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mercoledì 7 giugno 2017

ISOLE MINORI - Lorenza Pieri

C’erano paesi sempre freddi e città sempre piene di cemento e macchine, io avevo un’isola, e la fortuna di passare la maggior parte del mio tempo con il mare come orizzonte, circondata da una cintura di sicurezza liquida che metteva sempre al riparo da tutto quello che succedeva là fuori. Quasi sempre.



Sono stata all’Isola del Giglio solo una volta, quando era bambina, ma non mi ricordo molto. Nella mia testa ho solo qualche ricordo confuso del viaggio in traghetto e dei delfini che giocavano sulla scia lasciata dai motori.
Avevamo visto i delfini la mattina. Siamo stati dietro i loro dorsi lucidi con il gozzo per una buona mezz’ora, poi andavano troppo lontano e babbo doveva rientrare. Per me era la prima volta.
Le immagini più recenti che ho in testa dell’Isola del Giglio sono quelle che abbiamo tutti: un’enorme nave da crociera rovesciata su un fianco, proprio a ridosso della costa. Un’isola piccola, che in una notte di inverno si è trovata ad affrontare una grande tragedia che rimarrà per sempre nella storia del nostro paese.

Isole minori di Lorenza Pieri, pubblicato da edizioni e/o, parte proprio con dei delfini, quelli che Teresa vede per la prima volta una mattina dell’agosto del 1976, quando è in barca con suo padre proprio attorno all’Isola del Giglio.
Teresa e sua sorella maggiore Caterina vivono sull'isola anche d’inverno, insieme ai genitori, Elena detta La Rossa e Vittorio, che gestiscono un albergo. All'inizio del libro Teresa è una bambina di quasi sei anni, ancora non sa leggere e ancora non ha perso l’incanto verso il mondo: crede a tutto quello che sua sorella maggiore, più arrogante e più schietta di lei, le racconta; e ama quell’isola e quel mare, e non riesce a concepire l’idea di non viverci più.
Ma poi gli anni passano, Teresa e Caterina crescono, sempre più distanti eppure comunque legate, e la storia personale si mischia alla storia italiana, da cui l’isola del Giglio in qualche modo non sembra nemmeno venire sfiorata. Entrambe se ne sono andate e, mentre Caterina anche da grande dell’isola non vuole più saperne niente, Teresa ne sente il richiamo. Ci torna d’estate, ci torna a trovare ogni tanto il padre, rimasto lì da solo insieme a pochi altri abitanti. E poi ci torna quando sulla terraferma sembra non avere più altre possibilità.

«Sono tutti problemi minori rispetto al fatto che a Roma senza lavoro non puoi stare e quindi una decisione la devi prendere. O trovi in tempi rapidi un altro lavoro o fai qualcos’altro. Ed è arrivato il momento di fare qualcos’altro, la cosa migliore, quella che rimandi da anni aggrappandoti a scuse un po’ codarde».
«Non sono scuse codarde, sono io, la codarda».
«Ti dico solo un’ultima cosa, con tutto l’amore di sorella che ho: l’errore più grosso sarebbe tornare al Giglio».

Il Giglio per lei è un rifugio, un porto sicuro, dove sa di non avere prospettive ma anche di non dover temere niente, perché ne conosce fin troppo bene le caratteristiche. Fino a una notte d’inverno, in cui una grande nave da crociera porta la storia sull'isola e ai suoi pochi abitanti, facendo crollare tutte le certezze e cancellando, in un colpo solo, tutti quello che il Giglio ha significato per Teresa.

Isole minori di Lorenza Pieri è un romanzo molto bello. Attraverso la storia di Teresa e della sua famiglia, racconta anche la storia dell’Italia degli ultimi quarant'anni e di come questa possa, a volte in modo più netto altre solo di sfuggita, segnare la vita di chiunque. Sì, anche di chi vive in un’isola piccola, un’isola minore, che sembra vivere solo d’estate e che nei mesi invernali cerca solo di tirare avanti.

