mercoledì 13 marzo 2013

Due titoli, un solo libro: ma perché? #25

Venticinquesima puntata della rubrica sul confronto tra originale e traduzione in italiano dei titoli dei libri.
Oggi si parla di alcune opere di un autore abbastanza conosciuto a livello internazionale, grazie soprattutto alla serie di racconti con protagonista Precious Ramotswe della N. 1 Ladies' Dectective Agency.  Immagino abbiate capito che sto parlando di Alexander McCall Smith, scrittore e giurista zimbabwese di origini scozzesi. Un autore con cui ho un rapporto di amore e odio: perché se da un lato amo le sue trame semplici e delicate, dall'altro tendono un po' a stufarmi se lette a distanza troppo ravvicinata.

Dal momento che questo autore produce più libri di Vitali e Camilleri messi insieme, mi risulta davvero impossibile parlare in un solo post di tutte le sue opere. Ho deciso quindi di concentrarmi su quelle che me lo hanno fatto conoscere, ovvero la serie dedicata a Isabel Dalhouise, filosofa dilettante di Edimburgo.
I romanzi di questo autore sono pubblicati in Italia dalla casa editrice Guanda e poi, in economica, da TEA (userò le copertine dell'edizione economica, perché le trovo molto belle).
Incominciamo quindi.

Il primo romanzo della serie, in cui appunto viene presentata la protagonista, esce in lingua originale nel 2004 e viene tradotto in Italia lo stesso anno con la traduzione di G. Garbellini: THE SUNDAY PHILOSOPHY CLUB ovvero IL CLUB DEI FILOSOFI DILETTANTI:


La differenza di titolo è abbastanza evidente. La traduzione dell'originale sarebbe "Il club di filosofia della domenica". Un titolo che avrebbe forse potuto reggere anche in italiano, sebbene un pochino stonato. La scelta di cambiare "filosofia" con "filosofi" e di togliere il riferimento alla "domenica" per sostituirlo con l'aggettivo "dilettanti" è comunque efficace e trasmette il senso dell'originale. Anche perché anche in italiano si è soliti dire "della domenica" per riferirsi a qualcosa che viene fatto per hobby, a tempo perso. Quindi direi che la scelta funziona.

Il secondo romanzo è dell'anno successivo, così come la sua traduzione in italiano sempre ad opera di G. Garbellini: FRIENDS, LOVERS, CHOCOLATE ovvero AMICI, AMANTI, CIOCCOLATO


In questo caso, ci troviamo di fronte invece alla pura e semplice traduzione letterale e non si sarebbe potuto giustificare nessun cambiamento.
Il terzo romanzo della serie esce nel 2006, seguito immediatamente dalla traduzione italiana con lo stesso traduttore: THE RIGHT ATTITUDE TO RAIN ovvero IL PIACERE SOTTILE DELLA PIOGGIA

Ed ecco che iniziano le prime vere differenze. La traduzione letterale del titolo originale sarebbe "Il giusto atteggiamento verso la pioggia". Certo, la traduzione perde un po' della poeticità del titolo originale. Si è deciso quindi di trasformare questo titolo in qualcosa di diverso, sicuramente più evocativo, che fa comunque leva su un sentimento positivo, quel "un piacere sottile" che una lieve pioggerella può dare.

Nel 2007 arriva la quarta avventura della serie, tradotta sempre da G. Garbellini, sempre lo stesso anno: THE CAREFUL USE OF COMPLIMENTS ovvero L'USO SAPIENTE DELLE BUONE MANIERE:


Anche qui c'è una sottile differenza tra originale e italiano. La traduzione letterale sarebbe "L'uso attento dei complimenti". Complimenti che in italiano diventano "buone maniere", forse più in sintonia con l'ambientazione edimburghese, che vengono utilizzate in modo sapiente, quasi sinonimo di attento ma comunque con una lieve sfumatura.

