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martedì 11 settembre 2018

Il mio Festivaletteratura di Mantova 2018

Si è conclusa domenica sera la XXII edizione del Festivaletteratura di Mantova. Il comunicato stampa ufficiale degli organizzatori parla di 62 mila biglietti staccati e circa 60 mila presenze agli incontri gratuiti, confermando così i numeri della passata edizione.
Un successo quindi, mi sento di dire, soprattutto tenendo conto della differenza ben evidente tra il programma di quest’anno e quel del 2017, che si componeva di grandi, grandissimi nomi (soprattutto della letteratura nordamericana) che quest’anno, invece, scarseggiavano un po’. Ma credo che il Festivaletteratura di Mantova, per come è strutturato, per la bellezza della città e la sua incredibile capacità di fondersi con il festival e di accogliere chi va a visitarlo, riuscirebbe ad attirare gente anche invitando dei completi sconosciuti.



Noi siamo stati solo due giorni quest’anno, rispetto ai tre che avevamo previsto, ma sono stati sufficienti per confermare il Festivaletteratura come il mio evento letterario nazionale preferito in assoluto (almeno di quelli che ho visto finora, mi manca ancora Pordenonelegge e Una marina di libri).
Come ho già detto diverse volte, adoro l’atmosfera, adoro sedermi al bar e vedere gli scrittori passeggiare o fermarsi a un tavolo vicino, adoro i saluti per strada più o meno frettolosi con persone che magari vedi solo una volta l’anno o che non hai mai avuto occasione di incontrare prima (Cristina, Altea, Mascia, Sara, Elena e tutti gli altri... è stato un vero piacere!), adoro spostarmi da un posto a un altro per gli eventi (anche se Palazzo San Sebastiano se sta diluviando e tu hai l’auto lungo il Mincio è lontanissimo), adoro l’essere all’aperto e non in padiglioni claustrofobici, adoro fermarmi a riposare su uno degli sgabelli sotto la tenda Sordello, adoro il cibo... insomma doto il Festivaletteratura.

Nonostante il primo impatto con il programma per me sia stato un po’ meno entusiasmante rispetto all’anno scorso, alla fine abbiamo partecipato a diversi eventi, tutti molto interessanti.
Il primo è stato giovedì sera, subito dopo aver mangiato il risotto alla Pilota (risotto con la salsiccia mantovana... tanta roba), con John Niven e Peter Florence a Palazzo San Sebastiano.


Niven mi piace da matti, perché è esattamente la persona che ti aspetti che sia leggendo i suoi romanzi. Un po’ stronzo e senza problemi ad ammetterlo, ma anche simpatico, con la battuta pronta e ricco di aneddoti da condividere. Anche se il libro di cui si è parlato, Invidia il prossimo tuo, non è il mio preferito, è stato comunque un incontro divertente e a tratti anche illuminante.

Il venerdì è cominciato con un bel giretto alle bancarelle dei libri usati sotto i portici di Palazzo Ducale, un appuntamento fisso del Festival nonché una tappa imprescindibile per ogni appassionato.



Poi ci siamo spostati nel cortile di Palazzo Castiglioni (che è forse la location più bella in assoluto di tutto il festival) con Bianca Pitzorno che, insieme a Federico Taddia, ha parlato del libro più divertente che ha letto: Il piccolo scapolo di Pelham G. Wodehouse.
La Pitzorno, che io conosco per lo più come scrittrice per bambini (Sulle tracce del tesoro scomparso è uno dei miei libri preferiti di quando ero ragazzina) ma che ha scritto anche molti romanzi per adulti, si è interrogata sulle sorti della scrittura umoristica, ormai sempre meno diffusa, e sull’importanza di leggere sempre ma con il dovuto distacco (per non fare la fine di Emma Bovary o Don Chisciotte), raccontando anche nel mentre buffi aneddoti sulla sua infanzia.



