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lunedì 25 luglio 2016

AMORI IN VIAGGIO - Alexander McCall Smith

"D'altra parte, qualcuno ha mai riflettuto sul fatto che l'amore a prima vista potrebbe essere la regola e non l'eccezione? Quante persone si innamorano gradualmente e quante in realtà sono già innamorate fin da quel primo istante in cui hanno posato gli occhi sull'altro, o sull'altra?"


Mi piace tantissimo viaggiare in treno. Mi piaceva anche quando lo prendevo tutti i giorni, per andare all’università, e rimanevo spesso incastrata tra scioperi, ritardi, passaggi a livello che non si chiudevano e problemi non ben identificati. Mi piace stare lì seduta, a leggere, a guardare fuori dal finestrino o le altre persone intorno a me, senza che debba prestare attenzione a niente.

Ed è proprio durante due viaggi in treno, uno di andata e uno di ritorno, che ho letto la maggior parte di Amori in viaggio di Alexander McCall Smith, pubblicato in Italia da tre60 con la traduzione di Flavio Iannelli. Al mattino ero da sola in gruppo di sedili da quattro, su un treno quasi vuoto, complice l’estate e l’orario. Al ritorno, invece, seduto di fronte a me c’era un ragazzo che stava leggendo e che mi ha sorriso quando mi sono seduta, e accanto un bimbo che avrà avuto sì e no cinque anni in compagnia della madre e di una buffa motoretta di Spiderman che dopo cinque minuti ha iniziato a percorrermi il braccio. Avevo l'e-reader acceso davanti a me, e ogni tanto leggevo e ogni tanto guardavo fuori dal finestrino, assorta nei miei pensieri, incrociando spesso lo sguardo del ragazzo davanti a me che faceva esattamente la stessa cosa.

Amori in viaggio racconta quattro storie, che si incrociano proprio su un treno, da Edimburgo a Londra (una tratta che ho fatto una volta, ma in senso opposto). Quattro viaggiatori, tre uomini e una donna di età diverse, che si ritrovano seduti vicini e che, partendo da una considerazione banale, si ritrovano a raccontarsi le loro storie d’amore. Storie che hanno vissuto sulla propria pelle o di cui sono il frutto. Storie difficili, tormentate, incasinate, a volte dolorose, o anche solo non dichiarate. 
Ma piene, strapiene di amore.

Ammetto che quando ho terminato il libro, non sul treno ma a casa, il giorno successivo a quel viaggio, la prima impressione è stata che mi aspettavo qualcosa di più. Poi però ora che ne sto scrivendo mi sto rendendo conto di quanto effettivamente mi sia piaciuto. Non tanto per le storie d’amore raccontate, cioè sì, anche per quelle, perché non hanno nulla di banale, di stereotipato (come ci si potrebbe aspettare da un libro pubblicato da questa casa editrice). Mi è piaciuto soprattutto per l’atmosfera che Alexander McCall Smith è riuscito a creare, per questa cosa del raccontarsi a uno sconosciuto che si sa già che alla fine del viaggio non si vedrà più. 

A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di condividere un pezzetto di strada con qualcuno che non si conosce eppure raccontarsi come se invece ci si conoscesse da sempre, per non rivedersi più. Ed è bello, dolce e poetico. Soprattutto quando si parla d’amore.
Amori in viaggio è una lettura sicuramente leggera, che però una volta terminata lascia dentro una dolce sensazione. 


