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domenica 21 dicembre 2014

Un libro per tè: L'uomo che metteva in ordine il mondo e il tè al cioccolato


Primo giorno di inverno e meno quattro a Natale! E come iniziare a festeggiare? Ma leggendo uno dei libri che per Natale mi sono stati regalati (sì, che alcuni regali si possono anche aprire prima, dai) e bevendo il tè al cioccolato fondente di Whittard, ovviamente!

Di L'uomo che metteva in ordine il mondo di Fredrik Backman ho sentito parlare solo bene. Per ora ho letto solo una sessantina di pagina e ancora non mi sta entusiasmando (c'è qualcosa di fondo che non mi convince, ma non saprei bene dire cosa)... ma magari è solo uno di quei romanzi che ci mette un po' di tempo a decollare!

Il tè al cioccolato fondente, invece, mi piace molto. Lo avevo già assaggiato in passato, in tisaneria, ma non questa versione di Whittard. Che sa tanto di cacao, ma che richiede anche una buona dose di zucchero per renderlo più appetibile.
Da capire quindi se, a livello di calorie, è meglio mettere lo zucchero nel tè o bere direttamente una cioccolata calda

domenica 14 dicembre 2014

Un libro per tè: Di lama e d'ocarina e di tè pesca e albicocca


Perché bisogna spiegare, a chi non lo sappia, che il tango è musica; ma non è solo musica. Il tango è un modo di vivere. Un modo di sentire la vita. Un modo di guardare. Una maniera di camminare. Il tango è un profumo, è il fumo di una sigaretta, è una luce che taglia in due una stanza buia. E poi è la passione travolgente, l'amore disperato. Il tango è quella musica struggente e meravigliosa, è il ballo. E il ballo, a sua volta, è una metafora così pregnante della vita che meriterebbe un discorso tutto a sé.
Sì, il tango è un mondo. Anzi, è il mondo, ma vissuto e non lasciato vivere.
Di lama e d'ocarina - Francesco Scarrone - Gorilla sapiens edizioni

Sono convinta che, così come per i libri, anche regalare un tè sia una cosa difficilissima. Al di là dell'essere sicuri che l'altro beva tè, bisogna anche conoscerne i gusti precisi. Io, ad esempio, non riesco a bere i tè speziati, né i tè troppo tradizionali (l'English Breakfast della Twinings, per esempio, per me è quasi indigesto). Sbagliare, quindi, è molto semplice. Il tè di oggi, alla Pesca e Albicocca della Mlesna, una marca che ammetto non avevo mai sentito prima, mi è arrivato come regalo anticipato di Natale, ma in realtà non era quello che era stato pensato per me. Il mio avrebbe dovuto essere tè al mirtillo, che non mi piace per niente. L'amica che me l'ha regalato ha ammesso che si ricordava avessi detto qualcosa in proposito, ma non era sicura se avessi detto che mi piace tantissimo o per niente. Fortunatamente comunque, a questo scambio anticipato di regali abbiamo partecipato in quattro e ho potuto fare cambio senza alcun problema. Pesca e albicocca sono due dei miei frutti preferiti in assoluto e la loro combinazione, in forma di tè, mi piace davvero tantissimo.
Così come mi piace tantissimo il tango, anche se non l'ho mai ballato. E Di lama e d'ocarina di Francesco Scarrone ha un incipit davvero strepitoso.

domenica 30 novembre 2014

Un libro per tè: Tutti i nomi e la tisana Bonne nuit



Leggere José Saramago è ogni volta un'avventura. Addentrarsi nel suo stile, perdersi tra le sue frasi, le sue virgole che apparentemente sembrano messe a caso, e ritrovarsi a leggere, sempre, una storia magnifica (in cui la sintassi svolge un ruolo fondamentale). Tutti i nomi è un libro un po' impegnativo, soprattutto nelle prime pagine. Ma una volta preso il via, non si riesce a smettere di leggerlo, di seguire il Signor Josè nella sua ricerca quasi disperata.
A rigore, noi non prendiamo decisioni, sono le decisioni che prendono noi.
Associo a questo libro una tisana della buonanotte, la Bonne Nuit della Neavita, che ho comprato principalmente per la sua bellissima confezione. Per poi scoprire, fortunatamente, che è buona anche nel gusto. A base di frutta (mela e ribes), camomilla, verbena, tiglio e fiori di rosa, di arancia e di fiordaliso.


