Visualizzazione post con etichetta Tolkien J.R.R.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tolkien J.R.R.. Mostra tutti i post

venerdì 24 novembre 2017

LETTERE DA BABBO NATALE - J.R.R. Tolkien



Caro Babbo Natale,

come stai? Scusami se ti disturbo proprio adesso che manca solo un mese alla Vigilia di Natale. Immagino tu sia molto impegnato a cercare i regali e a rispondere a tutti i bambini che, a differenza mia, ti hanno scritto per tempo. Ma chissà che tu, o Orso Bianco o qualcuno dei tuoi elfi non troviate comunque il tempo di leggere queste mie parole e, magari, anche di rispondermi.
Ne sarei onorata, come penso proprio lo fossero i bambini della famiglia Tolkien quando sotto l’albero, insieme ai regali richiesti, trovavano una delle vostre lettere provenienti dal Polo, con i racconti di quello che vi era successo durante l’anno.

Ho letto queste lettere quasi per caso, sai? Sembra strano, perché la raccolta Lettere da Babbo Natale è in circolazione già da un po’, in diverse edizioni. Eppure, pur essendo una grandissima amante del Natale, io le ho scoperte solo da poco, grazie a una nuova ristampa di Bompiani (è una delle tante case editrici che ci sono qui in Italia… le avete anche al Polo le case editrici? Secondo me Orso Bianco potrebbe scrivere un bel romanzo autobiografico su tutto quello che vi succede lì e avrebbe un enorme successo).

Le ho scoperte da poco, dicevo, e me ne sono innamorata. Un po’ per i vostri disegni (i tuoi e quelli di Orso… ma non dirglielo, se no si monta la testa), un po’ per i vostri racconti, a volte divertentissimi altri un po’ paurosi (i goblin non sono più tornati, vero?), che bene raccontano quanto a volte sia difficile svolgere il lavoro che fai… soprattutto se vivi con un orso pasticcione che a volte sembra quasi boicottarti, anche se sappiamo tutti che non lo fa in cattiva fede. Ma soprattutto, ho amato molto l’idea di te e dei tuoi aiutanti che vi mettete lì e, con la vostra scrittura a volte un po’ tremolante altre gigantesca (ma poi Orso è riuscito a togliersi l’inchiostro dalle zampe?), rispondete alle lettere dei bambini.

Secondo me queste lettere valgono più dei regali veri e propri, perché dimostrano tutto l’amore che per loro provate. Magari da bambino uno non se ne accorge, tutto intento a scartare giocattoli e libri e qualunque altra cosa abbia chiesto; ma poi una volta cresciuto, quando i giocattoli saranno finiti in soffitta, i libri persi in qualche trasloco e le altre cose consumate, be’, queste pagine e questi disegni rimarranno. Così come rimarrà tutto l’amore di un padre scrittore verso i suoi figli. 

Niente, caro Babbo Natale, non ho molto altro da dirti, se non appunto che ho letto le tue storie e le ho adorate, al punto da consigliarle a chiunque ancora non le conosca, per vivere attraverso le tue parole e i tuoi disegni la magia del Natale.

Ah sì, mi piacerebbe anche partecipare, una volta o l’altra, all’enorme festa che dai ogni anno per tutti i tuoi amici e aiutanti una volta consegnati tutti i doni (porterei anche del cibo, così se Orso Bianco si mangiasse tutto quello che hai preparato tu, ci sarebbe qualcosa di scorta), ma non so se quest’anno riuscirò a essere dalle tue parti il 26 dicembre. Comunque ci proverò.

Ora ti saluto, davvero, caro Babbo Natale. Ti ringrazio per avermi permesso di ritornare bambina con le tue parole. Anche se erano rivolte ai figli del signor Tolkien, mi hanno divertito, commosso ed emozionato come se fossero state per me.
Dai una carezza sul testone di Orso Bianco, un abbraccio affettuoso a tutti i tuoi elfi e qualche carota in più alle renne da parte mia.

A presto
Una bambina un po’ cresciuta che non smetterà mai di adorare il Natale.



