Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post

lunedì 20 marzo 2017

NON È IL MIO GENERE! E invece (forse) sì! - Poesia e teatro

Sabato 18 marzo si è tenuto il quarto in incontro di “Non è il mio genere!... e invece (forse) sì!”, il ciclo di appuntamenti dedicato ai generi letterario, organizzato da me, da Claudia di Il giro del mondo attraverso i libri e da Stefania della libreria Sulla parola di Caluso.

Protagonisti questa volta sono stati la poesia e il teatro. Due generi un po’ particolari, in effetti, e sicuramente molto meno diffusi rispetto alla prosa, ma che hanno avuto in passato e hanno ancora oggi qualcosa da dire.

Certo, personalmente, se penso alla poesia penso a quelle che ci facevano imparare a memoria alle scuole elementari o alle medie (e che durante l’incontro abbiamo scoperto di essere ancora in grado di recitare), o a quelle poi studiate a scuola. Di poeti e poetesse contemporanee ne conosco, in effetti, molto poche. Un grosso limite mio, che a volte ho anche tentato di colmare, ma con risultati non sempre positivi. Ma la poesia è ben viva ancora oggi e ci sono tanti, tantissimi esempi di poeti contemporanei, più o meno riconosciuti, con stili ben definiti e in grado di emozionare chi ne ha la giusta sensibilità.

Anche per quanto riguarda il teatro, mi rendo conto che quasi tutte le opere che conosco e che ho letto risalgono ai tempi delle scuole e dell’università (il buon vecchio Shakespeare, ma anche i drammaturghi della letteratura spagnola e di quella inglese, senza ovviamente dimenticare nemmeno gli italiani).  Qualche testo teatrale, però, mi è capitato di leggerlo anche di recente… sempre accompagnando il mio giudizio finale con un bel “sì, però vorrei vederlo da vivo”.

Lo scopo di questi nostri incontri, comunque, era anche questo: andare a cercare quei generi meno conosciuti e meno diffusi e cercare in qualche modo di conoscerli e farli conoscere.
E quindi, come sempre, grazie a tutti coloro che hanno partecipato dal vivo e che sono stati a chiacchierare insieme a noi sabato pomeriggio in libreria, ma anche a chi ha mandato i suoi consigli via web.



Ecco qui i consigli arrivati:

TEATRO

STORIA DI UNA SCALA – Antonio Buero Vallejo (Le Lettere)
LA CASA DI BERNARDA ALBA – Federico García Lorca  (Leone)
AMLETO – IL MERCANTE DI VENEZIA – William Shakespeare (Mondadori)
LA LOCANDIERA - IL SERVO DI DUE PADRONI – Carlo Goldoni (BUR)
MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE – Arthur Miller (Einaudi)
ASPETTANDO GODOT – Samuel Beckett (Einaudi)
TEATRO – Harold Pinter (Einaudi)
TRAPPOLA PER TOPI – Agatha Christie (Mondadori)
HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL’EREDE – J. K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany (su cui c’è stata una bella discussione, tra a chi è piaciuto da matti e chi invece lo considera una presa in giro per noi poveri fan allocchi di Harry Potter) (Salani)

POESIA

OGNI VOLTA CHE MI BACI MUORE UN NAZISTA – PIUTTOSTO CHE MORIRE MI AMMAZZO – Guido Catalano (Rizzoli, Miraggi)
POESIE – Dylan Thomas (Einaudi)
TUTTE LE POESIE – Eugenio Montale (Einaudi)
I FIORI DEL MALE – Charles Baudelaire (BUR)
È QUEL CHE È – Erich Fried (Einaudi)
RIMAS – Gustavo Adolfo Becquer
POESIAS COMPLETAS – Antonio Machado (Newton Compton)
ORIENTARSI CON LE STELLE – Raymond Carver (minimum fax)
SINFONIA DI NOVEMBRE E ALTRE POESIE – O.V. de L. Milorz (Adelphi)
LA DIVINA COMMEDIA – Dante Alighieri
ALCOOLS – Apollinaire (Acquaviva)
LA GIOIA DI SCRIVERE Szymborska (Adelphi)
È FLEBILE LA MIA VOCE – Anna Ahmatova (Via del vento edizioni)
SONO FLUITO E ALTRE POESIE – POESIE DI ALVARO DE CAMPO – Fernando Pessoa (Via del vento edizioni, Adelphi)
Il meglio di TRILUSSA (Einaudi)