Subito dopo pranzo (e che pranzo, mamma mia: affettati con mostarda mantovana, tortelli di zucca e torta sbrisolona con zabaione) ho rotolato di nuovo verso palazzo San Sebastiano, per l’incontro con Tom Drury e Luca Briasco.
Da Mantova per un momento ci siamo ritrovati nella Grouse County, dov’è ambientata la trilogia di questo scrittore americano, che secondo me purtroppo qui in Italia non sta ancora avendo tutto il successo che si meriterebbe. L’incontro si è concentrato per lo più su Pacifico, l’ultimo volume della trilogia, ma Drury ha parlato anche dell’evoluzione dei personaggi e della sua scrittura nel corso del tempo.




Alle 21.30 è toccato poi a Andrew O'Hagan che, con Carlo Annese, ha parlato del suo La vita segreta – Tre storie vere dell’era digitale, edito da Adelphi.
Un incontro interessante (penalizzato un po’ dal luogo infausto... se palazzo Castiglioni è la location più bella del Festival, l’aula magna dell’università è senza alcun dubbio la più brutta) sull’uso e sui pericoli della rete, partendo dai suoi incontri con Julian Assange e Satoshi Nakamoto, e da un suo inquietante esperimento sui social.



Sabato mattina abbiamo fatto in tempo ad andare a vedere Gianrico Carofiglio in tenda Sordello, che in mezz’ora ha parlato di una sua mania: le arti marziali.
Ho perso di vista Carofiglio come scrittore da quando è passato a Einaudi, devo dir la verità. Per quanto amassi Guido Guerrieri (un’altra mia grande cotta letteraria insieme a Rocco Schiavone), leggere i suoi romanzi senza il blu Sellerio non mi piaceva più tanto. Seguo però Carofiglio su twitter e apprezzo tantissimo tutta l’opposizione che sta facendo a questo governo (uno dei pochi scrittori che ci sta mettendo la faccia) e quindi volevo andarlo a sentire. L’incontro è stato davvero divertente, lui sa come parlare in pubblico e come intrattenerlo, anche quando non si parla specificatamente di libri.



Poi, a causa di un falso allarme felino (Luna, la gatta di casa, deve aver fatto festa quella notte e al mattino, quando sono venuti a darle da mangiare, anziché fare le caprioline come fa sempre è rimasta addormentata nella cuccia... da lì al “oddio, Luna sta malissimo” il passo è breve, soprattutto se sei un po’ ansioso. Per fortuna stava benissimo, aveva solo sonno), siamo tornati di corsa a casa.

Nonostante la partenza un po’ affrettata, è stato comunque un bel Festival. La prossima edizione si terrà dal 4 all’8 settembre 2019. Io spero di riuscire ad andarci anche il prossimo anno. E se mi permettete un consiglio, se siete amanti dei libri e degli incontri (ma anche delle belle cittadine e del cibo) almeno una volta ci dovreste proprio andare anche voi.

lunedì 25 maggio 2015

Torna LA GRANDE INVASIONE, il Festival della lettura a Ivrea

Qui non si fa in tempo a smaltire tutto l’entusiasmo del Salone del Libro, che già bisogna tirarlo fuori di nuovo per qualcos'altro. Che in realtà è anche una bella cosa perché vuol dire che, in un paese di non lettori, di iniziative e cose belle per i lettori ce ne sono comunque tante.

Ma veniamo a noi. Torna dal 30 maggio al 2 giugno a Ivrea La grande invasione, il festival della lettura organizzato dalla casa editrice Sur e dalla libreria eporediese La galleria del libro che giunge quest’anno alla sua terza edizione.

