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mercoledì 30 dicembre 2020

Il 2020 in un post

 Fa un certo effetto ritornare a scrivere su questo blog a un anno esatto di distanza dall'ultimo post. Soprattutto se si considera che anno assurdo e difficile è stato questo 2020. Quando ho scritto qui per l'ultima volta la parola lockdown era qualcosa di distante, che sentivamo ogni tanto menzionare al telegiornale ma che mai avremmo pensato avrebbe fatto parte della nostra quotidianità. Non avevo mai indossato una mascherina, se si esclude quella volta in cui con degli amici avevamo dipinto con lo spray un vestito di carnevale, e mai avrei  pensato di doverla tenere addosso ogniqualvolta mettessi piede fuori di casa. Avevo un paio di barattoli di gel igienizzante abbandonati in un cassetto del bagno ed erano anni che qualcuno non mi infilava qualcosa nel naso. 

E poi è arrivato il 2020, è arrivato il Coronavirus, sono arrivati i tristi dati giornalieri su contagi e decessi, sono arrivate le zone rosse, i DPCM, i lockdown, la didattica a distanza, i tamponi (ne ho fatti solo due, uno per lavoro e uno per sicurezza) e quella costante ansia di mettere piede fuori di casa e di ammalarsi o far ammalare qualcuno. Un anno complicato, in cui sicuramente io sono stata molto fortunata: nessuno della mia famiglia si è ammalato, nessuno di noi ha perso il lavoro o ha avuto gravi ripercussioni da questa situazione, se non la difficoltà emotiva e mentale di non poter fare le cose normalmente (che è nulla rispetto a chi si è ammalato, è indubbio, ma che ogni tanto si fa sentire).

E per quanto io non veda l'ora che quest'anno finisca, ci sono alcune cose che devo salvare per forza. Per esempio, ho tradotto tanto e sono uscite tante mie traduzioni. Da un po' di tempo a questa parte mi sto cimentando nella traduzione di libri per bambini e ragazzi e mi sto divertendo tantissimo. Ne approfitto quindi per ringraziare chi mi ha dato questa opportunità, un giorno quasi dal nulla, per avermi fatto scoprire un mondo che ignoravo ma in cui invece ritrovo tutta me stessa (grazie, Lara!). 

Ecco qui quelli usciti quest'anno:


Ma veniamo alle letture di quest'anno, che lo so che è quello che più interessa anche a voi. Non ho letto tantissimo in questo 2020. Nemmeno poco, per carità, ma più ci ripenso più mi accorgo di non aver avuto il solito entusiasmo. Un po' è sicuramente colpa della didattica a distanza, che da marzo mi ha assorbito completamente (mi spiace se voi avete incontrato docenti che in DAD non facevano nulla, tutti nella mia scuola ci hanno dedicato anima e corpo, cercando di fare il più e il meglio possibile per non perdere i ragazzi per strada), un po' dalle letture per lavoro che sono continuate per tutto l'anno e che, per quanto siano sicuramente uno dei lavori dei miei sogni, ti tolgono un po' la voglia di leggere per piacere. E poi credo ci sia stata anche un po' di quella stanchezza fisiologica che ogni tanto colpisce anche i lettori più voraci. 

In compenso però ho scoperto e recuperato tante serie TV bellissime: ho visto tutto Downton Abbey, ho scoperto The Office, mi sono innamorata definitivamente di The Crown, abbiamo riso con Upload e con la seconda stagione di The Umbrella Academy e, proprio negli ultimi giorni, ho fatto una full immersion in Bridgerton (più duca di Hastings per tutti!).

Ma torniamo ai libri. Leggere meno ti fa diventare anche un lettore un po' più attento, o almeno con me è stato così. E quindi tra le letture assolutamente evitabili di quest'anno c'è un libro solo:  Donne che comprano fiori di Vanessa Montfort.
Ci ho messo un mese a leggerlo. Lo prendevo in mano e a ogni pagina volevo lanciarlo fuori dalla finestra talmente mi irritava per la quantità di luoghi comuni sulle donne che contiene. Avrei potuto abbandonarlo, certo, ma per qualche motivo ho preferito trascinarmelo, per vedere se sul finale migliorasse (per me la risposta è: no). 

