giovedì 10 novembre 2016

ROCCO SCHIAVONE - LA SERIE - il mio parere spassionato sulla prima puntata

Ieri sera su Rai2 è andata in onda la prima puntata di Rocco Schiavone, la serie tv tratta dai romanzi di Antonio Manzini pubblicati da Sellerio, che hanno come protagonista l’omonimo vice questore.
Se mi seguite già da qualche tempo, saprete quanto io sia innamorata di Rocco Schiavone: questo vice questore romano, spedito in punizione in Valle d’Aosta, che proprio non riesce ad adattarsi a quel clima così diverso e si ostina, nonostante il freddo e le condizioni climatiche avverse, ad andare in giro solo con un loden e con le Clarks. È davvero un gran personaggio, quello inventato da Antonio Manzini: un poliziotto un po’ burbero, che adora farsi una canna non appena arriva in ufficio al mattino, che non sempre è così rispettoso della legge che dovrebbe difendere e che, soprattutto, ha un doloroso passato alle spalle, che nei romanzi si scopre pian piano.

Sono innamorata di Rocco Schiavone, vi dicevo, e quindi quando ho saputo che sarebbe andata in onda una serie tv, sono stata molto combattuta tra un incontenibile entusiasmo e la paura che rovinassero tutto (e il fatto che la serie sarebbe stata per la Rai alimentava parecchio questa paura). Poi s’è scoperto che l’avrebbe scritta Antonio Manzini stesso, insieme con Maurizio Careddu, che sarebbe stata girata da Michele Soavi e, soprattutto, che a interpretare Rocco sarebbe stato Marco Giallini. Che è esattamente come io mi ero immaginata Rocco Schiavone leggendo i libri.
E quindi ieri (ma anche i giorni precedenti, in realtà) ho passato la giornata aspettando che arrivassero le 21.10 e che la prima puntata, tratta dal primo romanzo (Pista Nera), incominciasse.
Io, sul divano, mentre aspetto che inizi la puntata (foto di Luca, tutto intento a trollarmi)

Poi, una volta finita, ho scritto qualche commentino veloce su Facebook, per poi aspettare che passasse una notte per schiarirmi bene le idee e parlarvene come si deve. Alcune impressioni, dormendoci su, sono rimaste esattamente le stesse. Qualcuno è peggiorata.

I PERSONAGGI
Come dicevo prima, Marco Giallini È Rocco Schiavone. Ed è di una bravura incredibile. È riuscito a interpretare bene tutte le caratteristiche tipiche di questo personaggio: la sua apparente antipatia e stronzaggine, il suo menefreghismo per le regole, la sua dolcezza in determinati momenti e situazioni.
Ma è Rocco Schiavone anche nel senso che, se non ci fosse lui, la serie sarebbe un disastro. Se li mangia tutti, gli altri personaggi, ridotti, forse per esigenze di copione, forse per inesperienza degli attori che li interpretano, a delle mere macchiette.
Italo Pierron nel libro è ben caratterizzato: un poliziotto un po’ timido ma che con Rocco instaura subito un grande rapporto, nonostante la soggezione iniziale. Nella serie tv, almeno nella puntata di ieri, sembra un po’ uno scemo. Come se non sapesse molto bene che cosa deve fare ( o provasse soggezione per la bravura di Marco Giallini).
E lo stesso si può dire più o meno di tutti gli altri personaggi. I due poliziotti scemi; la Rispoli (di cui lacaratteristica principale emersa ieri è solo ed esclusivamente il bel sedere); Nora, che compare per meno di cinque minuti, mentre nel libro aveva un ruolo notevole; e anche i protagonisti dell’omicidio.
Si salva Isabella Ragonese, bravissima anche lei a rendere davvero commoventi le scene tra Rocco e Marina (soprattutto se avete letto i libri).

Si può basare un’intera serie tv sulla bravura di uno solo dei suoi protagonisti? Secondo me, no. E infatti Marco Giallini mangia tutti gli altri.