La associo a questo libro semplicemente perché è un libro che se si inizia a leggere nel letto, la sera, non ti fa più dormire, perché si va avanti a leggere, quasi ipnotizzati dallo stile di Saramago. E io, solitamente, se prima di coricarmi bevo una tisana, poi la notte non dormo. Non sto scherzando. Ho una vescica molto debole che, se aiutata da una tazza d'acqua, mi porta ad alzarmi almeno due volte, per fare pipì. 
Ma va bene, perché così sgranchisco un po' le gambe e le braccia, anchilosate dalle strane posizioni in cui inconsciamente mi posiziono leggendo nel letto.

domenica 23 novembre 2014

Un libro per tè: James Franco e l'infuso al Mojito


Ieri pomeriggio ho iniziato In stato di ebbrezza di James Franco, tradotto da Tiziana Lo Porto ed edito da minimum fax. Sì, James Franco l'attore, che però oltre che essere un attore ha anche una laurea in scrittura creativa e scrive. E lo fa abbastanza bene, da quanto ho letto finora.

Diciamo che l'abbinamento di questa settimana è stato un po' telefonato. Che se leggo un libro che si intitola In stato di ebbrezza, non posso che abbinarci l'infuso al Mojito di Whittard. 
Il Mojito è uno dei miei cocktail preferiti, nonché il fautore della mia prima vera sbornia. Io non reggo molto l'alcool, già un bicchiere è sufficiente per farmi cantare... e quella volta ne ho bevuti tre. Ma era stata una sbornia voluta e preparata: non ho preso io l'auto e gli amici che erano con me sono rimasti sobri di proposito, per darmi il giusto sostegno. E che diamine, era appena finita, male, una storia di otto anni... un'ubriacatura ci stava, no?
Questo infuso Whittard non è alcolico e sa prevalentemente di menta, con un leggero retrogusto di lime. È ideale per avere lo stesso gusto del cocktail, ma rimanendo sobri. 
Comunque, se proprio volete potete aggiungerci anche un dito di rum, per non sbagliarvi. Però non sono sicura che dopo riusciate ancora a leggere.

domenica 16 novembre 2014

Un libro per tè: Amiche americane di scrittrici torinesi e tisane digestive



Secondo me Fabio Concato ha scritto la canzone "Domenica bestiale" un giorno festivo in cui era stato invitato a pranzo dai suoceri e a cena dai genitori. Non posso fare a meno di pensarlo, mentre sto cercando di digerire l'abbuffata di pranzo, per prepararmi psicologicamente a quella prevista per cena. Se vivete fuori casa (in coppia, per avere effetto doppio, ma vale anche se siete invece da soli), capite perfettamente a cosa mi sto riferendo: pare che i genitori pensino che lontani dalla casa in cui siamo cresciuti noi figli non mangiamo. E quindi giù di antipasti, primi, contorni, dolci, "e portatene un po' a casa", e "sei sicuro che non ne vuoi ancora?", "e mangia su, mica vorrai avanzarlo?".

Nella pausa tra un genitore e l'altro (e una mangiata e l'altra, ovviamente) , non c'è niente di meglio che un buon libro e una buona tisana digestiva. Nel primo caso, a tenermi compagnia c'è L'Amica americana di Margherita Oggero, scrittrice torinese, di nascita e di stile, che con questi suoi romanzi con protagonista la profia Camilla mi fa trascorrere sempre delle ore divertenti e piacevoli. Certo, non è un libro molto profondo, ma è proprio ciò di cui la mia mente ha bisogno in questo momento, per rimanere sveglia senza dover però fare troppi sforzi.
La tisana invece è la classica Digestiva della Pompadour, che credo conosciate un po' tutti perché si trova in ogni supermercato: roiboos, anice e finocchio per cercare di liberare lo stomaco.
Le tisane Pompadour le riconoscete subito, sono quelle che, nell'aprire la scatolina che le contiene, vi travolgono con il loro profumo non sempre molto invitante (una volta una mia collega a lavoro mi ha chiesto cosa diavolo stessi bevendo). Eppure, una volta immerse nell'acqua e trascorsi i cinque-otto minuti richiesti, diventano buonissime.

Talmente buone che mi sa che ne dovrò bere una anche prima di andare a dormire, per riprendermi dalla cena.