L'anno successivo, il 2008, arriva poi il quinto libro, uscito con due titoli diversi nella versione inglese e in quella americana: THE COMFORT OF SATURDAYS nel Regno Unito e THE COMFORTS OF MUDDY SATURDAYS negli Stati Uniti:


Una differenza davvero incomprensibile, visto che non c'è alcun passaggio di lingua. 
Per avere la traduzione italiana questa volta bisogna aspettare fino al 2011. Non è ben chiaro il motivo di questa attesa, visto che si è sempre cercato (anche nella serie con protagonista Precious Ramotswe) di tradurre i libri quasi in contemporanea con l'uscita originale, visto comunque il successo di pubblico di questo autore. Così come non è chiaro cos'è successo al titolo, diventato: PRATICHE APPLICAZIONI DI UN DILEMMA FILOSOFICO

Capisco che né "Il comfort del sabato" né "I comfort dei sabato fangosi" siano dei bei titoli in italiano. Ma un cambio così drastico, sebbene faccia evidentemente riferimento alla trama (spero almeno, visto che ancora non ho letto questo romanzo della serie), è abbastanza ingiustificabile (oltre al fatto che io avrei scritto "Applicazioni pratiche di un dilemma filosofico"... certo, sarebbe sembrato un manuale scolastico, però ogni volta che leggo quell'aggettivo prima del nome faccio fatica a proseguire, non mi sembra scorrevole. Ma son gusti, ovviamente).

La saga continuerebbe con altri tre romanzi (e chissà quanti altri ancora ne scriverà McSmith), che al momento però ancora non sono stati tradotti in italiano. E quindi, ci riaggiorneremo!

Alla prossima settimana!

lunedì 11 marzo 2013

LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO- Zerocalcare

Le storie autobiografiche, dolciamare di Zerocalcare come non le avete mai viste prima, in un volume divertentissimo, imperdibile. Centotrentasei tavole, divise in storie brevi alla sua maniera, storielle di una o quattro/cinque pagine, che nell'insieme compongono una storia più grande.

Mannaggia a me che ho aspettato così tanto prima di decidermi a leggere questa raccolta di Zerocalcare. A spaventarmi era l'idea di trovarmi di fronte a tavole troppo lunghe, con le quali, da grande divoratrice di fumetti in formato striscia, ho sempre qualche difficoltà. Poi però il mio ragazzo ha insistito, tutti me ne parlavano bene e comunque ho sempre letto quelle pubblicate sul suo fantastico blog. E insomma, mi sono convinta. E mi sono trovata di fronte a qualcosa di grandioso.

Zerocalcare disegna benissimo, il suo tratto è piacevole da vedere e facile da seguire, confusionario ma non troppo. Una bravura che si mescola in modo perfetto con la genialità delle storie che inventa, scene di vita quotidiana, grottesche a volte, comiche altre, ma anche molto profonde quando meno ce lo si aspetta, che descrivono perfettamente la realtà di ogni quasi trentenne di oggi. Certo, il fatto di avere la stessa età di Zerocalcare sicuramente ha aiutato a farmelo apprezzare ancora di più. 

In questa raccolta ci sono centotrentasei tavole, che potrebbero anche essere lette singolarmente, ma che nell'insieme creano una storia molto più triste e profonda di quanto si potrebbe immaginare (io stessa sono rimasta molto stupita dalla piega che ha preso la narrazione fin dalla prima tavola). Zero è un ragazzo un po' nerd, un po' paranoico, che frequenta i centri sociali fin da quando è ragazzino e che ha come amico immaginario un armadillo. Ha una madre, qui rappresentata da Lady Cocca di Robin Hood, un sacco di amici più o meno scapestrati che si porta dietro dal liceo, una coscienza con la quale alza spesso la voce e un turbinio di personaggi di contorno che lui rappresenta sempre prendendo a prestito personaggi più o meno famosi, per renderne al meglio il carattere (lasciandomi stupita ogni volta per le sue scelte geniali). In queste tavole ci racconta la sua vita, partendo da un'espediente triste e commovente che gli permette di alternare flash back sul passato a momenti nel presente (alcuni di questi non sono necessariamente collegati alla "trama" principale, ma il loro inserimento non disturba minimamente): si scoprono così le sue amicizie, le sue abitudini, il suo lavoro, come sono nati i suoi sogni e le sue passioni e come se le immaginava quando era ragazzo. Sogni e passioni che lui sta iniziando a realizzare, ma che per altri invece non sono stati sufficienti per continuare a vivere.

Sono davvero piacevolmente stupita. Sia per il suo modo di narrare, sia per la profondità che è riuscito a trasmettere tramite le sue storie, che in un modo o nell'altro trattano temi importanti e attuali dal punto di vista di chi li vive in prima persona.

