giovedì 10 marzo 2016

SANGUE NEGLI OCCHI - Lina Meruane

«Ma la parola giorno non evocò niente in me. Niente che somigliasse al giorno. I miei occhi si stavano svuotando di tutte le cose viste. E pensai che sarebbero rimaste le parole con il loro ritmo ma non i paesaggi, non i colori né i visi, non gli occhi neri di Ignacio in cui avevo visto il riflesso di un amore a volte diffidente, cupo, aspro, ma soprattutto un amore aperto, in attesa di qualcosa, pieno di miraggi che il cruciverba definiva allucinazioni»

Tra le paure più grandi che ho legate a una malattia o comunque a una condizione fisica, credo che perdere la vista occupi uno dei primi posti. Non poter più fare la maggior parte delle cose che prima facevi, quelle belle e quelle brutte. Muoversi alla cieca in un mondo che è sempre più caotico e confuso. Dover fare affidamento quasi totale sugli altri e provare l’inevitabile sensazione di essere un peso, per quanto l’altro si sforzi di farti capire che non lo sei. Devo essere sincera, non so cosa farei se mi succedesse. E provo grande, grandissima ammirazione per quelle persone che, nonostante la mancanza della vista, comunque non si sono fermate.

Sangue negli occhi di Lina Meruane, pubblicato da laNuovafrontiera con la traduzione di Luca Mariotti, racconta la storia di una donna, Lina stessa, a cui una sera esplode una vena in un occhio e ne perde l’uso. Sapeva da sempre che sarebbe potuto succedere, anche se ha sempre sperato non succedesse. O almeno non adesso, mentre sta scrivendo un libro che ora non riesce più a vedere, mentre sta andando a vivere in una casa nuova con Ignacio e vederci, per lei, sarebbe più importante che mai. E invece il medico le dice che quello che hanno sempre temuto è successo. E ora, prima di poter valutare come procedere, dovrà aspettare un mese. Forse il sangue dall’occhio se ne andrà da solo. Forse l’altro, già debole, riuscirà comunque ad abituarsi e compensare. Lina cerca di allontanarsi da Ignacio, di non intrappolarlo in quella gabbia scura che sta intrappolando anche lei. Fugge in Cile dai suoi genitori, due medici stakanovisti che sembrano non accettare la decisione della figlia, ma poi Ignacio arriva anche lì e insieme decidono di tornare a casa e di provare ad affrontare quel che sarà, per quanto difficile e doloroso.

Sangue negli occhi è un libro incredibile, sia per la storia raccontata, sia soprattutto per lo stile. La prima persona, le frasi sospese, i pensieri messi così profondamente su carta riescono a trasmettere perfettamente tutta l’angoscia e tutta la voglia di vedere, di non arrendersi di Lina. Sembra quasi un diario, in cui si legge l’inizio della malattia e poi i progressi, i momenti di speranza e quelli, inevitabili, di sconforto e di esasperazione, in cui la donna non fa sconti a nessuno, nemmeno a se stessa.
E poi c’è quel finale che.

Come vi dicevo prima, non so davvero che cosa farei se un giorno non potessi più vedere. Non so cosa vorrei che facesse chi mi sta accanto. Solo quelle cose che finché non lo vivi non le puoi sapere, per quanto tu preparato possa essere.
Sangue negli occhi di Lina Meruane dà un assaggio di quello che potrebbe essere. Un assaggio triste, crudo, doloroso. E bellissimo.

