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martedì 22 gennaio 2013

LIBRI CHE VORREI #5

La rubrica "Libri che vorrei" è quella che aggiorno meno spesso. Non perché mi dimentichi di averla creata, ci mancherebbe... però le entrate e le uscite nella mia wish list sono talmente tanto rapide che io stessa fatico a starci dietro. Vedo un libro su uno scaffale, mi segno il titolo e poi, vuoi perché abbia perso dove me l'ero segnato, vuoi perché abbia letto trama o recensioni, alla fine si perde in mezzo ad altri titoli che hanno subito lo stesso destino.
Forse sono una lettrice un po' strana, non acquisto libri in modo compulsivo né corro a comprare le nuove uscite, anche se magari erano mesi che le aspettavo. Ho bisogno di pensarci, di rifletterci, di lasciare passare il momento di entusiasmo e assicurarmi che DAVVERO voglio leggere quel libro (sono diventata molto esigente e odio perdere tempo con libri che non meritano).
In ogni caso, di tutti i libri che sono entrati nella mia wish list nell'ultimo mese e mezzo, ce ne sono quattro che  sono sicura che prima o poi leggerò (al punto che controllo ogni giorno se sono in offerta oppure no):

MANCARSI , Diego De Silva, Einaudi, 2013
Trama: Diego De Silva ci regala una semplice storia d'amore. Semplice per modo di dire, perché la scommessa è tutta qui: nel nascondere la profondità in superficie, nel tratteggiare desideri e dolori, speranze e rovine, con poche parole essenziali, dritte e soprattutto vere. Perché, come diceva Fanny Ardant ne La signora della porta accanto, solo i racconti scarni e le canzoni dicono la verità sull'amore: quanto fa male, quanto fa bene. Solo lì si cela l'assoluto. Cosi De Silva prende i suoi due personaggi e li osserva con pazienza, li pedina, chiedendoci di seguirlo - e di seguirli - senza fare domande. Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un'assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto. Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s'incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via. Se le vite di Nicola e Irene non s'incontrano fino alla fine, le loro teste invece s'incontrano nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l'altro. Forse, verso l'attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca.

Ho amato tantissimo il De Silva e il suo avvocato Malinconico in "Non avevo capito niente" e "Mia suocera beve" e sebbene l'ultimo della serie, "Sono contrario alle emozioni", sia stato una delusione pazzesca, nutro nei confronti di questo autore una stima infinita. Questo libro mi ispira tantissimo. Mi piace molto l'idea di base della trama, quel "cosa sarebbe successo se"... perché alla fine la vita è fatta davvero così, di attimi, di coincidenze, di incontri azzeccati e di incontri mancati. E sono proprio curiosa di vedere come questo autore riesce a raccontare tutto questo.

L'ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE, Jan-Philipp Sendker, Beat, 2011
Trama:  Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido... un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L'atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole: "Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l'ultima volta".

Questo è uno di quei casi in cui comprerei il libro solo ed esclusivamente per il titolo, anche se la trama non mi attirasse per niente. Lo so che non si dovrebbe fare, viste tutte le delusioni in cui sono incappata, però, porca miseria se è bello questo titolo! 
Devo ammettere che comunque anche la trama non mi dispiace, sebbene di solito i romanzi ambientati in oriente non riescono mai a convincermi del tutto.


L'ULTIMA FUGGITIVA, Tracy Chevalier, Neri Pozza, 2013
Trama: È il 1850 quando Honor e Grace Bright si imbarcano sull'Adventurer, un grande veliero in partenza dal porto inglese di Bristol per l'America. L'aria smarrita di chi non è avvezza ai viaggi, il bel volto offuscato dal mal di mare, Honor Bright sa che non rivedrà mai più Bridport, il paese in cui è nata, nell'istante in cui la nave si allontana dalle verdi colline del Dorset. Troppo grande è il mare e troppo lontano è Faithwell, il villaggio dell'Ohio in cui Adam Cox, un uomo anziano e piuttosto noioso, attende sua sorella per prenderla in sposa. L'irrequieta Grace ha allacciato una corrispondenza epistolare con lui, culminata poi con la proposta di matrimonio, con l'intento di lasciarsi alle spalle l'angusta vita della piccola comunità di quaccheri in cui è cresciuta e abbracciare così nuove avventure. Honor Bright non condivide lo spirito temerario di Grace, ma Samuel, il suo promesso sposo, ha rotto il fidanzamento e la prospettiva di vivere in mezzo all'altrui compassione l'ha spinta a seguire la sorella al di là del mare. Una volta giunte in Ohio, tuttavia, a un passo da Faithwell, Grace si ammala di febbre gialla e, tra le misere mura di un albergo, muore. Honor Bright si ritrova così sola in una nazione enorme ed estranea, divisa da un immenso oceano dall'amato Dorset. Non le resta perciò che Adam Cox come unica ancora di salvezza. A Faithwell, tuttavia, viene accolta con freddezza dall'uomo e dalla cognata vedova.

