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domenica 11 maggio 2014

Salone del Libro di Torino e Salone OFF 2014: un resoconto rampante

E finalmente trovo il tempo per scrivere un post e raccontarvi i miei due giorni tra Salone del Libro e Salone OFF. Due giorni belli, intensi, un pochino anche angosciosi, ricchi di incontri, libri ed emozioni.
Come vi avevo anticipato, quest'anno sarei stata parte attiva, nel mio piccolo, del Salone e del Salone Off: un sogno che si avvera, quello di entrare con il pass di relatore e vedere il mio nome comparire nel programma.

Ma andiamo con ordine, che oltre alle mie presentazioni, ci sono altre cose che meritano di essere raccontate.
Innanzitutto credevo che andare al Salone di venerdì garantisse una certa tranquillità al suo interno. Tranquillità che c'era sicuramente all'ingresso (il lettore rampante ed io siamo arrivati verso le 11.30 e di coda per il biglietto lui non ne ha dovuta fare... mai vista una cosa del genere!), ma che poi un po' si perdeva una volta varcata la soglia dei padiglioni. Perché il venerdì è il giorno delle scolaresche. Tante scolaresche. E di conseguenza altrettanti ragazzi e ragazzini delle più svariate età che girano per il salone. Se da un lato trovo che sia davvero una bella cosa portare le scuole in mezzo a tutti quei libri, dall'altro, essendo una che odia il caos, ho avuto seriamente paura di sbroccare.

Dopo essere passati a salutare i ragazzi delle Edizioni Spartaco (visto quanto li ho torturati i giorni prima con le mie ansie, mi sembrava giusto fargli sapere che almeno il primo scoglio, ovvero l'ingresso, era stato superato) e aver fatto i primi acquisti alle edizioni e/o (dove se acquistavi due libri te ne regalavano un terzo), siamo andati all'incontro TRADURRE I CLASSICI, in Sala Azzurra. A parlare dei classici e della loro traduzione (argomento che mi sta molto a cuore, in quanto sono fermamente convinta che i classici vadano ritradotti dopo un po' di anni affinché siano più fruibili e leggibili) c'erano Luciano Canfora, Renata Colorni, Ernesto Franco, Nuccio Ordine e Elena Loewenthal. Tutti esperti di classici per le più importanti case editrici, da Einaudi a Bompiani, anche se non tutti traduttori. 

La sala era gremita, per lo più da ragazzi delle scuole superiori, verosimilmente trascinati lì dai loro professori.  E infatti quelli davanti a me giocavano all'impiccato, quelli dietro erano su facebook o su twitter e sono abbastanza sicura di aver sentito qualcuno russare. Per quanto lo trovi deprecabile e poco rispettoso, lo posso anche capire. Parlare di classici non è per niente facile. Bisogna avere un sacco di conoscenze e una grandissima passione. La stessa che ci va per tradurli. Il problema è che se si vogliono mantenere in vita i classici, invogliare i giovani a leggerli, bisogna parlar loro in modo diverso. Meno accademico e più dinamico. Ho faticato davvero anche io a seguire senza distrazioni tutta la conferenza, pur trattandosi di un argomento che mi interessava molto. Ho preso qualche appunto, certo. Qualche spunto per la mia rubrica di traduzione (mi sa che in una delle prossime puntate si parlerà di Thomas Mann), ma devo ammettere che quando è finito ho tirato un sospiro di sollievo. 
Appena usciti abbiamo fatto un giro tra i vari stand: minimumfax, marcos y marcos, iperborea (sconto con la tessera ikea) e poi multiplayer edizioni... dove c'era un angolo interamente dedicato a Star Wars (e diamo un contentino al povero lettore rampante, su!).