Titolo: Amori in viaggio
Autore: Alexander McCall Smith
Traduttore: Flavio Iannelli
Pagine: 213
Editore: tre60
Prezzo di copertina: 9€
Acquista su Amazon:
formato brossura: Amori in viaggio

giovedì 31 gennaio 2013

44 SCOTLAND STREET - Alexander McCall Smith

Quando spinge il portone del 44 di Scotland Street, nel centro di Edimburgo, Pat non vede l'ora di cominciare tutto daccapo. È al suo secondo anno sabbatico e una casa e un lavoro nuovi sono quello che ci vuole per ripartire. Da lì in poi dividerà l'appartamento con l'insopportabile Bruce, agente immobiliare bello e vanitoso; troverà lavoro nella galleria d'arte di Matthew, un giovane delicato ma inconcludente che di arte non capisce nulla; trascorrerà piacevoli serate con l'eccentrica vicina di casa Domenica, un'anziana antropologa dispensatrice di storie esotiche e saggi consigli sugli uomini. Intanto al piano di sotto Bertie, inquieto bambino prodigio, cerca di far capire alla madre, Irene, che preferirebbe rugby e trenini elettrici ai corsi di yoga, sassofono e italiano. A unire tutti un misterioso tentativo di furto e la caccia a un quadro che potrebbe essere una crosta o valere una fortuna...

Dopo aver letto l'intera saga di  Isabelle Dalhousie e del suo club di filosofi dilettanti, e un paio di quella di Preciuos Ramotswe e della sua agenzia investigativa in Botswana, mi sono presa una pausa dai romanzi di McCall Smith. Perché sono belli eh, però alla lunga tendono ad annoiare, soprattutto se letti a distanza molto ravvicinata l'uno dall'altro. Perché sostanzialmente nei suoi romanzi non succede niente, o almeno niente di eclatante: i suoi gialli non sono veri gialli, le sue storie d'amore non sono passionali e travolgenti e i drammi familiari si limitano a ribellioni adolescenziali e a matrimoni non del tutto soddisfacenti. Eppure,c'è qualcosa in queste storie che, se lette nel momento giusto e alla giusta distanza, le rende piacevoli e in qualche modo appassionanti.

Anche nel caso di 44 Scotland Street, primo romanzo di una nuova saga ambientata in un condominio di Edimburgo, non succede poi molto. Il libro inizia con Pat che, al suo secondo anno sabbatico e indecisa su cosa fare del suo futuro, si trasferisce in questa palazzina, in un appartamento che condividerà con altri inquilini. Al momento è presente solo Bruce, un giovane adone narcisista, irritante e antipatico, che lavora come perito immobiliare e per cui Pat prenderà una cotta spaventosa. Ad accogliere la ragazza c'è poi l'inquilina dell'appartamento accanto al loro, un'antropologa sessantenne dal passato molto avventuroso, che la coccola e la consiglia. Al piano sotto abita Irene con il marito e il figlio prodigio Bertie, cresciuto secondo i dettami di una nuova psicologia infantile: non ha una camera ma un "suo spazio", non può giocare con i trenini perché deve suonare il sassofono e imparare l'italiano, e all'asilo viene isolato perché troppo intelligente. Finché un giorno non si ribella e da' fuoco al "Guardian" del padre.
Attorno a questi personaggi (che immagino siano solo una parte degli abitanti del palazzo, gli altri verranno presentati più avanti), ne ruotano altri di contorno: Matthew, giovane in cerca del suo futuro, "capo" di Pat nella galleria d'arte che il padre ha acquistato per lui e in cui la ragazza ha iniziato a lavorare. La barista intellettuale Big Lou, che si è avvicinata alla lettura perché prima al posto del suo locale c'era una libreria. C'è il pittore Angus Lordie con il suo cagnolino ammiccante Ceryl. Ci sono gli amici di Matthew e il capo di Bruce con la famiglia. E tanti altri personaggi di contorno.

Non c'è una trama vera e propria, ma tanti piccoli episodi che riguardano i singoli protagonisti e le loro relazioni. Sì, forse la storia a cui viene dato maggior risalto è quella di Pat e di Matthew che tentano di scoprire il valore di un quadro presente in galleria. Ma anche questa è solo un pretesto per raccontare di persone e di relazioni umane.