Titolo: Sangue negli occhi
Autore: Lina Meruane
Traduttore: Luca Mariotti
Pagine: 160
Editore: la Nuova frontiera
Prezzo di copertina: 16,00€
Acquista su Amazon:
formato brossura: Sangue negli occhi

lunedì 7 marzo 2016

LA PARTE DIVERTENTE - Sam Lipsyte

«Ma ti senti attratto da me almeno un pochino?»
«Non in modo sano»


La parte divertente di Sam Lipsyte ha dovuto pazientare un po’ di mesi sulla mensola dei libri da leggere prima che mi decidessi finalmente a farlo. Me l’ero fatto prestare un po’ di tempo fa da una mia amica, ma poi, per un motivo o per l’altro, tra cui delle recensioni non molto lusinghiere su aNobii che lo definivano semplicemente “una merda”, se n’è rimasto lì. 
L’altro giorno finalmente il senso di colpa del tenermi così a lungo un libro non mio (tenere in prestito un libro più di un mese mi mette a disagio, così come mi irrita quando i miei stanno via così a lungo) ha preso il sopravvento e mi sono finalmente decisa a leggere questi racconti.

Sì, La parte divertente di Sam Lipsyte è una raccolta di racconti sull’America contemporanea che di divertente non ha quasi niente. O meglio, ce l’hanno come ce l’ha qualunque cosa assurda e grottesca, di cui ridi per non piangere.

Protagonisti di questi racconti sono un gruppo di persone diverse tra loro: dai ragazzini che giocano a Dungeons &Dragons senza riuscire più a distinguere realtà e finzione, a uomini che si reinventano come balie ma che hanno qualche problema a farsi accettare dai neogenitori; da scrittori che hanno visto il successo e ora sono in declino, a causa del successo di qualcun altro che ripercorrerà la loro stessa strada, ad aspiranti scrittori che pensano che scrivere un libro sia la soluzione di tutti i problemi; da ragazzini grassi che sono ben diversi da quelli che hanno problemi tiroide a uomini che si allenano a comunicare tutto con lo sguardo, passando per donne innamorate di quella che dovrebbe essere la loro nemesi e crisi di coppia che terminano nel modo più impensabile.

C’è tutto questo in La parte divertente. C’è la critica alla società americana contemporanea e alle sue ipocrisie e idiosincrasie. C’è l’aspetto caustico e irriverente che, come dicevamo prima, più che nel comico e divertente sfocia nel grottesco quando l’autore racconta di certi suoi protagonisti. Però, ecco, per quanto mi riguarda non tutto in questa raccolta ha funzionato. Probabilmente è stato un limite mio, ma spesso, per quanto alcuni racconti siano sicuramente molto belli (La sapienza delle Duole e Spuntini mi hanno fatto impazzire) ho avuto l’impressione di non capire tutto quello che Sam Lipsyte mi volesse raccontare.

In ogni caso, quella di La parte divertente è stata una bella lettura, molto più scorrevole e piacevole di quanto quelle recensioni su aNobii mi avessero fatto presagire. Non si meritava di starsene così tanto sulla mensola a prendere polvere, ecco.

E anche se, a differenza di altri scrittori di racconti, in questo caso secondo me l’amore per il genere è fondamentale per poter approcciarsi alla lettura, se siete amanti della letteratura nord Americana contemporanea La parte divertente ne è un tassello, forse non fondamentale, ma comunque utile.


Titolo: La parte divertente
Autore: Sam Lipsyte
Traduttore: Anna Mioni
Pagine: 232
Editore: minimum fax
Prezzo di copertina: 15,00€
Acquista su Amazon:
formato brossura: La parte divertente
formato ebook:La parte divertente

venerdì 4 marzo 2016

BENEDIZIONE - Kent Haruf

C'è qui Rose Tyler, disse Alene a sua madre. È sola.
Guardarono la donna anziana seduta accanto alla finestra.

Non riuscirà mai a farsi una ragione del fatto che lui non c'è più, disse Willa.

Perché dovrebbe? Non ci riesce nessuno.

