Vi si narra la vicenda o meglio la carriera, di Pedro Camacho, fecondissimo produttore boliviano d'intrecci (lo chiamano anche Balzac creolo) che, chiuso in una mefitica stanzetta, sforna trame melodrammatiche e truculente per un programma di feuilleton di Radio Lima. Tutti attendono con impazienza le puntate della sua fantasia, ma improvvisamente le differenti trame di appendice prendono a confondersi tra loro. Camacho è impazzito e sarà degradato a galoppino d'una rivista di sicuro fallimento. D'altro lato, ecco invece la storia di Mario, giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell'immaginario che ci racconta una sua complicata storia: s'innamora di una zia vedova e più matura che finirà per sposare.Io adoro Mario Vargas Llosa. E' il suo secondo romanzo che leggo negli ultimi due mesi e non riesco nemmeno a decidere quale dei due sia meglio. Così come avevo adorato "Avventure della ragazza cattiva", per il suo modo di narrare, per i protagonisti e per il modo in cui ha raccontato una storia d'amore tormentatissima, ritrovo esattamente le stesse cose ne "La Tía Julia y el escribidor" (in italiano: "La zia Julia e lo scribacchino"). A cui si aggiunge forse qualcosa in più.
Il libro narra del giovane scrittore Varguitas, un diciottenne, che si ritrova di colpo innamorato di sua zia Julia, tornata in Peru dopo il fallimento del suo matrimonio. La loro è ovviamente una storia d'amore impossibile: troppa differenza d'età, lui ancora minorenne, lei di 14 anni in più. Ma i due si amano e sono disposti a tutto pur di stare insieme. Ai capitoli che narrano le loro vicende, si alternano altri capitoli, che altro non sono che puntate delle radionovelas scritte da Pedro Camacho, grande autore di questi intrecci per radio, mandate in onda appunto dalla radio per cui lavora Varguitas. Queste storie si fanno sempre più confuse, al punto che lo stesso Camacho arriverà a confondere e mischiare personaggi, e a risolvere questi sbagli nel modo più drastico possibile.
Un'idea questa di Vargas Llosa che ho trovato semplicemente geniale. Un po' per non stancarsi e appesantire troppo la storia tra la tía Julia e il suo giovane amante, un po' per il parallelismo che ovviamente si crea tra i drammi a puntate che tutto il paese segue e la storia d'amore tra i due protagonisti.
Vargas Llosa è forse uno dei pochi premi Nobel scorrevoli e a tratti divertenti da leggere (ok, ammetto di non aver letto molti libri scritti da premi Nobel, ancor più che capita spesso che li assegnino a scrittori, poeti o letterati che nemmeno ho mai sentito nominare). Di sicuro, quello per Vargas Llosa è strameritato.
Certo, io forse sono anche un po' di parte, perché amo praticamente tutta la letteratura sudamericana, amo leggere i libri in lingua originale (come è avvenuto in questo caso), e ogni volta mi appassiono a quelle trame che solo gli autori che sono nati e hanno vissuto nel contesto dell'America del Sud riescono a tirare fuori.
Ma è un grandissimo e bellissimo libro, che consiglio a tutti di leggere.
Per acquistare il romanzo in italiano: La zia Julia e lo scribacchino (Einaudi tascabili. Scrittori)
per comprare il romanzo in lingua originale: La tia Julia y el escribidor