Dopo le foto di rito con Chewbacca e R2D2, siamo andati allo Stand del Paese Ospite, la Città del Vaticano, per l'incontro con le altre blogger. Un incontro rapido, ma molto piacevole. Anche se sono convinta che il Salone non sia il posto migliore per conoscersi un po' meglio, visto che ci sono conferenze da seguire, autori da stalkerare e libri, libri, ovunque. 
Da lì siamo poi andati all'incontro in Sala 500 con ANDREA VITALI. Era da tempo che volevo assistere dal vivo a una sua presentazione, per cercare di capire che persona è e, soprattutto, come fa a scrivere così tanto. 
L'incontro è stato davvero molto divertente, anche se non ho ancora letto nessuno dei due libri che venivano presentati (sì, due). La relatrice gli ha anche posto proprio la domanda che da tempo vorrei porgli io, ovvero: come fai? Lui ha detto di aver tanti libri nel cassetto, tante storie che gli frullano in testa e tanta voglia di raccontare. Non necessariamente i libri che escono oggi sono libri che ha scritto oggi. Sebbene rimanga dell'idea che un libro all'anno, massimo due, siano più che sufficienti, la sua spiegazione in qualche modo mi ha convinta. Poi beh, sentirlo parlare dal vivo di Bellano e dei suoi compaesani è stato davvero emozionante! (E ricordate che "Chi piscia spesso e chiaro il medico vede raro").

Finito l'incontro con Vitali, ci siamo avvicinati allo stand della Spartaco. Alla mia prima presentazione mancava poco meno di un'ora e volevo arrivare per tempo e magari chiacchierare anche un po' con l'autrice (ok, e il lettore rampante voleva essere sicura che non scappassi). Abbiamo scambiato due parole (riguardo soprattutto all'affluenza al salone) e poi, finalmente, è giunta l'ora di recarsi all'Indipendent's corner, per presentare LE GIOCATRICI di Marilena Lucente, insieme all'autrice e a Giusi Marchetta.


Molto bella la sala (con i mobili di cartone!) e direi anche parecchia gente a sentirci. Come sia andata, onestamente, non lo so dire. Nel senso che ero un po' terrorizzata e non sono ancora del tutto convinta che le mie domande non fossero sceme. Devo ammettere di essere scesa da lì, una volta finita la presentazione, pensando di chiudere tutto e non presentarmi il giorno successivo (sì, lo so, lo so, le mie reazioni sono sempre un po' spropositate... soprattutto considerando che invece tutti mi hanno detto che era andata molto bene!).

Dopo la presentazione abbiamo fatto ancora due passi per il Salone (con degli amici speciali a farmi da supporto) e incontrato Francesco Piccolo che passeggiava amabilmente tra gli stand ("Ma come cavolo è possibile che ci sia Francesco Piccolo che passeggia così, tranquillo, senza che nessuno lo fermi?" cit.), per poi avvicinarci alla Sala 500 per l'incontro con i fratelli Carofiglio. Incontro a cui però non abbiamo assistito, in quanto erano molto in ritardo sul programma, ma che mi ha dato modo di parlare un po' con Francesca di La contorsionista di parole, una blogger che adoro e che dal vivo non avevo mai incontrato (e che vi suggerisco di seguire, se ancora non conoscete). E' stato davvero bello!

Siamo finalmente usciti dal Lingotto che erano quasi le 21 di sera e, dopo una scorpacciata di sushi, siamo tornati a casa, stracarichi di libri. Alla fine sì, ho comprato tantissimo, approfittando anche degli sconti fiera. Sconti che le grandi case editrici non fanno ma che invece, in una forma o nell'altra, le piccole sì.
Questo è il bottino finale (sì, c'è anche un flipback... ma me l'hanno regalato):


Sabato nel pomeriggio invece ho partecipato alla mia seconda presentazione. Fuori dal Salone, questa volta, a San Salvario al Camaleonte Piola, in occasione appunto del Salone OFF. Dopo aver fatto due passi per il centro di Torino in mezzo a un'afa pazzesca, il corteo dei No Tav e dei buffi corridori tutti colorati (c'è stata la Color run, una figata pazzesca!), siamo arrivati al locale con un po' di anticipo e scambiato quattro chiacchiere con Andrea Vismara, autore di Iddu, il romanzo che di lì a poco avrei presentato insieme a lui e accompagnati dalle letture di Alessandra De Fortis. 



