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lunedì 18 gennaio 2016

UNA VALIGIA DI LIBRI - Resoconto di un VIAGGIO IN ITALIA

Sabato 16 gennaio si è tenuto il primo appuntamento ufficiale, dopo quello di presentazione avvenuto a dicembre, di Una valigia di libri, il ciclo di incontri organizzato da me, da Il giro del mondo attraverso i libri e dalla libreria Sulla parola di Caluso. 
Protagonista di questo primo incontro è stata l'Italia.



Sebbene abbiamo ancora qualche difficoltà ad attirare le persone (non so se sia colpa del paesino, che attira un po' poco, dell'orario o del fatto che «oddio, si parla di libri, scappiamo!»), devo dire che è stato molto divertente. Eravamo una decina di persone e abbiamo trascorso due ore senza quasi rendercene conto, seduti in cerchio («Ciao a tutti, sono Elisa e non riesco a smettere di leggere», «Ciaaaaaao Elisa»), in un bell'ambiente arancione, accogliente e confortevole, a presentare libri, ma anche a chiacchierare di letteratura, dello stato attuale dell'editoria in Italia e anche un po' di noi (perché credo che i libri che ci piacciono parlino sempre un bel po' di noi).

Voglio quindi prima di tutto ringraziare tutti colore che hanno partecipato, quelli che hanno presentato i libri, nonostante la timidezza, e quelli che sono venuti anche solo per ascoltare, ma anche chi ha partecipato da lontano postando i commenti sulla pagina facebook dell'evento. Insomma, grazie! È davvero una bella soddisfazione trovare altre persone invasate come noi che si divertono a parlare di libri!

Ma bando alla retorica strappalacrime, passiamo ai libri consigliati. Questo viaggio per l'Italia ha toccato diverse regioni, dal nord al sud, sia per ambientazione sia per provenienza degli autori.

I libri presentati dal vivo... e i biscotti (la foto è sfocata perché ne stavo mangiando uno)

Ecco qui l'elenco (cliccando sul titolo si rimanda alla recensione di chi ha letto il libro, se è stato consigliato da un blogger, alla scheda del libro sul sito della casa editrice o a wikipedia per i classici), diviso per regione:

PIEMONTE
Il ministero della bellezza  - Marco Lazzarotto, edito da Indiana editore
Caro lettore in erba - Gianluca Mercadante, edito da Las Vegas edizioni
La luna e i falò - Cesare Pavese

LIGURIA
Il dolore del mare - Alberto Cavanna, edito da Nutrimenti editore
Qualcosa di vero - Barbara Fiorio, edito da Feltrinelli

LOMBARDIA
L'infinita musica del vento - Lorenzo Della Fonte, edito da Casa Musicale Eco
Verderame - Michele Mari, edito da Einaudi

EMILIA ROMAGNA
Opere complete di Learco Pignagnoli - Daniele Benati, edito da Aliberti editore

TRIVENETO
Piccola osteria senza parole - Massimo Cuomo, edito da edizioni e/o
L'estate del cane bambino - Mario Pistacchio e Laura Toffanello, edito da 66thand2nd
La variante di Lüneburg - Paolo Maurensig, edito da Adelphi

TOSCANA
Un uomo - Oriana Fallaci

LAZIO e CAMPANIA
Giulia 1300 e altri miracoli - Fabio Bartolomei, edito da edizioni e/o

SICILIA
La fossa degli angeli - Antonio Manuel Marco Cascio, edito da Giovane Holden edizioni

SARDEGNA
Il cuore selvatico del ginepro - Vanessa Roggeri, edito da Garzanti

I libri consigliati, come potete vedere, sono stati molti vari, sia per localizzazione geografica, sia per editori (tantissimi piccoli editori!), sia per motivazioni.

Approfitto per ricordare che il prossimo appuntamento si terrà sabato 20 febbraio, sempre alle ore 16 e sempre alla libreria Sulla parola di Caluso. Questa volta andremo a spasso per l'Europa (Russia compresa!).

mercoledì 12 febbraio 2014

BORGO PROPIZIO - Loredana Limone

Sono sempre più convinta che certi libri entrino nella nostra vita solo ed esclusivamente al momento giusto, quando sanno che abbiamo in qualche modo bisogno di loro.
Prendete Borgo Propizio di Loredana Limone, ad esempio. Un romanzo che volevo leggere da quando è uscito, un paio di anni fa, ma che non riuscivo mai a reperire. Un po' per tirchieria, sicuramente, che comprarlo in edizione Guanda quando sapevo che sarebbe poi uscita la più economica TEA un po' mi spiaceva (anche perché adoro le edizioni TEA), un po' perché ogni volta che provavo a chiederlo in libreria mi dicevano che era esaurito, non era arrivato, era sparito tra gli scaffali. Non c'è stato verso, insomma, di poterlo leggere prima che fosse il suo momento.
Poi l'altro giorno ho ordinato su amazon un ferro da stiro e, d'impulso, ho inserito nell'ordine anche il libro. E' arrivato nella casa nuova, in mezzo a mille scatoloni e mille cose da sistemare. Ed è come se mi avesse sussurrato: "Eccomi, questo è il momento giusto, ora puoi leggermi".