Io amo Tracy Chevalier. Ho letto tutti i suoi romanzi (in realtà a parte "La donna con l'orecchino di perla", li ho letti tutti in lingua originale). Amo il suo modo di raccontare le storie e la bravura nel descrivere il contesto storico e culturale in cui si sviluppano. E amo tantissimo le sue protagoniste femminili, fragili e forti allo stesso tempo. Poi ho una passione per le storie ambientate nell'America di quel periodo (in realtà anche negli anni precedenti, dall'arrivo della Mayflower insomma)... e sono proprio curiosa di vedere come questa autrice sia riuscita a rappresentare quell'epoca.

GLI INNAMORAMENTI, Javier Marías, Einaudi, 2012
Trama: Luisa e Miguel sono la coppia perfetta: María Dolz, che lavora in una casa editrice di Madrid, da anni li osserva ogni mattina al caffè e dal quel rapporto fatto di sincera tenerezza e profondo affetto trae la forza per affrontare la propria assai meno perfetta vita privata e sentimentale, ma anche la insopportabile vanità dei suoi autori. Un giorno la donna scopre però che Miguel Desvern è stato ucciso, brutalmente accoltellato dal custode di un parcheggio, un balordo che vive in un'automobile. Dopo qualche tempo, Maria avvia una storia con Javier Diaz-Varela, il migliore amico del defunto, ma intuisce subito che questi è perdutamente innamorato della vedova: la morte di Miguel Desvern, all'apparenza casuale e inutile, le si presenta cosi sotto una nuova luce. La protagonista capisce via via ciò che il lettore di questo noir metafisico comprende da subito: che la storia è molto più complicata di quanto possa apparire. Dov'è la verità se di un avvenimento vengono proposte versioni sempre diverse, se appaiono inafferrabili persino i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le no-stre passioni? Cos'è l'amore se non la giustificazione per qualsiasi nostro atto, dal più nobile e altruistico al più scandaloso e deprecabile? Interrogativi e dubbi che in ultima analisi non troveranno soluzione perché raramente la lingua umana è in grado di agire in funzione della realtà e il più delle volte è solo strumento di continue, ulteriori mistificazioni.

Di questo autore ho letto solo "Domani nella battaglia pensa a me" e ne sono rimasta sconvolta e stupita. Marías scrive benissimo, crea situazioni incredibili e l'idea che si sia cimentato in un romanzo d'amore così complesso non fa che attirarmi. Anche perché credo tanto, tantissimo nell'amore e di come questo possa condizionare il nostro agire e il nostro essere, portandoci anche a compiere gesti che normalmente non faremmo.


Bene, questi sono i libri che voglio di più tra tutti quelli che vorrei. Aspetterò offerte, regali, prestiti o edizioni economiche per leggerli, perché, come già ho più e più volte ribadito, oltre che rampante sono anche un po' tirchia (o forse sono i libri che sono un po' troppo cari?)
Voi li avete letti? Li consigliate o sconsigliate?

domenica 18 novembre 2012

Libri che vorrei #4

E' passato quasi un mese dell'ultimo post di "Libri che vorrei" ed è inutile dire che la mia wish list si nuovamente allungata. Uno non fa in tempo a togliere qualcosa che subito deve mettere altro... Ma per fortuna tra poco è Natale e spero di riuscire a smaltirla di un bel po'!
I libri della puntata di oggi sono tutti abbastanza recenti, alcuni pubblicati da pochissimo, altri durante l'anno. Solo uno risale a qualche anno fa, e vi spiegherò perché. Iniziamo:


REGALO DI NOZZE,  Andrea Vitali (Garzanti 2012)
Trama: Ercole Correnti ha ventinove anni, tra qualche giorno si sposa, dopo cinque anni di fidanzamento. In una calda domenica d'agosto, mentre sta andando a pranzo dalla mamma, sul lungolago vede una Fiat 600 bianca. È uguale alla macchina sulla quale lui aveva fatto il primo viaggio della sua vita, vent'anni prima. Con mamma Assunta, papà Amedeo e soprattutto lo zio Pinuccio. Indimenticabile, quella gita, come lo zio Pinuccio. "Nato gagà", come diceva sua sorella Assunta. Ma anche insuperabile cacciaballe, raccontava di essere mediatore d'affari per i grandi produttori di seta del comasco. Grazie ai suoi mirabolanti racconti, era in grado di affascinare qualunque femmina gli capitasse a tiro. Ma anche un po' misteriosa, quella gita: Ercole ne riuscirà a scoprire i retroscena solo vent'anni dopo, in quell'afosa domenica di fine agosto.

