Lisbona, un fatidico agosto del 1938, la solitudine, il sogno, la coscienza di vivere e di scegliere, dentro la Storia. Un grande romanzo civile.
Ho aspettato troppo tempo a leggere questo libro. Era lì che mi aspettava sulla mensola da anni senza che mi venisse mai voglia di leggerlo. Forse perché non sapevo bene di che cosa parlasse (e mi vergogno parecchio ad ammetterlo), o forse perché per tutti questi anni non è mai stato il momento. Poi una mia amica, dopo avermi visto in preda all'ansia da "non so cosa leggere", mi ha detto di provare. Anche lei era stata reticente per anni e poi lo ha adorato. E allora mi sono convinta.
Questo libro è semplicemente un capolavoro. Non si può dire molto altro. Un romanzo storico e civile, che affronta l'inizio di uno dei periodi forse più brutti della storia del mondo. Lo fa a Lisbona nel 1938, dove le notizie sulla Guerra Civile Spagnola e sul trattamento di chi si schierava con i repubblicani venivano ignorati e censurati da radio e giornali, e le poche informazioni arrivavano tramite passaparola. Sarà Pereira, un giornalista di mezza età, vedovo e di salute cagionevole, che si occupa della pagina culturale di un giornale non politicamente schierato, a iniziare a prendere coscienza e far prendere coscienza a tutti di quel che sta succedendo. Per farlo, ha bisogno di conoscere un repubblicano, che entra casualmente nella sua vita e al quale senza un motivo apparente si affezionerà. Perché a poco a poco ne capirà i valori e gli ideali. E a poco a poco capirà che non può far finta di niente, che come giornalista ha il dovere di raccontare e di informare. Anche a costo di essere il solo a farlo, anche a costo della sua stessa vita.
Ero quasi in lacrime nel capitolo finale. Un capitolo che ti fa capire quanto siano importanti le parole, quanto siano più forti di qualsiasi colpo di pistola e di qualsiasi tentativo di censura.
Allora come oggi.
Molto bello anche lo stile, con questo "Pereira sostiene di" che ricorre in tutto il libro. Un po' irritante forse all'inizio, ma assolutamente geniale con lo scorrere delle pagine.
Se ce lo avete lì da un bel po', non aspettate ancora troppo a leggerlo. Perché poi vi sentirete un po' stupidi e un po' in colpa per averlo ignorato per così tanto tempo.
"Le ragioni del cuore sono le più importanti, bisogna sempre seguire le ragioni del cuore, questo i dieci comandamenti non lo dicono, ma glielo dico io, comunque bisogna stare con gli occhi aperti nonostante tutto, cuore, sì, sono d'accordo, ma anche occhi bene aperti"
"La smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro"
Questo libro è semplicemente un capolavoro. Non si può dire molto altro. Un romanzo storico e civile, che affronta l'inizio di uno dei periodi forse più brutti della storia del mondo. Lo fa a Lisbona nel 1938, dove le notizie sulla Guerra Civile Spagnola e sul trattamento di chi si schierava con i repubblicani venivano ignorati e censurati da radio e giornali, e le poche informazioni arrivavano tramite passaparola. Sarà Pereira, un giornalista di mezza età, vedovo e di salute cagionevole, che si occupa della pagina culturale di un giornale non politicamente schierato, a iniziare a prendere coscienza e far prendere coscienza a tutti di quel che sta succedendo. Per farlo, ha bisogno di conoscere un repubblicano, che entra casualmente nella sua vita e al quale senza un motivo apparente si affezionerà. Perché a poco a poco ne capirà i valori e gli ideali. E a poco a poco capirà che non può far finta di niente, che come giornalista ha il dovere di raccontare e di informare. Anche a costo di essere il solo a farlo, anche a costo della sua stessa vita.
Ero quasi in lacrime nel capitolo finale. Un capitolo che ti fa capire quanto siano importanti le parole, quanto siano più forti di qualsiasi colpo di pistola e di qualsiasi tentativo di censura.
Allora come oggi.
Molto bello anche lo stile, con questo "Pereira sostiene di" che ricorre in tutto il libro. Un po' irritante forse all'inizio, ma assolutamente geniale con lo scorrere delle pagine.
Se ce lo avete lì da un bel po', non aspettate ancora troppo a leggerlo. Perché poi vi sentirete un po' stupidi e un po' in colpa per averlo ignorato per così tanto tempo.
"Le ragioni del cuore sono le più importanti, bisogna sempre seguire le ragioni del cuore, questo i dieci comandamenti non lo dicono, ma glielo dico io, comunque bisogna stare con gli occhi aperti nonostante tutto, cuore, sì, sono d'accordo, ma anche occhi bene aperti"
"La smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro"