, mi era venuto da definirlo mentre lo stavo leggendo. Che parla di scrittori e, soprattutto, di rapporti umani. Bello, bello, bello.

UN COMPLICATO ATTO D’AMORE di Miriam Toews, edito da Adelphi e pubblicato da Monica Pareschi: il più bel romanzo in assoluto di Miriam Toews (sì, persino più di In fuga con la zia, che già ritenevo un piccolo capolavoro). Nomi è un personaggio incredibile, così come lo è lo stile di questa grande autrice canadese. (Adelphi, ti prego, non farlo finire fuori catalogo!)

TRILOGIA DELLA PIANURA di Kent Haruf, pubblicati da NN editore e tradotti da Fabio Cremonesi: sono passati mesi da quando ho letto Benedizione, Canto della pianura e Crepuscolo e ancora non sono in grado di dire quale sia il più bello. Ho pianto un sacco, con tutti e tre, di tristezza e di gioia. Ho amato la fragilità di Dad e la dolcezza dei fratelli McPheron. E soprattutto lo stile di Kent Haruf. Tre libri bellissimi, anche per il significato che hanno avuto (e hanno ancora) di riflesso nella mia vita.

GIRL RUNNER di Carrie Snyder, edito da Sonzogno e tradotto da Gioia Guerzoni: una vera rivelazione. Temevo parlasse solo ed esclusivamente di corsa, e invece è una saga familiare, la storia di due sorelle, una che amava correre sfidando tutte le convenzioni, l’altra che non capiva questa passione. Da leggere anche se non si ama la corsa.

PIÙ PICCOLO È IL PAESE PIÙ GRANDI SONO I PECCATI di Davide Bacchilega, edito da Las Vegas edizioni: altra grandissima rivelazione di questo 2016. Un romanzo giallo ambientato nella Romagna invernale, quella senza turisti e senza ombrelli. Semplicemente geniale lo stile e bellissimi i personaggi. E poi, sul colpo di scena sono cascata come una pera.

LA FIGLIA SBAGLIATA di Raffaella Romagnolo, uscito per Frassinelli: un romanzo che è un pugno nello stomaco. La storia di una famiglia che sembra perfetta, ma che si sta sgretolando dall’interno. Durissimo e bellissimo.

7-7-2007 di Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio: quinta avvenuta del vicequestore Rocco Schiavone, che fa un salto nel passato e ci racconta cosa è successo con Marina. E niente, mi sono innamorata ancora di più.

LA MIA VITA È UN PAESE STRANIERO di Brian Turner, pubblicato da NN editore e tradotto da Guido Calza: un memoir di guerra, che alterna descrizioni cruente a pura poesia. Durissimo e bellissimo.

LA SOGNATRICE DI OSTENDA di Eric-Emmanuel Schmitt, pubblicato da E/O e tradotto da Alberto Bracci Testasecca: altra racconta di racconti di Eric-Emmanuel Schmitt e di nuovo sono uno più bello dell’altro. Amo questo scrittore e questa è l’ennesima conferma.

LA SAGA DEI CAZALET di Elizabeth Jane Howard, edito da Fazi editore con la traduzione di Manuela Francescon: in realtà il primo volume, Gli anni della leggerezza, è uscito nel 2015, ma quest’anno ho letto il secondo, Il tempo dell’attesa, e il terzo, Confusione, e ne sono stata ancora una volta completamente conquistata. Una saga famigliare appassionante, di quelle che quando inizi non riesci a smettere di leggere. (Prevedo che ci sarà anche nella lista dei migliori del 2017, con i nuovi volumi).

Ci sono sicuramente stati anche altri libri meritevoli in questo anno di letture, ma questi sono state in assoluto le letture migliori. E direi che non mi posso proprio lamentare.

