Durante il fine settimana appena passato a Milano si è tenuta la seconda edizione del Book Pride, la fiera nazionale dell'editoria indipendente promossa da ODEI, l'osservatorio degli editori indipendenti.
Ero già stata l'anno scorso alla prima edizione, ma non avevo scritto alcun resoconto qui sul blog perché, devo ammettere, che per me era stata un po' deludente. Per carità, poi avevo trascorso un bel pomeriggio in giro per Milano, ma il Book Pride in sé, per le dimensioni, per l'organizzazione, per tutta una serie di fattori, mi aveva lasciata un po' perplessa.
Già il fatto che quest'anno io sia qui a parlarvene vuol dire che le cose stavolta sono andate diversamente.

Innanzitutto è cambiata la sede. L'anno scorso era stato ai Frigoriferi Milanesi, luogo forse non proprio adatto a un fiera come questa. Un ambiente piccolino, con poco spazio per muoversi di fronte agli stand e una divisione troppo netta tra una sala e l'altra. Quest'anno si è spostato a Base, un centro esposizioni ricavato da un'ex area industriale e fresco fresco di apertura (addirittura qua e là c'erano ancora scale, sacchi di cemento e uomini al lavoro). Un luogo che ho trovato molto più spazioso, luminoso e accogliente. (E anche più facilmente raggiungibile senza perdersi da chi, come me, arriva in treno e in metro e Milano la conosce poco).
Ma veniamo al Book Pride in sé. Io sono andata sabato in tarda mattinata e sono rimasta dentro un paio d'ore. Ve lo dico subito: non ho partecipato ad alcun evento. Ce n'era uno interessante all'orario in cui io ero lì(
Modi e forme della promozione della lettura), ma prima incontri un editore che conosci, poi un altro, poi un'amica, poi gente sconosciuta con cui ti metti comunque a chiacchierare e insomma, tra una cosa e l'altra, all'evento non ci sono andata. Ma so che un'altra blogger bravissima,
The bookworm, che ho avuto il piacere di incontrare proprio per la prima volta lì al Book Pride, ne parlerà, quindi vi rimando poi a lei e al suo post.
"Quindi che cos'hai fatto e, soprattutto, che cos'hai da raccontare su 'sto Book Pride se non hai assistito a niente?" vi starete chiedendo voi. Beh, il clima, l'atmosfera, i libri ovunque e le chiacchiere, con gli amici e con gli editori. Cose che in realtà per iscritto sono molto difficili da raccontare, ma in ogni caso ci proverò.
Quest'anno non so perché ero molto lanciata. Non che andassi in giro a dire a tutti "ciao, sono la lettrice rampante", quello no, non lo faccio mai, mi vergogno troppo e so di non poter pretendere che chi ho di fronte sappia chi sono (anche perché chi sa quanti blogger li vanno a trovare durante queste fiere). Però. ecco, rispetto alla solita timidezza che mi coglie in queste occasioni, direi che quest'anno sono riuscita a chiacchierare un po' di più con tutti quelli da cui mi sono fermata.
Faccio quindi una rapida carrellata degli incontri e delle chiacchiere. Partendo dalla bella accoglienza di NN editore (la borsina, finalmente anche io ho la borsina!) e quella calorosissima di Edizioni Spartaco (Ugo, Andrea, Antonio e Tiziana, io vi adoro!). Ma anche le chiacchiere con le due ragazze allo stand marcos y marcos (prima su David Thomas, di cui ho comprato il nuovo libro, poi già che c'eravamo anche su Lemebel) e con la ragazza di Keller (che mi ha dato del lei, ma vabbè, di me era più giovane sicuramente... ma che è stata prontissima a non farmi passare per matta quando le ho detto che stavo comprando un loro libro per il bellissimo maialino in copertina). E poi quelle due signore che mi hanno visto vicino allo stand di NN e mi hanno salutata con un "tu non sai chi siamo noi, ma noi sappiamo chi sei tu e ti vogliamo ringraziare". Eh niente, di fronte a frasi così io mi sciolgo (e infatti credo di non aver risposto niente di intelligente... e vi chiedo scusa, se mi state leggendo!).
E infine i libri. Nei giorni precedenti al Book Pride avevo detto che ne avrei comprati solo tre. E ovviamente non ci aveva creduto nessuno. Alla fine poi ne ho comprati quattro, e uno mi è stato gentilmente regalato dai ragazzi di Edizioni Spartaco (grazie di nuovo, ragazzi!). Ecco l'elenco:

Il tempo fa il suo mestiere di Mariastella Eisenberg, edito da Edizioni Spartaco (e in uscita il 14 aprile).
La felicità di Emma di Claudia Schreiber, edito da Keller.
Non ho ancora finito di guarda il mondo di David Thomas, di marcos y marcos.
Benedizione e
Canto della Pianura di Kent Haruf, pubblicati da NN Editore (sì, lo so,
Benedizione l'ho già letto... ma me l'avevano presto e mi è piaciuto talmente tanto che dovevo averlo mio).
Insomma, sebbene io continui a preferire il Salone del libro di Torino (forse perché ci sono molti eventi in più e puoi rimanere là dentro per ore e ore senza quasi accorgertene, mentre qui, dopo un po', ti sembra di girare un po' in tondo), devo dire che quest'anno anche il Book Pride non mi è dispiaciuto. C'è ancora qualcosina da migliorare, ovviamente (tipo la divisione tra sale e spazio espositivo, e qualche punto di ristoro in più) ma è solo la seconda edizione... di tempo per farlo ne hanno eccome!
Bene, concludo ringraziando Thais e Nino per la compagnia, il pranzo e le risate; Giovanna e Virginia per l'accoglienza e le chiacchiere (al Salone avremo più tempo, sono sicura!); Luca per avermi quasi fatto sbagliare strada per arrivare a Base e poi avermi presa in giro per il libro rosa (ma dai, è adorabile!); di nuovo Ugo, Andrea, Antonio e Tiziana, e tutti gli altri con cui ho chiacchierato (Gianluigi, Rossella... e sicuramente me ne sto dimenticando qualcuno, portate pazienza).
Per la terza edizione del Book Pride prometto che cercherò di non farmi distrarre da tutti quei libri e quelle belle persone e parteciperò anche a qualche evento.
Sperando lo rifacciano lì a Base, così non ho nemmeno più il rischio di perdermi per arrivarci.