Sicuramente il fatto che il locale fosse un po' più piccolo e più intimo, e soprattutto di aver già esordito come "presentatrice" (Allegria!) il giorno precedente mi hanno aiutato. La presentazione è stata molto bella, divertente, e Andrea Vismara è stato davvero bravo a raccontare la storia della nascita del romanzo e a trasmettere la sua passione per Stromboli (oltre, ovviamente,a rispondere anche alle mie domande imbecilli). 
Alla presentazione è poi seguito un aperitivo a base di specialità strombolane: (due ore prima "Oh, lettore rampante, speriamo  non ci siano pesci o melanzane tra le specialità strombolane, che figura ci faccio se no visto che non li mangio"): ovvero acciughe, caponatina e focaccia ripiena. Tutto buonissimo (mi assicura chi ha mangiato)!


Insomma, sono stati due giorni molto belli e molto intensi, come da qualche anno a questa parte sempre lo sono quelli del Salone. E devo ringraziare tanto, tantissimo tutte le persone che hanno contribuito a renderli così belli: Tiziana, Ugo e Francesco delle edizioni Spartaco, per avermi offerto questa grande opportunità. Marilena Lucente e Andrea Vismara, per essersi fidati a farmi presentare i loro libri pur sapendo che era la prima volta.  Laura e Thais, grandi amiche, sempre presenti nel momento del bisogno, e che, insieme a Fabio, hanno sopportato il mio calo di tensione post presentazione. Tutte le blogger che ho incontrato, anche se per poco. Tutti quegli editori con cui ho scambiato battute e tutti quei fantastici libri che sono venuti poi a casa con me.
Vabbè sì, poi ovviamente anche il lettore rampante, per il sostegno, la pazienza e le spalle robuste  con cui ha portato tutti i miei acquisti. Non riesco a immaginare di andare a un Salone del Libro senza di lui (da nessuna parte senza di lui riesco più a immaginare di andare, in realtà).
Bom, detto questo, da domani riprenderà la normale programmazione sia qui sul blog sia sulla pagina facebook, che immagino che per chi non è potuto andare al Salone sia una vera tortura vedere foto e leggere questi resoconti.

giovedì 1 maggio 2014

Salone Internazionale del Libro di Torino... in versione rampante!

Tra una settimana esatta inizia il Salone del Libro di Torino. Uno degli appuntamenti più attesi da noi appassionati lettori. E, sebbene sia un po' contraria al fatto che il paese ospite quest'anno sia Città del Vaticano, anche io non vedo l'ora di andarci.
Anche perché quest'anno per me sarà ricco di novità. Cose piccole eh, ma che per me significano tanto.

La prima grande novità, per me, è il giorno in cui sarò presente. Mi troverete a girare per gli stand già il venerdì, il 9. Credo di non esserci mai andata in un giorno che non fosse sabato o domenica, e sono davvero curiosa di vedere com'è (sperando soprattutto che ci sia un po' meno calca).
Ci sono diversi appuntamenti che mi interessano quel giorno e a cui spero vivamente di riuscire ad andare: l'incontro TRADURRE I CLASSICI alle 12,  quello con ANDREA VITALI alle 16 (a questo non mancherò sicuramente) e poi HOMO FABER alle 17 con la minimumfax che racconta la sua storia. 