Ci rivediamo nel 2017, per un altro fantastico anno di letture rampanti!

mercoledì 21 dicembre 2016

Com’è andare per la prima volta a Più Libri Più Liberi

(Questo mio post è stato pubblicato su Ultima pagina il 13 dicembre 2016)

Si è conclusa domenica 11 dicembre la quindicesima edizione di Più Libri Più Liberi, la Fiera Nazionale della piccola e media editoria organizzata dal Gruppo Piccoli Editori dell’Associazione Italiana Editori, che si svolge al Palazzo dei Congressi del quartiere EUR, a Roma. Una fiera che, fin dalla sua nascita avvenuta nel 2002, è dedicata alle realtà indipendenti e che per questo motivo attira un pubblico di lettori interessato anche a un’editoria indiestream, e non solo a quella mainstream, che caratterizza invece le fiere più grandi dove sono presenti anche i maggiori gruppi editoriali italiani.
Ma com’è andare per la prima volta a Più Libri Più Liberi? Come per tutte le fiere di questo tipo, è possibile consultare il programma degli eventi e l’elenco degli espositori già qualche settimana prima, sul sito web, così da poter organizzare al meglio la visita in base agli incontri, ai propri interessi, ma anche alla voglia di girare in tutta tranquillità, evitando le giornate più affollate. Quest’anno la fiera, il cui tema è riassunto dall’hashtag #sonotuttestorie, si è svolta dal 7 all’11 Dicembre, a cavallo del ponte dell’Immacolata. Una scelta sicuramente meditata e consolidata negli anni, il cui scopo è portare più visitatori, che però, in realtà, rischia di creare l’effetto opposto: bisogna davvero essere appassionati di libri e di lettura, di scrittori e editori indipendenti, per decidere di trascorrere lì uno dei pochi ponti disponibili durante l’anno (oltre a non tener conto delle esigenze degli editori, costretti a lavorare in giorni di festa).

Una volta scelto il giorno e consultato il programma, si può finalmente entrare nel Palazzo dei Congressi e girovagare tra i vari stand. Non si fa molta coda, né alle casse né al momento dell’ingresso, a meno che non si decida di entrare proprio all’apertura dei cancelli. Gli stand sono tutti uguali a livello di struttura, a cambiare è solo la dimensione. E questa forse è una delle cose più belle delle fiere della piccola e media editoria in generale, e di Più Libri Più liberi in particolare: ovvero la possibilità offerta a ogni editore di avere la stessa visibilità di un altro, magari più grande e più conosciuto, senza che sia necessariamente la qualità estetica di uno stand, spesso determinata da fattori economici, ad attirare possibili acquirenti. Ogni editore ha poi ovviamente la possibilità di personalizzare il proprio spazio interno come preferisce, ma questa omologazione strutturale fa in modo che l’attenzione sia davvero focalizzata sui libri. La stessa accortezza andrebbe però usata anche nella selezione degli editori ospiti, perché la presenza di numerosi editori a pagamento o a doppio binario rischia di penalizzare l’immagine dell’intera fiera (problema di cui si discute da anni, che riguarda in realtà tutte le fiere del libro sul territorio nazionale e che l’AIE probabilmente prima o poi farebbe meglio ad affrontare).

Un’altra problematica è quella legata allo spazio espositivo nel suo complesso: gli editori presenti sono tanti e il modo in cui è suddivisa l’area del Palazzo dei Congressi, nei giorni di maggiore affluenza (il sabato, nell’edizione di quest’anno), rende spesso difficoltoso il muoversi tra una zona e l’altra. La situazione diventa ancor più difficoltosa al piano superiore, dove si trovano tutte le sale degli incontri, a eccezione del Caffè letterario, e gli stand di altri piccoli editori. Nel complesso, comunque, è sicuramente una fiera a misura d’uomo, in cui si passeggia volentieri ed è facile trovare gli editori e tutti i luoghi che si cercano. Mancano, però, luoghi di sosta e di ristoro pensati per un pubblico vasto: un’assenza, questa, che accorcia di molto la durata della permanenza dei visitatori all’interno della fiera – e di conseguenza le possibilità di vendita.

