Visualizzazione post con etichetta Tunué. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tunué. Mostra tutti i post

lunedì 9 giugno 2014

STALIN+BIANCA - Iacopo Barison

Non so se già conoscete la casa editrice Tunué. E' una casa editrice specializzata in fumetti e graphic novel che, da poco, ha deciso di dedicarsi anche ai romanzi, con una collana apposita, curata da Vanni Santoni. Al momento, i romanzi presenti in catalogo sono solo due: Dettato di Sergio Peter e Stalin+Bianca di Iacopo Barison.
Se devo essere sincera, non so se avrei mai acquistato uno di questi due libri. Non subito almeno, perché le case editrici nuove, o già esistenti ma che, come in questo caso, espandono i loro orizzonti mi incutono sempre un po' di timore. Però ho ricevuto questo libro direttamente dall'autore e, visto il curatore, visto il titolo curioso e, soprattutto lo ammetto, vista la fantastica copertina, ho deciso che avrei messo da parte tutta la mia reticenza e avrei provato a leggerlo.

Il romanzo racconta di due diciottenni: Stalin, un ragazzo dai buffi baffoni con la passione per il cinema e la regia, che soffre di violenti scatti d'ira, e della sua grande amica Bianca, una ragazza cieca, unica persona in grado di tenerlo calmo. Stalin ha lasciato la scuola e si guadagna da vivere svolgendo lavori sporchi per un suo vecchio amico. Il giorno del suo compleanno, preso da uno scatto d'ira, compie un gesto terribile e, terrorizzato, scappa di casa. Va prima da Bianca e poi decido di partire insieme e vivere alla giornata tutto quello che il mondo metterà loro davanti. Grazie all'autostop e lunghe camminate raggiungono la Capitale e conoscono una sorta di Comune di artisti di strada che li accoglie e offre loro un tetto. Qui, Stalin viene a conoscenza di un concorso dedicato a giovani registi e decide di parteciparvi. Il soggetto del video sarà il viaggio che lui e Bianca intraprenderanno per andare a vedere la mostra di un'artista contemporaneo. Un viaggio all'avventura, senza soldi e senza aiuti. 

Speravo che mettendo giù due righe di trama riuscissi a fare mente locale e capire cosa mi rende così dubbiosa riguardo al mio gradimento del romanzo. Perché, sebbene siano passate ormai molte ore da quando l'ho chiuso, ancora non riesco a decidere se il libro mi sia piaciuto o meno. Ammetto che i giovani protagonisti all'inizio mi hanno fatto temere di trovarmi di fronte all'ennesimo romanzo adolescenziale: lui bello e dannato, lei bellissima e unica in grado di tenere a bada il caratteraccio di lui. Per fortuna l'autore ha dissipato quasi subito le mie paure, raccontando una storia molto più complessa e profonda. I diciott'anni sono un'età strana, in cui si inseguono i sogni, in cui ci si affaccia nel mondo degli adulti, ma anche in cui si ha anche paura di tutto e in cui si cerca se stessi un po' ovunque.Un' età che diventa ancora più strana se si ha qualche difficoltà: scatti d'ira o cecità, che rendono ancor più vulnerabili. E Iacopo Barison non banalizza questa fase della vita, come molti romanzi con protagonisti di quest'età fanno, ma la rende ancor più intensa, più profonda e, in qualche modo, tragica.
Eppure, c'è davvero qualcosa che non mi torna, che non riesce a farmi dire con tutta tranquillità "questo romanzo mi è piaciuto un sacco". Forse perché avrei voluto saperne di più del passato sia di Bianca sia soprattutto di Stalin, così come di quello che succede dopo, alla fine. E forse ho trovato anche davvero un po' troppo incredibile la fuga di questi due giovani, di questi due diciottenni, che sembrano più grandi degli anni che hanno e a cui nessuno chiede niente, che nessuno sembra cercare. 

Il libro è scritto sicuramente molto bene, Iacopo Barison ha uno stile particolare che mi è piaciuto molto, anche se spesso mi sono persa in certe sue immagini. Forse è uno di quei romanzi in cui conta anche la propria esperienza, il proprio vissuto, come sono stati i propri diciotto anni, per riuscire ad apprezzarlo al meglio. O forse il problema è che qui,dove abito io, di arcobaleni per fortuna se ne vedono ancora tanti, quando piove o anche solo quando si annaffia, e quindi di questa ricerca disperata di se stessi di questi ragazzi non riesco a cogliere appieno tutta la poesia.