E ora mi faccio prestare anche "Un polpo alla gola"!


Titolo: La profezia dell'armadillo
Autore: Zerocalcare
Pagine: 144
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Bao publishing
ISBN: 978-8865431030
Prezzo di copertina: 16,00 €
Acquista su Amazon
formato brossura:La profezia dell'armadillo
formato e-book: La profezia dell'armadillo

PS: io ho letto il formato in bianco e nero pubblicato direttamente da Zerocalcare e ordinabile solo sul suo sito. Nelle librerie si trova invece il formato a colori.

domenica 10 marzo 2013

TRILOGIA DI NEW YORK- Paul Auster

Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa "Trilogia" sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. "Città di vetro" è la storia di uno scrittore di gialli che "accetta" l'errore del caso e fingendosi un'altra persona cerca di risolvere un mistero. "Fantasmi" narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. "La stanza chiusa" racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Sono qui davanti al computer e a questa pagina bianca a domandarmi come fare a recensire questo romanzo di Paul Auster. Davvero, mi risulta difficile tradurre in parole tutto quello che quest'opera mi ha trasmesso e lasciato. Sostanzialmente perché Paul Auster è un genio, e non so se si possa poi dire molto altro. E questo libro, così come tutti gli altri suoi, a partire da "Follie di Brooklyn", va assolutamente letto. 
Perché questo autore scrive in un modo incredibile e riesce a inventarsi delle trame sempre originali e che ti lasciano qualcosa.
Avevo sentito parlare tanto di questa trilogia. C'è chi mi diceva che non era riuscito a leggerla e a comprenderla. Chi che la sua lettura mi avrebbe turbata e confusa, ma che comunque meritava assolutamente di essere fatta. Chi ancora che è un libro stupendo. E io credo di condividere un po' tutte queste opinioni, perché sono davvero tante le cose che queste pagine mi hanno lasciato.

Si incomincia con "Città di vetro". Un inizio con il botto, che toglie il fiato fin dalle prime pagine, di fronte alla genialità dell'autore nel creare un espediente narrativo che non avevo mai visto prima e che ho trovato davvero incredibile (ma che non vi svelo, perché vi rovinerei la sorpresa). La trama è angosciante e sconvolgente: uno scrittore di romanzi polizieschi, Quinn, si ritrova suo malgrado assunto come investigatore privato da un uomo, Peter Stillman, per proteggerlo dall'arrivo in città del padre. Tanti anni fa, quest'uomo lo ha chiuso in uno sgabuzzino, isolato da tutti, per poter studiare l'evoluzione della lingua in un ambiente asettico e privo di influenze esterne. E' stato chiuso in quella stanza per parecchi anni ed è riuscito a fuggire solo grazie a un incendio, rimanendo però segnato per sempre da questo episodio, sia fisicamente sia psicologicamente. Il padre è stato arrestato ma ora, dopo anni di reclusione, sta per tornare in città, e l'uomo è convinto che voglia riprendere l'esperimento dove lo aveva lasciato. L'indagine però si rivelerà più tormentata del previsto e a pagarne le maggiori conseguenze sarà proprio Quinn.
Si continua con "Fantasmi", che forse dei tre è quello che ho preferito di più. Di nuovo una storia semplicemente geniale, seppur forse un tantino prevedibile. Il detective Blue viene assunto da un uomo misterioso, il signor White, chiaramente travestito per non farsi riconoscere, per seguire il signor Black. L'unico contatto con il committente saranno dei resoconti settimanali, che ben presto diventano tutti uguali perché la vita di Black è molto monotona: scrive, legge, ogni tanto esce. Blue è stanco di questa inazione e decide quindi di cercare di cambiare le carte in tavola... comprendendo forse troppo tardi quello che realmente sta succedendo.
E poi c'è "La stanza chiusa" a conclusione della trilogia. E' la storia di due scrittori, Fanshawe e il narratore stesso, di cui non sappiamo il nome, che erano amici ma le cui strade si sono poi divise per rincontrarsi per caso: Fanshawe, sparito di casa ormai da due mesi, aveva infatti lasciato detto alla moglie di contattare proprio quell'uomo nel caso nel caso gli fosse successo qualcosa perché decidesse della pubblicazione delle sue opere, scritte ma mai pubblicate. Opere che si rivelano dei veri e propri successi ma che trascinano l'uomo verso una sorta di crisi di identità, fino alla rivelazione finale.