Le letture belle sono invece state molte, libri che per un motivo o per l'altro mi hanno emozionato o mi hanno tenuto tanta compagnia. Se devo scegliere i migliori in assoluto, direi che sono questi:

UN RAGAZZO NORMALE di Lorenzo Marone, edito da Feltrinelli. È il primo romanzo di Marone che leggo, un autore da cui per qualche inspiegabile motivo mi sono sempre tenuta a distanza, e ho riso e ho pianto tanto leggendo le avventure del piccolo Mimì che nell'estate del 1985 inizia a diventare grande, grazie anche alla sua speciale amicizia con Giancarlo Siani. Una scoperta inaspettata.


LA RAGAZZA CON LA MACCHINA DA SCRIVERE di Desy Icardi, edito da Fazi. Avevo già letto e apprezzato il primo romanzo di questa autrice, L'annusatrice di libri, ma qui con la storia di Dalia e della sua macchina da scrivere Olivetti rossa va oltre, creando un romanzo sui ricordi che trovano sempre il modo di venire a galla.


OLIVE, ANCORA LEI di Elizabeth Strout, edito da Einaudi e tradotto da Susanna Basso. Va be', non credo che ci sia bisogno di dire molto sul ritorno di Olive Kitteridge. Elizabeth Strout ha rischiato nel ridare voce a un personaggio così tanto amato: poteva venir fuori una minestra riscaldata, qualcosa per i lettori appassionati (tipo me, per intenderci) ma che non avesse più nulla da dire. E invece no, Olive Kitteridge è ancora e sempre lei, anche adesso che si fa sempre più stanca e anziana non ha perso la sua forza, né il suo modo, schietto, rude, ma anche molto sincero e profondo di vedere il mondo. 


LA STRADA DI CASA di Kent Haruf, pubblicato da NN editore con la traduzione di Fabio Cremonesi. Bello, bello, bello, forse il migliore di Haruf dopo Benedizione. Dopo otto anni di assenza, durante i quali nessuno ha sentito la sua mancanza, quello stronzo (scusate) di Jack Burdette ritorna a Holt con la sua cadillac rossa e con lui ritornano i ricordi di quello che ha fatto, alla cittadina che si è fidata e alle donne che hanno avuto la sfortuna di innamorarsi di lui. 


Non so cosa ci riserverà questo 2021, anche se a essere meglio del 2020 direi che ci va davvero poco. Spero che si possa presto tornare a fare una vita il più normale possibile, con tutte le accortezze e le attenzioni del caso (dai vaccino, spicciati!). Nel mio piccolo spero che la mia famiglia e i miei amici continuino a stare bene e così come quelle di tutti. Spero di poter tradurre ancora tanto, di leggere altri bei libri e guardare altre serie tv. Spero di poter tornare al cinema e alle mostre, che sono due delle attività che più mi sono mancate quest'anno. E spero che tutti voi possiate ritrovare la serenità se quest'anno l'avete persa o mantenerla se, come me, siete stati tra i fortunati in un anno terribile.

Ah sì, spero anche di tornare a scrivere un po' di più sul blog e non usarlo solo una volta l'anno, visto cos'è successo l'ultima volta che ci ho scritto.

giovedì 28 dicembre 2017

Le mie peggiori letture del 2017

Ed eccoci arrivati al momento della verità. Lo so, in queste ultime settimane di classifiche di libri e letture ne avrete già viste tante e molto variegate, al punto che forse sarete anche un po' stufi. Ma credo sia perfettamente normale arrivare a fine anno e tirare un po' le somme delle cose che si sono fatte, di quelle che si sono viste e, quindi sì, anche dei libri letti.

Come sempre, stilerò due classifiche: le mie letture peggiori e le mie letture migliori di questo 2017 (e quel "mie" è fondamentale, perché si tratta ovviamente di un giudizio molto soggettivo).

Ho letto un po' meno del mio solito quest'anno, almeno per quanto riguarda le letture per piacere. Tra romanzi, fumetti, libri per bambini e ragazzi e una rilettura arrivo a quota 75. Sì, lo so, settantacinque libri in un anno sono tanti. E anche se ci sono tanti anni, in passato, in cui avevo letto molto di più, devo dire che come cifra mi piace, perché rispecchia appieno la mia voglia di rallentare un po', di leggere meno e leggere meglio, fregandomene di qualunque tempistica (sì, anche quella di aggiornamento del blog, una fonte di ansia notevole).

E devo dire che questa scelta ha ripagato, perché di libri brutti quest'anno ne ho letti davvero pochi. Sono solo quattro, infatti, i romanzi che rientrano in questa mia personalissima e assolutamente non condivisibile classifica, e cercherò di spiegarvi anche il perché.
Come sempre, su ogni titolo troverete il link alla recensione e poi, se volete, nei commenti possiamo discuterne.

La foto dei libri accompagnati dallo sguardo di disapprovazione del signor Fredricksen di UP
Orfani Bianchi di Antonio Manzini (chiarelettere) è stata la prima grande delusione dell’anno. Il romanzo ha come protagonista Mirta, una giovane donna moldava trasferitasi a Roma in cerca di lavoro, che ha lasciato in patria suo figlio, a cui cerca di mandare dei soldi ogni mese.
È un libro che mi ha fatta arrabbiare, perché l’ho trovato pieno di stereotipi e di generalizzazioni (dal romanzo sembrerebbe che tutti quelli che assumono una badante per seguire un parente anziano lo facciano perché sono degli stronzi che se ne fregano… e invece no) e che abbia puntato tutto sulla tragicità. Avrebbe potuto essere un gran bel libro su un argomento importante (tanti argomenti importanti, in realtà), ma Manzini si è fatto prendere un po’ troppo la mano con le sfighe da far succedere alla povera protagonista, dimenticandosi di andare più in profondità.

Etta e Otto e Russell e James di Emma Hopper (tradotto da Elena Dal Pra per Bompiani). Ho acquistato e letto il libro attratta dal titolo e dalla copertina, che trovo entrambi molto belli, senza preoccuparmi più di tanto della trama. Sapevo solo che protagonista era una coppia di anziani (tanto di moda in questo periodo) che si ritrovava a ripercorrere la sua storia. 
Una volta finita la lettura, l'unica parola che mi è venuta in mente per descrivere questo libro è: “boh!”. Il romanzo, infatti, è  molto confuso, con continui passaggi tra passato e presente senza che però sia presente un collante tra le due parti. Il lettore (o almeno, io) a volte non capisce cosa sta leggendo. 

Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman (tradotto da Sara Reggiani per Edizioni Black Coffee). Ammetto candidamente che questo romanzo compare in questa lista perché non l'ho capito. Non ho capito cosa volesse dirmi l'autrice, né la trama, né la sua protagonista. Intendiamoci, ho colto perfettamente l'abilità stilistica (anche se sul finale rasenta la follia), ho persino sottolineato alcuni passaggi molto belli, ma, arrivata con immensa fatica alla fine, mi ha lasciato addosso un senso quasi di fastidio, oltre che di confusione. Forse sono troppo scema io, per apprezzare libri come questo.

Requiem per un’ombra di Mario Pistacchio e Laura Toffanello. Mi sono avvicinata a questo libro con aspettative enormi, dopo quel gioiellino del loro primo romanzo, L’estate del cane bambino. E sono state tutte completamente disattese. Il romanzo dovrebbe essere un thriller, un hard boiled per essere più precisi, che però alla fine sembra essere solo un’accozzaglia di elementi già visti in mille altri romanzi dello stesso genere, in cui però sono stati sviluppati meglio. Probabilmente gli stessi autori hanno provato un po' di ansia da prestazione e si sono buttati su un genere che consideravano forse "facile". O forse sono io che, avendone letti tanti nella mia vita, non sono riuscita a trovare alcun elemento innovativo. Fatto sta che questo romanzo, per me, è stato un grande, grandissimo no.


Come vi dicevo, come anno di letture è stato molto positivo. Nei prossimi giorni uscirà anche la lista dei libri migliori che ho letto quest'anno. E voi che mi dite? Quali sono state le letture più deludenti che avete affrontato in questo 2017?

lunedì 29 dicembre 2014

I peggiori 10 del 2014

Ed eccoci quasi arrivati alla fine anche di questo 2014. Un anno che è passato in fretta, per me ricco di novità e di momenti belli e brutti. 
Come ogni anno, gli ultimi due post del mese di dicembre saranno due classifiche: quella dei dieci libri più brutti e dei dieci libri più belli letti quest'anno. 
Non sono una grande fan degli elenchi e delle classifiche, ma mi piace a fine anno fare mente locale di quali libri mi hanno tenuto compagnia negli ultimi dodici mesi: alcuni di questi entreranno nei miei preferiti in assoluto, altri spero di dimenticarli presto.
Iniziamo con i peggiori dieci, così poi il 31 chiudiamo in bellezza con i migliori.


Ammetto che è stato un po' più difficile del solito. Sto affinando sempre di più i miei, personalissimi, gusti di lettura e quindi riesco a incappare sempre meno in delusioni letterarie. Dei 110, libro più libro meno, letti quest'anno, solo sette si meritano senza ombra di dubbio di rientrare in questa classifica. Per gli altri ci ho dovuto riflettere un po' di più. E quindi la dividerò in due categorie: libri proprio brutti e libri che avrebbero avuto del potenziale che però è stato mal sfruttato. 

Ovviamente si tratta di giudizi del tutto personali e in alcuni casi, o in tutti magari, potreste non trovarvi d'accordo. Fa parte del bello dei libri e della lettura.

Libri proprio brutti

La casa nel bosco - Gianrico e Francesco Carofiglio
Cento strappi - Liesl Jobson
Braccialetti Rossi - Albert Espinosa
Una mutevole verità - Gianrico Carofiglio
Mandami tanta vita - Paolo di Paolo
Giuseppino - Joe Bastiniach e Sara Porro

(Prego notare la presenza di due romanzi di Carofiglio in classifica)

Libri che avrebbero avuto del potenziale che però è stato mal sfruttato.

Non dirmi che hai paura - Giuseppe Catozzella
Il mondo non mi deve nulla - Massimo Carlotto


Cliccando su il titolo del libro si viene reindirizzati alla relativa recensione, in cui spiego cosa non mi è piaciuto del libro e, di conseguenza, il motivo per cui sia finito in questa lista.

E i vostri peggiori quali sono?


lunedì 30 dicembre 2013

I MIGLIORI 13 DEL 2013

Ed eccoci arrivati alla lista dei migliori. Lo so, avrebbero dovuto essere dieci, perché di solito si fanno le top ten e non le top numero che ti pare. Ma riuscire a sceglierne così pochi sarebbe stato davvero difficile. Lo è stato anche arrivare a tredici, considerando che partivo da una lista di 135, da cui ne avevo precedentemente selezionati diciannove (i 5 stelle su aNobii, per intenderci). 

E' stato un anno molto fortunato in fatto di libri. Poche letture brutte, molte, moltissime letture indimenticabili. Tra cui diversi autori italiani, che non conoscevo e ho scoperto quasi per caso, per poi innamorarmene perdutamente. Ho avuto poi tante conferme da scrittori che già conoscevo. 
L'unica pecca, a cui cercherò di porre rimedio, è che in questa classifica mancano quasi del tutto le scrittrici donne. Sebbene io non presti molta attenzione alle quote rosa quando scelgo un libro da leggere (onestamente, non mi fa molta differenza se sia scritto da un uomo o una donna, o da un italiano o uno straniero), mi spiace un po' che scarseggino in questa top 13. 

Procediamo quindi con la lista, in ordine del tutto casuale, e relativa non ai libri usciti nel 2013 ma a quelli che io ho letto quest'anno. Cliccando sul titolo si arriva alla recensione. E,come sempre, gusti personalissimi!

© Olimpia Zagnoli

QUESTO BACIO VADA AL MONDO INTERO di Colum McCann: questo era di quei libri di cui avevo sentito parlare a lungo, senza mai decidermi di leggerlo. Anche perché tutto gira intorno a un funambolo che decide di attraversare le Torri Gemelle... e io soffro di vertigini. Storie di vite, tristi, dolorose, che si intrecciano, creando un romanzo magnifico.

TRILOGIA DI NEW YORK di Paul Auster: beh, Paul Auster è sempre Paul Auster... lo adoro con tutta me stessa, e non credo serva aggiungere altro.

MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA' di Francesco Piccolo: non è tanto il libro in sé, comunque divertente e, a tratti, illuminante, quanto l'idea di base a piacermi tantissimo. La felicità è anche, o forse soprattutto, nelle piccole, piccolissime cose... di cui forse troppo spesso ci dimentichiamo. 

CHE NE E' STATO DI TE, BUZZ ALDRIN di Johan Harstad:  perché è bello anche essere secondi, anche essere anonimi. E Matias, il protagonista di questo libro, lo sa davvero bene.

IL SABOTATORE DI CAMPANE di Paolo Pasi: una bella, bellissima scoperta di quest'anno. Un libro che non riesci a smettere di leggere e che mette alla berlina tutte le manie della nostra società, dove l'apparire sta diventando sempre più importante dell'essere. Ma qualcuno che combatte ancora contro tutto questo c'è. Davvero una bella storia, che mi ha lasciata senza parole.