Alle 18 invece ce n'è uno a cui assolutamente non posso mancare... semplicemente perché non sarò seduta tra il pubblico ma dall'altra parte, sul palco (oddio, spero che non ci sia davvero un palco). Le Edizioni Spartaco, casa editrice indipendente che amo moltissimo, mi ha chiesto se volevo partecipare alla presentazione del libro LE GIOCATRICI: LOTTO, SLOT MACHINE E BINGO di Marilena Lucente. E ovviamente ho detto sì. L'incontro si terrà nella sala Independent's corner e insieme a me saranno presenti l'autrice e la scrittrice Giusi Marchetta.
Devo confessarvi che vedere il mio nome scritto nel programma del Salone del Libro è stata un'emozione incredibile. Anche perché è la prima volta che mi capita di presentare un libro e in questa settimana che manca sono sicura che emozione e agitazione mi tormenteranno un bel po'. 

Alle 20, se sopravvivo alla presentazione, c'è poi l'incontro con i fratelli Carofiglio, per presentare La casa nel bosco, loro ultima fatica (oddio, non credo che abbiano faticato poi così tanto a scriverlo). Il libro è stata una vera delusione, ma forse sentendoli parlare cambierò un po' idea.

Non ancora deciso se andare o meno anche il sabato dentro al Salone. Dico dentro, perché quel giorno sarò coinvolta in un appuntamento per il SALONE OFF (per chi non lo sapesse, la rassegna che si svolge in concomitanza del Salone in diverse zone di Torino e Provincia... fuori dal Salone, appunto).


Alle 18.30 sarò insieme ad Andrea Vismara presso la Camaleonte Piola, in via Bertholet 9 (zona San Salvario) per presentare il suo ultimo romanzo IDDU. DIECI VITE PER IL DIO DEL FUOCO, edito sempre dalla casa editrice Spartaco. L'incontro, organizzato dalla libreria Trebisonda, si inserisce nel ENJOY SAN SALVARIO SOCIAL FESTIVAL e, dopo la presentazione, ci sarà un aperitivo a base di specialità strombolane (e sono davvero curiosa di sapere quali siano le specialità di Stromboli!).

Quindi, non ho mai fatto una presentazione di un libro in vita mia e ora me ne "toccano" due in due giorni. Come vi dicevo già prima, sono contentissima ma anche un po' terrorizzata. E ringrazio tanto, tantissimo, le Edizioni Spartaco per la fiducia e la grandissima opportunità che mi stanno offrendo. Ma soprattutto per i bei libri che pubblicano (anche perché se fossero brutti, mica ci andrei a presentarli!).

E niente, questo è quanto al momento. Sarebbe bello riuscire a incontrare qualcuno di voi lettori per scambiare due chiacchiere e conoscerci oltre allo schermo. Quest'anno non so ancora se avrò la maglietta rampante come l'anno scorso (magari sì, e poi me la cambio prima della presentazione). In ogni caso, più o meno sapete dove potrete trovarmi. Oppure vi basta cercare una coppia con lei superentusiasta e lui, il povero lettore rampante, carico come un mulo. Perché sì, ho una lista di libri che vorrei comprare mooooolto mooolto lunga:


Fatemi sapere se ci sarete!

mercoledì 16 aprile 2014

LE GIOCATRICI. Lotto. Slot Machine. Bingo - Marilena Lucente

Una delle cose più difficili da fare quando si sta per partire è scegliere quali libri portare con sé. Perché una scelta sbagliata potrebbe condizionare l'intero viaggio e, di conseguenza, il ricordo che si avrà di esso. E' come viaggiare con qualcuno con cui non hai affinità, con cui non riesci nemmeno a parlare, ma che devi comunque sopportare. Alla fine lo odierai. 
Ma come il libro condiziona il viaggio, anche il viaggio può condizionare il libro, se non gli si può dedicare la giusta attenzione o il giusto tempo, se la mente è troppo altrove o troppo concentrata su altro. Insomma, per me è sempre un momento importante mettere un libro in valigia.
La settimana scorsa sono partita per la prima volta da sola per lavoro e avevo bisogno di un compagno di viaggio che riuscisse a distrarmi, a non farmi pensare a quello a cui andavo incontro e all'ansia che, da sempre, le cose nuove mi procurano. E di fronte a me era da poco arrivato un libro dalla copertina rosa: Le giocatrici, di Marilena Lucente. Protagoniste tre donne, afflitte da un unico grande morbo, quello del gioco, in tre diverse sue forme. E anche se io non ho mai giocato al lotto, né alle slot machine, nè al poker, e il mio picco massimo di azzardo è stato alle medie quando, insieme ai miei compagni di pulmino e all'autista del bus, abbiamo giocato qualche volta al superenalotto, ho sentito che questo era il libro giusto.

