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mercoledì 27 agosto 2014

Due titoli, un solo libro: ma perché? #89

  

Stessa copertina, anche se con i colori un po' diversi. Stesso sottotitolo, tradotto abbastanza fedelmente. 
Ma allora perché non sono riusciti a fare la stessa cosa con il titolo? Perché anziché tradurre semplicemente con "Tracce di zampe al chiaro di luna", hanno dovuto scomodare il povero Calvino e il suo Se una notte d'inverno un viaggiatore? Perché, perché, perché?

(Potreste obiettare che io ho fatto la stessa cosa con il nome del blog. Però è ben diverso: il mio è un gentile omaggio, adattato tra l'altro. E soprattutto non avevo un titolo originale in un'altra lingua!)


Titolo originale: Paw tracks in the Moonlinght
Titolo italiano tradotto in modo assai bislacco: Se una notte d'inverno un gatto
Autore: Denis O'Connor
Traduttore italiano: B. Piccioli
Editore lingua originale: Constable
Editore italiano: De Agostini

lunedì 10 settembre 2012

SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE - Italo Calvino

Il libro è formato da dieci capitoli inseriti all'interno di una cornice: i singoli capitoli in realtà sono costituiti da dieci incipit di altrettanti romanzi. La storia della cornice, che si sviluppa parallelamente alla lettura dei diversi incipit, narra invece del Lettore (chiamato esplicitamente Lettore) e Ludmilla (la Lettrice), e della loro storia d'amore, che segue uno schema narrativo tradizionale in cui non manca il lieto fine.

Ho sempre un po' di timore quando devo recensire i classici, ancor più quando si tratta di quelli di autori italiani per i quali nutro una stima infinita. E Italo Calvino appartiene senza ombra di dubbio a questa categoria. E' un autore che più o meno indirettamente mi accompagna da tutta la vita. Da bambina, per farmi addormentare, una delle favole che mio papà mi raccontava più spesso era "L'orco con le penne", tratta dalla raccolta "Fiabe italiane" di Calvino uscita nel 1956. Alle medie ho divorato la trilogia de "I nostri antenati", innamorandomi perdutamente del visconte dimezzato; in seconda liceo ho partecipato a una rappresentazione teatrale in cui interpretavo il cavaliere inesistente, con tanto di elmo ricavato dalla scatola del pandoro. E poi, beh, c'è l'influenza più evidente, ovvero il titolo di questo blog. Volevo qualcosa che richiamasse la letteratura italiana, preferibilmente un libro che ho amato. Ed ecco che "I nostri antenati" mi sono di nuovo venuti in aiuto: e così da "Il Barone Rampante" è nata "La Lettrice Rampante".

Eppure, spesso capita che anche gli autori che amiamo di più, d'improvviso e solo in certi momenti, ci diventino particolarmente ostici e per poter leggere qualcosa di loro ci viene richiesto uno sforzo sovraumano. A me è successo con "Se una notte d'inverno un viaggiatore". Ho tentato di leggere questo "romanzo" tre volte nella mia vita, tutte e tre senza successo. Poi, sono finalmente riuscita ad arrivare alla fine. Anche se, anche in questo caso, devo ammettere che si è trattata di una lettura davvero faticosa.

La genialità di Calvino nel pensare e nello scrivere questo libro (un romanzo? un saggio?) è sicuramente evidente. Un Lettore inizia a leggere il primo capitolo di un romanzo, poi però, a causa di un errore di impaginazione, si ritroverà a leggere sempre la stessa pagina. Si reca allora in libreria per reclamare e gli viene dato il volume sostitutivo, che inizierà a leggere, finché non si renderà conto che anche in questo caso c'è qualcosa che non va. E così via, per altre 10 volte... Attorno a questi 10 romanzi, di cui ci viene solitamente fornito solo il capitolo iniziale, c'è una cornice in cui si narra del Lettore e di Ludmilla (la Lettrice) e della loro storia d'amore, inframmezzata da qualche colpo di scena sui romanzi che l'uomo sta cercando di leggere e a cui la donna è collegata.

