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domenica 8 febbraio 2015

LE PERSONE, SOLTANTO LE PERSONE - Christian Raimo

Devo ammetterlo, sono un po' in difficoltà. Non so bene da dove partire per parlarvi di Le persone, soltanto le persone di Christian Raimo. 
Non so bene nemmeno se sono davvero in grado di parlarvi di questo libro,  di esprimere cose sensate che vi possano spingere in qualche modo a leggerlo.
Perché non mi aspettavo proprio che questa raccolta di racconti mi piacesse così tanto. Che non riuscissi a smettere di leggere e che arrivata alla fine sentissi questo vuoto.

Ecco, sono di nuovo frasi fatte, parole già sentite e che forse ripeto un po' troppo spesso quando mi ritrovo a parlare dei libri che mi sono piaciuti. E questo libro, le sensazioni, strane, che mi ha lasciato addosso, non se le merita tanto le frasi fatte. Forse perché Raimo non le usa mai. Non ricorre mai a cose già sentite, a fatti preconfezionati, ma racconta la vita e la sua reale assurdità, racconta le tensioni, la fragilità, la difficoltà e racconta di chi questa vita, queste assurdità, queste tensioni, queste fragilità e difficoltà le vive, le affronta, le subisce. Le persone, soltanto le persone, che possono fare di tutto e in qualche modo giustificare quello che fanno. Un titolo che trovo bellissimo e che in ogni racconto, che parli di un uomo che si innamora di tante Daniela, di  due amici che si allontano e poi si ritrovano e sembra quasi che non sia cambiato nulla, di un Calvino che proprio non sopporta Pasolini o di un Christian Raimo che si ritrova in un romanzo che sta leggendo, trova un suo senso, un suo sviluppo, al punto che potrebbe essere il titolo azzeccatissimo di ognuno di questi racconti.


Questa raccolta parla di tutti noi. I protagonisti dei vari racconti potremmo essere (o essere già stati) noi. Fragili a volte, disperati altre, innamorati, depressi, tristi, soli. Come lo sono tutti, almeno una volta nella vita. E nessuno sa come davvero andrà a finire... e per questo ho amato i finali aperti di questi racconti, a volte poetici, spesso quasi incongruenti e lontani da quel che ogni singolo racconto narra. Perché è la vita ad essere così.

Mi sa che ho iniziato a parlare a vanvera. E me ne scuso. Ma, come dicevo all'inizio, davvero non so cosa dire su questa raccolta per potervela consigliare in modo ragionato. Non so spiegare nemmeno a me stessa perché mi abbia colpito così tanto (considerando soprattutto che la prima raccolta di Christian Raimo, Latte, mi aveva lasciata un po' tiepida, come se non avessi capito cosa l'autore volesse dirmi).

E quindi mi fermo qui. Magari non avete capito niente di quello che ho detto. Magari quello che ho detto non ha alcun senso. Ma anche io sono una persona, soltanto una persona, che sta cercando un modo per consigliarvi un libro, per lei, bellissimo.


Titolo: Le persone, soltanto le persone
Autore: Christian Raimo
Pagine: 210
Editore: minimum fax
Anno: 2014
Acquista su Amazon:
formato brossura: Le persone, soltanto le persone

martedì 22 aprile 2014

LATTE - Christian Raimo

L'ordine in cui compaiono i racconti all'interno di una raccolta, secondo me, è fondamentale. Che sia cronologico o che sia casuale, che sia scelto dall'autore stesso o dall'editore, per me l'ordine influenza molto la lettura, la percezione da parte del lettore di quello che sta leggendo. Può aiutarlo a capire meglio, a entusiasmarlo, e, perché no, a volte anche a fregarlo un po', generando alte aspettative.

E' un po' quello che ho provato leggendo questi racconti di Christian Raimo, un autore che ho conosciuto di persona ma mai tramite la sua penna e che, quindi, mi incuriosiva parecchio. E il racconto posto in apertura, Ricorrenze, è uno racconto molto bello, molto intenso, che mi ha fatto subito pensare "cavolo, se sono tutti così, sono di fronte a un grande, grandissimo libro". Poi ho letto il secondo e l'entusiasmo è un pochino scemato, non tanto eh, ma comunque non hai livello del primo. Dal terzo in poi, ho iniziato davvero a perdermi. A non capire cosa l'autore volesse dire, cosa volesse raccontare. E lo stesso mi è successo con il quarto, il quinto, il sesto e il settimo. E poi l'ottavo è arrivato e, come il primo, mi è piaciuto tantissimo.

Insomma, la lettura di Latte è stata un po' demoralizzante. Nel senso che non ho capito se il problema è mio, se sono io a non avere le capacità di capire e apprezzare questo stile e questo modo di raccontare, o se il problema fosse dell'autore e dei suoi racconti. E odio questa sensazione, odio leggere e non capire, leggere e sentirmi imbecille perché sicuramente c'è qualcosa che non colgo e che non mi permette di apprezzare ciò che sto leggendo, di coglierne le sfumature. Però poi penso anche che forse è voluto, che lo scopo era proprio quello di farsi capire solo ed esclusivamente da chi ne è in grado.. E gli scrittori che si divertono a far sentire cretini i lettori non è che mi stiano poi così simpatici.

Per carità, Raimo sa scrivere e lo sa fare molto bene. Sa giocare con la lingua e con le parole. E non perde occasione, in ognuno dei racconti, per ribadire queste sue capacità e questa sua bravura. E forse è proprio questo che mi ha dato più fastidio, che mi ha reso la lettura così tanto ostica e difficoltosa.

Certo è che non posso dire di essere totalmente delusa, perché la raccolta si apre e si chiude in modo egregio, con due racconti che difficilmente si possono dimenticare. E quindi complimenti a chi li ha messi proprio lì, in quella posizione.

Titolo:  Latte
Autore: Christian Raimo
Pagine: 183
Editore: minimum fax
ISBN: 978-8875213305
Prezzo di copertina: 9 €
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formato ebook:Latte (Nichel)