Oltre alle descrizioni del paesaggio, protagonista indiscusso del romanzo insieme a Teresa, di questo libro ho amato soprattutto le dinamiche di questa famiglia e il rapporto tra le due sorelle: l’isola maggiore, Caterina, che mette in discussione tutto, che critica, che si ribella, che odia il Giglio con tutta se stessa e che non capisce come qualcuno ci possa voler tornare; e l’isola minore, Teresa, che sembra sempre lasciarsi un po’ trasportare dagli eventi, che da bambina si lascia facilmente abbindolare dalla sorella (o almeno le fa credere di farlo), che anche da adulta fatica a trovare il suo equilibrio e che al Giglio, invece, non può fare a meno di tornare.

Isole minori è un romanzo molto intenso, caratterizzato da uno stile narrativo in grado di adattarsi alle diverse età della protagonista e, in qualche modo, di crescere con lei. È un romanzo che è sì una saga famigliare molto bella, ma anche uno spaccato della storia del nostro paese, vista da una prospettiva diversa, che sembra minore ma che minore non è.


TITOLO: Isole minori
AUTORE: Lorenza Pieri
PAGINE: 207
EDITORE: edizioni e/o
ANNO: 2016
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formato cartaceo: Isole minori
formato ebook: Isole minori

sabato 25 aprile 2015

GLI UOMINI IN GENERALE MI PIACCIONO MOLTO - Véronique Ovaldé

Ho acquistato Gli uomini in generale mi piacciono molto di Véronique Ovaldé senza avere la minima idea di che cosa parlasse. Mi ha attratta molto il titolo e ancora di più la stupenda copertina dell’edizione tascabile di minimum fax. Mi piacevano i colori, mi piacevano quei cuori  rossi gommosi e come il tutto si presentava visivamente.
Ho letto la quarta solo una volta arrivata a casa, ma non ho provato alcun stupore nello scoprire che il libro è tutt'altro che leggero e che tratta un tema molto forte, quello della violenza e dell’amore, da parte di chi dovrebbe o vorremmo che ci volesse bene.

Protagonista è Lili, che vive con il compagno Simon in un piccolo appartamento e che ama andare a trovare gli animali nel vicino zoo. Finché un giorno, proprio lì dove si sente più tranquilla, non le pare di vedere un’ombra che le riporta alla mente tutto il suo passato: una madre morta troppo presto, un padre padrone assente, troppo preso dall'ascesa del suo nuovo folle partito, un fratellino rimasto traumatizzato che ripone in lei ogni speranza, dei vicini di casa gentili e un uomo che sembra dare alla Lili quattordicenne tutto l’amore di cui ha bisogno. Un passato che Lili, per quanto si sforzi, non riesce in alcun modo a dimenticare. Tutto è ancora troppo aperto: lo sono le violenze, psicologiche e fisiche, ma lo è, purtroppo, anche l’amore. E Lili deve trovare il coraggio di chiudere tutto questo. In un solo modo possibile.

Ammetto che nelle prime trenta pagine non riuscivo bene a capire che cosa stessi leggendo. La narrazione è affidata direttamente a Lili e nelle sue parole c’è del disordine, c’è della follia che impiega un po’ di pagine per acquisire un suo senso. Una volta però che si scopre che cosa questa ragazza sta realmente raccontando, tutto acquisisce un senso, anche la sua confusione, e la durezza e il dolore, ma anche la voglia di liberarsene, invadono le pagine e lasciano senza fiato.
La vita di Lili è fatta di amori e di perdite: l’amore per la madre, che di colpo non c’è più, l’amore per il padre, che non ha mai potuto mostrarsi perché troppo presto trasformato in paura, l’amore per il fratello, troppo piccolo per riuscire ad affrontare tutto quanto, l’amore per quell'uomo che lei credeva l’avrebbe aiutata a vivere. E l’amore per se stessa, che appare e scompare, e su cui dovrà puntare per potercela fare.
È un personaggio forte e potente, ma anche fragile e insicuro, quello creato da Véronique Ovaldé con questo suo ostile, inizialmente ostico sì, ma incredibile una volta arrivati alla fine.

Gli uomini in generale mi piacciono molto è un libro difficile da leggere e da comprendere (e immagino anche da scrivere). Però superati questi ostacoli, superato lo stupore legato allo stile, è un libro che conquista, che fa male e che fa pensare, all’amore e a tutte le cose che troppo spesso noi donne ci lasciamo fare nel suo nome. Un libro da leggere.

Titolo: Gli uomini in generale mi piacciono molto
Autore: Véronique Ovaldè
Traduttore: Lorenza Pieri
Pagine: 122
Editore: minimum fax
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