Chi segue un po' questo blog sa già quanto mi piaccia questo autore italiano. Certo, va preso a piccole dosi: leggere tanti suoi romanzi uno in fila all'altro alla fine tende a renderlo un po' noioso e ripetitivo. Ma se si aspetta il giusto tempo, ogni suo libro riesce ad appassionare. E ora è effettivamente un po' che non leggo nulla di suo.


MILIONI DI MILIONI, Marco Malvaldi (Sellerio, 2012)
Trama: Nei gialli alla maniera di Malvaldi, in cui si ride della cinica ironia dei personaggi, i luoghi sono fondamentali per l'equilibrio tra umorismo e suspense. Montesodi Marittimo è un paesino toscano di una certa altitudine, nonostante il nome, per di più molto scosceso. Una persona su due porta un doppio patronimico, il secondo dei quali è sempre Palla. Eredità di un marchese Filopanti Palla, gran gaudente, pentitosi in punto di morte di lasciare tanti bambini senza un nome legittimo. Inoltre su Montesodi aleggia un mistero: è considerato "il paese più forte d'Europa". Per scoprirne la causa, vengono mandati dall'Università un genetista, Piergiorgio Pazzi, e una esperta di archivi, Margherita Castelli. Trascorsi i primi giorni, nel panorama umano che gli si offre, i due non trovano nulla di cui meravigliarsi, tranne la forza. È un mondo abitudinario, dominato da due gruppi familiari: il sindaco, l'onesto e schietto Armando Benvenuti, con la moglie Viola, e la maestra Annamaria Zerbi Palla, anziana vedova, con un figlio poco amato. La sorpresa arriva con una tremenda tempesta di neve che isola il paese per giorni. Piergiorgio, che alloggia nella casa della Zerbi, una mattina trova l'energica signora abbandonata in poltrona senza vita. Sembra, a prima vista, un attacco di cuore, ma Piergiorgio capisce che non si tratta di morte naturale e poiché il paese è isolato l'assassino non può essere andato via.

Marco Malvaldi è un altro di quegli autori italiani che ho scoperto da pochissimo e di cui mi sono innamorata. Certo, le trame dei suoi gialli non sono nulla di eccezionale, ma riesce a creare dei personaggi davvero incredibili, in grado di far ridere un sacco con le loro indagini strampalate. In questo caso manca il BarLume e forse la mia curiosità verso questo libro deriva proprio da questo: vedere se l'autore riesce a uscire dal suo solito schema.


LA FAVOLOSA VITA DI HENRY N. BROWN, ORSETTO CENTENARIO, Anne Helene Bubenzer (Sperling &Kupfer, 2012)
Trama: Bath, 1921. La guerra è finita da poco, e Alice Sheridan è una ragazza triste. Il suo grande amore, William, non ha più fatto ritorno dal fronte, e la sua vita non è più quella di prima. E per questo che un giorno, all'ora del tè, Alice decide di prendere ago e filo e mettere insieme i pezzi di un nuovo amico: due bottoni per gli occhi, un batuffolo di cotone per il naso, ed ecco Henry N. Brown, orsetto di peluche. Un orsacchiotto diverso dagli altri: perché Alice gli ha cucito dentro un segreto. Un minuscolo segreto di metallo che lei chiama amore. Comincia così la storia di Henry, che, da allora, di amore ne ha dato e ricevuto, durante i lunghi anni in cui è passato di mano in mano: la sua esistenza è stata ricca, curiosa, piena di incontri. Ovunque sia approdato, ha conquistato adulti e bambini con il suo sguardo tenero e sapiente e l'incrollabile capacità di ascoltare. Ha visto la guerra e il suo furore, ha conosciuto le grandi città d'Europa e ha avuto moltissimi amici: dal piccolo Robert con cui condivise una spericolata infanzia parigina, a Marlene che lo regalò al fidanzato in partenza per il fronte russo, a Nina, bambina ammalata nell'Ungheria sovietica. Senza mai dimenticare la sua prima amica, che gli fece il regalo più importante. E così, oggi, Henry ci racconta la sua storia. Che è soprattutto una storia d'amore: quello che gli è stato cucito dentro il primo giorno, il filo rosso della sua lunga vita.