Borgo Propizio è un romanzo che parla di un piccolo paesino e dei suoi caratteristici abitanti. Di quelli che ci vivono, che sanno tutto di tutti e che cercano in ogni momento di impicciarsi, e di quelli che invece ci si stanno trasferendo. C'è Belinda, ad esempio, che sta per coronare il sogno della sua vita e aprire una latteria tutta sua. Ci sono le sorelle Mariolina e Marietta, vergini zitelle ultra quarantacinquenni che hanno sempre vissuto insieme, dopo l'abbandono del padre e la morte della madre, e che non osano immaginare una vita separata. C'è Ruggero, muratore dongiovanni e della sua voglia di sistemarsi una volta per tutte, non fosse altro per lasciare a casa la badante che accudisce i suoi anziani genitori. C'è Ornella e del suo burrascoso e violento matrimonio. Ci sono Cesare e Claudia, genitori di Belinda, che stanno attraversando una crisi coniugale. E c'è zia Letizia, la fantastica zia Letizia con la sua passione per Gianni Morandi.
Le vite di tutti questi personaggi si mischiano tra loro tra le vie di questo paese: si incontrano, si scontrano, si lasciano e si innamorano. Ognuno di  questi protagonisti sta vivendo un piccolo grande cambiamento personale, che li attrae ma allo stesso tempo li spaventa: Belinda e la sua latteria, Mariolina e Marietta si allontanano dopo tanti anni, emozionate e impaurite, Ruggero si innamora, Claudia e Cesare si perdono e non sanno se riusciranno a ritrovarsi, amori e amicizie che nascono e altre che rifioriscono, e un mistero del passato che forse, finalmente, si risolve.

E' un libro buffissimo, questo Borgo Propizio, grazie soprattutto a questi suoi personaggi. Un libro piacevole e molto divertente da leggere, che scorre veloce veloce e ti lascia addosso un forte buon umore, un senso di positività (facilmente immaginabile, visto il nome) e di ottimismo. Perché anche le cose che all'apparenza ci sembrano più terribili si possono risolvere.
E in questo momento, bello, bellissimo ma anche un po' terrorizzante, in cui le tue abitudini devono cambiare e devi imparare a convivere con un'altra persona, avevo proprio bisogno proprio di un romanzo così.

Consiglio questo romanzo un po' a tutti. A chi sta affrontando dei cambiamenti e ne ha un po' paura; a chi si sente solo e triste; a chi ha bisogno di un po' di ottimismo e di finali lieti, e a chi invece già sta bene con se stesso ma ha voglia di leggere un libro simpatico, carino e allegro, per trascorrere qualche ora spensierata. 
Magari bevendo un bel tazzone di latte fumante. Se in casa non ne avete, fatevi mandare dalla mamma a prenderlo...

Titolo:  Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Pagine: 289
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: TEA
ISBN: 978-8850232680
Prezzo di copertina: 9 €
Acquista su Amazon:
formato brossura: Borgo Propizio

lunedì 5 novembre 2012

La letteratura italiana contemporanea

Quest'oggi scriverò un post un po' diverso dal solito, con l'obiettivo di analizzare la situazione della letteratura italiana contemporanea dal punto di vista dei lettori.
L'idea mi gira in testa da qualche giorno, dopo che sulla pagina Facebook di questo blog è nata una discussione riguardo alle differenze tra la letteratura italiana di oggi nel nostro paese, da qualcuno definita "inesistente", rispetto a quella straniera, e in particolare americana, soprattutto in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo adesso.

Prima di tutto mi sono soffermata sul mio personale rapporto e mi sono resa conto che fino a pochissimo tempo fa, a parte i classici, di italiano leggevo pochissimo: qualcosa di Ammaniti, De Carlo quando ero più piccola, qualche tentativo con Baricco e la Mazzantini, e null'altro. Poi a un certo punto ho scoperto altri autori (Carofiglio in primis, ma anche De Silva e Calabresi) e ho in qualche modo pareggiato il conto: ora leggo circa lo stesso numero di autori italiani e stranieri.

