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mercoledì 8 maggio 2013

Due titoli, un solo libro: ma perché? #32

Rieccoci con un nuovo appuntamento della rubrica di confronto tra titolo originale e titolo tradotto, dopo la settimana di pausa dovuta alla concomitanza con la festa del lavoro.

Questa settimana ho scelto di parlarvi di un libro che ho letto non molto tempo fa e che ho amato tantissimo. Un confronto che, ammetto, mi pesa parecchio fare perché una delle cose che più mi aveva convinto a leggere quest'opera era stata proprio il magnifico titolo italiano. Che con l'originale non c'entra assolutamente nulla.

Sto parlando di LET THE GREAT WORLD SPIN ovvero QUESTO BACIO VADA AL MONDO INTERO di Colum McCann:


Il romanzo di questo scrittore irlandese naturalizzato americano è uscito in lingua originale nel 2009 e tradotto in italiano per la casa editrice Rizzoli da Marinella Magrì nel 2010. E' un libro che ho trovato semplicemente bellissimo, con diverse trame che si mischiano ruotando attorno a un unico episodio, quello di un funambolo che una mattina del 1974 ha deciso di attraversare le Torri Gemelle (una recensione più completa la trovate qui).

Eppure, per quanto io trovi semplicemente magnifico il titolo italiano, la differenza con l'originale è davvero palese. La traduzione dell'originale è qualcosa tipo "Lascia che questo grande mondo giri". Un titolo che ritorna anche in uno dei capitoli, il 4°, in una forma leggermente diversa, ovvero "Lascia che il mondo giri in vortici infiniti".
Cosa sia successo nel passaggio da inglese a italiano, non riesco proprio a spiegarmelo. Né riesco a fare qualche supposizione, perché il titolo originale (scritto in una forma più decedente della mia) avrebbe potuto sicuramente funzionare anche in traduzione, restando forse più fedele alla trama del libro. In cui, ammettiamolo, di baci ce ne sono proprio pochi.

Però ho delle serie difficoltà a criticare il titolo scelto dalla Rizzoli. Perché mi piace tantissimo, lo trovo estremamente poetico e adoro l'idea di un bacio che arrivi un po' a tutti e che tocchi tutti. Forse sta proprio qui il senso del titolo. Tutti si sono fermati un attimo per guardare quel funambolo. Tutti si sono lasciati rapire dai suoi gesti. Il mondo intero ne è stato per un momento rapito.

O forse sto solo cercando una giustificazione che non c'è. Voi che dite?

venerdì 22 febbraio 2013

QUESTO BACIO VADA AL MONDO INTERO - Colum McCann

1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l'uomo ricama un sogno di purezza e speranza percorrendo una corda tesa a 110 metri dal suolo, fra le Torri Gemelle. Sotto di lui, in strada, la città trattiene il respiro e dimentica per un attimo le sue tragedie. Inizia così la storia poetica e convulsa di una manciata di newyorchesi - un monaco di strada che porta la sua missione fra le prostitute nel Bronx; una di loro, giovane e bellissima, che divide il marciapiede con la madre; un'artista corrosa dal rimorso ma decisa a ripulire la propria vita; madri in lutto e una nonna che non vuole arrendersi - le cui vite si sfiorano e si scontrano come biglie, sotto i grattacieli e nei sobborghi di una città dolente e umana. Una città che tiene ben nascosta la propria anima, sospesa come un equilibrista sul filo sottile tra il bene e il male. Un grande romanzo americano, crocevia di voci e destini che sanno aprire la porta alla speranza in un mondo abitato dal dolore.

Questo libro è semplicemente meraviglioso. Potrei girarci intorno, cercare parole su parole per descrivere quanto mi sia piaciuto, ma alla fine approderei sempre a quell'aggettivo lì: meraviglioso. Un libro che un po' ti prende a pugni e ti fa male e un po' ti accarezza e ti lascia sperare.

Ed è proprio la speranza ciò di cui hanno bisogno tutti i protagonisti, abitanti di una New York che ancora deve fare i conti con la guerra in Vietnam, con il razzismo, con la povertà, con la paura di vivere e di non riuscire a farlo, con la paura di giudicare e di venir giudicato, con la paura di amare e di non essere amati. 
E' una mattina del 1974. Una mattina che cambierà la vita a molti: qualcuno morirà, qualcun altro verrà arrestato, qualcuno perderà l'amore della sua vita dopo averlo appena trovato, qualcuno dovrà semplicemente continuare a vivere in quel sogno che una guerra a migliaia di kilometri di distanza ha infranto, qualcuno incomincerà la sua nuova vita proprio oggi. Oh sì, e c'è anche qualcuno che deciderà di tendere un cavo tra le Torri Gemelle e le attraverserà, una, due, dieci volte... dimostrando che nonostante la tristezza, nonostante i problemi, nonostante la paura e nonostante il destino che a volte sembra esserci avverso, si può sempre, SEMPRE, arrivare dall'altra parte del filo.

Non voglio farvi un riassunto della trama, né parlarvi dei personaggi. Non servirebbe a niente. Il bello di questo libro è dato anche dal non sapere cosa aspettarsi, dal non riuscire a capire cosa arriverà dopo: il funambolo cadrà? Le madri riusciranno a superare la morte in battaglia dei figli? Le figlie delle prostitute riusciranno a vivere in un mondo migliore? I neri potranno camminare liberi per le strade? L'amore, quello vero, quello che fa tanta paura, trionferà? Non ve lo dico. Non posso dirvelo. Non tanto perché vi rovinerei la "sorpresa", quanto perché vi toglierei il gusto di una vostra libera interpretazione, che sarà sicuramente diversa dalla mia o da quella di chiunque altro, perché questo libro è fatto perché ognuno ci veda quello che vuole: speranza o rassegnazione. Un po' come l'America oggi, che ancora sta ricercando una sua identità dopo la caduta di quelle due torri, che vive nella speranza ma anche nel dolore.

Colum McCann è davvero, davvero bravo con le parole. Bravo a creare poeticità anche nei momenti più squallidi, perché non è vero che una puttana ama meno di qualcun altro, e a trasmettere i sentimenti e le sensazioni di tutti i protagonisti come se fossero le nostre. Al punto che non esagero dicendo che, soffrendo io parecchio di vertigini, quando descriveva il funambolo lassù su quella corda, mi girava la testa. Come se ci fossi stata io là.

Insomma, un libro imperdibile, che dovete assolutamente leggere.

7 Agosto '74: Philippe Petit attraversa le Torri
"C’è chi pensa che l’amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma li. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, fin dall’inizio."



Nota alla traduzione/edizione: mamma mia quanti refusi! 

Titolo: Questo bacio vada al mondo intero
Autore: Colum McCann
Traduttore: Marinella Magrì
Pagine: 451
Anno di pubblicazione: 2011
Editore: BUR Rizzoli
ISBN: 978-8817061407
Prezzo di copertina: 11,90 €
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