lunedì 1 settembre 2014

JAYBER CROW - Wendell Berry

Jayber Crow di Wendell Berry è un romanzo che andrebbe letto seduti in riva a un lago, in una giornata di sole ma non troppo calda, senza nessuno attorno. Al tramonto, magari, con una luce soffusa e i bagliori del sole che si riflettono sull'acqua. Pace assoluta, insomma, per lasciarsi conquistare totalmente dalla vita di Jayber, questo barbiere appassionato di libri e in perenne contrasto con Dio, che decide di passare la sua vita a Port William. Pace assoluta per poter comprendere, anche se magari non condividere, le sue scelte di vita tranquilla, all'apparenza banale e noiosa, in cui lui riesce ad essere felice.

Magari portatevi anche uno spuntino e qualcosa da bere, perché state per leggere la storia di un uomo, certo, ma anche quella di una piccola comunità attraverso circa cinquant'anni della storia americana, e non è proprio cosa da poco. Perché nell'America del '900 ci sono state crisi economiche e boom, guerre più o meno giustificabili, che sembrano lontane ma che irrompono improvvisamente nella vita di tutti i giorni, e progresso che avanza e schiaccia un po' tutto.

Spero abbiate con voi anche una maglia, perché leggendo la sera prenderà presto il posto del tramonto. La luna basterà ad illuminarvi quando leggerete, sì, sempre in questo stesso libro, storie di amicizia, quell'amicizia all'apparenza superficiale eppure profonda che si crea in queste piccole comunità, dove tutti conoscono tutti e tutti, se possono, aiutano tutti, senza volere nulla in cambio. 

E poi, a un certo punto, le stelle daranno una mano alla luna, quando vi ritroverete a leggere anche d'amore, un amore forte, indistruttibile, che forse potrebbe anche sembrare un po' assurdo, pensandoci bene, ma che per Jayber è più che sufficiente per vivere.

Certo, ogni tanto durante la lettura qualcosa vi distrarrà: una libellula che vi passa accanto o una zanzara che proprio non ne vuole sapere di allontanarsi dal vostro orecchio. E forse questo vi porterà a saltare qualche riga, a leggere di fretta certi pensieri e certi ragionamenti di Jayber che non riescono appieno a catturare la vostra attenzione. Ma portate pazienza, scacciate la zanzare e riprendete a leggere.

E a un certo punto arriverete alla fine. Il lago sarà buio, i rumori della notte saranno tutti attorno a voi e cercheranno di nascondere quella tristezza che in voi è nata a poco a poco nelle ultime pagine, con gli anni che passano, gli amici che non ci sono più e Jayber e Port Williams che invecchiano, che in qualche modo rimangono indietro. Avrete sicuramente un po' freddo, perché ormai è notte fonda. Ma durerà poco, perché l'effetto di pace, di calma assoluta, quello che avete provato fin dall'inizio della lettura, riuscirà ben presto a soppiantare la tristezza della fine e a farvi sorridere. Jayber era ed è felice. Perché non dovreste esserlo anche voi?

Titolo: Jayber Crow
Autore: Wendell Berry
Traduttore: Vincenzo Perna
Pagine: 512
Anno di pubblicazione: 2014
Editore: Lindau
ISBN: 978-8867082698
Prezzo di copertina: 24 €
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formato brossura: Jayber Crow. Storia della vita di Jayber Crow, barbiere, membro della comunità di Port William, scritta da lui medesimo

sabato 30 agosto 2014

EDMOND GANGLION & FIGLIO - Joel Egloff


L'ultimo libro che ho letto al mare è forse anche il più strano. Strano per come è arrivato nella mia libreria, comprato praticamente a caso, senza mai aver sentito nominare l'autore, in un mercatino dell'usato per via del prezzo irrisorio.Strano per la storia che racconta e per la sua scorrevolezza nella lettura. E strano soprattutto per le sensazioni che ti lascia una volta finito. 