Come si può vedere, sono tre romanzi complessi, non sempre facili da seguire e che lasciano un senso di angoscia e confusione davvero forte. I punti oscuri sono tanti, ma credo siano volutamente così, proprio perché il lettore li possa interpretare come meglio crede e soprattutto perché lascino storditi e confusi, chi legge ma anche e soprattutto chi li vive sulle pagine.

Uno dei motivi per cui amo tantissimo questo autore è perché da ogni singola riga che scrive traspare il suo amore per la letteratura. C'era in quel capolavoro di "Follie di Brooklyn", c'era in "Moon Palace" e in "Sunset park". E c'è qui, in tutte e tre le parti, e svolge sempre un ruolo fondamentale per lo sviluppo della trama. Non tutti gli autori sono in grado di giocare con se stessi e con la loro "passione-lavoro" come lo fa Paul Auster, con la stessa bravura e la stessa logica che non si risolve mai in un banale inno all'amore per i libri.

Perdonate se questa recensione non è perfetta. Ma è davvero difficile riuscire a parlare di un'opera come questa, perché troppe sono le sue sfaccettature, troppe le cose da dire e sempre e comunque troppe quelle che rimarrebbero non dette. Quindi, quello che posso dirvi è di prendere questo libro e di leggerlo. Di non spaventarvi quando non capite, di non lasciarvi bloccare da pezzi troppo oscuri e angoscianti, di non lasciarvi sopraffare da quel senso di confusione che inevitabilmente si forma nella vostra testa e di arrivare fino in fondo. 
Perché merita, merita davvero tanto.

Nota alla traduzione/edizione: ho notato un uso un po' particolare dei congiuntivi in "Città di vetro", che però poi sparisce nelle altre due parti. Verosimilmente si tratta quindi di una caratterizzazione data a un determinato personaggio per compensare in qualche modo una caratterizzazione originale impossibile da tradurre (diamo al traduttore il beneficio del dubbio). Nel complesso direi ben fatta comunque!

Titolo: Trilogia di New York
Autore: Paul Auster
Traduttore: Massimo Bocchiola
Pagine: 314
Anno di pubblicazione: 2005
Editore: Einaudi
ISBN: 978-8806173883
Prezzo di copertina: 12,00 €
Acquista su Amazon:
formato brossura: Trilogia di New York

venerdì 8 marzo 2013

Le donne nei libri. Per ricordare l'8 Marzo.

Oggi è la festa della donna. E innanzitutto faccio gli auguri a tutte le lettrici che stanno leggendo. Sì, lo so, in realtà è un giorno come un altro, perché le donne andrebbero rispettate sempre. Ci dovrebbe essere sempre parità, sul posto di lavoro, in società, in famiglia, in politica. Ci dovrebbe essere sempre rispetto. 
E non ci dovrebbe essere mai, e ripeto MAI, violenza.
Tutte cose che purtroppo non a tutte sono garantite. 

Non sono mai stata una fervente femminista. Credo nell'emancipazione, certo, e grazie al cielo posso dire di esserlo abbastanza. E sono anche dell'idea che a volte, certe donne, con certi comportamenti, si discriminano da sole. Però non sono di quelle persone che negano le differenze tra uomo e donna, perché di differenze ce ne sono eccome. Ma sono differenze fatte per colmarsi e compensarsi. 

E quindi ben venga che ci sia ancora un giorno per ricordare e sottolineare, ancora una volta e ancora di più, che in certi paesi la parità e l'emancipazione è ancora un miraggio. E che in certi altri, molto ma molto vicini, c'è in corso una strage di donne da parte di uomini che, incapaci di rispettarle, preferisco picchiarle o ammazzarle.