In questo momento fuori c’è il sole. Tira un forte vento e, se distolgo un attimo gli occhi dallo schermo del pc e guardo fuori, vedo le nuvole muoversi lentamente, su quella distesa azzurra che è il cielo. Fin da quando ero bambina, ho sempre amato guardare le nuvole. Ed è una di quelle cose che se non potessi fare mi mancherebbe. E soprattutto che mi piacerebbe aver la possibilità di fare un’ultima volta, quando sarà il momento.
Non sto delirando. Semplicemente, questa è una delle sensazioni che ho provato leggendo Benedizione di Kent Haruf, tradotto da Fabio Cremonesi e pubblicato da NN Editore. Sicuramente avrete già sentito parlare di questo autore. Della sua capacità di portare il lettore in un paesino della pianura americana, Holt, e raccontarne la bellezza ma anche il dolore, attraverso il personaggio di Dad, un anziano signore che sta morendo, e di tutta la comunità che va a rendergli omaggio.

Per cui non starò a raccontarvelo anche io. Un po’ perché qualunque cosa io vi dicessi, qualunque immagine io riuscissi a creare, non sarebbe mai all'altezza di quello che troverete in questo libro. Un po’ perché non saprei nemmeno come fare a riassumere tutta questa bellissima storia.
Benedizione è un libro che parla di ricordi e di rimpianti, quelli che inevitabilmente vengono fuori quando si è vicini alla fine. È un libro che parla d’amore, ma anche di vergogna, di incomprensione, di dolore. E lo fa attraverso la vita di un paesino, Holt appunto, popolato da persone semplici che hanno alle spalle delusioni e vite non sempre semplici; persone a volte ottuse, da un lato capaci di apprezzare più di chiunque altro la bellezza di un panorama o di un bagno in un abbeveratoio, dall'altro troppo caparbie, troppo testarde per ammettere di aver sbagliato.

Benedizione di Kent Haruf è un piccolo capolavoro, di trama e di stile. Questo ve lo posso dire, anche se, di nuovo, lo avrete già letto e sentito da qualche parte. È un libro che ti colpisce, soprattutto in quelle ultime quaranta dolorosissime e magnifiche pagine. (Ecco, magari leggetele quando siete da soli, o preparatevi alle reazioni di chi vi vedrà piangere come una fontana. A me questo non era stato detto, e ho faticato tantissimo a non lasciarmi andare). 
È un libro che ti entra dentro, qualunque cosa questo voglia dire. Per i suoi personaggi. Per l’amore di una moglie per il compagno di una vita e l’inevitabile fine. Per l’amore di un padre verso i propri i figli, che c’è, ma che non sempre, per convenzione, per incomprensione, per incapacità di empatia, viene dimostrato.
Perdonami, sussurrò lui. Ho sbagliato un sacco di cose.Avrei potuto fare di meglio. Ti ho sempre voluto bene.
Non me l'hai mai detto quando avevo la sua età.
Puoi perdonarmi anche  questo?
Sì, papà.
Voglio dirtelo ora, disse lui.
Lei lo guardò, lo stava fissando con gli occhi lucidi.
Ti ho voluto bene, sussurrò. Te ne ho sempre voluto. Ho sempre approvato ciò che facevi. Anche adesso.

Nella semplicità di queste 270 pagine, nella semplicità di questo paese sperduto nelle grandi campagne americane, nella semplicità dei suoi protagonisti, c’è un mondo. Bello e brutto, proprio come lo è il mondo vero, e che in parte ricorda un po' quello creato da Wendell Berry con la sua Port Williams.

Forse mi sono fatta prendere la mano e forse non avete capito niente di quello che ho scritto. Se fosse, scusatemi, ma il vento e le nuvole continuano a distrarmi. Fate una cosa. Leggetelo. Andate ad Holt. Andate a salutare Dad, a dire una parola di conforto a Mary o a Lorraine, senza offendervi se non vi lasciano entrare. Andate a prendere un caffè da Willa e Alene, o anche solo a fare due chiacchiere con la piccola Alice, che di affetto ne ha davvero tanto bisogno.