Il programma degli incontri, come si diceva, è abbastanza ridotto e si divide in quattro filoni precisi. Ci sono eventi di carattere prettamente professionale, concentrati nei giorni di minor affluenza di non addetti ai lavori, che forniscono uno sguardo in generale sul mercato del libro e dell’editoria indipendente, tra cui, ogni anno, l’analisi dei dati Nielsen sullo stato della lettura e delle vendite e, quest’anno, il confronto tra Chiara Valerio e Nicola Lagioia, responsabili rispettivamente di Tempo di Libri di Milano e del Salone Internazionale del Libro di Torino. C’è poi un ricco programma dedicato ai bambini, che hanno all’interno della fiera uno spazio interamente riservato, in cui possono partecipare a letture ad alta voce e laboratori, e poi le presentazioni organizzate dagli editori: alcune con grandi nomi che attraggono più pubblico, per esempio, quest’anno in chiusura c’è stato Andrea Camilleri, ma nei giorni precedenti anche Zerocalcare, Antonio Manzini, Vittorio Sgarbi, Enrico Mentana; altre con autori meno famosi, che hanno avuto, grazie a Più Libri Più Liberi, la possibilità di farsi conoscere. E questa visibilità, che riguarda gli autori ma soprattutto gli editori, è un’altra delle grandi forze delle fiere dell’editoria dedicate esclusivamente all’editoria indipendente: dare uno spazio e un’occasione per presentarsi e raggiungere i lettori a quelle case editrici che al di fuori delle fiere non sempre trovano il modo di farsi notare.

In effetti gli editori presenti sono stati davvero tanti. Alcuni un po’ più grandi e già conosciuti, grazie alla loro storia e ad alcuni colpi editoriali messi a segno negli ultimi anni (si pensi a minimum fax, ma anche a Sellerio, e/o o Iperborea); altri comparsi sul panorama letterario italiano solo negli ultimi anni ma già con una precisa identità (per esempio NN Editore e SUR), altri ancora molto piccoli, ma comunque con un target di lettori ben definito. Qui tutti trovano il loro spazio, a volte più visibile, a volte meno, in base alla posizione che occupano all’interno dell’area espositiva, e tutti hanno una loro voce.

E l’affluenza di pubblico in questi cinque giorni (cinquantamila presenze, secondo il comunicato stampa ufficiale di chiusura), così come negli anni passati, dimostra e conferma che sono in molti in Italia a voler ascoltare queste voci.

sabato 3 dicembre 2016

La mia prima volta a Più Libri Più Liberi: gli incontri a cui vorrei partecipare

Ebbene sì, quest'anno andrò anche io, per la prima volta, a Più Libri Più Liberi, la fiera nazionale della Piccola e Media editoria che si tiene a Roma, al Palazzo dei Congressi dell'Eur, da mercoledì 7 a domenica 11 dicembre.



Inutile dire che non vedo proprio l'ora. Sono anni che cerco di organizzarmi per andare e anni che, per un motivo o per l'altro, alla fine non ci sono mai riuscita. Ci voleva Luca, che sarà là per lavoro tutti e cinque i giorni allo stand di NN editore, a darmi finalmente la spinta giusta per andarci. E quindi mi troverete a gironzolare per gli stand e a seguire incontri e conferenze dal mercoledì alla domenica (con qualche pausa di tanto in tanto per fare un giretto a Roma, ché sotto Natale è ancora più bella).

Ho dato un'occhiata al programma, non così vasto eppure non così semplice da consultare (mettete gli eventi in ordine d'orario, porca miseria!) e sono riuscita a segnare alcuni degli incontri che più mi interessano e che vi segnalo qui.

MERCOLEDÌ 7
ore 14
L’andamento del mercato 2016 alla vigilia del Natale e la piccola editoria. Da un’editoria mainstream a una indistream? - Sala Aldus Room

ore 15
Tempo di libri. Fiera dell’editoria italiana (19-23 aprile 2017) - Sala Rubino

ore 17
Longform: i libri tutto l’anno - Caffè letterario

GIOVEDÌ 8
ore 13
Come è cambiata la piccola editoria negli ultimi 10 anni. Editori allo specchio - Sala Aldus Room

ore 15
Una perfetta geometria. Presentazione del romanzo di Giorgio Serafini Prosperi - Sala Turchese