Tre donne, dicevamo. Tre racconti di un unico vizio in tre forme diverse, che porta ognuna delle protagoniste vicina a un baratro, a un passo dal caderci dentro. La prima che ci viene presentata è Teresa, il cui marito l'ha vinta a carte contro il padre. Un marito fortunato, a carte, al lotto e a qualunque altra cosa a cui decida di giocare. Solo con la famiglia non gli va poi così bene: con Teresa non sa come comportarsi, e nemmeno con i due figli, Anna e Nicola. Non sa nemmeno che la moglie tutte le settimane gioca al lotto, rubandogli i soldi dalla giacca. Gioca, gioca, gioca, ma non vince mai. Finché un giorno il padre, quello che l'aveva scommessa e perduta, le compare in sogno e, per sdebitarsi, le dà dei numeri vincenti. Ma Teresa non ha i soldi per giocarli e arriva a pensare di fare qualcosa di terribile. Da Teresa si passa poi, nel secondo racconto, alla figlia Anna, rimasta disoccupata da poco e miseramente caduta nel vizio delle slot machine. Anche lei sembra disposta a tutto pur di continuare a giocare. Anche lei non si rende conto di quanto in basso stia cadendo, di quanto quelle poche vincite le stiano piano piano facendo perdere tutto. Se ne renderà conto solo quando non avrà altra scelta, quando più in basso non potrà andare. E alla fine c'è Silvana, grande appassionata di bingo. Appassionata al punto da tornare a giocare proprio nella stessa sala in cui una sera estremamente fortunata è stata vittima di un furto che ha ridotto suo genero, intervenuto per aiutarla, in fin di vita. Silvana sa quanto sia brutto quello che sta facendo, sa quanto questo gesto la allontanerà ancora di più dalla figlia Moira, eppure non può fare a meno di andare a giocare, di chiamare Nicola, già, proprio quel Nicola fratello di Anna e figlio di Teresa, perché la accompagni alla sala. E pazienza se le altre giocatrici dei tavoli la guardano male, le sparlano dietro. Tanto tutte lì hanno qualcosa da nascondere, indipendentemente da dove stanno sedute.

Tutti e tre i racconti si leggono d'un fiato, senza quasi accorgersi delle pagine che scorrono, talmente sono coinvolgenti. Marilena Lucente è stata molto brava nel mettere su carta le ansie e le angosce di queste tre donne. Brava nel descrivere il modo in cui il gioco può distruggere la vita di chi ne diventa schiavo, ma anche come, a un certo punto, se ne possa uscire, per quanto tardi possa sembrare.
Mi è piaciuto molto il legame che l'autrice ha creato tra i vari racconti tramite i vari personaggi, Teresa e Anna come protagoniste, Nicola come spettatore, perché rende il tutto ancor più collegato, vicino, e dimostra come, nonostante tutto, ce la si possa fare.

Insomma, per me Le giocatrici è stato una piccola rivelazione, un ottimo compagno di viaggio. Un libro decisamente da leggere.

Titolo:  Le giocatrici. Lotto. Slot machine. Bingo
Autore: Marilena Lucente
Pagine: 155
Anno di pubblicazione: 2014
Editore: Edizioni Spartaco
ISBN: 978-8896350393
Prezzo di copertina: 10€