Leggetelo e andate a Holt, dicevo. E poi venite qui e sono sicura che capirete quello che sto dicendo. 
E ora mi toccherà leggere anche Canto della pianura, secondo volume pubblicato in Italia della Trilogia della pianura, e poi Crepuscolo, che dovrebbe uscire a Maggio. Visto che ho chiuso il libro ieri e, nonostante le lacrime, già Holt e i suoi abitanti già mi mancano terribilmente.


Titolo: Benedizione
Autore: Kent Haruf
Traduttore: Fabio Cremonesi
Pagine: 275
Editore: NN Editore
Prezzo di copertina: 17,00€
Acquista su Amazon:
formato ebook:  Benedizione

martedì 1 marzo 2016

Se febbraio non febbreggia, marzo campeggia... che non so cosa voglia dire, quindi, nel dubbio, leggo!

Ed ecco che siamo già arrivati al 1° marzo. Non so per voi, ma questi primi mesi dell'anno stanno passando velocissimi e, devo dire, ne sono molto contenta. L'autunno e l'inverno non mi piacciono molto, soprattutto quest'anno che non si è visto nemmeno un fiocco di neve. Preferisco vedere i fiori che sbocciano e sentire arrivare il caldo. E poi, con l'arrivo della primavera arrivano anche le fiere del libro (Bookpride, Salone del Libro, La grande invasione...). Insomma, per fortuna siamo già al 1° marzo!

Febbraio è stato un mese molto ricco. Non tanto di letture, in quanto mi sono fermata a quota sette libri letti (che sono tante, sicuramente, ma meno del mio solito), ma di molte altre cose. E partiamo proprio da quelle.

Il mese è iniziato con il confronto tra un libro originale e la sua versione distillata. Un lavorone di due giorni e molte imprecazioni, che ho riassunto nel post: "Di quella volta in cui ho comprato un libro distillato (e poi l'ho confrontato con l'originale)"
Querele per fortuna ancora non me ne sono arrivate e sono davvero contenta di essermi tolta la curiosità di sapere quanto triste poteva essere quest'operazione.

Poi, io e il lettore rampante siamo andati in gita a Verona per San Valentino. Non ho scritto nessun post a proposito, ma di cose letterarie ne abbiamo fatte un sacco anche lì. (Come potete immaginare, c'erano Romeo e Giulietta ovunque). Tra l'altro, proprio a Verona ho finalmente incontrato dal vivo alcune persone che ho sempre e solo conosciuto in rete: Cristina del blog Athenae Noctua e Elisa e Alessandro di Di questo libro e degli altri. Che bello scoprire i nostri visi al di là dello schermo!

Io e il buon vecchio William a Verona
Parlando sempre di lettore rampante, ho cercato di rubargli il bancomat in una nuova puntata di Casa Rampante.

Il 20 febbraio si è tenuto il secondo incontro di Una valigia di libri, questa volta dedicato agli scrittori e ai romanzi europei. Come credo di aver già detto e scritto in ogni occasione possibile, è stato davvero bellissimo. Tanta gente, un clima perfetto (grazie all'ospitalità della Libreria Sulla parola, che è un piccolo angolo di paradiso libresco) e tantissimi consigli arrivati. Non vedo davvero l'ora che sia il 19 marzo per il terzo incontro.

Il mese si è concluso con la bella intervista sul blog Impression chosen from another time, in cui racconto come è nata La lettrice rampante e altre amenità. Grazie ancora per l'ospitalità! (E voi, se ancora non la conoscete, cosa state aspettando?)

E ora veniamo ai libri. Sette sono state le mie letture questo mese. Tante, rispetto alla media nazionale, ma in leggero calo per i miei standard. Una scelta voluta, in realtà, perché mi sono resa conto che stavo diventando un po' una macchinetta e questo mi portava a godermi un po' meno quello che stavo leggendo. Quindi la parole d'ordine da questo mese è «lentezza» (per quanto mi sia possibile, ovviamente).