ore 16
“7-7-2007” e “La fabbrica di stelle”. Presentazione dei romanzi di Antonio Manzini e di Gaetano Savatteri - Sala Diamante

ore 18
Più Gorilla Più Sapiens Reading - Caffè letterario

VENERDÌ 9
ore 13
Arrivare ai non lettori (tra letti di notte, giri d’Italia e librerie) - Sala Turchese

ore 16
Americana. Presentazione del libro di Luca Briasco - Sala Turchese

ore 16.30
Fantastic Mr. Dahl - Spazio ragazzi

 ore 18
A che servono i Saloni del Libro - Sala Diamante

SABATO 10
ore  13
Overlove. Presentazione del libro di Alessandra Minervini - Sala Corallo

ore 16
Warlock. Presentazione del libro di Oakley Hall - Sala Turchese

DOMENICA 11
ore 16
Un solo paradiso. Presentazione del libro di Giorgio Fontana - Sala Rubino

ore 19
Tre maestri (involontari): Cortázar e altri sudamericani militanti - Sala Turchese


Sicuramente ci sono molti altri incontri e presentazioni interessanti, ma queste sono quelli che più interessano a me e a cui farò di tutto per partecipare (anche se in alcuni casi è richiesto il dono dell'ubiquità oppure una giratempo).

E quindi, niente, per chi non ci sarà, cercherò di raccontare sulla pagina Facebook e su Twitter l'aria di questa fiera e gli eventi a cui parteciperò. Per chi invece sarà presente uno di quei cinque giorni e vuole fare due chiacchiere, mi potrà riconoscere dalla solita borsa rampante (o trovarmi spesso allo stand NN). Se no, ci si può anche vedere per un caffè o una bella amatriciana in centro (che Roma sotto Natale è bellissima l'ho già detto, sì?).

lunedì 24 ottobre 2016

7 anni di blog

Oggi La lettrice rampante compie 7 anni. Era il 24 ottobre 2009 quando per la prima volta ho cliccato su “pubblica” e messo in rete il mio primo post.

Non sembra, ma sette anni sono tanti, soprattutto per un blog che era nato un po’ per caso. Fa effetto pensare che sia già passato tutto questo tempo da quella prima volta. E fa ancor più effetto pensare che in tutti questi anni, mentre la mia vita normale scorreva e andava avanti, il blog sia sempre rimasto una costante e una certezza.

Il mio blog oggi si sente un po' come l'essere millenario di La storia infinita

Lui c’era quando mi sono laureata, anche se era ancora un giovincello e non aveva ancora ben chiaro quale ruolo avrebbe avuto nella mia vita. C’era quando ho trovato il primo lavoro e poi, cinque anni dopo, quando quel lavoro non ce l’ho avuto più. C’era quando ho iniziato a tradurre, mentre i lavori di editing li devo proprio a lui.
C’era quando la mia vita affettiva è stata stravolta la prima volta, quando si è ripresa, e quando poi, un paio di mesi fa, l’ho stravolta di nuovo, arrivando finalmente dove dovevo arrivare da tutta la vita.

Ha avuto alti e bassi, ovviamente. Momenti in cui “basta, lo chiudo, tanto non se lo considera nessuno”. Momenti in cui “ma chi me lo fa fare”. Momenti in cui è rimasto aperto su post bianchi per ore, in attesa che mi venisse in mente qualcosa da scrivere e ha aspettato paziente di ritornare in vita quando ho avuto bisogno di prendere una pausa, da lui e dai libri.
I momenti soddisfazione ovviamente sono stati molti di più rispetto a quelli di sconforto. Momenti di “oddio, guarda che cosa mi è successo grazie al blog” (gli autori ma anche le persone comuni che ti scrivono mail dopo che hanno letto un tuo commento o una tua recensione, l’organizzare incontri in libreria ed essere chiamata a parlare in biblioteca, andare alle presentazioni dei tuoi scrittori preferiti e presentarti come “la lettrice rampante”, conoscere l’amore della tua vita… ecc,ecc..)  o di “cavolo, ma che bella recensione che ho scritto” (l'autocompiacimento da recensione è una cosa che tutti quelli che hanno un blog letterario possono capire).

C’è voluto un po’ di tempo perché La lettrice rampante prendesse una sua forma e una sua identità. Diversi cambi di sfondo e layout, prima di approdare a questi pois bianchi su sfondo verde da cui ora mi sembra impensabile separarmi. Diversi cambi di stile, che hanno coinciso con una crescita nel mio modo di scrivere e, soprattutto, di leggere. Diverse rubriche nate e poi chiuse una volta che il loro corso si è compiuto.
Sette anni di blog che sono sette anni di vita, insomma.

Ammetto di aver pensato a volte, soprattutto nell'ultimo periodo, di chiudere La lettrice rampante e smettere di parlare di libri in rete (e ve ne sarete anche accorti, che per un certo periodo ho pubblicato molti meno post e letto molti meno libri… almeno rispetto ai miei standard). Ma, anche se forse sembra un po’ stupido da dire, non credo davvero che riuscirei a vivere senza questo mio spazio a pois. E, soprattutto, senza leggere e scrivere di libri.

©Tony Illustration

E quindi, tanti auguri mio piccolo blog a pois. Cento di questi giorni e, speriamo, migliaia di libri belli.

giovedì 5 maggio 2016

SalTo16... e facciamoci un salto anche quest'anno, dai

Manca una settimana esatta all'inizio del Salone internazionale del libro di Torino. Siete pronti? Siete caldi? 
Il tema di quest'anno è quello delle "Visioni" e io, devo dirvi la verità, come ogni anno non vedo l'ora di varcare quei cancelli ed entrare in quei caldissimi padiglioni.
Nonostante la mancanza di sedie, il caldo, il caos, la fila per andare in bagno, i panini costosissimi, i bambini ovunque e tutti i problemi che vi possano venire in mente, io adoro il Salone del libro. Adoro il clima che si respira, adoro il camminare tra gli stand, adoro il camminare per i corridoi e incrociare scrittori che si fanno i fatti loro, adoro incontrare altri lettori appassionati e assistere alle presentazioni. Quindi penso non sia difficile immaginare il mio stato d'animo ora.

© Mimmo Paladino
Sono anche riuscita in tempi ragionevoli a districarmi tra l'immenso programma e, sebbene ogni tanto qualche nuovo incontro ancora salti fuori, penso di potervi già dire a quali intendo partecipare (dico intendo perché poi là dentro distrarsi è un attimo e tutti i piani degli anni passati sono sempre andati a farsi benedire).
Salvo imprevisti sarò al Salone tutto il venerdì e tutto il sabato. Quindi mi sono focalizzata sugli eventi di quei due giorni, ignorando completamente gli altri... onde evitare tentazioni.

Ed eccoli qui:

VENERDÌ 13
h 13. TEORIE E TECNICHE DI (IN)DIPENDENZAPresentazione dell’antologia di 24 racconti curata da Gianluigi Bodi in SALA ROMANIA

h 14. INTRADUCIBILI: PENSARE L'IMPENSABILE?:  seminario di traduzione a proposito del libro Lost in Translation di E. F. Sanders (Marcos y Marcos) in SALA MADRID

h 15. L'Italia vista dalla Puglia. Nuove visioni cinematografiche. Incontro con Checco Zalone: e non credo serva che vi dica altro. In SALA GIALLA

h 16. Un'ora con... RAFFAELLA ROMAGNOLO. In occasione della pubblicazione del romanzo La figlia sbagliata. Al CAFFE LETTERARIO.


SABATO 14
h. 11 Il piatto forte è l'emozione. Incontro con Antonino Cannavacciuolo. In SALA GIALLA.

h 12 I bastardi di Pizzofalcone. Incontro con Maurizio De Giovanni. In SALA GIALLA

h 15. Impara a fare un fumetto. Incontro con SIO. Al BOOKSTOCK VILLAGE. Questo sarebbe per bambini, ma spero ci facciano entrare comunque...

h 17.30 A quattromani. Incontro con Paco Ignacio Taibo II e Giancarlo de Cataldo. All'ARENA PIEMONTE


Ecco, gli incontri sono questi. Mi rendo conto che ci siano cose che con i libri c'entrano poco o nulla, ma sogno di incontrare Checco Zalone da una vita, Antonino Cannavacciuolo come chef in tv mi fa impazzire e Sio e i suoi fumetti assurdi mi fanno sempre un sacco ridere (lo conoscete Scottex, vero?).
E poi dai, qualche evento letterario c'è!.

Per quanto riguarda gli editori, come al solito eviterò gli stand di quelli grandi perché saranno come sempre troppo affollati e tanto, tanto anonimi, e andrò da quelli più piccolini a cui sono tanto affezionata (marcos y marcos, NN editore, Spartaco, Gorilla Sapiens, Keller, etc etc...) e a conoscerne magari qualcuno di nuovo.

«E cosa comprerai?» vi starete chiedendo poi. Beh, la mia lista è, purtroppo, in continuo allungamento... spero di riuscire poi a darmi una regolata una volta là dentro e di uscire con ancora qualche soldo in tasca (anche se dubito che ci riuscirò).

Voi verrete al Salone? Se sì, quando? Ci vediamo magari per un caffè? Io avrò la borsa ufficiale rampante, mi riconoscerete da quella. (Vi avviso già da ora che dal vivo sono molto meno intelligente e spigliata di quello che forse sembro qui sul blog, quindi se quando mi parlate me ne esco con frasi sceme o divento tutta rossa, portate pazienza).


lunedì 4 aprile 2016

Una mattina al BOOK PRIDE a Milano

Durante il fine settimana appena passato a Milano si è tenuta la seconda edizione del Book Pride, la fiera nazionale dell'editoria indipendente promossa da ODEI, l'osservatorio degli editori indipendenti.
Ero già stata l'anno scorso alla prima edizione, ma non avevo scritto alcun resoconto qui sul blog perché, devo ammettere, che per me era stata un po' deludente. Per carità, poi avevo trascorso un bel pomeriggio in giro per Milano, ma il Book Pride in sé, per le dimensioni, per l'organizzazione, per tutta una serie di fattori, mi aveva lasciata un po' perplessa.
Già il fatto che quest'anno io sia qui a parlarvene vuol dire che le cose stavolta sono andate diversamente.

Innanzitutto è cambiata la sede. L'anno scorso era stato ai Frigoriferi Milanesi, luogo forse non proprio adatto a un fiera come questa. Un ambiente piccolino, con poco spazio per muoversi di fronte agli stand e una divisione troppo netta tra una sala e l'altra. Quest'anno si è spostato a Base, un centro esposizioni ricavato da un'ex area industriale e fresco fresco di apertura (addirittura qua e là c'erano ancora scale, sacchi di cemento e uomini al lavoro). Un luogo che ho trovato molto più spazioso, luminoso e accogliente. (E anche più facilmente raggiungibile senza perdersi da chi, come me, arriva in treno e in metro e Milano la conosce poco).

Ma veniamo al Book Pride in sé. Io sono andata sabato in tarda mattinata e sono rimasta dentro un paio d'ore. Ve lo dico subito: non ho partecipato ad alcun evento. Ce n'era uno interessante all'orario in cui io ero lì(Modi e forme della promozione della lettura), ma prima incontri un editore che conosci, poi un altro, poi un'amica, poi gente sconosciuta con cui ti metti comunque a chiacchierare e insomma, tra una cosa e l'altra, all'evento non ci sono andata. Ma so che un'altra blogger bravissima, The bookworm, che ho avuto il piacere di incontrare proprio per la prima volta lì al Book Pride, ne parlerà, quindi vi rimando poi a lei e al suo post.