Lo spunto iniziale è spiazzante e geniale: c'è un paesino sperduto da qualche parte in Francia, Saint Jean, ormai abbandonato a se stesso: ci sono pochissime attività, pochissimi abitanti e, di conseguenza, anche pochissime morti. Un problema non da poco per Edmond Ganglion, che gestisce l'agenzia di pompe funebri locali. Difficile mantenere i suoi due dipendenti, Georges e Molo, e riuscire ad andare avanti così, soprattutto visto che nemmeno tra gli anziani abitanti del paese sembra essercene uno in punto di morte. 
Poi però, quasi all'improvviso, un morto arriva e dopo la cerimonia e il rinfresco di rito,  Georges e Molo partono per trasportare la salma al cimitero di una cittadina vicina. O almeno, che dovrebbe essere tale. Il viaggio si rivela infatti più difficile e strano del previsto, tra nebbia, spiagge e incontri inaspettati. Ma Georges e Molo sanno che, pur essendo uno sporco lavoro, è loro dovere portarlo a termine, nonostante tutto.

E' una storia di poco più di cento pagine, quella raccontata in Edmond Ganglion & Figlio. Una storia tragicomica e misteriosa, che forse avrebbe avuto bisogno di maggiore spazio e approfondimento per essere ancor più efficace. Ma è difficile riuscire a spiegare il perché senza fare spoiler (e qui il colpo di scena è davvero fondamentale).
Il lettore si immerge nella lettura e ne esce solo alla fine, alternando tutta una serie di emozioni, che vanno dal divertito nella parte iniziale, in cui si raccontano i problemi queste pompe funebri e come vengono affrontati, al confuso nella parte finale, con una svolta un po' troppo surreale nella trama che lascia  un enorme punto interrogativo. 
Ancora adesso, a distanza di giorni dalla fine della lettura, ho ancora addosso una strana sensazione, che non riesco bene a decifrare: non so dirvi se il libro mi sia piaciuto o meno, né cosa non mi abbia convinto del tutto e perché. So che avrei voluto qualcosina di più, uno sviluppo diverso o uguale ma più approfondito della trama. So che avrei voluto, sul finale, più spiegazioni.

Nel complesso però mi sento di consigliarlo (soprattutto se avete la fortuna, come me, di trovarlo a un prezzo davvero ridicolo), per la sua originalità, per lo stile dell'autore molto ironico ma mai irrispettoso, visto l'argomento che tratta. E poi anche per capire che sensazioni può lasciare a un altro lettore (che magari può venire poi qui e spiegarmi alcune cose che io non sono riuscita a capire).


Titolo: Edmond Ganglion & Figlio

Autore: Joel Egloff
Traduttore: Maurizia Balmelli
Pagine: 105
Anno di pubblicazione: 2005
Editore: Instar libri
ISBN: 978-846100719
Prezzo di copertina: 10 €
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formato brossura: Edmond Ganglion & figlio

venerdì 29 agosto 2014

DALLA PARTE DI BAILEY - W. Bruce Cameron

Un libricino leggero leggero, una storiella tutto sommato divertente e coinvolgente, anche se non scritta con una prosa eccelsa, ideale da leggere in spiaggia, soprattutto se i vostri vicini di ombrellone hanno due cagnolini seduti accanto a loro (due cagnolini buffissimi, tra l'altro, uno iperattivo e l'altro invece calmissimo e rilassatissimo).

Se dovessi riassumere in poche righe  la mia opinione su Dalla parte di Bailey credo che direi più o meno così. E forse aggiungerei anche che la forza del romanzo sta prima di tutto nella copertina, decisamente accattivante, e nella capacità che l'autore ha di far leva sui sentimenti. in particolare dei proprietari di animali. Se la copertina non vi ispira e i cani non vi piacciono, non credo che questo libro possa fare per voi.

Protagonista è Bailey, un cane davvero speciale. O meglio, tanti cani diversi: un bastardino prima, un golden retriever poi, un cane poliziotto e, per finire, un labradror nero. Perché ogni volta che muore, per naturale corso della vita o per cattiveria umana, rinasce come cane nuovo, ricordandosi però tutte le esperienze del passato. Soprattutto di quella con Ethan, con cui ha vissuto tanti anni  e tante avventure, quella che gli ha fatto conoscere l'amore e la forza che questo può avere.