Il prossimo incontro si terrà sabato 8 aprile, sempre alle 16, sempre alla libreria Sulla Parola di Caluso, e sarà dedicato a "Biografie, autobiografie e romanzi storici".
Come sempre, vi aspettiamo!

lunedì 6 marzo 2017

OGNI VOLTA CHE MI BACI MUORE UN NAZISTA - Guido Catalano

Ci sono tantissimi validi motivi per tenere duro.
Per fare bene ciò che si è capaci.
Per resistere al brutto.
Per ingannare la morte.
Per smettere di piangersi addosso.
Per non porgere l'altra guancia.
Per ascoltare buona musica.
Per innamorarsi.


Non avevo mai letto nulla di Guido Catalano prima di questa sua ultima raccolta di poesie, Ogni volta che mi baci muore un nazista, da poco pubblicata da Rizzoli. Certo, lo conoscevo di fama e mi è capitato diverse volte di leggere alcuni stralci delle sue poesie e alcune riflessioni sulla sua pagina Facebook, ma senza che mi decidessi mai a procurarmi qualcosa di suo. 
Quest’ultima raccolta, però, vuoi per il titolo molto bello vuoi per i teneri disegni in copertina (soprattutto quello sulla quarta, in realtà), mi attirava molto. E quindi mi è sembrata un buon punto di partenza.

Ogni volta che mi baci muore un nazista si compone di 144 poesie bellissime. In realtà, come Catalano stesso rivela nella buffissima introduzione (che da sola vale tutto il libro, secondo me) sono di più e si dividono in alcune categorie ben precise: ci sono poesie per fare innamorare, ma anche Poesie di Fine Rapporto (le PFR) da leggere quando invece l’amore sta per finire (se non è già finito); ci sono dei ritratti di donne, quattordici, che potrebbero però essere una sola, e ci sono dei dialoghi di coppia. Ci sono gioia e amore, ma anche dolore e tristezza, dice lui, perché quando si è tristi a volte fa bene leggere cose tristi.
Ho iniziato a leggere questo libro con aspettative altissime, galvanizzata anche dalla buffissima introduzione di cui vi parlavo sopra, eppure, man mano che procedevo con la lettura un po’ di questo entusiasmo iniziale è scemato, lasciando spazio alla perplessità. Intendiamoci, alcune poesie sono davvero bellissime, tipo quella che ho citato all'inizio, o questa qui:
È che dicevi le cose giuste

quando avevo bisogno

di parole giuste

e quando sorridevi

mi scardinavi l'anima
o quello che ne resta
poi
dormirti addosso
succedevano alcune cose
alcune meraviglie
tipo
che la mattina
ritenevo plausibile
l'implausibile
tipo quelle robe da film
da romanzo
tipo l'amore
tipo far colazione assieme
tipo un mondo migliore.

Però, ecco, in alcuni casi mi sembrava che mancasse qualcosa. Non so se in me, da scarsa lettrice di poesie quale sono da sempre e quindi poco abituata a coglierne i sensi e la musicalità, o proprio nei testi di Catalano.

Il caso ha voluto che, proprio nei giorni in cui stavo leggendo Ogni volta che mi baci muore un nazista, alla libreria Namastè di Tortona fosse in programma un incontro con l’autore. In una libreria stracolma di persone (ma quanto è bello vedere le librerie indipendenti così affollate di persone per incontrare uno scrittore? Brave, bravissime Elisa e Francesca, le due libraie che sono riuscite a creare tutto questo!), ho capito dove stava il problema nella mia lettura.
Queste poesie, più che lette, vanno ascoltate. Solo così io sono riuscita a comprenderne appieno il senso, ma soprattutto a godere anche dello stile dell’autore. 