LA FEDELTÀ AL LIBRO
Fedele è fedele. Quasi troppo, verrebbe da dire. Perché, per inserire dentro alla puntata tutte le cose che succedono nel libro, molte sono state solo accennate, abbozzate, rendendole a volte incomprensibili, a volte semplicemente inutili.
È ovvio che è impossibile far stare in una trasposizione televisiva di due ore tutto quello che c’è in un libro di 275 pagine. E quindi forse qualcosa avrebbe potuto essere sacrificato… o si fa bene o non si fa, insomma. (Per esempio, ha reso pochissimo la scena del tir che Rocco, Sebastiano e Italo fermano una sera per smerciare quello che ci dovrebbe essere dentro… e quella nel libro era una scena importante, anche per capire meglio il carattere di Rocco).
Anche lo svolgimento della trama principale (di cui non vi dico nulla, tranquilli, così se non avete visto la serie o letto il libro non avete problemi) è stato un po’ troppo frettoloso e, secondo me, non del tutto comprensibile. Ho capito cosa è successo, ho capito chi è stato, ma in tv viene reso talmente tanto in fretta che arrivi alla fine e pensi “aspetta, siamo già qui?”.
E poi, come dicevo prima, c’è il discorso personaggi. Anche loro solo abbozzati (con alcuni riferimenti incomprensibili o precisati solo con una frasetta in mezzo alle altre) e, in qualche modo, rovinati.

LA REGIA, I DETTAGLI E ALTRE COSE BUFFE
L’atmosfera valdostana del libro viene ricreata perfettamente anche nella serie. Il problema, però, è che ci sono molti dettagli e molte scene un pochino strane, e a volte anche ridicole.
Tipo il momento in cui Rocco, Italo e il maestro di sci sono sulla motoslitta, che si vede lontano un miglio essere finta (ma ci può stare, per carità) e, soprattutto, fatta male.
Oppure il fatto che Rocco in una scena abbia la barba e in quella immediatamente dopo non ce l’abbia più. E una cosa simile succede anche con le scarpe (scende dall’auto con gli scarponcini e sale sul tetto con le Clarks) e con la neve nei dintorni (vi assicuro che quando nevica in Valle d'Aosta come nelle prime scene della puntata, difficilmente dopo due giorni la neve è andata via tutta).
E poi, ma qui forse è colpa mia, a volte non riuscivo a capire che cosa dicessero i vari personaggi. (Per non parlare della questione accento valdostano, completamente ignorato).


IL MIO GIUDIZIO FINALE
Marco Giallini vale tutta la serie. Lui e le scene con Marina.
Senza di lui, temo che farebbe un pochino pena. Lui, con la sua eccezionale bravura, con il suo essere davvero Rocco Schiavone, riesce a salvare quasi sempre il tutto, anche se a volte la noia e il piattume prendono il sopravvento.
Non so se la percezione cambia se si ha letto il libro oppure no. Il mio compagno, seduto accanto a me per tutta la serata (quanta pazienza che hai, amore!), il libro non l’ha letto e la serie lo ha convinto ancora meno di quanto non abbia convinto me.
E quindi non lo so. Sicuramente guarderò anche le altre puntate (venerdì 11 c'è quella tratta da La costola di Adamo, uno dei miei preferiti della serie di Manzini), un po' perché magari migliorano, un po' perché rimane sempre Rocco Schiavone. E sicuramente da una fiction Rai non ci si poteva forse aspettare molto di più.

Però, ecco, i libri ancora una volta sono davvero un’altra cosa.

