Devo scrivere la recensione di questo libro e non ci riesco. Sarà che l'ho terminato solo da poche ore e forse non sono ancora pronta a staccarmene, a salutare definitivamente i suoi buffi personaggi e la loro quasi inconsapevole poeticità. Sarà che recensire libri belli è sempre più difficile rispetto a quelli brutti, perché rendere giustizia a un libro, a tutte le emozioni che è riuscito a trasmettere è molto più complesso che massacrarlo. Fatto sta che ho questa pagina bianca davanti agli occhi da più di un'ora, indecisa su come riempirla.
Il primo istinto sarebbe quello di copiare e incollare a oltranza alcune delle frasi più belle che ho trovato al suo interno e lasciare che siano loro a farvi innamorare del romanzo. Non so voi, ma io non potrei mai stancarmi di leggere parole come "Due sono le cose che faccio - respirare e pensare a te". Però nemmeno questo gli renderebbe giustizia, perché vi toglierei il piacere di leggerle per la prima volta, di stupirvi per la loro dolcezza e poeticità.
Uno stupore che per me è stato ancora maggiore, pensando che il romanzo in realtà una trama non ce l'ha: è fatto di tante piccole storie, tante piccole vite, quelle degli abitanti di questo sperduto paesino islandese, in cui giorni, settimane, mesi e anni si susseguono, dove viene buio presto e l'inverno non lascia scampo. Un paesino in cui si potrebbe pensare non succeda mai niente che meriti di essere raccontato, soprattutto dopo che il Maglificio ha chiuso e di lavoro sembra non essercene più. Eppure, se si guarda bene a fondo, ognuno di questi abitanti ha una sua storia, più o meno intensa, più o meno triste, che merita di essere letta e ascoltata. La storia di Agústa che lavora all'ufficio postale e che si diverte a leggere le cartoline di tutti, per esempio. La storia del vecchio proprietario del maglificio, che ha speso tutti i suoi risparmi in libri in latino che gli permettono di studiare e osservare meglio le stelle, e quella di Hannes e di suo figlio Jonas, felice solo con un pennello in mano. Quella d'amore, tra Mathias ed Elisabeth e tra Benedikt e la donna dalla valigia marrone, o di tradimento tra Asdis e Kajartan.
Ognuno di questi abitanti ha una storia, è una storia da raccontare, è Stefansson è davvero molto bravo nel mescolare dolcezza, ironia, tristezza, dolore, amicizia e amore,e metterli tutti insieme sulla carta.
Fin da quando ho visto per la prima volta il libro e ne ho letto la quarta di copertina, sapevo già che mi sarebbe piaciuto. Perché io amo le storie così, semplici, all'apparenza banali, eppure incredibilmente reali e, per questo, ancor più profonde.
Si ride e ci si commuove, si gioisce e si sta male, leggendo Luce d'estate ed è subito notte, proprio come succede a tutti, nella propria vita, tutti i giorni, di fronte a cose grandi ma anche soprattutto a quelle piccole, che illuminano le nostre giornate, prima di lasciarci di nuovo nel buio.
D'altronde è questo il motivo per cui viviamo, no?
Titolo: LUCE D'ESTATE ed è subito notte
Autore: Jón Kalman Stefánsson
Traduttore: Silvia Cosimini
Pagine: 304
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Iperborea
ISBN: 978-8870915174
Prezzo di copertina: 16,00 €
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