Ho letto non so più dove (e mi dispiace davvero non ricordarmelo) una definizione secondo me perfetta dello stile di McCall Smith: garbato. E infatti questo autore scrive e descrive senza grandi slanci, senza esagerazioni, senza colpi di scena eccessivi o storie al cardiopalma. Lui prendere persone e situazioni più o meno normali e più o meno comuni e le analizza, mostrandone aspetti che magari non sempre si potrebbero notare, con sempre una certa poesia di sottofondo.
Come dicevo prima, forse è proprio questa assenza di azione che rende la lettura continuata di questi libri un po' noiosa, perché a un certo punto si sente proprio il bisogno che succeda qualcosa. Il problema però, che a volte rende difficile aspettare il giusto tempo prima di leggerne un altro, è che molte cose vengono lasciate un po' in sospeso, come se mancasse qualcosa: in questo caso, mi piacerebbe sapere ad esempio cosa succede al povero Bertie, o come evolverà la relazione tra Pat e Matthew... per non parlare del finale, in cui è evidente che qualcosa non quadra ma che non ci viene spiegato.

Insomma, si tratta di una lettura sicuramente piacevole, che riesce anche a stupire con alcune frasi ad effetto davvero notevoli.
Poi, non so a voi, ma a me le storie ambientate nei condomini e nei palazzi piacciono tantissimo, perché riuniscono in un unico luogo tante storie e tanti personaggi... che un bravo autore sa sicuramente come gestire e far interagire.

"abbiamo tutti dei momenti proustiani, ma finche' non leggiamo Proust non lo sappiamo"
Nota alla traduzione: a parte le "d" eufoniche, a volte presenti a volte no, e la scelta di non tradurre certe parole, direi nulla da segnalare.

Titolo: 44 Scotland Street
Autore: Alexander McCall Smith
Traduttore: Elisa Banfi
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2009
Editore: TEA
ISBN: 978-8860886316
Prezzo di copertina: 8,60€
Acquista su Amazon:
formato brossura: 44 Scotland Street

martedì 6 aprile 2010

MORALE E BELLE RAGAZZE- Alexander Mc Call Smith

Preciuos Ramotswe, fondatrice dell'unica agenzia investigativa in Botswana, è alle prese con il caso del presunto avvelenamento del fratello di un importante uomo politico e con il mistero di un bambino abbandonato che ha l'odore di un cucciolo di leone piuttosto che di un umano. A complicare il tutto intervengono i problemi finanziari e il suo fidanzato, il meccanico J.L.B. Matekoni, che è molto più complicato di quanto appare. Per fortuna, l'investigatrice ha una valida aiutante: la signorina Makutsi, gran cervello dietro una grosso paio di occhiali e una chioma indomabile. Proprio lei, che nessuno ha mai considerato avvenente, deve indagare su alcune ragazze e scovarne una adatta al titolo di Miss Bellezza e Integrità.

Caro McCall Smith, mi sa che io mi fermo qui. Vanno bene i libri leggeri, veloci da leggere e per nulla impegnativi. Ma fino a un certo punto. In questo libro non succede assolutamente niente. Mrs Preciuos Ramotwse ha 40 anni e si comporta come se ne avesse 80 (un'imitazione non molto riuscita di Miss Marple), il suo fidanzato va in depressione senza che si capisca perchè, e il "giallo" su cui indagare si risolve di nuovo in modo banale (veramente troppo banale stavolta), nel giro di 4 o 5 pagine (e le altre 230 a cosa servono?). Si salverebbe invece tutta la storia e l'indagine parallela della signorina Makutsi, investigatrice in seconda nonchè vicedirettrice dell'officina, se non fosse relegata in poche pagine decisamente mal sfruttate. Peccato. Resta comunque uno stupendo spaccato dell'Africa e delle sue tradizioni.
Forse la colpa è mia che ho questo libro letto in un momento sbagliato (non sempre possiamo leggere libri leggeri), però credo che per un bel po' non leggerò più niente di questo autore (e non importa se le copertine sono così belle).

Nota alla traduzione: qualcosina da rivedere (soprattutto la coerenza tra tu/lei/voi)

sabato 13 marzo 2010

L'USO SAPIENTE DELLE BUONE MANIERE- Alexander McCall Smith

Per Isabel Dalhousie, direttrice della "Rivista di etica applicata", fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e donna di grande acume e sensibilità, è fondamentale affrontare la vita con la mente serena e lo spirito rilassato. Ma certo in questo non l'aiutano molto la nascita del piccolo Charlie, né tanto meno la relazione con Jamie, il padre del bambino, più giovane di lei di quattordici anni. La tardiva maternità del resto non è l'unico cambiamento nella vita della nostra filosofa-detective per caso. Certo, ha raggiunto una tregua con l'amatissima nipote Cat, ex fidanzata di Jamie, che non approva granché la nuova relazione della zia. E certo, ha trovato un equilibrio nel rapporto con Grace, la fedele governante, che vorrebbe esautorarla completamente dalla cura del bebé. Ma che dire della misteriosa morte di un pittore al largo dell'isola di Jura, nella quale Isabel si trova suo malgrado coinvolta? E come se tutto ciò non bastasse, ci si mette pure il machiavellico e curiosamente affabile professor Dove, che sembra avere strane mire sull'amatissima rivista della nostra eroina...

Non so dire bene cosa mi piace dei libri di Alexander McCall Smith. Se si dovesse semplicemente raccontare la trama a una persona che non ha mai letto uno dei suoi romanzi, questa risulterebbe sicuramente banale e insipida, tanto che verrebbe da chiedersi come faccia a scriverne per 250 pagine. Però poi, se si leggono i suoi libri, si rimane sempre piacevolmente colpiti. Lo stile è leggero, a tratti un po' riflessivo, e racconta di tratti di vita quotidiana normale, in cui tutti riescono a identificarsi (ok, non tutti abbiamo un fidanzato di 20 anni più giovane che ci ama alla follia... ma la protagonista stessa si rende conto di quanto sia fortuna e non la fa apparire come una cosa normale).
Questo romanzo è il quarto della serie della Isabel Dalhousie, filosofa e investigatrice, ora alle prese con un "caso" che riguarda un pittore scomparso e dei suoi presunti quadri falsi venduti ad un asta, ma anche con il suo bimbo neonato e i tentativi da parte dei suoi colleghi filosofi di rubarle il lavoro di redattrice. Se devo essere onesta, è quello che mi è piaciuto meno, ma forse perchè qui ormai la storia con Jamie è ormai consolidata e non c'è più tanto il divertimento di leggere i dilemmi morali dela protagonista (e poi perchè in questo romanzo, la filosofa è un po' troppo spocchiosa a volte).
E' un libro che comunque si divora ed è una piacevole lettura non troppo impegnativa.

Nota alla traduzione: qualche calco, qualche refuso, qualche preposizione sbagliata e un termine sconosciuto lasciato in inglese senza nemmeno spiegare di cosa si tratta. Da rivedere sicuramente.


martedì 12 gennaio 2010

LE LACRIME DELLA GIRAFFA- Alexander McCall Smith



A Gaborone, capitale del Botswana, la signora Precious Ramotswe è molto rispettata: è la fondatrice della Ladies Detective Agency, la prima e unica agenzia investigativa del piccolo paese dell'Africa meridionale diretta da una donna. Suo padre avrebbe preferito che aprisse una macelleria, ma lei ha poi deciso di fare la detective privata. Gran bevitrice di tè rosso, gentile come tutti i golosi e portata alla riflessione filosofica, la signora Ramotswe ha imparato presto come portare un po' di ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti, usando il suo cervello fino e soprattutto il suo gran cuore. Doti che le saranno indispensabili per affrontare il caso della signora Curtin e di suo figlio Michael, scomparso nel deserto ormai da dieci anni.