I libri letti questo mese, meno uno.
Sette letture, dicevamo, e tutte davvero molto belle:

I VENERDI' DA ENRICO'S  di Don Carpenter: pubblicato in Italia da Frassinelli con la traduzione di Stefano Bortolussi, è un libro che parla di libri, certo, ma soprattutto di scrittori e di quanto sia difficile soddisfare le aspettative, soprattutto se autoimposte.

LA PROPRIETA' TRANSITIVA di Nelson Martinico e Federico Ligotti : pubblicato da edizioni Spartaco, è un romanzo utopico in cui il nostro paese, schiacciato da anni di corruzione e raccomandazioni, finalmente vede un po' di luce quando viene eletto come presidente del consiglio un ex trans, grande idealista e sognatore.

UN COMPLICATO ATTO D'AMORE di Miriam Toews: l'unico libro della Toews pubblicato non da marcos y marcos ma da Adelphi, con la traduzione di Monica Pareschi. Eh niente, io amo questa autrice e non c'è molto altro da aggiungere.

I GATTI NON HANNO NOME di Rita Indiana: pubblicato in Italia da NN Editore con la traduzione di Vittoria Martinetto, il libro è un viaggio in Sudamerica, ma soprattutto nella testa di un'adolescente alle prese con la scoperta di se stessa e della vita.

IL PORTO DEI SOGNI INCROCIATI di Björn Larsson: un libro di sogni e di mare, pubblicato da Iperborea con la traduzione di Katia de Marco.

LA TRAMA DEL MATRIMONIO di Jeffrey Eugenides: un romanzo che parla d'amore e di quanto a volte possa essere difficile. Pubblicato da Mondadori con la traduzione di Katia Bagnoli e, per me, più bello di Middlesex.

COME ACCADDE CHE THOMAS LECLERC 10 ANNI 3 MESI E 4 GIORNI DIVENNE FULMINE TOM E SALVO' IL MONDO di Paul Vacca: un libro sull'autismo con un protagonista che è un piccolo supereroe.  Edito da Edizioni Clichy con la traduzione di Tania Spagnoli e Federico Zaniboni.


E il vostro febbraio come è andato?

lunedì 29 febbraio 2016

COME ACCADDE CHE THOMAS LECLERC 10 ANNI 3 MESI E 4 GIORNI DIVENNE FULMINE TOM E SALVO' IL MONDO - Paul Vacca

E lui, Thomas Leclerc, ragazzino dal ciuffo ribelle e dalle lenti spesse, capace di risolvere problemi di matematica in un lampo e di viaggiare nelle galassie più remote con la forza del pensiero, sarà Fulmine Tom?
Se sua madre è disperata per la sua incapacità di trasmettere le proprie emozioni, le sua inattitudine a sorridere o a piangere, la sua impossibilità a comunicare con gli altri umani che nessun medico riesce a curare, adesso, da quel famoso settembre 1968, lui sa che è perché è un supereroe.
Non è forse, come tutti quei supereroi, un essere gettato in un mondo che non sembra fatto per lui?

Credo che tutti, almeno una volta, quando eravamo bambini abbiamo sognato di essere dei supereroi e salvare il mondo. Quando ero piccola io, l'universo dei fumetti con protagonisti supereroi per i non appassionati si limita ai film di Superman e ai film e al cartone di Batman (É l'uomo pipistrelloooo, è Batmaaaan, si avvolge nel mantello, è proprio Batmaaaan, è rapidissimo, è fortissimo, è giustissimo...). Poi con gli anni 2000 sono arrivati i film di Spiderman e di più o meno tutti i supereroi della Marvel, rendendo ancora più facile per un bambino di oggi questa identificazione.
Ad accomunare quasi tutti questi supereroi è il fatto che, una volta tolto il costume, sono persone normalissime. Addirittura un po' sfigate, a volte, e, soprattutto, con un grande dolore alle spalle.