Io voglio ricordare questo giorno con un elenco di libri a tema, ovvero libri che hanno come protagoniste delle donne. Donne forti, donne coraggiose, donne fragili, donne deboli, donne che cadono e si rialzano. Donne che combattono, donne che ridono, che piangono, che vivono la loro vita come meglio possono e affrontano ciò che il destino riserva loro. E' un elenco di 13 libri (le cifre tonde, come avrete capito, non sono esattamente il mio forte) che ho letto abbastanza di recente e che credo rappresentino ognuna delle nostre sfaccettature. 
  • POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFE' DI WHISTLE STOP- Fannie Flagg
  • SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO- Paolo Cognetti
  • LA SAGA DI AGNES BROWN- Brendan O'Caroll
  • LA PIOGGIA PRIMA CHE CADA- Jonathan Coe
  • BISCOTTI E SOSPETTI- Stefania Bertola
  • GLI OCCHI GIALLI DEI COCCODRILLI- IL VALZER LENTO DELLE TARTARUGHE- GLI SCOIATTOLI DI CENTRAL PARK SONO TRISTI IL LUNEDI'- Katherine Pancol
  • IL TEMPO DELLE FARFALLE- Julia Alvarez
  • LEGGERE LOLITA A TEHERAN- Azar Nafisi
  • ELOGIO DELL'IMPERFEZIONE- Rita Levi Montalcini
  • THE HELP- Kathryn Stockett
  • TESS DEI D'URBERVILLE- Thomas Hardy

E oltre a questi, ce ne sono sicuramente tantissimi altri, tutti dedicati a quel fantastico mondo femminile, che da sempre colora il mondo.
Così, se proprio i fiori non li volete regalare, miei cari uomini avete qualche spunto per regalare un bel libro.


giovedì 7 marzo 2013

AMPHIBIAN - Carla Gunn

Phineas William Walsh ha nove anni e una conoscenza enciclopedica del mondo. Sa che se un cane rifiuta il cibo inumidito con la tua saliva allora il maschio alfa è lui e non tu, sa che i delfini possono dormire con metà cervello per volta. Ci sono cose che però non riesce a spiegarsi: perché il bullo della scuola, Lyle, se la prende sempre con lui e perché i suoi genitori non possono più vivere insieme. Dopotutto nelle altre coppie di mammiferi ci si morde e si ringhia, ma nessuno alla fine fa le valigie e se ne va in un altro stato. Ma soprattutto non riesce a spiegarsi perché gli uomini continuino, giorno dopo giorno e specie dopo specie, ad uccidere il pianeta che li ha generati e nutriti. Così, quando una rarissima raganella di White finisce nell’acquario della scuola elementare, Phineas capisce che è giunto il momento di arruolare l’amico fraterno Bird e passare all’azione.

Prendete Oskar, il bambino protagonista di "Molto forte, incredibilmente vicino" di Joanathan Safran Foer, che ha fobie e manie che solo il padre, morto nell'attentato alle Torri Gemelle, riusciva in qualche modo a placare. Prendete anche Markus dal libro "Un ragazzo" di Hornby, vessato dai suoi compagni di classe perché un po' diverso da solito. Aggiungeteci un po' di Russel, il rotondo scout in cerca di becaccini del cartone della Pixar "Up" e, già che ci siamo, anche un pizzico di Calvin direttamente dal fumetto di Watterson. Mescolate bene il tutto e voilà, ecco a voi Phineas, il bambino protagonista di questo incredibile romanzo.

Phineas ha nove anni, figlio di genitori separati, che vive con la madre e la sua gatta, con una passione per la scrittura, per le ricerche su google e per Green Channel,  un canale ecologista che ogni giorno riporta le notizie sempre più tragiche di quello che l'uomo sta facendo alla natura. Notizie che entrano nella testa di Phineas e lo sconvolgono. Il bambino vorrebbe fare qualcosa ma si scontra con la madre, un po' spaventata da questa sua ossessione al punto da mandarlo da uno psicologo. Ma Phineas non si lascia impressionare e continua a portare avanti la sua campagna ecologista: prima libererà la rana di classe, in compagnia del suo fidato amico Bird, poi butterà via tutto il cibo di dubbia origine presente in casa, fino ad arrivare a mandare, di nascosto da sua madre, delle lettere e dei disegni a un'associazione locale nella speranza di impedire la distruzione della palude locale, habitat di moltissimi animali. La madre fatica a stare dietro a questo bambino, un bambino che ama alla follia ma che un po' teme anche, sia per questa sua "ossessione" per la natura sia per l'evidente sofferenza che l'assenza del padre, corrispondete estero di un giornale, gli provoca. Ad aiutare lei, ma soprattutto Phineas c'è la nonna, con la quale il bambino riesce a parlare e a confidarsi. Ma un bel giorno le sue parole avranno tutta la risonanza che meritano. Perché anche i più piccoli possono fare tanto.