L'espediente narrativo delle rinascite è originale, anche se forse in alcuni casi un po' troppo sbrigativo  e poco approfondito (soprattutto nella storia iniziale). E altrettanto originale è la scelta di affidare la narrazione direttamente al cagnolino, che in prima persona ci racconta le sue avventure, i suoi pensieri, le sue reazioni e i suoi sentimenti di fronte a quello che la vita, anzi tutte le sue diverse vite, gli mettono di fronte.

Insomma, non è sicuramente un capolavoro della letteratura. E sicuramente ci sono qua e là diverse pecche narrative (ma cosa pretendete? è la narrazione in prima persona di un cane, non può che essere scritto "da cani"... ok, la smetto) che un lettore un po' più accorto percepisce. Ma l'intento dell'autore non era sicuramente vincere il Nobel e il romanzo riesce perfettamente nell'intento di divertire il lettore e di farlo appassionare alla sua storia.
Sicuramente, se avete o avete avuto in passato un cane, se vi sconvolgete ogni volta che sentite al tg o leggete sul giornale delle cattiverie che noi umani a volte siamo capaci di compiere nei confronti di questi buffi animaletti pelosi, non potrete non affezionarvi a Bailey in tutte le sue reincarnazioni, sorridere  e versare qua e là qualche lacrimuccia. 
Se invece, come dicevo già all'inizio, questi argomenti non vi toccano in alcun modo o state cercando una storia un po' più profonda, potete tranquillamente passare oltre.


Titolo: Dalla parte di Bailey
Autore: W. Bruce Cameron
Traduttore: Duccio Viani
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Giunti
ISBN: 978-8809776968
Prezzo di copertina: 5.90 €
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formato brossura: Dalla parte di Bailey. Una storia per umani
formato ebook: Dalla parte di Bailey

mercoledì 27 agosto 2014

Due titoli, un solo libro: ma perché? #89

  

Stessa copertina, anche se con i colori un po' diversi. Stesso sottotitolo, tradotto abbastanza fedelmente. 
Ma allora perché non sono riusciti a fare la stessa cosa con il titolo? Perché anziché tradurre semplicemente con "Tracce di zampe al chiaro di luna", hanno dovuto scomodare il povero Calvino e il suo Se una notte d'inverno un viaggiatore? Perché, perché, perché?

(Potreste obiettare che io ho fatto la stessa cosa con il nome del blog. Però è ben diverso: il mio è un gentile omaggio, adattato tra l'altro. E soprattutto non avevo un titolo originale in un'altra lingua!)


Titolo originale: Paw tracks in the Moonlinght
Titolo italiano tradotto in modo assai bislacco: Se una notte d'inverno un gatto
Autore: Denis O'Connor
Traduttore italiano: B. Piccioli
Editore lingua originale: Constable
Editore italiano: De Agostini

martedì 26 agosto 2014

SECOND HAND. Una storia d'amore - Michael Zadoorian

Non è così semplice parlare di Second Hand di Michael Zadoorian. Non è stato nemmeno così semplice leggerlo, in realtà, sebbene sia scorrevolissimo e scritto molto bene. Forse perché, dopo l’entusiasmo per In viaggio contromano, romanzo dolcissimo e bellissimo che mi ha fatto scoprire e amare questo autore, da questa seconda lettura mi aspettavo qualcosa di simile. 
E invece mi sono trovata di fronte a una storia più dura, più forte, a tratti anche un pochino disturbante, che mi ha lasciata un po’ spaesata.

Protagonista è Richard, proprietario di un negozio di oggetti usati, junker per professione ma soprattutto per passione. Adora raccogliere quegli oggetti che gli altri gettano via, adora immaginare le storie che questi racchiudono. Poco importa se la madre morente e la sorella un po’ vamp non capiscono questo suo entusiasmo. Lui va avanti così, felice, ma anche un po’ solo. Finché nella sua vita non irrompe Theresa, che lavora in un rifugio per animali che purtroppo quasi nessuno vuole e che ha una strana passione per el día de los muertos messicano con le sue bamboline di teschi. Richard rimane completamente folgorato (e un po’ anche inquietato) e cerca di fare di tutto per aiutarla.