Alexander McCall Smith mi piace molto. Certo, il primo libro suo che uno legge lascia decisamente spiazzati. In parte è colpa anche delle copertine, in cui generalmente si fa riferimento a grandi misteri da risolvere e a una protagonista-investigatrice che con il suo intuito giungerà alla conclusione. E in parte è così. Ma questi misteri sono sempre storie terra a terra, problemi oserei dire quasi quotidiani. Non c'è mai un vero e proprio omicidio, un assassino a mettere in pericolo la vita dell'eroe o cose del genere. E questo effettivamente all'inizio può spiazzare.
Ma lo stile con cui Mc Call Smith racconta, la scorrevolezza della lettura e, in questo particolare libro, la simpatia e la bellezza dei personaggi, fa passare il "mistero" in secondo piano.
Certo, forse un po' di frustrazione rimane, nel senso che avrebbe potuto sfruttare gli stessi personaggi, con gli stessi tratti caratteriali e la stessa simpatia, anche per risolvere un giallo vero e proprio. Ma non sarebbe nel suo stile, e forse sarebbe uno strafare dal risultato non necessariamente riuscito. Non è un libro da leggere in cerca di grandi verità o di colpi di scena mozzafiato, ma va benissimo per trascorrere qualche ora tranquilli e rilassati, senza voler impegnare troppo la mente e divertendosi.

Nota alla Traduzione: una buona traduzione, con solo una nota in 230 pagine (e non è semplice, considerando l'uso di termini propriamente africani) e che scorre bene.

domenica 25 ottobre 2009

IL CLUB DEI FILOSOFI DILETTANTI- Alexander McCall Smith

Durante una prima all'opera al teatro di Edimburgo, il giovane manager Mark Fraser muore cadendo in platea dalla balconata: sembra una morte assolutamente accidentale, ma a Isabel Dalhousie, donna single di gusto e di cultura, fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e assidua frequentatrice di mostre e concerti, non tutto pare così semplice. E si sente quasi moralmente obbligata a improvvisarsi detective, seguendo i fili di un'indagine che McCall Smith descrive con prosa lieve e divertita, seguendo gli incontri e le conversazioni della sua curiosa protagonista.

Finalmente ho letto la serie completa. Al contrario però.... e questo effettivamene non mi ha permesso di apprezzare la storia nel suo insieme. Questo è l'unico in cui ci sia un omicidio vero è proprio, l'unico con un po' più di suspance. Mi ha lasciato un po' perplessa il finale, ma forse la scelta fatta dall'autore è l'unica coerente con le caratteristiche del libro e della sua protagonista-investigatrice. Lo stile rimane sempre "leggero", un po' filosofico ma una di una filosofia "terra-terra".
Consiglio di leggerli, ma sicuramente nell'ordine giusto!

Nota alla Traduzione: c'è la traduzione di un proverbio che mi lascia molto perplessa. In italiano è "Se le crepe si aprono, l'orso ti piglia". Non sono ancora riuscita a trovare di quale proverbio sia la traduzione (dovrebbe essere scozzese più che inglese), però secondo me la scelta italiana non ha nessun significato :S Per il resto va abbastanza bene.

sabato 24 ottobre 2009

AMICI AMANTI CIOCCOLATO Alexander McCall Smith

Isabel Dalhousie è una dilettante di filosofia, una detective a tempo perso, una cultrice di belle arti e di teatro. Ma è anche una donna, senza dubbio. E in certe occasioni sente chiaramente che tutto il suo universo morale, così faticosamente costruito, potrebbe crollare sotto i semplici colpi del fascino maschile. Quando, per esempio, incontra l'uomo che avrebbe dovuto sposare sua nipote Cat, anche lei, che pure ha appena finito di stroncare in una recensione un po' stizzita un "Elogio del peccato", cede davanti alla sua bellezza e si trova in una situazione di imprevista e conturbante difficoltà. Ma altre ben più inquietanti prove attendono la simpatica Isabel: l'incontro con un uomo che ha appena subito un trapianto di cuore e che le confida di essere da quel momento tormentato da ricordi inspiegabili, che sicuramente non gli appartengono, rendono la vicenda davvero complicata e intrigante. E Isabel, come al solito, non si tira indietro: accompagnata dalla fedele Grace, percorre le strade e i salotti più curiosi di una Edimburgo quasi magica, addentrandosi in un'indagine pericolosa e imprevedibile, in cui emergono di nuovo tutta la sua umanità e simpatia, insieme alla capacità di riflettere con semplicità sugli ingredienti essenziali della vita, l'amore, l'amicizia e naturalmente anche la tentazione, che non sempre si presenta sotto forma di cioccolata...