Non mi aspettavo di trovarmi di fronte a un libro così intenso e piacevole da leggere, né tanto meno di provare così tanta simpatia per questo problematico bambino, anche nei momenti in cui è più esasperante. E sono quasi pentita di aver aspettato così tanto a leggerlo, visto che è stato sul comodino per più di un mese..
Phineas alla fine non fa altro che incarnare una buona fetta dei bambini di oggi, anche se forse un po' più problematica. Ma alla fine è comprensibile che a nove anni non si riesca a capire perché l'uomo faccia così tanto male alla natura che lo circonda (ma anche da più grandi alcune cose rimangono davvero incomprensibili), così come lo è che soffra per la separazione dei genitori o nel vedere sua madre accanto a un altro uomo. Eppure alla fine, nonostante le sue ossessioni, le sue manie, la sua incapacità di vedere sfumature nel mondo, Phineas riesce a vedere una speranza nell'umanità e nella vita che lo circonda, e capisce che bisogna iniziare dal piccolo, aiutando magari una rana ad attraversare la strada o disegnando per salvare una riserva vicino a casa sua, per poter poi fare cose grandi.

Una lettura davvero piacevole, che ti apre gli occhi su tante, tantissime cose, che fa sorridere ma anche riflettere. Merita davvero!

Nota alla traduzione/edizione: qualche piccolo refuso ma nel complesso direi ben fatta!

Titolo: Amphibian
Autore: Carla Gunn
Traduttore: Alessandra Passeri.
Pagine: 253
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Miraviglia Editore
ISBN: 978-88-89993-24-8
Prezzo di copertina: 17,50 €
Acquista su Amazon:
formato brossura: Amphibian

mercoledì 6 marzo 2013

Sul comodino #14

Lo so, lo so... è parecchio che non vi aggiorno sulle nuove entrate sul mio comodino. E' che certi libri li leggo appena mi arrivano, altri se ne vanno altrettanto in fretta e sì, insomma, non sempre ho il tempo di scriverci un post.

Il comodino di oggi sarà quindi più una sorta di istantanea di quei che AL MOMENTO popolano la mia lista dei "da leggere". E da ora in poi credo che questa rubrica sarà sempre così. Non vi aggiornerò ogni volta che entra un nuovo libro, ma di tanto in tanto, inserendoli però tutti.

Incominciamo quindi! I libri sul mio comodino a oggi sono questi:


TU, PER ORA #PER SEMPRE - Lauriel Frankel: un romanzo che non è esattamente il mio genere, sebbene debba ammettere che la copertina mi piace molto. E infatti questo libro non l'ho comprato, ma l'ho vinto grazie a un buffissimo contest organizzato dalla casa editrice Sperling & Kupfer in collaborazione con Donna Moderna. Bisogna indicare in 140 caratteri una cosa che si è sempre voluta dire ma non si è mai detta a qualcuno (amici, compagni, parenti, etc etc...) e le 10 migliori frasi avrebbero ricevuto il libro. Io ho scritto "Di notte russi... ma ti amo lo stesso". Ed ecco il risultato.

TRILOGIA DI NEW YORK- Paul Auster: ho comprato questo romanzo di Auster il mese scorso, approfittando dell'offerta sugli Einaudi. Come immagino sappiate già, amo moltissimo questo autore e il suo modo di narrare, anche se mi è stato detto che questo libro è tra i più "difficili".

FUGACI INCONTRI CON CHE GUEVARA- Ben Fountain: oltre a conoscere un sacco di persone interessanti, con alcune delle quali è nata una vera e propria amicizia, questo blog mi ha dato anche la possibilità di conoscere case editrici più piccole, che fino a poco tempo fa ignoravo. Questo libro è proprio di una di queste case editrici, la Spartaco, che finora non mi ha mai delusa, sia per le trame narrate sia per la qualità degli editing.

STORIA DEI CAPELLI- Alan Pauls:  non conoscevo questo libro fino a qualche giorno fa, quando una mia fidatissima amica con la quale scambio da sempre libri bellissimi ne ha parlato su aNobii. Ne ho letto la trama e me lo sono fatta subito prestare. Perché i capelli e il loro cambiamento dicono tanto, tantissimo di una persona.

