giovedì 15 gennaio 2015

IL COMMESSO - Bernard Malamud

Ho sentito parlare talmente tanto e talmente bene di Il commesso di Bernard Malamud che avevo quasi paura di leggerlo.
Mi capita spesso di sapere di avere di fronte un libro oggettivamente bello e di aver paura di non riuscire a capirlo e, soprattutto, ad apprezzarlo. 
Per fortuna riesco quasi sempre a mettere da parte questi miei assurdi timori e buttarmi nella lettura. E quasi sempre, arrivata alla fine, mi ritrovo ad aggiungere agli altri commenti entusiastici, un mio parere ancor più entusiastico (oltre a... sospiro di sollievo... rendermi conto che le mie paure di non capire erano tutte più che infondate).

Ma lasciamo da parte queste turbe da lettore e torniamo a Bernard Malamud e al suo Il Commesso. Un libro stupendo, che ho chiuso da poche ore e di cui so già ne sentirò la mancanza. 
Sentirò la mancanza della bottega di Morris Bober, quel commerciante ebreo che fatica a tirare avanti con il suo negozietto di quartiere nella New York degli anni '50, schiacciato dalla concorrenza, dalla sfortuna che sembra accanirsi su di lui che accetta in silenzio senza mai ribellarsi, ma anche dal senso di colpa per la vita misera che sta involontariamente obbligando a vivere alla moglie Ida e alla figlia Helen. Delle visite in biblioteca di Helen, che si rifugia nei libri per cercare di distrarsi da tutte le insoddisfazioni che la vita le sta riservando.

 Lei si recava in biblioteca in media due volte alla settimana, prendendo solo un libro o due per volta, perché ritornare per un altro libero era una delle sue poche gioie. Anche quando era più sola le piaceva trovarsi in mezzo ai libri, sebbene qualche volta fosse deprimente vedere il numero dei libri che non aveva letto

Ma sentirò la mancanza soprattutto del grande personaggio di Frank Alpine, il commesso, che si ritrova suo malgrado coinvolto nella vita di questa famiglia, a causa di quel suo eterno conflitto tra cose giuste e cose sbagliate, di quel suo compiere quasi involontariamente le une e le altre indistintamente, per poi cercare sempre di rimediare. Sarà lui, un goy di cui all'apparenza nessuno della famiglia Bober si vuole fidare, a stravolgere il destino segnato di tutti i suoi membri. Sarà lui a ribellarsi al posto loro di fronte a tutte le ingiustizie che la vita gli mette di fronte. Sarà lui, alla fine, a capire più di tutti il vero significato che i libri che Helen gli presterà e a cambiare per lei e per il suo amore.

Il Commesso racconta di gente umile, gente sfortunata, gente infelice che, nonostante gli sforzi, sembra proprio non riuscire a salvarsi da questa condizione. Anche quando le cose sembrano andare meglio, di colpo peggiorano di nuovo. Sembra non esserci speranza, eppure, alla fine, al lettore non rimane la sensazione che tutto sia perduto.
La penna di Malamud, il suo stile, il suo modo di raccontare e la caratterizzazione dei personaggi riescono a rendere questa storia, sicuramente triste, sicuramente deprimente, qualcosa di eccezionale, duro e dolce al tempo stesso, triste e commovente. Qualcosa che tutti, secondo me, dovrebbero leggere.

Titolo: Il commesso
Autore: Bernard Malamud
Traduttore: Giancarlo Buzzi
Pagine: 327
Editore: minimum fax
Acquista su Amazon:
formato brossura: Il commesso
formato ebook: Il commesso

9 commenti:

  1. Concordo con te proprio su tutto! Anche io l'ho finito proprio in questi giorni, mi è rimasto dentro e la penna di Malamud mi ha conquistata. Ho già pronto "L'uomo di Kiev"! ;)

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    1. L'uomo di Kiev sarà uno dei prossimi acquisti sicuramente! Mi sono innamorata dello stile di Malamud!

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  2. Indimenticabili Morris Bober e Frank Alpine, indimenticabile romanzo. Tra i più belli che ho letto nel 2014 <3

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    1. Per me è stato un grande inizio di 2015 invece!

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  3. Finito anche io, da un po'. Ma non ho ancora trovato il coraggio di parlarne perché è bello. E non voglio scrivere un commento banale. Ma, come ogni volta che mi piace un libro, il commento verrà banale lo stesso. Sono felice sia piaciuto anche a te :)

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    1. Effettivamente anche io avevo paura venisse fuori una recensione banale. E alla fine credo sia andata proprio così, proprio come dici tu, perché davanti ai libri belli belli non riesco quasi a farne a meno :)

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    2. Ma poi che copertina stupenda ha? Niente, non c'entrava niente. Ma è per dare conferma della banalità che mi pervade xD

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    3. Mentre aspettiamo la recensione in differita di Irene (:P), mi unisco anch'io all'acclamazione: un libro veramente bello.

      p.s.: poi a me piace un sacco trovare degli intermezzi che parlano di lettura, e qui ce ne sono un po'!

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  4. L'ho finito due giorni fa e ora vago nel web alla ricerca di recensioni che ne parlino (bene, ovviamente, sennò poi ci resto male). Non ho nulla da aggiungere alle tue parole, sono qui solo per confermare la bellezza di questo romanzo :)

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