Titolo: Stalin+Bianca
Autore: Iacopo Barison
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2014
Editore: Tunué
ISBN: 978-8867901043
Prezzo di copertina: 9,90 €
Acquista su amazon:
formato brossura: Stalin + Bianca

lunedì 29 luglio 2013

DIECI GIORNI DA BEATLE- Sergio Algozzino

Sto scrivendo questa recensione con in sottofondo in loop I want to hold your hand, una delle canzoni dei Beatles, insieme a Yellow Submarine e Hey Jude,  che preferisco.
Aprire youtube o mettere su un cd dei Fab Four viene quasi spontaneo, una volta terminata la lettura di questa graphic novel di Sergio Algozzino.

Sebbene preferisca i fumetti in formato striscia o tavola, perché tendo a perdermi tra le vignette di quelli più lunghi, ho accolto con molto entusiasmo la proposta di lettura di questa graphic novel arrivatami dalla Tunué, la casa editrice che l'ha pubblicata. Perché parla dei Beatles, miei compagni nei viaggi in auto quando ero bambina con i miei genitori, e perché racconta una storia che non conoscevo, quella di Jimmy Nicol, batterista per i primi dieci giorni del tour mondiale dei Fab Four del 1964, in sostituzione di Ringo Starr colpito da una violenta tonsillite. Dieci giorni che, nel bene o nel male, gli hanno cambiato la vita.

Jimmy Nicol è un bravo batterista, che suona con diverse band e che subito non ha accolto di buon grado la nascita di questo "gruppo con un nome assurdo", convinto che sarà una semplice meteora del panorama musicale inglese. Ma i successi continuano e finalmente Jimmy assiste a un loro concerto, rimanendo stupito da tutto quello che questi quattro ragazzi riescono a fare: canzoni scritte da loro, un successo dopo l'altro e la beatlemania che si diffonde a macchia d'olio. Jimmy decide quindi di incidere con la sua band un disco di cover.  E sarà proprio grazie a questo album, che il produttore George Martin e il manager Brian Epsteir penseranno a lui, per sostituire Ringo Starr nei primi giorni del tour mondiale. 
Un taglio di capelli e via, sul palco insieme a Paul, John e George. Dieci giorni in giro per il mondo, tra concerti, lunghissimi viaggi aerei e fan scalmanati e fuori controllo, che forse nemmeno si sono accorti del cambio del batterista. Un sogno che si avvera quello di Jimmy, ma anche un sogno a scadenza, dal risveglio per lui traumatico che lo porterà, dopo diversi tentativi di sfruttare il più possibile quei dieci giorni di celebrità, a compiere una scelta drastica nella sua vita.

Come dicevo all'inizio, non sono mai stata una grande amante delle graphic novel, eppure questa l'ho letta d'un fiato e senza alcuna difficoltà. Forse perché disegnata e strutturata bene, forse perché racconta una storia curiosa e interessante, dando spazio e voce a un uomo dai più dimenticato. Fatto sta che l'ho divorata e apprezzata molto: Sergio Algozzino è stato molto bravo nel descrivere, in disegni e in parole, tutti gli stati d'animo di Jimmy, prima, durante e dopo i suoi giorni da Beatles; così come ha reso perfettamente l'idea del fenomeno Beatles, dai suoi esordi fino alla fine, senza però mai perdere di vista il vero protagonista della storia.

Credo che anche chi non è un grande amante dei Beatles e ne conosce solo le canzoni più famose riesca ad apprezzare quest'opera. Alcuni riferimenti forse non verranno colti, ma fornisce un ottimo spunto per indagare e scoprire qualcosa di più sui mitici Fab Four, in formazione originaria e in formazione temporanea.
Insomma, una lettura curiosa, scorrevole, piacevole ben disegnata e, quindi,  assolutamente consigliata!

Titolo: Dieci giorni da Beatle
Autore: Sergio Algozzino
Pagine: 96
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Tunué
ISBN: 978-88-97165-64-4
Prezzo di copertina: 13,70€
Acquista su Amazon:
formato brossura: Dieci giorni da Beatle