Raccontata così, la trama del romanzo non sembra altro che una storia d’amore, tra due personaggi completamente diversi tra loro che in qualche modo si completano. E l'amore effettivamente c'è, ed è anche molto forte. Ma c'è anche un contorno inquietante, forse troppo inquietante e non del tutto giustificabile, che si concretizza in Theresa. Lei è una donna forte, turbata ed esasperata, che con le sue angosce e le sue ansie in qualche modo schiaccia il candore e la timidezza di Richard, personaggio che invece ho adorato fin dalla prima pagina. Quando lei entra in scena il lettore si perde, perde il contatto con la storia che stava leggere per cercare di seguire i  pensieri e i turbamenti di questa donna, senza però poi riuscire davvero a capire cosa ci voglia dire. 

Insomma, sono un po’ combattuta, perché il libro mi ha trasmesso emozioni molto contrastanti. Molto belle, nella parte iniziale e in relazione alla vita di Richard, quasi fastidiose quando in scena entra Theresa. E non riesco a capire se il turbamento sia solo mio, perché mi aspettavo qualcosa di diverso o se sia un effetto voluto dall'autore per movimentare una storia e un personaggio, quello di Richard, in cui forse nemmeno lui ha creduto moltissimo.
Forse se avessi letto prima questo di In viaggio contromano avrei avuto aspettative diverse e quindi lo avrei apprezzato maggiormente. Forse, semplicemente, i teschi, i morti e le donne come Theresa mi inquietano davvero troppo per riuscire ad adorare un libro così.
Mi rimane quindi il sentore di una bella, bellissima idea che però, per quanto mi riguarda, si è poi persa per strada.


Titolo: Second Hand. Una storia d'amore
Autore: Michael Zadoorian
Traduttore: Michele Foschini
Pagine: 288
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: Marcos y Marcos
ISBN: 978-88-7168-484-0
Prezzo di copertina: 15€
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formato brossura: Second hand. Una storia d'amore

lunedì 25 agosto 2014

UN BEL SOGNO D'AMORE - Andrea Vitali

In mezzo al marasma di libri di Andrea Vitali che vengono pubblicati ogni anno, una volta ogni tanto ce n'è uno un po' più degno di nota degli altri. 
Lo stile è sempre lo stesso, ovviamente. C'è sempre Bellano, c'è sempre la vita di paese con i suoi caratteristici protagonisti e le sue trame banalissime eppure di vitale importanza per chi le vive, e ci sono sempre questi capitoli brevi, di facile lettura, che ti fanno arrivare alla fine senza quasi accorgertene.

Però, ecco, in questo Un bel sogno d'amore ho trovato anche qualcosina in più. Forse perché parla d'amore, quello di Adelaide, indecisa tra il suo storico fidanzato Alfredo Denti, che sembra abbia bisogno di più di un incoraggiamento per compiere il passo definitivo, ed Ernesto Tagliaferri, detto Il Taglia, ladruncolo di provincia che non riesce a fare a meno di mettersi nei guai. Ma anche dell'amore presunto dell'austera madre di Alfredo per quell'uomo misterioso che vede ogni giorno all'ora di pranzo.

La trama è davvero molto semplice, come lo è in tutto i romanzi di questo autore, che riesce a trovare sempre qualcosa che meriti di essere raccontato nella vita quotidiana di un piccolo paese: chiacchiere, piccoli crimini e intrighi, voci e pettegolezzi che si alimentano quasi da soli. E tu ti senti quasi parte di tutto questo, leggendo le sue storie. Soprattutto quelle ben riuscite come questa, più intensa e profonda del solito.
Certo, la scelta di focalizzare l'attenzione sulla proiezione di L'Ultimo tango a Parigi come motore dell'azione è in realtà più un trovata di marketing che non il vero fulcro del libro... ma ammetto che con me ha funzionato, perché se non avessi avuto la curiosità di sapere quali sono state le reazioni di fronte a quel film scandaloso, difficilmente avrei acquistato. E quindi alla fine non mi è nemmeno poi pesato così tanto l'essere stata platealmente fregata dalla quarta di copertina.