"Quindi che cos'hai fatto e, soprattutto, che cos'hai da raccontare su 'sto Book Pride se non hai assistito a niente?" vi starete chiedendo voi. Beh, il clima, l'atmosfera, i libri ovunque e le chiacchiere, con gli amici e con gli editori. Cose che in realtà per iscritto sono molto difficili da raccontare, ma in ogni caso ci proverò.
Quest'anno non so perché ero molto lanciata. Non che andassi in giro a dire a tutti "ciao, sono la lettrice rampante", quello no, non lo faccio mai, mi vergogno troppo e so di non poter pretendere che chi ho di fronte sappia chi sono (anche perché chi sa quanti blogger li vanno a trovare durante queste fiere). Però. ecco, rispetto alla solita timidezza che mi coglie in queste occasioni, direi che quest'anno sono riuscita a chiacchierare un po' di più con tutti quelli da cui mi sono fermata.

Faccio quindi una rapida carrellata degli incontri e delle chiacchiere. Partendo dalla bella accoglienza di NN editore (la borsina, finalmente anche io ho la borsina!) e quella calorosissima di Edizioni Spartaco (Ugo, Andrea, Antonio e Tiziana, io vi adoro!). Ma anche le chiacchiere con le due ragazze allo stand marcos y marcos (prima su David Thomas, di cui ho comprato il nuovo libro, poi già che c'eravamo anche su Lemebel) e con la ragazza di Keller (che mi ha dato del lei, ma vabbè, di me era più giovane sicuramente... ma che è stata prontissima a non farmi passare per matta quando le ho detto che stavo comprando un loro libro per il bellissimo maialino in copertina). E poi quelle due signore che mi hanno visto vicino allo stand di NN e mi hanno salutata con un "tu non sai chi siamo noi, ma noi sappiamo chi sei tu e ti vogliamo ringraziare". Eh niente, di fronte a frasi così io mi sciolgo (e infatti credo di non aver risposto niente di intelligente... e vi chiedo scusa, se mi state leggendo!).

E infine i libri. Nei giorni precedenti al Book Pride avevo detto che ne avrei comprati solo tre. E ovviamente non ci aveva creduto nessuno. Alla fine poi ne ho comprati quattro, e uno mi è stato gentilmente regalato dai ragazzi di Edizioni Spartaco (grazie di nuovo, ragazzi!). Ecco l'elenco:


Il tempo fa il suo mestiere di Mariastella Eisenberg, edito da Edizioni Spartaco (e in uscita il 14 aprile).
La felicità di Emma di Claudia Schreiber, edito da Keller.
Non ho ancora finito di guarda il mondo di David Thomas, di marcos y marcos.
Benedizione e Canto della Pianura di Kent Haruf, pubblicati da NN Editore (sì, lo so, Benedizione l'ho già letto... ma me l'avevano presto e mi è piaciuto talmente tanto che dovevo averlo mio).

Insomma, sebbene io continui a preferire il Salone del libro di Torino (forse perché ci sono molti eventi in più e puoi rimanere là dentro per ore e ore senza quasi accorgertene, mentre qui, dopo un po', ti sembra di girare un po' in tondo), devo dire che quest'anno anche il Book Pride non mi è dispiaciuto. C'è ancora qualcosina da migliorare, ovviamente (tipo la divisione tra sale e spazio espositivo, e qualche punto di ristoro in più) ma è solo la seconda edizione... di tempo per farlo ne hanno eccome!

Bene, concludo ringraziando Thais e Nino per la compagnia, il pranzo e le risate; Giovanna e Virginia per l'accoglienza e le chiacchiere (al Salone avremo più tempo, sono sicura!); Luca per avermi quasi fatto sbagliare strada per arrivare a Base e poi avermi presa in giro per il libro rosa (ma dai, è adorabile!); di nuovo Ugo, Andrea, Antonio e Tiziana, e tutti gli altri con cui ho chiacchierato (Gianluigi, Rossella... e sicuramente me ne sto dimenticando qualcuno, portate pazienza).

Per la terza edizione del Book Pride prometto che cercherò di non farmi distrarre da tutti quei libri e quelle belle persone e parteciperò anche a qualche evento.
Sperando lo rifacciano lì a Base, così non ho nemmeno più il rischio di perdermi per arrivarci.