Visualizzazione post con etichetta Ponte alle Grazie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ponte alle Grazie. Mostra tutti i post

lunedì 1 febbraio 2016

Un gennaio di libri

Con un giorno di ritardo arriva il post di riepilogo del gennaio rampante. Avevo preso l'abitudine di pubblicarlo l'ultimo giorno del mese, ma per un piccolo contrattempo (che consiste in mare, cibo e passeggiate) arriva solo oggi.

© Gizem
Siamo già al 1° febbraio, porca miseria. Dico porca miseria perché oggi è un anno giusto giusto che ho smesso di ricevere uno stipendio fisso a fine mese (evento che mi avevo raccontato in questo post). Non dico che sono disoccupata, perché in realtà di lavoretti in questo anno ne ho fatti eccome, però, ecco, senza la certezza della cifra fissa e di quei contributi che tra 1500 anni mi avrebbero permesso di andare in pensione. Per festeggiare, questa settimana farò il mio tradizionale invio di cv alle case editrici: lo faccio più o meno ogni due mesi, di scegliere una settimana e mandare cv come se non ci fosse un domani. Per ora i lavori che ho trovato sono arrivati da altri canali, ma non si sa mai! (Case editrici che state leggendo, state pronte insomma!)

A questo proposito, ho finalmente pubblicato qui sul blog una pagina qui sul blog dove offro Servizi editoriali. Ci stavo pensando già da un po', vista anche l'esperienza accumulata in questi anni. E finalmente la pagina ha preso vita e spero porti presto grandi risultati.

Ma veniamo al blog e a come è stato il suo gennaio.

La primissima cosa da segnalare è sicuramente il primo incontro ufficiale del progetto Una valigia di libri, organizzato da me, da Claudia di Il giro del mondo attraverso i libri e da Stefania della Libreria sulla parola. Dopo la presentazione di dicembre, finalmente il 16 gennaio abbiamo dato il via agli incontri veri e propri. Ed è stato bellissimo sedersi a chiacchierare di libri, italiani in questo caso, e del mondo della lettura in generale insieme a persone così partecipi e così interessate. Potete leggere un piccolo resoconto dell'incontro e i libri che sono stati consigliati qui.
Inutile dire che non vedo davvero l'ora che arrivi il 20 febbraio per il secondo incontro (dedicato all'Europa!).

Direi comunque che in questo mese ho principalmente letto. Tra una lunga traduzione da consegnare, qualche gita con il lettore rampante e un paio di visite molto fruttuose al mercatino dell'usato di Chivasso, non c'è stato molto tempo per fare altro. Otto sono stati i libri di questo mese. Alcune belle letture, alcune un po' meno, ma nel complesso mi posso ritenere completamente soddisfatta.


I libri che ho letto a gennaio, meno due che sono in prestito!

Ecco qui un piccolo sunto di che cosa ho letto:

- FLORENCE GORDON di Brian Morton, edito da Sonzogno e tradotto da Maura Parolini e Matteo Curtoni: è stato il primo libro dell'anno e, devo ammettere a malincuore, la prima delusione. Mi aspettavo tanto da questo romanzo e dalla sua protagonista. E in cambio non ho ricevuto molto.

- SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO di Antonio Manzini: un libricino piccino picciò, in una bella edizione Sellerio, che racconta in modo molto utopistico cosa potrebbe venir fuori dalla fusione tra Mondadori e Rizzoli. Troppo utopistico, forse.

- BELLA ERA BELLA, MORTA ERA MORTA di Rosa Mogliasso, edito da NN editore: un bel romanzo, che fa ridere e riflettere su una di quelle situazioni in cui personalmente spero di non trovarmi mai, ovvero la scoperta di un cadavere.

- TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI di Diego De Silva, edito da Einaudi: il re delle pippe mentali è tornato ed è più in forma che mai. Bello, bello, bello.