Durante l’incontro, Guido Catalano ha letto diversi componimenti di questa raccolta. Li ha letti nel modo in cui li ha scritti, permettendo a chi era presente di cogliere il senso di ogni pausa, di ogni a capo, di ogni ripetizione e di ogni emozione. E non per niente questo autore riempie i teatri con i suoi reading: parte della sua poesia, almeno per quanto mi riguarda, sta nell'interpretazione che lui ne dà. Al punto che, quando sono uscita dall'incontro, il primo pensiero è stato che questo libro dovrebbe avere in allegato l’audiolibro, per chi, come me, da solo non riesce a cogliere tutto.

Guido Catalano alla Libreria Namastè
In ogni caso, sono felice di aver letto Ogni volta che mi baci muore un nazista. Di essermi tolta la curiosità di leggere un libro di Guido Catalano (anche se mi sarebbe piaciuto ci fossero stati più disegnini all’interno!) e, soprattutto, di essere andata a sentirlo dal vivo.

Allora, lo consiglio? Sì, certo. Anche se l’aver potuto sentirlo dal vivo, come dicevo prima, ha contribuito un po’ a cambiare il mio giudizio. Nel caso aveste ancora qualche dubbio, comunque, lascio che a rispondere a questa domanda sia una sua poesia, la più bella in assoluto di tutta la raccolta:

Ci sono questo ragazzo
e questa ragazza
mi sono seduti davanti
qualcosa di più di vent'anni
l'uno accanto all'altra
il treno ci porta da sud a nord
e lei ha i capelli biondi, corti
e lui porta occhiali pesanti, scuri.
Leggono
ma non leggono due libri diversi, leggono lo stesso libro.
Il fatto però è che non sono due copie dello stesso libro.
I due ragazzi, seduti l'uno accanto all'altra leggono
da una sola copia
dello stesso libro.
È lei che lo tiene in mezzo
e gira le pagine
lentamente
e sono davvero sincronizzati bene
questi due ragazzi seduti davanti a me
in questo treno regionale lento
concentrati, silenziosi e sincronizzati
e molto vicini.
 
Ed io li guardo
non riesco a non guardarli
sono affascinato
da questo loro modo intimo di leggere
da questa lettura di coppia
che non mi sembra di aver mai visto
e faccio mente locale
e in effetti, nei locali della mia mente
non trovo nulla di simile
trovo sì due ragazzini che si dividono gli auricolari
trovo sì me stesso che guardo un film
accanto a una donna
sdraiati sul mio letto
come è difficile concentrarsi
senza toccarti
baciarti
farsi.
E a un certo punto lei fa per voltare pagina
e lui le sfiora la mano
è in ritardo di qualche riga
lei si ferma, sorride impercettibilmente
ma io quel sorriso lo percepisco.
Pochi istanti e
lui la sfiora di nuovo
ora può andare avanti
girare pagina.
 
E che bella cosa
che stanno facendo
questi due innamorati
perché io me li immagino innamorati
mi è impossibile pensare che non lo siano
lo sono.

Titolo: Ogni volta che mi baci muore un nazista
Autore: Guido Catalano
Pagine: 322
Editore: Rizzoli
Anno: 2017
Prezzo: 18 €
Acquista su Amazon:

lunedì 27 maggio 2013

ORIENTARSI CON LE STELLE - Raymond Carver

E poi ci sono dei libri talmente tanto belli che non riesci a recensire, per paura di non riuscire a trasmettere a tutti la loro bellezza.