In quei quattro giorni, quindi, Ivrea si popolerà di scrittori, italiani e stranieri, attori, cantanti, addetti ai lavori dell’editoria e, soprattutto, di tanti lettori. 
Il programma è bello ricco di appuntamenti, tra reading, workshop, presentazioni, concerti e laboratori dedicati ai più piccini, e vi suggerisco quindi di guardarlo direttamente sul sito web dell’evento, La grande invasione, anche per sapere luoghi e prezzi (sì, alcuni eventi sono a pagamento, ma mi sembra un buon compromesso per compensare quelli invece gratuiti). Qui vi segnalo solo gli eventi a cui cercherò in ogni di modo di partecipare (che, devo dire la verità, per chi vive Ivrea tutti i giorni il fatto che il festival coincida con un lungo ponte può essere un po’ problematico).



Sabato 30 maggio

H 17.30 – LA NOSTRA CARRIERA DI LETTORI. Alessandro Baricco e Fabio Geda parleranno non dei libri che hanno scritto ma di quelli che hanno letto e che li hanno formati, come scrittori e come uomini.
H 22.45 –  MOMENTI DI TRASCURABILE (IN)FELICITÀ , reading di Francesco Piccolo (che inseguo ogni anno al Salone e alla Grande invasione senza mai riuscire davvero ad ascoltare una sua presentazione) tratto dal suo ultimo libro.

Domenica 31 maggio

H 10.15- 11.45 – TRE TIGRI CONTRO TRE TIGRI. Alessio Torino contro Ernest Hemingway.  Ovvero, un workshop in cui Alessio Torino (che io ho conosciuto proprio alla prima edizione della Grande Invasione di due anni fa, ma che da quando ho letto i suoi libri non ho mai avuto occasione di rincontrare), legge e analizza il racconto di Hemingway “Capo Indiano”
H 12- 13.30 – ILIDE CARMIGNANI Un’idea di felicità. Un altro workshop, questa volta di traduzione, in cui la traduttrice racconta come è stato lavorare sui romanzi di Luis Sepulveda.
H 12.30 –  LA NOSTRA CARRIERA DI LETTORI. Giusi Marchetta e Francesco Piccolo. Ahimè non possiedo ancora il dono dell’ubiquità e dovrò scegliere tra questo e l’evento precedente. Come Baricco e Geda il primo giorno, oggi saranno appunto Francesco Piccolo e Giusi Marchetta a parlare dei libri della loro vita.
H 18  – LEGGERE L’AMERICA. Nickolas Butler in conversazione con Claudia Durastanti. Ok, il libro di Butler non mi ha poi entusiasmato così tanto, però tendo comunque ad andare ad ascoltare, se ne ho la possibilità, gli autori di cui ho letto i libri. E questa mi sembra decisamente una buona occasione (anche perché è in dialogo con la sua traduttrice).
H 21 – NERI MARCORÈ in È finito il nostro carnevale di Fabio Stassi, con canzoni dal vivo di Pilar.  Anche se non ho letto questo libro di Stassi, lui è un autore che mi piace molto. E poi c’è Marcorè, che non ho mai visto dal vivo.

Lunedì 1 giugno

 H 12-13.30 – MARIA NICOLA. Cose che (non si perdono), workshop sulla traduzione dei romanzi di Alan Pauls.
H 15 - ESORDIRE. Iacopo Barison, Mario Pistacchio Laura Toffanello in conversazione con Andrea Coccia. Un dialogo tra il giornalista dell’inchiesta e gli autori di due degli esordi letterari più interessanti dell’anno passato, Iacopo Barison di Stalin+Bianca e Mario Pistacchio e Laura Toffanello di L’estate del cane bambino
H 18 – Leggerei i classici per reggere i contemporanei, un dialogo tra Matteo Nucci e Martina Testa su come i romanzi del passato possono aiutarci a leggere e capire quelli del presente

Martedì 2 giugno

H 11 – L’editore ospite: Marcos y Marcos. Marco Zapparoli in conversazione con il libraio Davide Ferraris. Ok, qui non credo serva che vi dica niente, perché se seguite il blog sapete benissimo quanto io ami questa casa editrice
H 16.30 – L’editore ospite: Marcos y Marcos. Claudia Tarolo in conversazione con Hakan Gunday e Stefano Amato. Idem come sopra, con l'aggiunta di Stefano Amato (il suo blog lo conoscete, vero? L’apprendista librario… se non lo conoscete,  rimediate subito!), che seguo da anni e che sono proprio curiosa di vedere dal vivo.