- IL NUOVISSIMO GALATEO DEL BORZACCHINI di Giorgio Marchetti, edito da Ponte alle Grazie: mi sono mancate un po' di basi per comprendere appieno tutto quello che viene raccontato in questo libro, ma lo stile di Giorgio Marchetti e la storia del buon vecchio Ambrogio sono più che sufficienti per farmi dire che il libro mi è piaciuto molto.

- COME UNA PIETRA CHE ROTOLA  di Maria Barbal, edito da marcos y marcos e tradotto da Gina Maneri: un libro trovato per caso in un mercatino dell'usato e che, nella sua semplicità, mi è piaciuto tantissimo.

- BENGODI di George Saunders, pubblicato da minimum fax con la traduzione di Cristiana Mennella: anche in questo caso, forse non ho capito proprio tutto. Però lo stile di Saunders (e la bella nota introduttiva) valgono da soli tutto il libro.

- CARO LETTORE IN ERBA... di Gianluca Mercadante, pubblicato da Las Vegas edizioni: una bella  e ironica riflessione sullo stato della lettura e dei lettori di oggi, ma anche una critica diretta a certi atteggiamenti.

Il mio febbraio è iniziato con un bellissimo libro in lettura, I venerdì da Enrico's di Don Carpenter, che mi sta piacendo davvero molto.

E il vostro gennaio com'è stato?

martedì 19 gennaio 2016

IL NUOVISSIMO GALATEO DEL BORZACCHINI - Giorgio Marchetti

Coloro i quali un tempo si scaccolavano al semaforo in attesa del verde, hanno dismesso la libido del rito venatorio che aveva appagato generazioni di audaci pionieri delle narici, per sperperare la loro straordinaria attitudine alla manualità nella corriva digitazione  del Telefonino Cellulare

Uno dei tanti motivi per cui amo i libri è che, oltre alla storia che contengono, la maggior parte delle volte ne hanno anche un'altra. Anzi, forse più di una. C'è la storia di come l'autore o l'autrice ha scritto un libro. La storia di come questo libro è arrivato all'editore e di come è stato pubblicato. E poi c'è quella che forse mi piace di più, ovvero del modo in cui il libro è arrivato nelle mani del lettore. Ognuna di queste storie aiuta a far grande un libro per qualcuno. 

Il Nuovissimo Galateo del Borzacchini di Giorgio Marchetti mi è arrivato dalle mani della figlia Elena. Ha letto un post qui sul mio blog, mi ha raccontato un pezzo della sua storia e proposto di leggere qualcosa di suo padre, che ora non c'è più. Per me questa motivazione sarebbe già stata sufficiente a convincermi, devo essere sincera. Ma se in più aggiungiamo una bellissima copertina, a opera di Federico Sardelli, il fatto che Malvaldi ha dichiarato pubblicamente che il Borzacchini è una sua fonte di ispirazione e, particolare non da poco, il fatto che io adori i libri comico-satirici, beh, capite anche voi perché ora sono qui a parlarvi di questo libro.

La prima cosa da dire è che, ahimè, Il Nuovissimo Galateo del Borzacchini tanto nuovissimo non è più. Non è certo colpa sua se è stato scritto nel 1996, però è un fatto che un pochino influenza la lettura, perché la satira di costume è figlia del suo tempo e, se la togli dal contesto, perde  un po' della sua efficacia.
Il libro è appunto un galateo per l'uomo moderno, per aiutarlo a comportarsi come si confà a questi nuovi tempi e a queste nuove mode, prendendo anche spunto dalle pubblicità e dai nuovi modelli che la tv trasmette.

L'idea è, indubbiamente, geniale e alcuni consigli di comportamento fanno davvero sbellicare. Però io nel 1996 avevo solo 9 anni e alcune cose di allora, purtroppo, non me le ricordo. Certo, mi ricordo Ambrogio e i Ferrero Rocher (anche se ero troppo giovane e ingenua per cogliere l'ambiguità nella pubblicità... e, cavolo, pensandoci ora...). Così come mi ricordo le distese di grano della Mulino Bianco sparse per le città, i pazzi che partivano al salvataggio di cose strane e poi brindavano con un amaro. Per non parlare poi dell'arrivo dei telefonini e di come hanno cambiato le priorità al semaforo. Però, e mi spiace davvero molto, alcune cose purtroppo non sono riuscita a coglierle e questo mi ha tolto un po' di gusto alla lettura.