ORIENTARSI CON LE STELLE di Raymond Carver: di questo autore probabilmente amerei anche la lista della spesa... e il fatto che sia riuscito a farmi piacere la poesia, genere che solitamente non bazzico, è per me indice della sua incredibile bravura. E' un libro da tenere sul comodino, a portata di mano, e aprire di tanto in tanto...

LA BANDA DEGLI INVISIBILI di Fabio Bartolomei: qui dovrei in realtà segnalare l'opera omnia di questo autore: We are family e Giulia 1300 e altri miracoli. Bartolomei è un autore che ho scoperto quest'anno, quasi per caso, e che mi ha conquistata fin dalla prima pagina. La banda degli invisibili è il primo che ho letto. Bello, bello, bello.

STONER di John Williams: avrete probabilmente letto questo titolo in tutte le liste dei libri migliori dell'anno. Elogiato in tutte le salse, anche da me qui sul blog. Un gran bel libro, un gran bel personaggio soprattutto, che si lascia condurre dalla vita senza mai ribellarsi. Un elogio, incredibile, della mediocrità. Da leggere assolutamente.

LA COMMEDIA UMANA di  William Saroyan: un libricino piccolo, molto dolce e molto commuovente, su come la vita debba continuare, nonostante tutto. 

L'ULTIMO BALLO DI CHARLOT di Fabio Stassi: altra bellissima scoperta di quest'anno, ancora una volta avvenuta quasi per caso (ho conosciuto prima l'autore e poi il libro). La storia romanzata della vita di Charlie Chaplin, scritta in modo magistrale. 

L'UOMO CHE MANGIO' IL 747 di Ben Sherwood: mi spiace che questi libro sia finito fuori catalogo e che sia quindi difficile da reperire, perché è uno di quei romanzi che tutti dovrebbero leggere. Buonista, molto buonista, ma di quel buonismo che serve nella vita e di cui forse troppo spesso ci dimentichiamo. E con un bel lieto fine, di cui tutti abbiamo bisogno ogni tanto.

BUON COMPLEANNO MALCOLM di David Whitehouse: un libro sulle scelte, su quello che il mondo si aspetta da noi e sulla paura e l'impossibilità di riuscire a mantenere le aspettative. Meglio forse sdraiarsi a letto, allora, e non pensarci più. Bello.

NEMICO, AMICO, AMANTE di Alice Munro: unica donna in classifica, ma ragazzi... che donna! L'ho scoperta grazie al Nobel, lo ammetto senza vergogna. Ed è davvero un peccato che non l'avessi mai letta prima, considerando anche il mio grande amore per i racconti. Storie di donne normali, comuni, banali, che diventano protagoniste con la loro vita normale, comune, banale di racconti stupendi. 


In ogni caso, per tutti gli altri libri che mi sono piaciuti quest'anno ma che alla fine non hanno trovato spazio in questa breve lista, potete consultare la pagina degli Imperdibili. 

Quali sono state le vostre letture più belle di quest'anno?

domenica 29 dicembre 2013

I PEGGIORI 10 DEL 2013

E anche questo 2013 sta per finire... E, come ogni anno, qui sul blog è tempo di classifiche di gradimento. 
Si incomincia con quella dei libri peggiori che ho letto in questi dodici mesi, per poi chiudere in bellezza con quella dei migliori.
Il bilancio di quest'anno mi fa un po' paura: ho letto 135 libri, stando ad aNobii. Venti in più dell'anno scorso, ma qualche migliaio di pagina totale in meno (sì, lo so, queste statistiche non significano nulla... e non è importante tanto la quantità quanto la qualità... ma permettetemi comunque di rimanere un po' sbigottita).

Eppure, nonostante questi alti numeri,  devo ammettere che sono un po' in difficoltà nello stilare un elenco di dieci titoli peggiori. Nel senso che di libri, per me, proprio brutti brutti credo di averne letti solo tre o quattro, non di più. Sarà che i miei gusti si sono un po' affinati, che sto molto più attenta a che libri leggere, a che consigli seguire, a fidarmi molto di più dell'istinto senza lasciarmi abbindolare da titoli e copertine. Fatto sta che arrivare a dieci è stato difficile e ho incluso anche romanzi che non sono proprio brutti brutti, ma che per un motivo o per l'altro non mi sono piaciuti.

La classifica è, ovviamente, del tutto personale. L'ordine è del tutto casuale e cliccando sul titolo di ogni singola opera si arriva alla mia recensione.