TITOLO: Lettere da Babbo Natale
AUTORE: J.R.R. Tolkien
TRADUTTORE: Marco Respinti
PAGINE: 192
EDITORE: Bompiani
ACQUISTA SU AMAZON
formato cartaceo: Lettere da Babbo Natale

martedì 14 febbraio 2012

LO HOBBIT - J.R.R. Tolkien

"Lo hobbit" è il libro con cui Tolkien ha presentato per la prima volta, nel 1937, il foltissimo mondo mitologico del Signore degli Anelli, che ormai milioni di persone di ogni età, sparse ovunque, conoscono in tutti i suoi minuti particolari. Tra i protagonisti di tale mondo sono gli hobbit, minuscoli esseri "dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari", timidi, capaci di "sparire veloci e silenziosi al sopraggiungere di persone indesiderate", con un'arte che sembra magica ma è "unicamente dovuta a un'abilità professionale che l'eredità, la pratica e un'amicizia molto intima con la terra hanno reso inimitabile da parte di razze più grandi e goffe" quali gli uomini. Se non praticano la magia, gli Hobbit finiscono però sempre in mezzo a feroci vicende magiche, come capita appunto a Bilbo Baggins, eroe quasi a dispetto di questa storia, che il grande "mago bianco" Gandalf coinvolgerà in un'impresa apparentemente disperata: la riconquista del tesoro custodito dal drago Smog. Bilbo incontrerà così ogni sorta di avventure, assieme ai tredici nani suoi compagni e a Gandalf, che appare e scompare, lasciando cadere come per caso le parole degli insegnamenti decisivi.


Dopo aver abbandonato il primo volume de "Il signore degli anelli" dopo una decina di pagine, non avevo più nessunissima intenzione di riprovare a leggere un Tolkien. Il fantasy a mio avviso è un genere che o ami o detesti. E, non me ne vogliano gli appassionati del genere, io rientro in questa seconda categoria senza ombra di dubbio.
Però poi il mio ragazzo mi ha detto "DEVI leggere Lo Hobbit, è un classico ed è pensato come libro per bambini, quindi ce la puoi fare". E quindi alla fine ho ceduto (un po' per amore un po' perché effettivamente ero consapevole che si trattasse di un libro imprescindibile).

E devo ammettere che tutto sommato non è stata poi una lettura così forzata e fastidiosa. Sarà che ho adorato fin dal primo momento il signor Baggins, lo hobbit del titolo nonchè protagonista di tutta l'avventura. Un personaggio che ama il cibo e tutte le comodità della sua casetta e che si ritrova suo malgrado arruolato dallo stregone Gandalf per accompagnare un gruppo di nani in missione per riconquistare un tesoro, ora protetto da un drago. Il piccolo Bilbo Baggins (piccolo di statura, non di età) si ritroverà quindi costretto ad affrontare uomini neri, orchi e mannari, ragni giganti, elfi e draghi (nonchè il famosissimo Gollum, che fa qui la sua prima comparsata) per poter salvare la pelle e ritornarsene a casa. E dimostrerà di avere più ingegno, coraggio e sangue freddo di quanto si potesse immaginare.

Lo Hobbit è sicuramente un classico nel suo genere, e concordo nel considerarlo una lettura imprescindibile. E Tolkien è riuscito a immaginare e ricreare sulle pagine un mondo semplicemente fantastico e incredibile che almeno una volta va conosciuto.
Il fantasy però rimane per me un genere un po' ostico. Ho letto questo romanzo volentieri, a tratti senza riuscire a staccarmi dal libro (non dovrei dirlo, ma l'ho dovuto finire a lavoro, perché non potevo interrompere la lettura a meno di 40 pagine dalla fine). Alcune parti però le ho trovate parecchio macchinose e le avventure che capitano a questa compagnia in 350 pagine sono a volte troppe per poterle seguire senza un po' di confusione (nella battaglia finale, ho dovuto fare mente locale per ricordarmi come e quando avessero incontrato certi personaggi).

Quindi, Lo Hobbit è sicuramente approvato e mi sento sicuramente di consigliarlo a chi è un po' titubante nel leggerlo o meno.
Però credo che per un po' non leggerò altri fantasy (e men che meno ridarò una seconda possibilità a "Il Signore degli Anelli")

Nota alla traduzione: non deve essere facile tradurre un libro come questo e tutto sommato, pur essendo una traduzione Adelphi, direi che è fatta bene.


Per comprare Lo hobbit o La riconquista del tesoro (Gli Adelphi)