martedì 11 luglio 2017

EFEMERIDI - Cesare Catà


La prima cosa che colpisce quando si prende in mano Efemeridi di Cesare Catà è l’oggetto libro in sé. Una copertina di cartone molto semplice, con la rilegatura a vista tenuta insieme dalla colla e da un filo rosso, che richiama anche i colori scelti per il titolo e la semplice illustrazione. Un oggetto libro molto particolare e molto d’impatto, per quella che è una collana di Aguaplano, la collana Glitch, che si pone un obiettivo ben preciso: raccogliere in volume i migliori contenuti prodotti in rete.
La maggior parte dei racconti che compongono Efemeridi, infatti, era già comparsa sulle colonne dell’Huffington Post, dove Cesare Catà teneva una rubrica.

Ma cosa c’è all’interno di questo libro? Il sottotitolo dice che si tratta di “storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori”. Io, invece, dico che sì, ci sono 27 storie di amori e ossessioni di grandi scrittori, che sono però anche alcune delle storie più belle di scrittori e scrittrici del passato che abbia mai letto.

La raccolta parte con John Keats e il suo amore per Fanny Brawne, vissuto attraverso un muro e reso impossibile dalla malattia dell’uomo.
La notte precedente la partenza John e Fanny, ognuno nella propria stanza, poggiano le mani alla parete sapendo che, di là, c'è l'amore della loro vita. In silenzio, respirano, auscultandosi i fiati dietro il muro che li separa.
Poi si prosegue con Kafka, con Anne Sexton e Fernando Pessoa, incapace di vivere il suo amore per Ophelia perché incapace di scindersi dai suoi personaggi, per passare a J.R.R. Tolkien e al suo regno elfico dove l’amore con Edith Bratt è possibile e prende finalmente forma.
Convinto che si sarebbero rivisti, che la forza del loro legame non potesse essere spezzata dalla vecchiaia e dalla morte, le aveva sussurrato all’orecchio parole antichissime, in una lingua ignota che solo loro potevano comprendere, forgiata nella grammatica esoterica e tenerissima del loro grande amore: «Non lasciamoci sopraffare dalla prova finale. Dobbiamo separarci nella tristezza, ma non nella disperazione. Amore, noi non siamo vincolati per sempre a ciò che si trova entro i confini del mondo, e al di là di essi vi è più dei ricordi. Io tornerò. Aspettami. Ti prometto che tornerò da te».
C’è poi Jane Austen e la sua decisione di rimanere single per sempre, dopo un grande amore che si perde nell’oblio del tempo; c’è Hermann Hesse e poi Giacomo Leopardi, che ormai malato e in punto di morte ricorda la sua infanzia, il se stesso dodicenne che corre, gioca e sgambetta per le colline di Recanati e che poi verrà sostituito da quel pessimismo che lo accompagnerà tutta la vita.
Giacomo immagina di trovarsi ancora nella Marca, di incrociare per la piazza di Recanati sé bambino mentre corre; sogna di non dirsi niente, di non voler dirsi niente della tristezza e della noia delle ore che seguiranno quel giorno, di quanto grave sarà la sua festa. Perché in quel momento era solo sabato pomeriggio. Era sabato pomeriggio in un angolo del tempo.
Da Leopardi si passa a C.S.Lewis e al suo passaggio per Narnia; a David Foster Wallace che si dimentica di vedere una partita di tennis alla TV; al piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e a Yukio Mishima; a William Butler Yeats, a Paul Celan e Martin Heidegger, a Dante Gabriel Rossetti e ad Arthur Rimbaud.
Poi c’è il racconto sulla morte di Virginia Woolf, raccontato da Vita Sackville-West, la donna che l’ha amata come si ama la rosa più bella e più fragile; c’è la storia dell’amore tra Kierkegaard e la bella Regine, talmente tanto forte che lui non può fare altro che lasciarla, nell’incapacità di amarla così tanto, senza però dimenticarla mai.
Quando Regine torna dai Caraibi, nel 1860, scopre che lui le ha lasciato in eredità tutto: i suoi risparmi, i libri, la casa. Come se fosse stata sua moglie. Come se avessero potuto viverla, quella vita. Come se l'amore fosse stato più forte dell'angoscia.
Ci sono Dylan Thomas, Carl Gustav Jung e il buon vecchio Hemingway, per passare poi al mal di vivere di Sylvia Plath, a Friedrich Hölderlin, all’amore di una madre per un figlio nella storia dedicata a Pier Paolo Pasolini e al bellissimo racconto di quando Lou May Alcott scopre di non essere più una piccola donna, per poi chiudere con Kerouac e Borges.

Sono loro i 27 grandi scrittori a cui Cesare Catà dedica i suoi racconti e le sue parole. E sono parole bellissime, di una poesia, una bellezza e un’intensità che spesso fa commuovere (nei racconti di Keats, di Pessoa, di Tolkien, di Leopardi, di Kierkegaard e di Lou May Alcott una lacrimuccia è proprio scesa).

Efemeridi è un libro per gli amanti dei libri e della letteratura, ma anche solo per gli amanti delle belle storie d’amore e di passione (amorosa e non), che forse, nel corso degli anni, senza Aguaplano e questa bella raccolta si sarebbero potute perdere nel web (io, per esempio, non conoscevo Cesare Catà e la sua rubrica sull’Huffington Post). 
E sarebbe stato un grande, grandissimo peccato.


Titolo: Efemeridi
Autore: Cesare Catà
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2017
Editore: Aguaplano
Prezzo di copertina:16 €
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formato brossura: Efemeridi. Storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori

2 commenti:

  1. Okay, questo libricino ha già il suo posto nella mia lista, praticamente da quando hai postato sulla pagina Facebook quel brevissimo pezzo su Keats.
    E pensare che a guardarlo così, da fuori, con solo quelle storie e quelle ossessioni in sottotitolo a suggerirti qualcosa in più, una seconda occhiata neanche gliela concederesti.

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    1. Devo dire che a me in realtà attirava molto già la copertina, così semplice e così particolare.
      Poi be', una volta che lo apri è davvero una grande, grandissima scoperta :)

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