Lo stile di Giorgio Marchetti è fenomenale (ma io forse sono anche di parte, adorando tutto quel che è toscano, dal cibo alla lingua) e deve aver sicuramente fatto scuola (anche in Malvaldi, sì!) per la sua incredibile capacità di giocare con le parole e con il linguaggio. Certo, se l'avessi letto nel momento giusto, lo avrei apprezzato ancora di più, ma per chi ha voglia di fare un tuffo nel passato, ama Il Vernacolierie e vuole farsi due belle risate, Il Nuovissimo Galateo del Borzacchini è comunque un libro consigliato.

Titolo: Il Nuovissimo Galateo del Borzacchini
Autore: Giorgio Marchetti
Pagine: 195
Anno di pubblicazione: 1996
Editore: Ponte alle Grazie
Acquista su Amazon:

mercoledì 31 ottobre 2012

DUE TITOLI, UN SOLO LIBRO: ma perché? #7

Ed eccoci qui con un nuovo confronto tra titoli. Oggi mi occuperò del libro di cui avrei già voluto parlarvi la settimana scorsa, ma che poi ho rimandato per cause di forza maggiore. Ovvero, la casa editrice mi ha chiesto di aspettare ancora un attimo prima di scrivere questo post,  perché forse qualcuno avrebbe risposto alle mie richieste di spiegazione sul titolo. 
Purtroppo nemmeno stavolta è successo. Quindi io procedo con il mio confronto e se per caso in futuro cambiassero idea posso sempre riparlarne.

Volevo mostrarvi un libro che non fosse stato tradotto dall'inglese o dallo spagnolo (lingue che conosco molto bene e su cui mi sento un po' più sicura nell'esprimere le mie opinioni) per far vedere come questa pratica di stravolgimento sia diffusissima da qualunque lingua si parta. 
Ho scelto un libro francese di quest'anno, che ha avuto successo principalmente grazie al film che ne è stato tratto, che narra la storia vera del suo protagonista.
Sto parlando di:
LE SECOND SOUFFLE ovvero IL DIAVOLO CUSTODE di Philippe Pozzo di Borgo


Il libro è uscito in Francia nell'ottobre del 2011, quasi in contemporanea con l'uscita nelle sale cinematografiche. Lo stesso è successo in Italia, dove però si è dovuto attendere il 2012 perché la casa editrice Ponte alle Grazie lo pubblicasse con la traduzione di Donatella Brindisi, Tiziana Lo Porto e Marcella Uberti Bona, poche settimane prima dell'uscita del film sui nostri schermi.
Il titolo originale, Le Second Souffle, letteralmente significa "il secondo respiro" e fa riferimento alla nuova vita che Philippe Pozzo di Borgo è costretto a imparare a vivere dopo l'incidente che l'ha reso paralizzato dal collo in giù. Una vita difficile, ancor più dolorosa a causa dalla malattia della moglie dell'uomo, ma resa in qualche modo più sopportabile grazie all'aiuto del suo "badante", un immigrato algerino appena uscito di prigione che con la sua spontaneità e la sua vivacità conquista l'uomo diventando suo grande amico.

Il titolo italiano come si può vedere è completamente diverso. Si è scelto infatti di fare riferimento più al rapporto tra i due uomini, diversi tra loro per origine e classe sociale, piuttosto che alla vita di Philippe. In realtà questo titolo riprende una descrizione che Philippe stesso fa del suo assistente durante la narrazione, in cui dice "È insopportabile, vanitoso, orgoglioso, brutale, superficiale, umano. Senza di lui sarei morto di decomposizione. M’ha curato senza sosta come se fossi un neonato. Attento al minimo segnale, presente durante tutte le mie assenze, m’ha liberato quando ero prigioniero, protetto quando ero debole. M’ha fatto ridere quando ero a pezzi. È il mio diavolo custode."
La scelta del cambio di titolo, quindi, non è campata in aria ma fa riferimento a qualcosa che effettivamente viene pronunciato nel libro. 
A mio avviso però, avendo anche letto l'opera, il titolo italiano non rende molto giustizia al contenuto. Certo, si parla del rapporto tra i due e di come le vite di entrambi sono cambiate dopo il loro incontro, ma soprattutto si parla di Philippe e della sua vita sia prima sia dopo l'incidente, vita che un titolo così annulla completamente.

