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mercoledì 12 febbraio 2014

BORGO PROPIZIO - Loredana Limone

Sono sempre più convinta che certi libri entrino nella nostra vita solo ed esclusivamente al momento giusto, quando sanno che abbiamo in qualche modo bisogno di loro.
Prendete Borgo Propizio di Loredana Limone, ad esempio. Un romanzo che volevo leggere da quando è uscito, un paio di anni fa, ma che non riuscivo mai a reperire. Un po' per tirchieria, sicuramente, che comprarlo in edizione Guanda quando sapevo che sarebbe poi uscita la più economica TEA un po' mi spiaceva (anche perché adoro le edizioni TEA), un po' perché ogni volta che provavo a chiederlo in libreria mi dicevano che era esaurito, non era arrivato, era sparito tra gli scaffali. Non c'è stato verso, insomma, di poterlo leggere prima che fosse il suo momento.
Poi l'altro giorno ho ordinato su amazon un ferro da stiro e, d'impulso, ho inserito nell'ordine anche il libro. E' arrivato nella casa nuova, in mezzo a mille scatoloni e mille cose da sistemare. Ed è come se mi avesse sussurrato: "Eccomi, questo è il momento giusto, ora puoi leggermi".

Borgo Propizio è un romanzo che parla di un piccolo paesino e dei suoi caratteristici abitanti. Di quelli che ci vivono, che sanno tutto di tutti e che cercano in ogni momento di impicciarsi, e di quelli che invece ci si stanno trasferendo. C'è Belinda, ad esempio, che sta per coronare il sogno della sua vita e aprire una latteria tutta sua. Ci sono le sorelle Mariolina e Marietta, vergini zitelle ultra quarantacinquenni che hanno sempre vissuto insieme, dopo l'abbandono del padre e la morte della madre, e che non osano immaginare una vita separata. C'è Ruggero, muratore dongiovanni e della sua voglia di sistemarsi una volta per tutte, non fosse altro per lasciare a casa la badante che accudisce i suoi anziani genitori. C'è Ornella e del suo burrascoso e violento matrimonio. Ci sono Cesare e Claudia, genitori di Belinda, che stanno attraversando una crisi coniugale. E c'è zia Letizia, la fantastica zia Letizia con la sua passione per Gianni Morandi.
Le vite di tutti questi personaggi si mischiano tra loro tra le vie di questo paese: si incontrano, si scontrano, si lasciano e si innamorano. Ognuno di  questi protagonisti sta vivendo un piccolo grande cambiamento personale, che li attrae ma allo stesso tempo li spaventa: Belinda e la sua latteria, Mariolina e Marietta si allontanano dopo tanti anni, emozionate e impaurite, Ruggero si innamora, Claudia e Cesare si perdono e non sanno se riusciranno a ritrovarsi, amori e amicizie che nascono e altre che rifioriscono, e un mistero del passato che forse, finalmente, si risolve.

E' un libro buffissimo, questo Borgo Propizio, grazie soprattutto a questi suoi personaggi. Un libro piacevole e molto divertente da leggere, che scorre veloce veloce e ti lascia addosso un forte buon umore, un senso di positività (facilmente immaginabile, visto il nome) e di ottimismo. Perché anche le cose che all'apparenza ci sembrano più terribili si possono risolvere.
E in questo momento, bello, bellissimo ma anche un po' terrorizzante, in cui le tue abitudini devono cambiare e devi imparare a convivere con un'altra persona, avevo proprio bisogno proprio di un romanzo così.

Consiglio questo romanzo un po' a tutti. A chi sta affrontando dei cambiamenti e ne ha un po' paura; a chi si sente solo e triste; a chi ha bisogno di un po' di ottimismo e di finali lieti, e a chi invece già sta bene con se stesso ma ha voglia di leggere un libro simpatico, carino e allegro, per trascorrere qualche ora spensierata. 
Magari bevendo un bel tazzone di latte fumante. Se in casa non ne avete, fatevi mandare dalla mamma a prenderlo...

Titolo:  Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Pagine: 289
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: TEA
ISBN: 978-8850232680
Prezzo di copertina: 9 €
Acquista su Amazon:
formato brossura: Borgo Propizio

mercoledì 28 agosto 2013

Due titoli, un solo libro: ma perché? #46

Ritorna dopo la pausa vacanziera la rubrica di confronto tra titolo originale e traduzione. Ho approfittato del viaggio in Spagna per dare un'occhiata alle traduzioni dei titoli di opere italiane là, per alimentare un po' questa rubrica.
Dedico la puntata di oggi a un libro che ancora non ho letto, sebbene sia nella mia wish list da mesi, ma che ha attirato subito la mia attenzione per quanto riguarda il passaggio del titolo, che ben si presta all'intento di questa rubrica.

Sto parlando di BORGO PROPIZIO di Loredana Limone, da poco uscito in spagnolo per la casa editrice Alevosia con la traduzione di Teresa Clavel e il titolo UN LUGAR AFORTUNADO:


Il romanzo racconta la storia di una donna, Belinda, che decide di trasferirsi in un paesino collinare, Borgo Propizio appunto, per realizzare il suo sogno di aprire una latteria.
In italiano c'è un evidente gioco di parole tra il nome proprio del paese e il suo significato: insomma un borgo propizio, di nome e di fatto.
Mantenere questo gioco nella traduzione spagnola era pressoché impossibile, anche perché di regola non si dovrebbero cambiare i nomi propri dei paesi, a meno che non abbiano un toponimo corrispondente (Torino >Turín per esempio). La casa editrice spagnola ha quindi deciso di lasciare invariato il nome del paese in cui è ambientato il romanzo e di tradurre invece letteralmente il titolo, che diventa un lugar afortunado, un posto fortunato.
Certo, si sarebbe potuto lasciare invariato anche il titolo, che per il lettore spagnolo però avrebbe fatto riferimento solo ed esclusivamente al paese di ambientazione, ma in questo caso mi trovo abbastanza d'accordo con la scelta compiuta dalla casa editrice.

Che ve ne pare?