venerdì 12 dicembre 2014

IL CARDELLINO - Donna Tartt

Credo di avervi  già comunicato più e più volte il mio amore per gli scrittori e i libri che hanno vinto il premio Pulitzer. E’ un amore abbastanza recente, ma che aumenta in modo sconsiderato ogni volta che mi capita tra le mani uno dei libri premiati. 
Ammetto  però che di Il cardellino di Donna Tartt, che ha vinto il premio quest’anno, avevo un po’ paura. In parte per lo spessore, sicuramente, perché per leggere un libro con più di 600 pagine deve essere il momento giusto, o il rischio di rimanere incagliata a metà diventa molto alto. E poi ne avevo timore anche perché leggendo commenti e pareri, ancor prima di comprarlo in realtà, mi sono trovata di fronte a reazioni molto discordanti. C’è chi parla di un romanzo meraviglioso e chi di un romanzo carino, ma forse un po’ sopravvalutato, chi lo ha divorato in pochi giorni e chi lo ha abbandonato a metà, senza alcun rimpianto.
 Ho aspettato quindi arrivasse il momento giusto, non ho più letto commenti di altre persone e, via, l’ho iniziato. Nei primi due giorni ho divorato più di cinquecento pagine. E non perché leggo veloce, ma perché davvero non riuscivo a metterlo giù.

Il cardellino racconta la storia di Theo, che a soli tredici anni sopravvivere a un attentato terroristico in un museo di New York. Mentre sta uscendo, da solo e stordito, dal museo, decide portare con sé un quadro, Il cardellino appunto, perché non è sicuro che la madre, nella confusione delle esplosioni, sia riuscita a vederlo. La madre, però, a casa non torna più e Theo si ritrova così solo, con un padre in ritracciabile e dei nonni che non lo vogliono. Viene ospitato dalla famiglia di un suo compagno delle elementari, Andy. Una famiglia molto ricca in cui Theo si sente incredibilmente solo.  E poi passano gli anni, Theo cresce, ritrova suo padre e poi lo perde di nuovo, si innamora perdutamente e inizia a drogarsi e a bere, conosce  Boris, un ragazzo problematico e un po’ teppista, l’unico con cui però si sente davvero a suo agio, e impara il mestiere di antiquario. Il cardellino e il ricordo doloroso della madre rimangono negli anni il suo punto fisso. Poi però qualcosa va storto e Theo si ritrova immischiato in qualcosa di pericoloso e molto più grande di lui.

Potete immaginare anche voi quanto difficile possa essere riassumere la trama di un libro di novecento pagine. Succedono tante cose, grandi e insignificanti, che è inutile tentare di parlarvene. Onestamente, non so nemmeno dirvi che cosa mi abbia tenuta incollata così saldamente alle pagine di questo libro. Lo stile di Donna Tartt, certo, che riesce a rendere perfettamente la tristezza,  la solitudine e il ricordo che attanagliano e torturano Theo, ma anche a caratterizzare perfettamente tutto i personaggi che gli ruotano intorno. La trama, anche, molto più avvincente di quanto la quarta di copertina lascerebbe presagire. Ma anche qualcosa di più, in Theo e nel suo dolore, nel suo senso di colpa che lo sta a poco a poco annientando e che non sa come combattere. L’ho trovato molto vero, molto forte e commuovente.

Sicuramente anche con un centinaio di pagine in meno il romanzo sarebbe stato lo stesso molto bello, perché a volte si è dilungato un po’ troppo in momenti in cui non era necessario.
Non che abbia faticato a leggerle, per carità, però forse avrebbero potuto anche non esserci (così come il finale, proprio le ultime cinquanta pagine, avrebbero potuto essere, non so, diverse, più all’altezza di tutto il resto del romanzo… ma forse qualunque finale, dopo una storia così, sarebbe stato deludente).

Insomma, mi schiero dalla parte di chi ha amato il libro, di chi lo considera un capolavoro. E vorrei davvero stringere la mano a chi assegna i premi Pulitzer, perché fa davvero un grande, grandissimo lavoro per il mondo della letteratura.

Titolo: Il cardellino
Autore: Donna Tartt
Traduttore: Mirko Zilahi de' Gyurgyokay
Pagine:893
Editore: Rizzoli
Anno: 2014
Acquista su Amazon:
formato brossura: Il cardellino

13 commenti:

  1. Lo voglio leggere anche io, ma prima vorrei leggere Dio di illusioni, la trama mi attira più di questo qui!

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    1. La trama di Dio di illusioni non la conosco, effettivamente! Ma sicuramente in futuro leggerò altro della Tartt :)

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  2. Che bella questa tua recensione. Non ho letto il libro, ma penso lo farò: dalle tue righe traspare la sua forza, e questa storia sembra chiamarmi a gran voce; se lo avessi sottomano lo inizierei già. Spero possa colpirmi quanto ha colpito te.

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  3. Pronto da leggere, devo solo trovare il momento giusto! :-)

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    1. Sì, il momento giusto è fondamentale per un libro come questo!

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  4. Anch'io ho sentito pareri contrastanti: conoscere il tuo mi rassicura, potrebbe piacere anche a me! :)

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    1. Considerando che parla anche d'arte, sì, secondo me ti potrebbe piacere! :)

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  5. Lo acquisterò quando arriverà l'edizione meno costosa. Sicuramente.
    Io ho letto Dio di illusioni e l'ho trovato molto affascinante, anche se non l'ho amato. Era un miscuglio di film già girati e libri già scritti. Questo mi ispira molto di più :-)

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    1. Ammetto di averlo comprato con lo sconto del 40%, se no nemmeno io, a prezzo intero, lo avrei preso.
      In questo l'inizio mi ha ricordato un po' Molto forte, incredibilmente vicino... ma solo nelle prime cento pagine (che su 900 non sono poi tante :P)

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  6. L'ho amato moltissimo e rientro anch'io tra le fila di chi lo considera un capolavoro... ma sono un po' carente di Pulitzer, rimedierò! ;)

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    1. Rimedia, rimedia, che meritano davvero!

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  7. ciao! non commento mai, ma amo il tuo blog. Abbiamo gusti molto simili e apprezzo tantissimo i tuoi suggerimenti soprattutto quando riguardano libri italiani o europei (vivo negli Stati Uniti e qui non hanno orizzonti molto aperti per quanto riguarda la letteratura straniera). Premessa a parte, ho ADORATO The Goldfinch. So che tantissimi hanno criticato il finale, ma per me le ultime pagine sono state un finale perfetto. Non aspettarti niente di simile con Dio di Illusioni (aka The Secret History.. andrebbe bene per la tua rubrica Due Titoli Un solo Libro ;) ), è molto diverso, sempre ben scritto, ma davvero angosciante. Eleonora

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