Ecco, questi sono gli incontri che tra gli altri più mi interessano. Il programma però è davvero molto ricco e probabilmente mi sarà sfuggito qualcosa.
Quello che più mi piace di questo festival, oltre al fatto che popola una città che ne ha davvero bisogno, è che ogni anno se ne nota l’evoluzione, da piccola rassegna con un numero limitato di autori a evento sempre più grande e articolato. E di fronte a queste cose, da eporediese, certo, ma soprattutto da grande lettrice non posso che ringraziare chi ogni anno lo organizza con tanto impegno.
Ci vediamo là, allora?

sabato 19 ottobre 2013

Incontrando... Cristiano Cavina

Sono seduta sul letto. Accanto a me c’è un libro aperto sulla prima pagina, quella del titolo, con il disegno di un pirata che mi guarda sorridente porgendomi un fiore. Vicino al libro ci sono alcuni foglietti sparsi, gli appunti che ho preso ieri sera durante l’incontro con l’autore, del romanzo e del pirata sulla pagina. Li ho riletti un paio di volte, prima di mettermi a scrivere, ho di nuovo riso e mi sono di nuovo anche un po’ commossa, proprio come ieri sera.
L’autore è Cristiano Cavina e ho avuto la fortuna di conoscerlo e di sentirlo durante uno dei primi incontri de I Luoghi delle Parole, il festival letterario in corso a Chivasso di cui vi ho parlato qualche giorno fa.


Ho riletto gli appunti, vi dicevo, e mi rendo conto che qualunque cosa io scriva in questo post non riuscirà mai a rendere il giusto merito all'incontro di ieri e alla bravura, come scrittore ma soprattutto come narratore, di Cristiano Cavina.
Intanto perché è uno scrittore molto particolare, con il piercing sul sopracciglio e un look da adolescente, che mette in difficoltà ogni insegnante delle scuole in cui va a parlare. Poi, sebbene possa tranquillamente vivere di scrittura, fa anche il pizzaiolo nel locale di suo zio, lavoro a cui tiene molto, e per il quale ha rinunciato anche alla serata di gala quando nel 2009 è entrato nella selezione del premio Strega (“scusate, non posso venire, mio zio c’ha due tavoli da venti e devo fare le pizze”).

Quindi arriva tutto tranquillo, forse anche un po' intimidito, si siede in mezzo a Davide Ruffinengo e Davide Ferraris della libreria Therese di Torino, e inizia a parlare con quel suo bell'accento romagnolo.
Esordisce dicendo che le vite di tutte le persone hanno qualcosa di epico, siano esse i protagonisti delle Mille e una notte o i suoi compaesani di Casola Valsenio (un paesino in provincia di Ravenna). Perché non è necessario essere un personaggio per aver diritto a un racconto. Così come per poter scrivere non è necessario avere una laurea o essere un grande intellettuale. Serve il talento, certo, ma il talento è un fiammifero, qualcosa che brucia ma che si spegne immediatamente se non viene alimentato da della legna. E la legna sono le parole ma anche e soprattutto le cose da raccontare.
 Raccontavo per me, per salvare le cose della mia vita, il mondo che mi apparteneva
Cristiano Cavina continua a parlare e tu ti perdi nei suoi buffi aneddoti (tipo quando ha fatto un'intervista per Il Giornale con indosso una maglietta con falce e martello o quando la Dandini, alla premiazione del premio Strega, l'ha scambiato per il tecnico del suono) e nei suoi ricordi. Entri nella sua vita, ridi con lui e con lui ti commuovi.