Negli anni '60 i film non c'erano ancora e questo processo di identificazione arrivava tramite i fumetti. Ed è così che il piccolo Thomas Leclerc, protagonista di questo libro dal titolo lunghissimo e bellissimo di Paul Vacca, pubblicato in Italia da edizioni Clichy con la traduzione di Tania Spagnoli e Federico Zaniboni, li ha conosciuti e amati.

Oggi il piccolo Tom verrebbe definito un bambino un po' speciale, allora, nella periferia di Parigi degli anni '60 in cui il romanzo è ambientato, veniva chiamato diverso, non normale. Thomas Leclerc è infatti un bambino autistico, con la grande passione per i fumetti con i supereroi e una grande difficoltà a lasciarsi andare e a relazionarsi con gli altri. Vorrebbe, ma non ci riesce. Finché non capisce che la sua diversità non è poi così diversa da quella degli eroi di carta che tanto ama e scopre così di essere anche lui un supereroe: Fulmine Tom, pronto a eliminare i cattivi e salvare il mondo. Da quel momento la sua vita cambia, anche se forse lui stesso non si rende conto quanto, e inizia ad aprirsi agli altri e a cercare di aiutare come può chi gli sta attorno: da quel cane legato alla catena che non la smette di abbaiare, alla nonna un po' distratta, da quel bambino come lui che non riesce a smettere di fissare le aiuto, a Palma, quella ragazzina che sogna un giorno di diventare una diva del cinema, fino ai suoi genitori, forse il suo lavoro più difficile. Riuscirà Fulmine Tom a salvare la sua famiglia? Riuscirà a sconfiggere i cattivi che hanno fatto del male ai suoi amici? E se sì, a quale prezzo?

Come accadde che Thomas Leclerc 10 anni 3 mesi e 4 giorni divenne fulmine Tom e salvò il mondo è un libro dolcissimo, che affronta in modo intelligente e diverso dal solito il tema dell'autismo e di come ci si può rapportare a questa malattia. Thomas è un bambino speciale davvero, un supereroe, che nella sua ingenuità e nel suo candore capisce del mondo, anche delle parti più brutte e dolorose di esso, molto più di quanto non riescano a capire gli altri e cerca in ogni modo e con ogni suo mezzo disponibile di migliorarlo. 
É un romanzo sicuramente buonista, che però non nasconde le difficoltà che ci possono essere in una famiglia quando si trova a dover crescere un bambino con questo problema. Una famiglia che, per quanto ami con tutta se stessa quel bambino, vorrebbe solo un po' di normalità, per poi sentirsi in colpa ad averlo pensato. E non nasconde nemmeno quanto brutto possa essere il mondo là fuori, quando si è troppo piccoli e indifesi (oh, piccola Palma...). Thomas lo sa, perché il mondo, prima che diventasse un supereroe, per lui era brutto anche dentro.

Un supereroe deve affrontare il mondo.
E Tom deve superare il suo muro di silenzio per andare a vedere cosa succede dall'altra parte.

Come accadde che Thomas Leclerc 10 anni 3 mesi e 4 giorni divenne fulmine Tom e salvò il mondo è un libro che fa sorridere, che fa commuovere e che fa anche tanto pensare. Un libro da leggere.


Titolo: Come accadde che Thomas Leclerc 10 anni 3 mesi e 4 giorni divenne fulmine Tom e salvò il mondo
Autore: Paul Vacca
Traduttore: Tania Spagnoli e Federico Zaniboni
Pagine: 300
Editore: Edizioni Clichy
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formato brossura:Come accadde che Thomas Leclerc 10 anni 3 mesi e 4 giorni divenne Fulmine Tom e salvò il mondo