Un'altra cosa bizzarra da segnalare è a mio avviso la scelta delle copertine. Sia la versione francese sia quella italiana utilizzano una scena tratta dal film... che però, pur prendendo spunto dal libro, è in realtà un adattamento in cui si riscontrano parecchie differenze: la prima fra tutte, la più evidente, è che il ragazzo che segue Philippe nel film non è algerino ma di colore. 
E per finire, direi che merita una segnalazione anche il fatto che sia nella trasposizione francese sia in quella italiana c'è un ulteriore cambiamento di titolo,  INTOUCHABLES in francese ovvero QUASI AMICI in italiano:


Insomma, una stessa opera riesce ad avere 4 titoli diversi nel passaggio da una lingua all'altra e da libro a film.
E sarebbe  davvero bello riuscire a capire perché.

(Nonostante i titoli, vi consiglio caldamente se non l'avete già fatto di leggere il libro e di vedere il film. Tratta di un tema che mi tocca molto da vicino, non ero sicura di volerlo vedere né di voler leggere il libro per paura di starci troppo male... ma invece ne vale davvero la pena!)

venerdì 18 maggio 2012

IL DIAVOLO CUSTODE - Philippe Pozzo di Borgo

Rampollo di nobile famiglia, ricco, colto, affascinante e amante delle cose belle e raffinate, Philippe è paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente di parapendio. Non è la prima tremenda prova a cui la vita lo ha sottoposto: ha perso da poco la sua splendida e amatissima moglie, affetta da una rara forma tumorale. Philippe combatte coraggiosamente e ostinatamente con il proprio corpo, con il ricordo straziante di lei e con l'idea di essere un uomo inutile, finito, e per farlo usa tutti gli strumenti possibili, dall'impegno sociale all'attaccamento ai piaceri della vita. In questa sua battaglia ha un'arma speciale: il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera, che entra un giorno nella sua vita "ingessata" con l'energia di un tornado e diventa immediatamente il suo "diavolo custode". Il loro rapporto di dipendenza reciproca e lo scontro ravvicinatissimo e spesso spericolato tra le loro culture si trasforma presto in un legame solido e nello stesso tempo turbolento, punteggiato da episodi irresistibilmente comici e autenticamente commoventi. Regalando a entrambi, e a chi legge questo libro, una dimensione nuova della gioia, della speranza e dell'amicizia. Questa storia vera è diventata un film, "Quasi amici". 

Ultimamente ho preso il brutto vizio di vedere i film prima di leggere i libri da cui sono tratti. Mi era già capitato con "The Help" e ora anche con "Il Diavolo Custode", storia vera da cui è tratto il bellissimo film "Quasi Amici".
Anche questa volta, come era già successo con il romanzo di Kathryn Stockett, ci sono delle differenza sostanziali tra il libro e la sua trasposizione cinematografica.

