Oggi parliamo di moda. No, non mi
sto convertendo davvero da book blogger a fashion blogger (sebbene mi abbiano
fatto presente che se fossi una fashion blogger probabilmente potrei vivere
facendo questo). Semplicemente, vorrei provare a parlare del concetto di moda
nella lettura.
E’ da un po’ che ci penso in
realtà. Quanta gente c’è che legge un libro perché lo stanno leggendo tutti?
Quanta gente c’è che sceglie un libro da leggere in base a quante copie abbia
venduto o da quanto se ne sia parlato in giro? E quanto bene fa a un libro
tutto questo?
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Illustrazione di Nerina Canzi |
L’altro giorno una ragazza mi ha
scritto chiedendomi di consigliare un libro che va di moda in questo periodo.
La mia primissima reazione, devo ammettere, è stata di snobismo. Io non leggo
libri perché vanno di moda e non mi preoccupo minimamente se il libro che sto
leggendo lo hanno letto in due milioni o la mia è la prima copia che vendono.
Non mi interessa, onestamente. Io leggo un libro perché mi ispira la trama,
perché mi piace il suo autore, perché ne ho sentito parlare bene, o per mille
altri motivi che non saprei nemmeno spiegare. Tendo anzi a star ben lontana da
quei libri che leggono tutti (per dirvi, probabilmente se non avessi scoperto
la Ferrante prima che ne scoppiasse la mania difficilmente l’avrei letta ora).
Poi però ho cercato di mettere a
tacere il mio animo snob e riflettere sul perché di questa richiesta. Che mi è
arrivata da una persona sola (che tra l'altro ringrazio perché mi ha dato modo di riflettere su una cosa su cui non avevo mai riflettuto poi tanto a fondo), ma che sono sicura sia un pensiero abbastanza
diffuso, soprattutto visto che siamo un popolo di lettori scarsi e, a volte,
anche un po’ troppo omologati.
Che cos’è esattamente un libro di moda? Le Cinquanta
Sfumature sicuramente lo sono state e non appena uscirà lo sarà anche Grey, lo
stesso libro ma visto dal punto di vista maschile. Ma in passato lo è stato
anche Gomorra di Roberto Saviano (che, per quanto antipatico possa stare
Saviano a molti, non credo che possa essere paragonato alla celebre trilogia
pornosoft) o il Codice da Vinci di Dan Brown, ma anche I love shopping della Kinsella e tutto ciò che è ambientato da Tiffany o che ha Tiffany in copertina, passando per Il cacciatore di aquiloni di Hosseini e Fabio Volo… giusto per citarne
qualcuno.
Quindi, mi chiedo di nuovo, che cos’è un libro di moda? E come fa a diventarlo?
Alcuni fenomeni pare partano direttamente dai lettori e da
quel fantomatico passaparola che viene sempre tanto osannato su alcune
fascette. Un libro piace a una persona e questa lo consiglia a un altro, che lo
consiglia a un altro, che lo consiglia a un altro… et voilà, tutti in spiaggia a leggere porno.
Altri vengono spinti tantissimo
dagli uffici stampa, che tramite radio, tv, giornali e una pubblicità massiva,
riescono a generare quello strano effetto per cui se tutti ne parlano allora deve
essere qualcosa che merita e, soprattutto, devo poterne parlare anche io.
Un effetto strano, almeno per
quanto mi riguarda, che sono sempre stata ben lontana dalle omologazioni e da
questa necessità di parlare a tutti costi anche di cose che non si sanno.

Ora, io non voglio certo sostenere che il fatto che un libro sia di moda e diventi un best seller implichi necessariamente che sia un brutto libro. Io stesso quando l’ho letto mi sono appassionata a Langdon e alle sue avventure parigine.
Però, da lettrice fortissima, riesco a cogliere le differenze che ci sono tra un libro scritto apposta per diventare un best seller e un libro che invece non nasce con questo obiettivo (dando per scontato ovviamente che ogni editore sarebbe ben contento che un suo libro diventasse un best seller inaspettato, così da rimpolpare un po’ le sue casse sempre troppo vuote in questi tempi di magra di lettori). E credo che chiunque legga anche altro, almeno una volta, se ne renda conto.
Ma al di là di questo, quello che
più di tutto mi risulta difficile comprendere è come faccia un libro a essere
una moda. Non è un vestito, non sono un paio di scarpe o una borsa, che quest’anno
sono in e l’anno prossimo out, ma conservateli che poi tra qualche anno
ritorneranno.
Un libro racconta una storia e dovremmo scegliere una storia che ci piace e ci appassiona, e non leggere qualcosa perché lo fanno gli altri o perché l’autore ha venduto sei milioni di copie in tutto il mondo o è stato il caso editoriale in Uzbekistan (massimo rispetto per i casi editoriali dell’Uzbekistan, sia chiaro… ma è per sottolineare come dati francamente inutili di certi libri vengano utilizzati per vendere).
Un libro racconta una storia e dovremmo scegliere una storia che ci piace e ci appassiona, e non leggere qualcosa perché lo fanno gli altri o perché l’autore ha venduto sei milioni di copie in tutto il mondo o è stato il caso editoriale in Uzbekistan (massimo rispetto per i casi editoriali dell’Uzbekistan, sia chiaro… ma è per sottolineare come dati francamente inutili di certi libri vengano utilizzati per vendere).
Soprattutto considerando quanti
libri vengono pubblicati ogni anno, quanta scelta c’è, se solo non ci si
fermasse di fronte a una gigantografia o a una pubblicità sentita in radio o in
tv (tra l’altro io le pubblicità dei libri che fanno in tv, tra un detersivo e
la carta igienica, le trovo allucinanti. Del libro non dicono mai niente,
parlano solo ed esclusivamente dell’autore e del numero di copie che ha
venduto).
Ok, forse il mio animo snob ha di
nuovo preso il sopravvento. Ognuno deve essere libero di leggere quello che
vuole, per la motivazione che vuole, e non sta certo a me o ad altri book
blogger (che poi anche noi, quando vogliamo, con sta cosa dell’omologazione
siamo abbastanza bravi eh… tipo che escono dieci recensioni dello stesso libro
in due giorni su dieci blog diversi. La differenza è in alcuni casi si tratta
di libri che altrimenti non arriverebbero in nessun modo) dire che cosa uno
debba o non debba leggere.
Mi spiace solo che per star
dietro a delle mode, un po’ per omologazione, un po’ forse semplicemente per
pigrizia e poca voglia di informarsi, libri che meriterebbero di essere conosciuti
e letti da tutti, passano un po’ in secondo o in terzo piano.
In ogni caso, vi prego, non chiedetemi mai più di consigliarvi un libro di moda. Chiedetemi di consigliarvi un libro che a me è piaciuto un sacco, un libro che tratta una tematica che vi sta a cuore o che abbia dei protagonisti con caratteristiche precise, che sia ambientato al mare o in montagna, nel passato o nel futuro. Qualunque cosa, anche la più assurda. Ma che sia di moda, ecco, no.
In ogni caso, vi prego, non chiedetemi mai più di consigliarvi un libro di moda. Chiedetemi di consigliarvi un libro che a me è piaciuto un sacco, un libro che tratta una tematica che vi sta a cuore o che abbia dei protagonisti con caratteristiche precise, che sia ambientato al mare o in montagna, nel passato o nel futuro. Qualunque cosa, anche la più assurda. Ma che sia di moda, ecco, no.