Ho poi lanciato un piccolo sondaggio, chiedendo a chiunque avesse voglia di rispondere quale fosse il proprio autore/autrice preferito/a nel panorama italiano e quale fosse il rapporto di ognuno con la letteratura contemporanea del nostro paese.
E la risposta è che la lettura italiana contemporanea c'è eccome, sebbene in molti tendano a preferire, più o meno consciamente, la letteratura straniera (americana e sudamericana in particolare).
I motivi di questa predilezione sono diversi: penuria di autori che scrivono un determinato genere (un'appassionata di criminologia salva solo Carrisi, di cui ammetto non aver mai letto nulla), rapporti conflittuali con determinati autori che alternano capolavori a libri noiosi (Baricco e Mazzantini sono i maggiormente citati in questa categoria) e, soprattutto, i fenomeni Moccia  e Fabio Volo, autori di scarsa qualità letteraria ma che grazie a case editrici potenti ricevono una grande visibilità che permette loro di vendere molto. Una scelta di mercato che in parte si può anche giustificare, ma che però inevitabilmente causa una certa diffidenza verso tutta la letteratura italiana in generale, che viene spesso associata a questi autori.
Il problema grosso è che il mercato italiano punta molto, troppo forse, sui "lettori della domenica", quelli che si lasciano conquistare più da una campagna marketing che li bombarda di immagini e informazioni che non dalla vera qualità di un libro.
Attenzione però, come viene giustamente evidenziato da certi lettori, questo "problema" non è solo ed esclusivamente italiano: la trilogia delle sfumature che tanto ha spopolato quest'estate non è certo di origine italiana (E.L. James è inglese), né lo sono la Kinsella e tutte le sue compagne del genere chick lit o dei porno vampiri che vanno tanto di moda oggi. La letteratura di bassa qualità c'è in tutti i paesi, così come in tutti i paesi ci sono editori "spietati" che cercano di venderla, riuscendoci nella maggior parte dei casi. La discriminante la fa il lettore, è lui che deve scegliere cosa leggere e cosa no e riuscire a non farsi influenzare.
Non fraintendetemi, lo so che non si può sempre leggere letteratura elevata, che a volte ci vanno anche romanzi non impegnativi, che non richiedono nessuno sforzo mentale (e io sono la prima a leggerne!). Però sono dell'idea che anche in questi casi ci debba essere un minimo di qualità, se non nella trama almeno nello stile di chi scrive. E invece di solito ci si trova di fronte a libri tutti uguali, ricchi di frasi fatte e personaggi stereotipati, con una trama più o meno banale che, per carità, scorre fluida ma provoca nei lettori un pochino più attenti un moto di fastidio (e questo succede con Moccia e Volo, ma anche con Kinsella, James, Dan Brown e molti, molti altri).

Ma torniamo a noi e alla letteratura italiana dei giorni nostri. Perché non è possibile che una patria che ha dato i natali a Petrarca, Manzoni, Dante, Boccaccio e Leopardi, una patria in cui ci sono tante, tantissime fiere del libro, oggi non abbia più una letteratura di qualità. Mi fa male solo il sapere che ci sia qualcuno che lo creda davvero. Ma alla fine, come vi dicevo in precedenza, il sondaggio su facebook ha rivelato che la letteratura italiana c'è eccome!

Sono molti gli autori che vengono citati tra i più appassionanti e meritevoli, talmente tanti che alcuni nemmeno li conoscevo.  I nomi che ricorrono più spesso sono quelli di Alessandro Baricco, con cui però parecchi lettori segnalano di avere un rapporto di amore-odio, di Stefano Benni, di Margaret Mazzantini (che però come Baricco suscita sentimenti contrastanti) e Niccolò Ammaniti. Direi che i più letti, stando ovviamente al mio mini sondaggio, sono loro.

A questi ovviamente se ne aggiungono tanti altri: Camilleri (che io personalmente non riesco a leggere ma di cui riconosco l'indiscusso valore culturale) e il suo corrispettivo toscano Marco Malvaldi, Dacia Maraini ed Erri de Luca, Antonio Tabucchi e Simonetta Agnello Hornby, Tiziano Scarpa, Bianca Pitzorno e il primo De Carlo. 
E ancora autori che con somma ignoranza ammetto di non conoscere, come Maurizio Cometto, Mariolina Venezia, Mario Desiati, Sandro Bonvissuto e Paolo Mauresing.
Non mancano poi le nuove leve: Paolo Giordano, Silvia Avallone, Chiara Gamberale, Michela Murgia e D'Avenia, i cui romanzi d'esordio, dai giudizi più o meno contrastanti, hanno sicuramente generato molte aspettative sul futuro (e in mezzo a questi ci tengo ad aggiungere anche Marco Missiroli che, con il suo "Il senso dell'elefante, è riuscito a stregarmi come non mi succedeva da un po').

A questi elenchi mancano indubbiamente molti altri autori (io aggiungerei anche Andrea Vitali, Gianrico Carofiglio, i primi De Silva e il grande, gradissimo Umberto Eco che forse abbiamo dato per scontato), di cui magari forse ora non si comprende appieno il vero valore. Certo, è difficile "giudicare" un periodo mentre lo si sta vivendo (Manzoni non lo diceva mica a caso "ai posteri l'ardua sentenza"), ma sicuramente ci sono tantissimi scrittori con grandi capacità e con uno stile di qualità (paradossalmente soprattutto nelle case editrici più piccole), che permettono alla letteratura italiana di continuare ad esistere.
Non so se sarà questa a salvarci in questi tempi bui, ma sicuramente ci sta dando delle buone basi per il futuro.

(Ovviamente grazie a tutti quelli che hanno commentato su facebook e hanno quindi permesso la realizzazione di questo post!)