Che poi è un po' quello che succede nei suoi romanzi, tutti pubblicati dalla casa editrice Marcos y Marcos (io ho letto solo il primo, Alla grande, che ha scritto mentre frequentava la Holden di Torino... per la quale ha sostenuto il colloquio di ammissione dopo due giorni di rave in Svizzera):  i suoi romanzi parlano sempre di lui, della sua vita da figlio di ragazza madre, cresciuto con una nonna che pilotava la vita di tutti da una poltrona ("scrivo per far sapere a mia nonna quanto le volevo bene") e un nonno un po’ sborone. Parlano della sua poca voglia di studiare, sebbene adorasse andare a scuola (un ITIS, quello descritto nel suo ultimo libro). Parlano del suo diventare padre, della paura di non essere all'altezza per non averne mai avuto uno. Parlano, insomma, di tutto il mondo che lo circonda ogni giorno. 

Non vi sto a raccontare tutto quello che ha detto, sarebbe davvero impossibile e per iscritto credo perderebbe anche un po' (insieme al toscano, l'accento romagnolo è uno dei miei preferiti!). Se ne avete l'occasione quindi, anche se magari non lo conoscete o non avete mai letto nulla di suo, andate a sentire un suo incontro. Ne vale davvero la pena!

Ma voi lo sapete quanto pesa un occhio umano?

martedì 15 ottobre 2013

Festival della letteratura I LUOGHI DELLE PAROLE 17-28 Ottobre 2013

Bene, scopro, dopo dieci anni dalla sua prima apparizione, dell'esistenza del festival della letteratura I luoghi delle parole. Ovvio, non posso conoscere tutti i festival letterari che vengono fatti in giro per l'Italia, però, insomma, questo si svolge a una trentina di km da casa mia, a Chivasso e in quattro comuni limitrofi, zone che da qualche anno a questa parte bazzico spesso. Eppure, non avevo mai saputo della sua esistenza, forse perché non leggo molti quotidiani locali o non è mai stato pubblicizzato nel modo giusto (le rassegne e festival letterari vengono sempre pubblicizzati troppo poco per i miei gusti!).
Comunque, adesso che so della sua esistenza, cercherò di non lasciarmi sfuggire nessun incontro interessante... meglio tardi che mai, no?

Chivasso

Quindi dal 17 al 28 Ottobre 2013,  principalmente Chivasso, ma anche Castagneto Po, San Benigno, San Sebastiano Po e Volpiano saranno sede del festival "I luoghi delle parole" con tutta una serie di eventi e di incontri con autori e giornalisti italiani. L''edizione di quest'anno, ancora una volta organizzata dalla Fondazione Novecento di Chivasso, ha come tema "Le parole che (ci) cambiano".

Giusto per farvi qualche nome (ovvero: chi mi piacerebbe andare a sentire): ci sarà Gene Gnocchi nella serata inaugurale di giovedì 17, poi Cavina (venerdì 18) e Malvaldi (sabato 19), Fabio Geda (domenica 20) e Stefano Benni (giovedì 24), Fabio Stassi e Paolo di Paolo (venerdì 25), Ervas (sabato 26) e De Silva (domenica 27), per concludere con il giornalista Domenico Quirico, lunedì 28.
Tutti gli incontri e le conferenze si svolgeranno principalmente nel tardo pomeriggio e di sera in settimana, mentre tutto il giorno nei due week end coinvolti.


Potete trovare il programma completo (con date, orari, luoghi e informazioni dettagliate sui vari eventi) visitando il sito: www.luoghidelleparole.it


Ovviamente, poi vi racconterò tutto degli eventi a cui prenderò parte e, se per caso qualcuno di voi venisse, fatemelo sapere... che vi porto a fare l'aperitivo in un posto buonissimo!

lunedì 17 giugno 2013

La grande invasione , Festival della lettura , Ivrea 20-23 giugno 2013

Mi accingo a scrivere questo post con una gioia immensa per annunciarvi che dal 20 al 23 giugno 2013, a Ivrea, si terrà il festival della lettura "La grande invasione", organizzato dalla libreria La Galleria del Libro e dalla casa editrice minimumfax.