LIBRI BRUTTI BRUTTI

IL TUTTOMIO  di Andrea Camilleri: niente da fare, io con Camilleri proprio non riesco ad andarci d'accordo. I romanzi di Montalbano non riesco a leggerli perché non riesco a capire il linguaggio utilizzato (ho delle difficoltà con tutti i dialetti, non solo con il siculo) e quelli che invece non parlano di Montalbano non riesco a leggerli perché proprio non mi piace la storia. Che sia ora di lasciar definitivamente perdere?

UN ATTIMO, UN MATTINO di Sarah Rayner: qui mi sono lasciata fregare dalla copertina tazzosa, molto molto bella e d'impatto. Peccato che poi la storia all'interno fosse molto scialba, banale ed talmente eccessiva nella sua tragicità da infastidire, più che commuovere.

MIRTILLI A COLAZIONE di Meg Mitchell Moore: questa, invece, me la sono andata a cercare. Sapevo del cambio di titolo effettuato dalla casa editrice (chissà quale, eh?), ma speravo che almeno un mirtillo nelle 312 pagine che compongono il libro ci fosse. E invece niente. Niente mirtilli, ma soprattutto niente spessore nella storia né nei personaggi, molto, molto insulsi. Cosa ho imparato? Non leggere più libri con faccioni in copertina.

AMORI IMPREVISTI DI UN RISPETTABILE BIOGRAFO di Penelope Lively: noia, noia, noia, noia... oh sì, e anche noia.

RICOMINCIO DA TE ( El bolígrafo de gel verde) di Eloy Moreno: ho apprezzato abbastanza la prima parte del romanzo, quest'uomo in crisi che si confronta con il mondo circostante, a cui si alternano flashback sul suo passato bambino. Mi è paciuta molto, molto meno la seconda parte, un po' troppo mistica e, secondo me, anche un po' confusa. Forse con un editing più attento (il romanzo si è diffuso tramite autopubblicazione e poi dopo pubblicato con una casa editrice), il risultato sarebbe stato diverso.


LIBRI CHE NON MI HANNO CONVINTA DEL TUTTO (più spiegazione del perché non mi hanno convinta del tutto)

I BACI NON SONO MAI TROPPI (Los besos no se gastan) di Raquel Martos: una storia di amicizia tra due donne, amiche d'infanzia e allontanatesi per un periodo a causa di un uomo, che si ritrovano improvvisamente e sembra che il tempo non sia mai passato. Peccato che poi tutta una serie di tragedie, una peggiore dell'altra, si accanisca su una delle due protagoniste con l'unico scopo di far piangere il lettore. A metà già si sa come andrà a finire. Peccato.

ISTRUZIONI PER RENDERSI INFELICI di Paul Watzlawick: è una sorta di manuale di autoaiuto in chiave molto ironica, che mostra qual è il modo migliore per essere e apparire patetici. Dovrebbe essere un monito per chi vive così davvero, perché apra gli occhi. Ma in alcuni tratti l'ho trovato un po' troppo superficiale (fosse davvero così semplice, di persone infelici non ce ne sarebbero).

ALTA DEFINIZIONE di Adam Wilson: questo non è assolutamente un libro brutto, ma è uno di quelli da cui mi aspettavo tanto, tantissimo e che invece mi ha lasciato, una volta conclusa la lettura, un sapore amarissimo in bocca. Una forte delusione, insomma, causata forse più dalle mie aspettative che non dal romanzo in sé. E quindi finisce qui in mezzo. 

TUTTI MI DANNO DEL BASTARDO di Nick Hornby: Nick, non sai quanto mi dispiaccia infilarti in questa lista. Ma non posso evitarlo, anche se, forse, non è nemmeno del tutto colpa tua, ma della casa editrice che ha cercato di vendere questo racconto breve come un nuovo romanzo, con un'impaginazione imbarazzante per farlo sembrare più lungo. In lingua originale era uscito solo ed esclusivamente in ebook, e un motivo ci doveva pur essere. Un racconto che avrebbe tutto il potenziale per diventare un grande romanzo, uno di quelli a cui Hornby, anni fa, ci aveva abituato. E invece arrivi alla fine che nemmeno capisci come e perché sia finito. Peccato, davvero.

COCAINA di Massimo Carlotto, Giancardo De Cataldo, Gianrico Carofiglio: non ci fosse stato Carofiglio, questo libro (una raccolta di tre lunghi racconti, in realtà), sarebbe finito tra i libri brutti brutti. Per fortuna c'è lui, con un racconto meraviglioso, a salvare la baracca.


E i vostri libri peggiori quali sono?