giovedì 25 febbraio 2016

LA TRAMA DEL MATRIMONIO - Jeffrey Eugenides

Ogni lettera è una lettera d'amore


“Ah, l’amore, questo folle sentimento che”… che ti fa innamorare della persona sbagliata, che poi forse sbagliata non è. Che ti confonde le idee e, a volte, ti obbliga a un sacrificio che non sempre sei sicuro valga la pena compiere. Che a volte ti porta lontano, sperando così di dimenticare, ma sapendo benissimo che non succederà. Che ti fa fare scelte per il bene di qualcun altro e non per il tuo, anche se non sempre quell'altro, almeno subito, è in grado di capirlo. Che ti fa fare un sacco di cose stupide e ti fa spesso ben sperare. Che ti fa provare qualcosa per più persone contemporaneamente, soprattutto quando così distanti tra loro, anche se dentro di te la scelta l’hai già fatta, e che ti fa capire che le favole sono solo quello, favole. E che spesso ti insegna anche a lasciar andare.

Non avete capito niente, vero? Beh, è l’amore, miei cari. Forse un aiuto per farvi capire quello che intendo, anziché pensare che io sia completamente impazzita, ve lo può dare La trama di un matrimonio di Jeffrey Eugenides, pubblicato da Mondadori con la traduzione di Katia Bagnoli.

Sì, Jeffrey Eugenides, quello che ha vinto il premio Pulitzer con Middlesex. Ecco, scordatevi un momento di Middlesex e dell’inevitabile paragone che viene fuori quando leggete un altro libro di uno scrittore che vi è piaciuto, e lasciatevi catturare dalla storia di Madeleine Hanna, che ama i libri all'inverosimile e quando è in pena d’amore si trascina dietro come un amuleto Frammenti di un discorso amoroso di Barthes; da quella di Leonard Bankhead, quel ragazzo carismatico e molto popolare, che con Madeleine stringe una strana relazione, fatta di amore, sicuramente, ma anche di profonda depressione; e da quella di Mitchell Grammaticus, con una passione per le religioni, e per la bella Madeleine, ovviamente. 

All'apparenza La trama del matrimonio potrebbe sembrare un classico triangolo amoroso: due pretendenti completamente diversi tra loro, lei un po’ indecisa, e la scelta ricade inevitabilmente su quello che sembra più stronzo e che la farà soffrire di più. Ma ovviamente è molto, molto di più. Un po’ grazie allo stile di Jeffrey Eugenides, che attribuisce a questi suoi personaggi, tutti poco più che ventenni, grandi riflessioni personali e sul mondo che li circonda. Un po’ grazie ai temi trattati: la malattia e la depressione, la difficoltà di stare vicino a qualcuno che ne soffre e il senso di colpa per arrivare quasi a odiarlo; la ricerca di se stessi, che forse a volte è un po’ una fuga dagli altri; il diventare grandi e le nuove responsabilità che ne conseguono. E poi beh, l’amore, certo, che già di per sé, come dicevamo prima, può essere folle… figuriamoci se tra un terzetto come questo.

La trama del matrimonio mi è piaciuto un sacco (sì, pensandoci forse anche di più di Middlesex, se proprio lo volete sapere). E anche se a volte forse Jeffrey Eugenides sproloquia un po’ e un pochino ci si perde, l’ho trovato un libro appassionante e coinvolgente, che parla d’amore in modo onesto, lasciando perdere le smancerie e i lieti fine da favola.
E poi ha un’ultima pagina semplicemente bellissima. Forse vale la pena di leggerlo solo per arrivare lì e dire “wow!”.


Titolo: La trama del matrimonio
Autore: Jeffrey Eugenides
Traduttore: Katia Bagnoli
Pagine: 479
Editore: Mondadori
Acquista su amazon:
formato brossura: La trama del matrimonio

lunedì 22 febbraio 2016

UNA VALIGIA DI LIBRI - resoconto di un VIAGGIO IN EUROPA

Sabato 20 febbraio si è tenuto il secondo appuntamento di Una valigia di libri, che, per chi ancora non lo sapesse, è un ciclo di incontri organizzato da me, da Claudia di Il giro del mondo attraverso i libri e da Stefania libraia della Libreria sulla parola di Caluso, in cui tutti i partecipanti possono presentare il loro libro preferito di un determinato continente.
Questo secondo appuntamento era dedicato agli scrittori e ai libri europei.