"Il diavolo custode" offre una panoramica più completa della vita di Philippe Pozzo di Borgo e di quel che ha passato fino ad oggi, senza limitarsi esclusivamente al suo rapporto con Abdel, il badante che gli è stato vicino e lo ha sorretto (fisicamente e moralmente) nei momenti più brutti.
Philippe Pozzo di Borgo ci racconta delle sue origini nobili, della sua infanzia e dei suoi studi, dell'incontro con la moglie e della loro incredibile passione. Ci racconta delle prime manifestazioni della malattia della donna, dei tanti tentativi falliti di avere un figlio fino alla scelta di adottarli, della sua sofferenza e della lotta estenuante che la moglie ha combattuto fino alla fine. E poi ci racconta anche del suo incidente con il parapendio (avvenuto, a differenza di quanto detto nel film, prima che rimanesse vedovo), che lo ha reso tetraplegico e delle sue difficoltà ad accettarsi e a farsi accettare.
Ci racconta di quanto sia diventata ancora più dura la sua vita di disabile dopo la morte della moglie. Della solitudine che prova, dell'alternarsi di momenti di gioia e momenti di buio, incubi, sogni e viaggi mentali nei momenti in cui la sua testa si avvicina all'assenza del suo corpo.
E poi sì, ci racconta anche di Abdel, dell'incredibile rapporto che si è creato tra loro. Lui è appena uscito di galera, anche se non si sa bene per cosa, non ha peli sulla lingua, beve, fuma, prende un centinaio di multe al mese ed è contrario ai rapporti seri.
Seguirà Philippe per molti anni, in tutte le sue necessità: da quelle richieste e conosciute (lo spostarlo in auto, il posizionarlo sulla sedia, l'assisterlo quando sta male, accompagnandolo in ospedale o nelle case di cura) a quelle che l'uomo non sapeva di avere ma che gli fanno bene (la prima canna, le sigarette, il primo lancio dopo l'incidente, il tentativo di aprire insieme una società). Un rapporto unico e speciale, che supera i confini razziali e sociali.

Il libro mi ha commosso proprio come il film. Certo, narrano aspetti diversi. Il libro è più completo, il film più "romanzato", ma entrambi riescono a trasmettere bene i sentimenti e i turbamenti di Philippe nella sua condizione di tetraplegico, così come la capacità di Abdel di affrontare tutto questo come se fosse normale.
Libro e film fanno riflettere sulla vita di chi è in sedia a rotelle, di chi è bloccato su un letto, totalmente dipendente dagli altri, ma che per questo non ha perso la voglia di vivere. O magari l'ha persa, ma solo perché nessuno è ancora riuscito a fargliela tornare.

Un'altra differenza sostanziale tra libro e film, oltre a quella della scelta di narrare solo il rapporto tra i due uomini e non il passato, è quella dei personaggi e dell'ambientazione:  Abdel nel film si chiama Driss ed è un ragazzo di colore, che vive di sussidi di disoccupazione e ha parecchi trascorsi di piccola criminalità. Di lui ci viene raccontato molto, proprio per marcare ancora di più la differenza tra i due uomini e per ancorare di più la storia nella società francese attuale.
 Inoltre, mentre nel libro Philippe viaggia spesso, tra la casa che ha in Corsica e un centro di meditazione in Canada, nel film il tutto è ambientato a Parigi. 
Ma sono scelte comprensibili e condivisibili (oltre che approvate dall'autore), alla luce di quanto il film sceglie di raccontare.
Certo, chi ha visto il film e si aspetta un libro altrettanto ironico e divertente, rimarrà sicuramente deluso. Ma basta informarsi prima (e non lasciarsi troppo fregare da copertine e fascette).

Non è stato facile nè vedere il film, nè leggere il libro, per dei trascorsi personali che non potrò mai dimenticare. Ma proprio per questi trascorsi, credo ne sia valsa la pena. E credo che tutti dovrebbero leggere il libro o vedere il film, perché sensibilizzano, in un modo diverso dal solito, ai problemi che le persone disabili devono affrontare tutti i giorni.
Consigliatissimo!

Nota alla traduzione: le note presenti sono tutte dell'autore e non dei traduttori (sono tre). E la scelta di cambiare il titolo francese (Le second souffle) nemmeno dipende da loro.
Direi fatta bene!
Titolo: Il diavolo custode
Autore: Philippe Pozzo di Borgo
Pagine: 204
Prezzo di copertina: 13,90 €

Editore: Ponte alle Grazie
Acquista su Amazon: Il diavolo custode (Quasi amici)