Dopo un incipit semplicemente esaltante sulle abitudini di lettura di noi lettori (il romanzo è volutamente scritto in seconda persona singolare), ho faticato parecchio a lasciarmi conquistare da questo gioco di Calvino: la trama della cornice a un certo punto si ingarbuglia troppo, con il Lettore che si ritrova ad indagare su un'assurda organizzazione segreta che falsifica i libri d'autore. E anche dei dieci romanzi inseriti, alcuni sì sono appassionanti, altri invece noiosi.

Certo, ammetto di essermi davvero stupita alla fine, quando si svela in qualche modo il legame tra tutti i romanzi che il Lettore sta cercando di leggere, e ho davvero apprezzato il colpo d'ingegno dell'autore. Ma questo non è bastato a farmi piacere come avrei voluto e sperato quest'opera di Calvino, pur essendo senza ombra di dubbio un grande inno in onore dei libri e della lettura.
I tre tentativi falliti e il fatto di aver aspettato così tanto per riprovare, avrebbero forse dovuto farmi capire che questo romanzo non fa per me.


Ma poco male, tornerò ad arrampicarmi sugli alberi.



Titolo: Se una notte d'inverno un viaggiatore
Autore: Italo Calino
Pagine: 304
Anno di pubblicazione: 1979
Casa editrice: Mondadori
Acquista su Amazon:
formato brossura: Se una notte d'inverno un viaggiatore

domenica 19 settembre 2010

I NOSTRI ANTENATI- Italo Calvino

Un'armatura vuota animata da uno spirito invisibile che riesce a farsi accettare tra i Paladini di Carlo Magno, un visconte diviso a metà da una palla di cannone che si scinde in una parte buona e in una cattiva, un barone che, per sfuggire a un rimprovero, si rifugia sopra un albero e passa in mezzo agli alti rami tutta la sua esistenza.


25 anni fa oggi moriva Italo Calvino, uno dei maggiori scrittori e intellettuali italiani. E considerando che il nome di questo blog prende ispirazione da un suo romanzo, non potevo oggi non recensire qualcosa di suo. Ho scelto I Nostri Antenati, una raccolta di tre romanzi (Il Visconte Dimezzato, Il Barone Rampante, Il Cavaliere Inesistente), che ho letto quando ero più piccola e che mi sono rimasti nel cuore. Difficile dire qual è il mio preferito: il visconte Medardo di Terralba, diviso in lato buono e lato gramo da una cannonata turca, che così separato gira il mondo e conosce nuove cose. Il barone rampante, che per non sottostare alle leggi e alle imposizioni del mondo reale, decide di salire su un albero e di vivere lì per sempre, in un metaforico distacco da un mondo che non gli piace. E poi Il Cavaliere Inestistente, il mitico Agilulfo, un nobile paladino vestito di una bianca armatura, un eroe di guerra che in realtà non esiste. Tre personaggi, tre metafore e critiche al mondo moderno, troppo chiuso in stereotipi e preconcetti.
Il bello di questa raccolta è che in base all'età in cui la leggi, cambia il tuo modo di percepirla. Da bambina, quando l'ho letto la prima volta, vedevo solo la "favola", il buffo e l'ironico delle vicende (insomma, tutti almeno una volta da piccoli abbiam sognato di andare a vivere su un albero o abbiam pensato a se mai esistesse questa divisione netta a metà tra bene e male). Leggendolo poi dopo si coglie altro, si coglie la critica di Calvino, la metafora che sta dietro a tutti i suoi personaggi, chi senza corpo, chi senza coscienza, chi in cerca di fuga da un mondo che gli sta stretto. Insomma, è una di quelle raccolte che andrebbe letta periodicamente, a distanza di qualche anno. Ogni volta si coglie qualcosa di diverso. Fatelo!