Il fatto di aver letto prima il terzo e poi questo (mi manca ancora il primo), sicuramente non mi sta aiutando ad apprezzarli come meriterebbero. McCall Smith scrive veramente bene, in un modo "leggero", "delicato". Le storie che racconta in realtà non sono niente di che, ma la cosa bella è il modo in cui li affronta la protagonista, il modo in cui si lascia coinvolgere come dovere morale.
Li consiglio comunque, magari letti nell'ordine giusto :P

Nota alla traduzione: ho apprezzato molto un punto, dove il traduttore ha fatto una scelta che potrebbe sembrare azzardata ma non lo è. Si fa riferimento allo scioglilingua "The rain in spain stays mainly in the plain", reso famoso dal film My Fair Lady. E il traduttore ha fatto effettivamente l'unica scelta possibile, ovvero prendere la traduzione italiana. (La rana in spagna gracida in campagna). Scelta scontata forse, ma ho apprezzato.

IL PIACERE SOTTILE DELLA PIOGGIA- Alexander McCall Smith

La chiave della felicità è ottenere il meglio da ciò che si ha a disposizione. Saggio proposito che però Isabel Dalhousie, filosofa colta e raffinata, cultrice di belle arti e di teatro e detective a tempo perso, proprio non riesce a mettere in pratica. La sua vita al momento è troppo affollata di pensieri: trovare un appartamento per la fedele governante Grace, evitare alla giovane nipote Cat nuove delusioni d'amore, conservare l'amicizia con Jamie, l'ex fidanzato della nipote, nonostante il fatto che si sia irrimediabilmente innamorata di lui e le riesca davvero difficile mantenere le distanze. Ma soprattutto Isabel si annoia. Nelle sue giornate manca l'azione. Finché all'improvviso all'orizzonte compare un colto e gentile milionario americano, impegnato in un rapporto di coppia avvilente che potrebbe addirittura metterne a repentaglio la vita, e la filosofa Isabel Dalhousie si ritroverà presto coinvolta in un sorprendente giallo dei sentimenti.

Se devo essere sincera mi aspettavo completamente un altro libro. Traviata forse dalle parole riportate in copertina " Miss Marple si è reincarnata in Isabel Dalhousie" che un qualche critico ha pubblicato su Vanity Fair, mi aspettavo proprio un giallo alla Agatha Christie. Cosa che questo libro assolutamente non è. E non solo perchè la protagonista ha 42 anni (e non 70 come Miss Marple) e perchè non muore nessuno, ma non c'è nemmeno l'atmosfera del giallo. Avrebbe potuto esserci però, ma l'autore ha preferito non sfruttarla, relegando il giallo al secondo piano e incentrando tutto sui sentimenti e le riflessioni filosofiche che di solito li accompagnano. E devo dire che questa scelta premia il libro, rendendolo leggero ma anche profondo e riportando un'analisi, a volte buffa a volte tragica, dell'essere umano. Il lieto fine non poteva mancare!

Nota alla traduzione: una buona traduzione, anche di fronte alle parole proprie della cultura scozzere e alle canzoni. Il problema qui secondo me non è la traduzione ma l'editing, che rischia di far passare il libro per qualcosa di diverso, senza rendergli il giusto merito.