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giovedì 19 maggio 2011

LA SETTIMA ONDA- Daniel Glattauer

Emmi e Leo: per chi ancora non li conosce, sono i protagonisti di un amore virtuale appassionante, che ha vissuto ogni sorta di emozione, a parte quella dell'incontro vero. Sì, perché dopo quasi due anni, Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi e partire per Boston, per ricominciare una nuova vita. Emmi non si dà però per vinta, e riesce nell'impresa di riallacciare i rapporti con Leo. Mentre lei è ancora felicemente sposata con Bernhard, per Leo in nove mesi le cose sono cambiate, eccome: in America ha conosciuto Pamela e finalmente ha iniziato la storia d'amore che ha sempre sognato. Si sa, però, l'apparenza inganna. Ritornano le schermaglie via e-mail che hanno tenuto col fiato sospeso i lettori di "Le ho mai raccontato del vento del Nord", e anche stavolta promettono scintille.

Questo è uno di quei romanzi che leggi con la consapevolezza che sarà una delusione, ma che comunque non puoi fare a meno di leggere, talmente appassionante era stato il primo libro "Le Ho Mai Parlato del Vento del Nord". L'ho comprato (me l'han regalato) e l'ho letto, perché sì, volevo sapere come poteva continuare tra Emmi e Leo. Anche se devo ammettere che il finale del primo romanzo per me era stato più che sufficiente, nonché forse l'unico possibile.
Perché qui l'autore si è fatto prendere un po' troppo la mano, rendendo tutto talmente prevedibile e scontato da rendere il lieto fine (scusate lo spoiler, ma ve lo potete immaginare anche da voi) quasi fastidioso. Perché alla fine, dopo 3 anni di relazione epistolare, interrotta tante volte, con scambi di mail allegre, intrigranti, dolci, appassionate, arrabbiate, fastidiose, i nostri due eroi coronano il loro sogno d'amore (e lo scambio di mail delle pagine finali è semplicemente vomitevole, perfino per una romanticona come me). Insomma, un libro scritto per soddisfare quei lettori che volevano a tutti i costi il lieto fine ma che, sono abbastanza sicura, avrà lasciato insoddisfatti tutti gli altri.
Non voglio però stroncare del tutto il romanzo e il suo autore, che ancora una volta è riuscito a farmi stare attaccata a queste pagine in ogni secondo, ad attendere con impazienza di leggere la prossima mail e a sperare che succeda qualcosa di diverso dal prevedibile.
Il primo va letto sicuramente. Questo vedete un po' voi: se volete il lieto fine a tutti i costi, allora leggeteli uno in fila all'altro, senza interruzione. Se del lieto fine non ve ne frega nulla, fermatevi alla fine de "Le Ho Mai Parlato del Vento del Nord" (che ha anche molte più frasi degne di essere ricordate).

Nota alla traduzione: Leo scrive in un modo un po' troppo ricercato e non riesco bene a capire se sia voluto dall'autore oppure no... Per il resto, niente da recriminare!

giovedì 20 gennaio 2011

LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD- Daniel Glatteur

Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, il romanzo descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?


Un romanzo epistolare nell'era di internet. Una storia che si sviluppa solo ed esclusivamente tramite le e-mail, i botta e risposta di quest'uomo e questa donna che per uno sbaglio d'indirizzo iniziano a scriversi continuamente, assiduamente, al punto da non riuscire più a fare a meno l'uno dell'altro. Ma ci si può innamorare delle parole senza vedere in faccia chi le ha scritte? E' giusto decidere di non incontrarsi per paura che il viso nascosto dietro a uno schermo per tanti mesi non sia all'altezza delle parole lette?
Detta così, probabilmente potrebbe sembrare una storia d'adolescenti nell'era di internet: conosco qualcuno in chat e non so se incontrarlo dal vivo o meno. Ma questo romanzo è qualcosa di più. Vuoi perché i protagonisti sono adulti e si sono "conosciuti" casualmente, vuoi perché le emozioni narrate e descritte vanno oltre le cotte adolescenziali e analizzano in modo più profondo la differenza tra storie reali e storie virtuali.
Con un finale... che beh... a mio avviso è l'unico realmente possibile...

Certo, si tratta sostanzialmente di una storia d'amore (platonico, virtuale, ma sempre amore è) e quindi magari non è un libro proprio per tutti. Anche perché ci sono dei momenti della lettura in cui questo scambio di mail è talmente realistico ed efficace che il lettore quasi si sente un terzo incomodo (e forse questo è indice della bravura dell'autore).

A me è piaciuto molto, l'ho letto in meno di 6 ore... se è il vostro generee se le storie d'amore un pochino vi piacciono (ma a leggere Harmony, Sparks, Steel e Kinsella, come me, non ce la fate) leggetelo!

Nota alla traduzione: non mi convince molto la scelta delle frasi lasciate in inglese, senza corsivi, quando è particolarmente evidente che fossero in inglese anche nel testo originale tedesco. E poi c'è un "orso di grandine" che non mi torna tanto...


Su chiamava Marlene. Dopo cinque anni di presente senza futuro, ho trovato finalmente l'imperfetto.

Penso spesso a lei, al mattino, a mezzodì, di sera, di notte, negli intermezzi, appena prima e appena dopo... e anche durante.

-"La prego, incontriamoci! Forse è la nostra ultima occasione. Che rischio corre? Cos'ha da perdere?"
-"1.Lei
2.Me
3.Noi"