Se dovessi riassumere l'incontro in due parole, direi molto semplicemente e molto elegantemente che è stato una figata pazzesca!
Eravamo in tanti questa volta (è stato emozionante sentire la gente che entrava dicendo "sono qui per l'incontro!") ed è stato davvero bello stare tutti seduti uno accanto all'altro a presentare libri, a discutere di letteratura... e a mangiare biscotti!
Certo, c'era ancora un po' di timidezza e a volte parlando ci impappiniamo ancora un po' tutti, ma c'era un clima talmente allegro,talmente caldo e famigliare, che è riuscito ad abbattere ogni titubanza e a farti sentire a casa anche in mezzo a sconosciuti che alla fine, anche se siamo stati insieme solo un paio d'ore, sconosciuti non lo erano nemmeno più... un altro magico potere dei libri, insomma.

© Il giro del mondo attraverso i libri
Come avevo già fatto nel resoconto del Viaggio in Italia, voglio quindi prima di tutti ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e hanno reso così coinvolgente e speciale quel pomeriggio. Grazie, davvero, per aver scelto di passare un sabato pomeriggio un po' diverso a parlare di libri. (Alla faccia di chi dice che la gente non legge!)

Ma veniamo ai libri consigliati! Sicuramente l'Europa è molto ampia, e sarebbe necessario ben più di un incontro per riuscire a citare tutti i libri che se lo meriterebbero. Ma anche in un solo pomeriggio sono arrivati molti suggerimenti interessanti.

Ecco qui l'elenco (cliccando sul titolo si rimanda alla recensione di chi ha letto il libro, se è stato consigliato da un blogger, alla scheda del libro sul sito della casa editrice o a wikipedia. Nel caso di più libri di uno stesso autore, viene linkata la pagina dell'autore):

ISLANDA
Luce d'estate ed è subito notte - Jón Kalman Stefánsson, edito da Iperborea
La donna è un'isola , L'eccezione - Auður Ava Ólafsdóttir, edito da Einaudi

FINLANDIA
Kalevala, il grande poema epico finlandese
Scompartimento n. 6 - Rosa Liksom, edito da Iperborea

SVEZIA
Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson, edito da Marsilio

ALBANIA
Breve diario di frontiera - Gazmend Kapllani, edito da Del Vecchio editore

ESTONIA
Il pazzo dello zar - Jaan Kross, edito da Iperborea

SPAGNA
Rimas y leyendas - Gustavo Adolfo Becquer
Capodanno da mia madre - Alejandro Palomas, edito da Neri Pozza

GRAN BRETAGNA
Un giorno - David Nichols, edito da Neri Pozza
La casa del sonno - Jonathan Coe, edito da Feltrinelli
La sovrana lettrice - Alan Bennet, edito da Adelphi
Nel cuore della foresta, Un anno a Walnut Tree, Diario d'acqua - Roger Deakin, edito da EDT

RUSSIA
Lolita - Vladimir Nabokov, edito da Adelhi

ITALIA
Siberiana - Luciana Castellina, edito da Nottetempo
Quando ci batteva forte il cuore - Stefano Zecchi, edito da Mondadori

FRANCIA
Ciclo di Maulaussène - Daniel Pennac, edito da Feltrinelli
La nemica - Irene Nemirovsky

PORTOGALLO
Cecità - José Saramago, edito da Feltrinelli


Come potete vedere, i consigli arrivati, sia durante l'evento fisico in libreria sia online, sono stati davvero tanti e hanno toccato diversi paesi e diversi editori, tra cui molti indipendenti.

E ora non vedo l'ora che arrivi il 19 marzo, quando si terrà il terzo incontro, con un bel Viaggio in Sud America! Che fate, venite?