Insomma, un libro all'altezza del Vitali dei tempi migliori, in cui si percepisce più cura nella scrittura e meno ansia di pubblicare a tutti i costi qualunque cosa. Lo consiglio!

Titolo: Un bel sogno d'amore
Autore: Andrea Vitali
Pagine: 371
Anno di pubblicazione: 2014
Editore: Garzanti
ISBN: 978-8811687542
Prezzo di copertina: 9,90€
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formato brossura: Un bel sogno d'amore

domenica 24 agosto 2014

L'INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO CHE RESTO' CHIUSO IN UN ARMADIO IKEA - Romain Puértolas

Io adoro l'IKEA. Adoro entrare lì dentro con l'idea di comprare una cosa e uscire con tutt'altra, di solito completamente inutile. Adoro fermarmi al ristorante svedese a mangiare le polpette e la torta con i pinoli, all'uscita fermarmi nel negozio svedese a comprare le palline al cocco. E poi incastrare tutto in auto, arrivare a casa e montare tutto.
Come potete quindi immaginare, quando ho visto questo libro in libreria per la prima volta, sono stata immediatamente attratta dalla copertina gialla e blu e dal curioso titolo. Ero un po' indecisa però se comprarlo o meno, visto il costo un po' proibitivo che hanno spesso le nuove uscite Einaudi. Per fortuna, una mia carissima amica, che sa quanto spesso siamo stati da IKEA negli ultimi mesi per arredare la casa nuova, me lo ha regalato per il compleanno.

L'inizio è folgorante. Questo fachiro arriva in Francia vestito di tutto punto, con in tasca solo una banconota da 100 €. La sua metà è l'IKEA più vicina, dove deve comprare l'ultimissimo modello di letto di chiodi, irreperibile nel villaggio indiano in cui vive. 
Una volta arrivato, scopre però che il suo letto non è disponibile immediatamente ma dovrà aspettare un giorno per poterlo ritirare. Un cambio di programma che è l'inizio di un incredibile susseguirsi di avventure al limite del paradossale, che lo porteranno in giro per il mondo con i mezzi di trasporto più disparati e che, soprattutto, cambieranno drasticamente la sua vita.

L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IKEA è un romanzo divertente e molto piacevole da leggere, sia per il modo leggero eppure efficace in cui tratta alcuni argomenti scottanti dell'attualità (l'immigrazione clandestina e le assurde regole con cui si viene rispediti a casa, ma anche l'integrazione, la discriminazione e, ovviamente, l'amore), sia per l'assurdità delle vicende che capitano a questo buffo personaggio. 
Certo, all'IKEA in realtà il protagonista ci sta proprio poco, rappresenta solo il punto di partenza del suo viaggio, e, devo ammettere, questo è quasi un peccato, perché le prime pagine ambientate nel magazzino svedese sono semplicemente geniali (e non mi stupirei di vedere presto comparire qualche avviso di non entrare negli armadi). Ma se fosse rimasto lì, ovviamente, la storia si sarebbe esaurita presto e non avrebbe potuto trattare tutti gli aspetti detti prima.

Su questo romanzo ho letto molti pareri contrastanti: un libro piacevole e divertente, un libro assurdo e insulso. E in qualche modo riesco a comprendere entrambe le posizioni. Se non si amano le storie buffe e rocambolesche, i personaggi strampalati e le storie in parte inspiegabili, questo libro non andrebbe letto, perché appunto risulterebbe un po' assurdo, insulso e quasi incomprensibile. Così come non andrebbe aperto nemmeno se si cerca una storia impegnata che parli di tradizioni e immigrazione, perché questo romanzo impegnato non è. Se si cerca invece una storia divertente, scorrevole, ma che allo stesso tempo dà di che riflettere, questo romanzo è perfetto. 
E poi devo ammettere che lì sulla mia Billy ci sta proprio bene.

Titolo: L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IKEA
Autore: Romain Puértolas
Traduttore: M. Botto
Pagine: 215
Anno di pubblicazione: 2014
Editore: Einaudi
ISBN: 978-8806218690
Prezzo di copertina: 16€
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