Vivo alle porte di Ivrea da quando sono nata. E' una cittadina particolare, conosciuta ai più per il suo bizzarro carnevale (sì, quello dove si tirano le arance. E sì, fanno male ma dipende anche un po' da dove le prendi) e per l'Olivetti, la grande azienda informatica, la cui mancanza, anche a distanza di anni, si fa ancora sentire parecchio. (Poi mi auguro che qualcuno la conosca anche per la torta '900... e se così non fosse, avete un motivo in più per venirci il prossimo fine settimana).

Amo molto questa città: ci ho frequentato il liceo, passato i pomeriggi a fare "vasche" in via Palestro, soprattutto quando ero più piccola. Mi rendo conto però che forse ora per un giovane a livello lavorativo e di svago non offre purtroppo più tante possibilità.
D'estate si anima un po', certo, e vi assicuro che passeggiare per le vie del centro nei venerdì e sabato sera di giugno è davvero bello, così come sotto carnevale. Ma in generale, soprattutto se si vive qui da sempre, a volte si sente la mancanza di qualcosa che non si sa se mai davvero arriverà.
Per cui, quando ho saputo che a giugno avrebbe ospitato questo festival, un festival letterario vero e proprio, la prima reazione è stata di incredulità mista a sorpresa mista a entusiasmo smisurato.

Ad organizzarlo sono La Galleria del libro, una delle librerie storiche della città (non so più dove, ma ho letto che Ivrea è una delle città con il maggior numero di librerie per numero di abitanti), e la casa editrice minimumfax, che chi segue questo blog sa che amo molto.
Quattro giorni, quindi, in cui Ivrea ospiterà conferenze, aperitivi letterari, letture ed eventi vari, con un'attenzione speciale ai più piccoli ("la piccola invasione" è tutta per loro)

Per quanto mi riguarda, gli eventi che mi interessano si concentrano soprattutto nella giornata di venerdì: Tommaso Pincio, traduttore de "Il grande Gatsby" che racconta Francis Scott Fitzgerald; il seminario "Leggere la rete", su come i blog letterari raccontano i libri sul web; l'aperitivo musicale con Diego De Silva (che si ripete per tutti e tre i giorni, cambia solo la canzone d'amore di cui parlerà).

Il sabato andrò poi sicuramente all'incontro con Paolo Cognetti (che dopo essermi sfuggito al salone del libro, questa volta non ha scampo), Fabio Stassi e Alessio Torino che parlano del loro rapporto con i personaggi dei libri che hanno letto e scritto.

E poi ci sono gli appuntamenti serali: il giovedì sera Giuseppe Battiston legge David Foster Wallace, il venerdì Licia Maglietta legge Jennifer Egan e la domenica nel tardo pomeriggio Isabella Ragonese legge "Sofia si veste sempre di nero". Spero di riuscire ad andare sia il giovedì sia il venerdì, anche se al momento sono sprovvista di accompagnatore... ma non sarà certo questo a fermarmi!

Comunque, potete trovare il programma completo (perché ci sono incontri interessanti per tutti e quattro i giorni), con orari e luoghi, sul sito dell'evento: http://www.lagrandeinvasione.it/. 

Insomma, saranno quattro giorni intensissimi, con un sacco di incontri e conferenze interessanti, che porteranno un po' di colore e movimento in questa piccola città. 
E io, lo ribadisco ancora una volta, non vedo l'ora!

E ovviamente, se vi va, fatemi sapere se verrete, che ci possiam vedere per un caffè!
E altrettanto ovviamente poi vi racconterò tutto!