venerdì 18 settembre 2015

HUGO E ROSE - Bridget Foley

«Mi racconti il sogno di Hugo che hai fatto stanotte?»
«Perché mi chiedi sempre di Hugo?»
A lui piaceva ascoltare quelle storie. Gli piaceva pensare a ciò che era successo sull'isola. Aveva un sacco di motivi per cui le chiedeva sempre di parlargliene… ma decide di dirle il motivo migliore. Conosceva anche la parola giusta. Un complimento. Voleva fare un complimento alla mamma.
«Perché quando parli di lui sei bella».


I sogni son desideri di felicità cantava Cenerentola in mezzo a un gruppo di topolini parlanti. I sogni ci aiutano a vivere, ci viene detto molto spesso, e sui sogni e il modo in cui raggiungerli improntiamo spesso la nostra vita. A chi non è mai capitato di sognare qualcosa la notte e poi sperare con tutto se stesso che il giorno dopo quanto sognato si avveri. Chi nei sogni non è completamente diverso da quello che è in realtà, non si sente più bello, più sicuro, più qualsiasi altra cosa vi venga in mente? Tutti, almeno una volta. E tutti, quando si svegliano al mattino, si ritrovano di fronte a qualcosa di diverso.  Mai un sogno notturno si è realizzato completamente. 
Ma non è detto che non sia un bene.

Hugo e Rose, romanzo d'esordio di Bridget Foley, appena pubblicato da edizioni e/o con la traduzione di Nello Giugliano, affronta il tema dei sogni e del loro diventare realtà, o confondersi con essa.

Rose è una casalinga americana, moglie di Josh, un medico che è poco a casa, e madre di tre figli. Era bella, da giovane, ma ora si sente sciatta, trasandata, incastrata tra i vari impegni dei figli e l’immagine di famiglia felice che si sente costretta a mantenere. Suo marito la ama tantissimo, la trova bellissima anche così. Ma lei è insicura. Lei sa che dovrebbe essere felice di quello che ha, e non accetta di dire ad alta voce di non esserlo. Per fortuna c’è la notte e ci sono i suoi sogni. Uno, in realtà, sempre lo stesso da quando ha sei anni: le sue avventure su un’isola misteriosa insieme a Hugo. Sono coetanei quando si incontrano per la prima volta e negli anni sono cresciuti insieme e insieme hanno vissuto mille avventure, tra conchiglie da mangiare, mostri da cui fuggire e castelli da raggiungere. Sono belli, sono felici, in quel mondo inventato in cui ci sono solo loro. Ed è lì che Rose si rifugia ogni volta per scappare dall'insoddisfazione della sua vita reale. Un giorno, però, Rose incontra Hugo nella realtà. È un Hugo diverso, imperfetto, con un lavoro mediocre e una vita un po’ solitaria. Ma è Hugo, lo riconosce. E Hugo riconosce lei. Cosa succede, allora, quando sogni e realtà si confondono, si sovrappongono? 

Hugo e Rose è un romanzo strano. In molti, editore compreso, lo hanno avvicinato ad Amabili resti di Alice Sebold, per quel mischiarsi, sovrapporsi di realtà e finzione, che né il protagonista né il lettore è sicuro di riuscire a distinguere. Ed effettivamente la finzione, il sogno appunto, svolge un ruolo essenziale. Non solo come rifugio di Rose (e un po’ di tutti no), ma anche come voce a tutti i suoi problemi, le sue insoddisfazioni, la sua incapacità di accettarsi e di lasciarsi amare. Il problema è che poi quando i sogni diventano reali, tutto si complica ancora di più, la perfezione si perde, i sogni diventano incubi, al punto da non voler più dormire. 

Questo libro trasmette una buona dose di angoscia, fin dall'inizio. Vediamo l’insoddisfazione di Rose, la frustrazione del marito che non riesce a farle capire che la ama anche così, il suo fuggire nei sogni di cui ha reso partecipe tutta la famiglia. Aumenta con l’arrivo di Hugo, perché non c’è niente che spaventi di più del vedere i proprio sogni trasformarsi in realtà, fino all'epilogo, forse un po’ macchinoso e che non risponde a tutte le domande che io mi ero posta durante la lettura.

Bridget Foley scrive davvero bene ed è brava nel portare su carta tutte queste vite, queste sensazioni, soprattutto se si considera che questo è un romanzo d’esordio. Certo, io non amo molto i racconti troppo onirici e nelle pagine in cui Rose e Hugo dormono e sognano mi sono persa un po’. Ma ho apprezzato tutto il resto. L’idea alla base del romanzo. I pensieri, i dubbi, le insicurezze e le paure di Rose e anche il modo in cui alla fine ha affrontato tutto.
Perché non è sempre vero che i sogni son desideri di felicità. A volte la felicità, anche se imperfetta, anche se faticosa, ce l’abbiamo già. Dobbiamo solo aprire gli occhi.


Titolo: Hugo e Rose
Autore: Bridget Foley
Traduttore: Nello Giugliano
Pagine: 332
Editore: edizioni e/o
Acquista su amazon:
formato brossura: Hugo e Rose
formato ebook: Hugo e Rose

14 commenti:

  1. Oggi abbiamo pubblicato in sincrono, quasi. :)
    Concordo con te. Un bell'esordio, che forse disorienta un po' per la piega brusca e angosciante che prende nella seconda metà. Però ho apprezzato: la sinossi lascia pensare a una storia d'amore surreale, invece diventa una specie di psicodramma tesissimo, e a sorpresa. Poi i due protagonisti, così poco eroici, così trasandati, li ho amati particolarmente. E Josh, questo marito fedele e gentilissimo, è uno dei personaggi maschili più buoni in cui mi sia imbattutto quest'anno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah belle coincidenze! :)
      Josh è forse il personaggio che mi è piaciuto di più, ancor più dei due protagonisti! E, come dici tu, dalla sinossi c'era il rischio che si trattasse poco più che di una storia d'amore, invece c'è molto, molto di più!

      Elimina
  2. Lo segno in wishlist, sembra interessante :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fammi poi sapere se lo leggerai! :)

      Elimina
  3. mmm... sono curiosa di leggere questo libro, ma la questione "onirica" mi blocca un po'. Per non parlare dell'angoscia. Anche a me non piacciono tanto questo tipo di romanizi. Rifletterò sulla tua recensione e deciderò il da farsi... :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'angoscia è quell'angoscia quotidiana che ti viene quando sei insoddisfatto e al tempo stesso sai che non dovresti esserlo. Non so se detto così ha un senso, ma secondo me leggendo capisci immediatamente cosa voglio dire.
      Sulla parte onirica ci si perde effettivamente un po', soprattutto all'inizio, se non è tanto nelle tue corde. Però nel complesso secondo me merita :)

      Elimina
  4. Grazie mille per la stupenda recensione. Angela

    RispondiElimina
  5. Ne sento parlare spesso ultimamente e aspettavo proprio la tua recensione per decidermi! Utilissima come sempre :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne senti parlare spesso ultimamente perché la e/o ha fatto una campagna marketing molto potente, mandandolo praticamente a tutti i blog esistenti XD
      Ma è un bel libro, non un capolavoro, ma un bel libro... quindi meglio che venga conosciuto :)

      Elimina
  6. a me era piaciuto molto Amabili resti, meno il finale... quindi forse potrebbe piacermi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me sarà lo stesso anche con questo!

      Elimina
  7. A me invece un po' di oniricità nei libri fa molto piacere, quindi credo che questo libro sia proprio adatto a me!! Me lo segno e spero di leggerlo presto!! *_*

    RispondiElimina