25 commenti:

  1. Non ho mai letto i romanzi, ma per essere una serie Rai ho trovato il primo episodio di livelli piuttosto altini. Ha una regia dal taglio cinematografico, un bel compromesso tra noir e comicità e sì, Giallini è perfetto.
    La Ragonese, protagonista di un colpo di scena che proprio non immaginavo, è dolcissima al solito. Continuerò volentieri, sperando di recuperare prima o poi anche Manzini. :)

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    1. Forse il non aver letto i libri cambia un pochino la percezione (e si è forse anche un pochino meno pignoli :P)

      E la Ragonese, sì, è bravissima (conoscendo il colpo di scena è tutto ancor più dolce :))

      Però i libri leggili :)

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    2. In tutto ciò, tu parli non avendo visto i disastrosi L'allieva e I medici! Questo è oro colato.
      Si è meno pignoli senz'altro, ma di mio non sono molto legato alla fedeltà delle trasposizioni. Mi dico sempre che, in fondo, sono altro. Se il badget è quel che è, le aspettative sono poche, poi la sorpresa c'è. In famiglia è piaciuto. :)

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  2. Vero anche quello che asserisce Mr Ink, anche se non ho visto L'allieva ma ho seguito I Medici, che è piaciuto poco. Io l'ho "accettato" sapendo che NON era una trasposizione corretta storica e quindi, già mentalmente preparata a quel che poi ho visto. Una fiction. Punto.

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    1. Nel caso di Schiavone invece hanno cercato di fare una trasposizione il più fedele possibile... solo che far stare in due ore tutto quello che c'è nel libro non era possibile e quindi molte cose sono davvero troppo abbozzate.

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    2. Ma io di storia sono una discreta capra, gianduiotta, ma lì eravamo ai livelli di Elisa di Rivombrosa. Con un protagonista tanto bello quanto inutile, che poteva ambire più a Uomini e Donne. :)

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    3. Io una capretta, tranquillo! :)

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  3. Scusami ma non vedo l'altro mio commento :( dove sarà finito? Dicevo di quanto sei brav a Elisa, nelle tue recensioni e di quanto sia carina la tua foto trollata da Luca *-* ciao alla prossima!!

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    1. Io vedo questo e quello sopra!
      Grazie mille! :)

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    2. Il problema è mio, infatti! Ahhhh...la vecchiaia! Un piacere leggere le tue recensioni: lo ribadisco!

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  4. Concordo con Michele circa il livello alto dopo L'allieva e I Medici e con te circa il ritmo lento e la dolcezza delle scene con Marina. A me è piaciuto. Giallini è Rocco e credo che il resto migliorerà poco a poco, come prima puntata mi sembra una buona base di partenza. Adesso le aspettative sono tutte concentrate su Non è Stagione ed Era di maggio, il mio preferito: chissà cone renderanno lo snodo tra i due. Peccato che 7-7-2007 non sia stato trasposto, anche se preferisco il Rocco aostano, mi sarebve piaciuto vedere quello romano sullo schermo. :)

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    1. Magari più avanti fanno una seconda serie con 7-7-2007 (in effetti è ancora troppo recente, per pensare a una sua trasposizione).
      Sì, io non ho visto né L'Allieva né I Medici, quindi forse sono stata un pochino troppo severa.
      A me è piaciuto tantissimo Giallini, ma avrei davvero lavorato un po' di più su tutto il resto. Speriamo nelle prossime!

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  5. Ciao! Anche io ho visto ieri la prima puntata. Immagino che nei libri - che non ho ancora letto - molti dettagli siano spiegati meglio (io, per esempio, ho capito solo alla fine la questione di Marina).
    Comunque mi è piaciuto molto il personaggio, ed anche la storia raccontata. I toni sono un po' cupi e malinconici, però la regia non mi è parsa niente male. Quindi seguirò la fiction :-)

    Complimenti per il blog... nuova iscritta!
    Se vuoi passare a dare un'occhiata al mio sito, mi fa piacere!

    lanostrapassionenonmuore.blogspot.it

    A presto e buone letture :-)

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    1. Eh quello di Marina è un colpo di scena notevole, sì :)
      Il personaggio di Rocco Schiavone e i toni cupi e malinconici sono voluti, avrei però puntato anche sugli altri personaggi (che nel libro sono davvero ben caratterizzati) che non solo sulla bravura di Marco Giallini.
      Vediamo poi le prossime! :)

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    2. Secondo il mio modestissimo parere, è stata scelta l'attrice giusta! Almeno quello di personaggio, oltre a Giallini per Schiavone, l'hanno azzeccato!