Questo è il primo, primissimo pensiero che ti viene in mente quando chiudi un'opera di Carver, in qualunque forma essa sia.
Non importa se i racconti solitamente non ti piacciono. Non importa se non leggi mai la poesia contemporanea perché su di te non ha effetto. Non importa qualunque obiezione ti possa venire in mente di fare rispetto a un libro. Perché ti basta prendere in mano uno dei suoi libri e qualunque tua motivazione perderà di senso. Perché Carver ti conquisterà fin dalla prima parola, fin dal primo concetto, dalla prima immagine, dal primo pensiero e non ti lascerà più andare.

Io non leggo mai poesia, credo di non aver la sensibilità adatta, di non capirla, non so. Ma non potevo non comprare "Orientarsi con le stelle", era da troppo che aspettavo di trovare qualcosa di questo autore che ancora non avessi letto. Avevo un po' di timore, è inutile negarlo. E l'idea iniziale era quella di leggere una poesia ogni tanto, per rifletterci su, per essere sicura di averla capita completamente. Ma non ce n'è stato bisogno. E quando ho iniziato non ho più potuto smettere. Come se Carver stesso, con le sue parole, mi obbligasse a continuare. 

In questa raccolta si trovano tutte le poesie scritte da Carver, da quelle giovanili fino alle ultime, quando il tumore ormai lo stava consumando. Si trovano poesie d'amore. Poesie sulla pesca. Poesie sulla famiglia. Poesie sul suo passato e sul suo presente. Poesie sui libri e sulla letteratura. Scritte come solo lui potrebbe scriverle, creando immagini reali eppure poetiche, che a volte ti tolgono il respiro per la loro semplice bellezza.

Potrei andare avanti così, per ore e ore. Ma per quante parole io possa spendere, non saranno mai sufficienti a riuscire a trasmettere tutto ciò che questo libro mi ha lasciato. Per cui l'unica cosa che posso fare è quella di cedere la parola a Carver stesso e lasciare che sia lui, con i suoi versi, a convincervi. 

E andavo a letto con il tuo libro
per averlo a portata di mano. Una notte un treno
è passato nei miei sogni e mi ha svegliato.
E' la prima cosa che mi è venuta in mente, con il cuore a cento,
nella stanza buia, è stata:
Va tutto bene, tanto c'è Machado.
E poi sono riuscito ad addormentarmi.



Mi piace amare i fiumi.

Amarli a monte fino


alla sorgente.
Amare tutto quello che mi fa crescere.

L'ho visto di persona
come può ridurre un uomo la frustrazione.
Può farlo piangere, può fargli sfondare
una parete a pugni. Può fargli sognare
una casa tutta sua
alla fine di una lunga strada. Una casa
piena di musica, agio e generosità.
Una casa che non è stata ancora vissuta.


Si esce e si chiude la porta

senza pensarci. E quando ci si volta
a vedere quel che si è combinato
è troppo tardi. Se vi sembra

la storia di una vita, d'accordo.

L'ho abbracciato e l'ho stretto forte.
Non tanto forte quanto avrei potuto. Avevo paura
che uno di noi, o tutti e due, potessimo andare in pezzi.


Se il mio entusiasmo o queste citazioni ancora non vi hanno convinti, entrate in libreria, prendete in mano questo libro, andate alle ultime pagine e leggete "Introduzione a  Il Nuovo Sentiero per la Cascata", scritto da Tess Gallagher, curatrice della raccolta, nonché compagna di Carver negli ultimi undici anni della sua vita. E sono sicura che così, finalmente, vi deciderete. E non potrete più farne a meno.

Nota alla traduzione: la poesia è uno dei generi più difficili da tradurre. E in questo caso è stato fatto un lavoro magistrale.

Titolo: Orientarsi con le stelle
Autore: Raymond Carver
Traduttore: Riccardo Duranti e Francesco Durante
Pagine: 510
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: minimumfax
ISBN: 978-88-7521-488-3
Prezzo di copertina: 12,00 €
Acquista su Amazon:
formato brossura: Orientarsi con le stelle. Tutte le poesie