CIELO DI SABBIA - Joe Lansdale: avevo questo libro in wish list da tempo immemore, ma per un motivo o per l'altro non lo avevo mai acquistato. Poi ieri era il protagonista dell'offerta lampo per kindle su amazon... e finalmente è diventato mio!

LA LIBRERIA- Penelope Fitzgerald: arrivato in prestito dalla stessa amica di "Storia dei capelli", dovrebbe essere uno di quei libri che parla di libri e dell'amore per essi. Che a me piacciono proprio tanto.

LIBERTA'- Jonathan Franzen: di questo autore ho amato tantissimo "Le correzioni", sebbene ci abbia messo un bel po' di tempo a decidermi di leggerlo. In molti mi hanno detto che "Libertà" è ancora più bello... allora l'ho preso, così ce l'avrò già pronto quando arriverà il suo momento.

LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO- Zerocalcare: questo ragazzo è il fenomeno del momento. Amo tantissimo le sue tavole e le storie che queste raccontano, anche se devo ammettere che un intero libro mi spaventa un po'. Ma ci devo provare. Lo devo a Lady Cocca.


Sul kindle poi ho ancora: "Colla" di Welsh, "Uno stupido angelo" di Moore, "Lo straniero" di Camus, "Viaggi a perdere" di Rossana Vesnaver e "Monoceros" di Suzette Mayr.

Direi che per qualche mese sono a posto! (che poi, io detesto avere così tanti libri in attesa di essere letti...)

Due titoli, un solo libro: ma perché? #24

Per la puntata di questa settimana della rubrica di confronto tra i titoli, mi avvalgo dell'aiuto di un fan che mi porta verso una genere che di solito non tratto, l'horror. Incredibilmente conoscevo già il libro che mi ha indicato, perché ne è stato tratto un film qualche anno fa (film che ho visto per metà, perché l'altra metà l'ho passata girata con la mano sugli occhi... mi impressiono facilmente io). 
Non sapevo però di quello che è successo negli anni al titolo di questo libro... e quindi ringrazio tantissimo Alessandro per avermelo fatto scoprire!

Il libro in questione è I AM LEGEND dello scrittore americano Richard Matheson, uscito nel 1954.


La storia è quella di Robert Neville, l'ultimo uomo sulla Terra, l'ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. In questa solitudine che lo circonda, Robert sta cercando una cura per fa guarire queste creature, che si sono trasformate in mostri a seguito del contagio di un virus, lottando per la sua stessa sopravvivenza.
Per avere una prima edizione italiana bisogna attendere tre anni. Nel 1957 esce infatti per la casa editrice Longanesi, con la traduzione di Elisa Marpicati, e il titolo: I VAMPIRI

Un cambiamento di titolo a mio avviso abbastanza discutibile (così come lo è la copertina,che non c'entra assolutamente nulla), non giustificato da alcuna difficoltà traduttiva, che preferisce focalizzarsi sui mostri che non sul personaggio principale, nel tentativo forse di rendere il titolo più immediato e riconoscibile.

Una linea, questa, che verrà poi seguita anche dai vari editori che successivamente pubblicheranno il libro. Primo fra tutti Urania, la celebre collana italiana di Mondadori specializzata in fantascienza, che lo ripubblica  nel 1989, con la traduzione di Valentino De Carlo, mantenendo sempre il titolo "I VAMPIRI":

Bisognerà aspettare altri sette anni, fino al 15 settembre del 1996, perché Urania, con un'operazione sicuramente azzardata che avrebbe rischiato di ingannare i lettori meno attenti, decida di utilizzare la traduzione del titolo originale sulle sue copertine. Una scelta che verrà poi mantenuta anche dalla Fanucci, che lo ha ripubblicato nel 2003 e ristampato poi nel 2010, a seguito del successo del film, con la traduzione di Isabella Zani e Simona Fefè:


Che ne pensate del primo titolo scelto e della successiva (e tardiva, forse?) decisione di ripristinare l'originale?


Ricordo a tutti che potete inviarmi segnalazioni di titoli bislacchi all'indirizzo mail che trovate nella pagina dei contatti o tramite facebook. Alla prossima settimana!