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  6. Ciao Elisa, ho seguito la prima puntata con il fiato sospeso. Giallini è grande, esattamente il Rocco che immaginavo dai libri. I personaggi secondari non mi hanno convinta, soprattutto Italo e Caterina, mentre Costa, Luisa Pec e il medico legale sì. La scena all'obitorio era veramente simpatica (però mia figlia è scappata).
    Attendo piena di curiosità la costola di Adamo e soprattutto Non è stagione che è il mio romanzo preferito (insieme a 7-7-2017).
    Le scene tra Rocco e Marina sono da groppo in gola.
    Lea

    P.S. Orrendi anche gli amici di Rocco. Ma l'orso Sebastiano e il bel Brizio? Boh. E Adele!!!!!!

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    1. Oddio, Adele! Nella mia testa era completamente diversa! Infatti subito non riuscivo nemmeno a capire chi fosse XD

      Italo e Caterina sono stati la delusione più grande. Il primo soprattutto, a lei invece non è stato dato proprio alcuni spazio (se non quello del sedere, appunto).

      Speriamo nelle prossime, sì!

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  7. A me è piaciuto in generale malgrado la troppa leggerezza nel trattare gli accenti e la parlata della regione. Involontariamente esilarante il cameo in chiesa del monsù Giorgio Molino, ignoto a più.

    Vedremo le prossime puntate.

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    1. In effetti è sfuggito anche a me!
      Gli accenti e la parlata sono stati un po' bistrattati, sì :/

      Comunque vediamo le prossime!

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  8. Cara lettrice rampante, sono proprio d'accordo con il tuo giudizio ma devo aggiungere che, oltre alle incongruenze della trama e ai personaggi secondari ridotti a macchiette, anche i dialoghi non sono all'altezza. La battuta migliore era il vaffa ripetuto da Schiavone, per il resto nessuna volontà di approfondire, per non parlare della veridicità. Ma il grottesco della domanda sulla vendetta mafiosa, riguardo il movente dell'omicidio, che si capisce solo quando dopo viene accennato al fatto che l'uomo era siciliano? E la fresca vedova che, interrogata da Rocco, ci fa sapere che è incinta, che non sa se riuscirà a farcela e conclude con: "La prego, trovi quel bastardo che ha ucciso mio marito!". Ma che, era una puntata degli Occhi del cuore 2 (Boris docet)? Gli sceneggiatori avevano finito le frasi? O, mi verrebbe da dire, erano finiti gli sceneggiatori? Vi prego, ditemi che Manzini non scrive così.

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    1. No, Manzini NON scrive così! Prova a leggere i suoi libri. Anche i nostri commenti. Ciao!

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    2. Eh, lo so, ma il fatto è che la sceneggiatura è sua. Comunque, certo, leggerò.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Rende bene le atmosfere dei romanzi, Giallini e moglie sono superbi. Davvero peccato per le "spalle", sia Italo che gli altri poliziotti: troppo stereotipati. Anche gli amici di Rocco sembrano prevedibili, ma nel complesso ci ritrovo il tono dei romanzi. Non so quanto sia apprezzato da chi non li ha letti

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  11. Rende bene le atmosfere dei romanzi, Giallini e moglie sono superbi. Davvero peccato per le "spalle", sia Italo che gli altri poliziotti: troppo stereotipati. Anche gli amici di Rocco sembrano prevedibili, ma nel complesso ci ritrovo il tono dei romanzi. Non so quanto sia apprezzato da chi non li ha letti

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