Ho scoperto questo romanzo per puro caso, leggendo una recensione sulla rivista ArtIn Time e me ne sono innamorata. Sarà che ho ancora tutti i miei peluche di quando ero bambina sulla mensola sopra il letto, sarà che trovo la trama di questo libro estremamente poetica... non lo so, so solo che mi è venuta una voglia immediata di leggerlo.


MIELE, Ian McEwan (Einaudi 2012)
Trama: La prima voce narrante femminile di McEwan dall'epoca di "Espiazione", Serena Frome, è una figlia degli anni Sessanta senza slogan né rivoluzioni, una figlia borghese cresciuta dal padre vescovo entro i confini protetti di una cattedrale, lontana dalle inquietudini politiche e sociali che sferzano la Gran Bretagna dei primi anni Settanta. La sua iniziazione al mondo si compie attraverso un amante maturo, docente di storia e amico personale del ministro dell'Interno, che a Serena insegna ad accostare il giusto vino al giusto cibo e a contemperare la baldanzosa lettura di Solzenicyn con quella approfondita di Churchill, e che, prima di sparire misteriosamente dalla sua vita, le spezza il cuore e le regala un mestiere: un incarico all'MI5. Che cosa possono volere ai piani alti della prestigiosa agenzia d'intelligence britannica da una bionda ragazza di buona famiglia con una mediocre preparazione matematica faticosamente rimediata a Cambridge e una prodigiosa, ancorché superficiale, rapidità di lettura? Farne una pedina nella cosiddetta "guerra fredda culturale": Serena parteciperà all'operazione "Miele", con la quale l'agenzia intende finanziare occultamente scrittori ritenuti affini alla causa dell'Occidente trasformandoli in inconsapevoli agenti della propaganda anticomunista. Il candidato ideale è individuato in Tom Haley, promettente autore di alcuni apprezzati racconti e di qualche articolo critico nei confronti del blocco sovietico.

Io con McEwan ho un rapporto molto particolare. Ho amato tantissimo alcuni dei suoi romanzi ("Espiazione" e" Sabato") e odiato tantissimo altri ("Cortesie per gli ospiti" e "L'amore fatale"). Per cui ogni volta che esce un suono nuovo romanzo sono un po' combattuta se leggerlo o meno. Ad attrarmi di questo è l'idea che ci sia una protagonista femminile, proprio come in Espiazione, per me il suo capolavoro (anche se so che gli amanti di questo autore lo considerano più una parentesi dal suo solito stile). Io nel dubbio comunque lo metto in wish list.


SIMON'S CAT CONTRO TUTTI, Simon Tofield (TEA, 2012)
Trama: Il gatto più famoso del web è tornato con un nuovo, fantastico libro. Nuove avventure raccontate con quell'irresistibile ironia che ha reso Simon Tofield uno dei vignettisti più apprezzati al mondo. Un nuovo libro illustrato a colori.

Ormai dovreste saperlo, io amo questo gatto. Amo i suoi video su youtube e le sue avventure grafiche. Mi è appena arrivato la raccolta precedente a questa, Voglio la pappa e la voglio adesso, ed è fantastica (anche se un pochino troppo sottile...). E ora voglio anche questa! (e la voglio adesso!)


ADAM E EVELYN, Ingo Schulze (Feltrinelli, 2009)
Trama: Germania dell'Est, 1989. Le donne amano Adam perché confeziona loro abiti che le rendono belle e desiderabili. Adam ama le belle donne. Così, quando le donne indossano i suoi abiti, Adam le desidera tutte. A parte questo, Adam ama Evelyn. Quando lei, in un afoso giorno d'agosto, lo coglie in flagrante tradimento, lo pianta in asso e va in vacanza sul lago Balaton con un'amica e il cugino di lei. Adam li segue. Per Evelyn andrebbe in capo al mondo, e forse dovrà proprio farlo, visto che l'Ungheria vuole aprire il confine a ovest. All'improvviso il frutto proibito è lì, a portata di mano, e ognuno deve decidere se coglierlo o no. Nella situazione eccezionale di quella tarda estate dell'89, nel clima sospeso di un'improvvisa libertà di scelta, Ingo Schulze riscopre l'origine mitica dell'uomo, il divieto e la tentazione, l'amore e la conoscenza, e con essi l'anelito del paradiso. Dove si trova il paradiso? In un gioco di rimandi con il mito biblico di Adamo ed Eva, Ingo Schulze crea una leggiadra tragicommedia che offre una chiave di lettura di quella storica estate del 1989, quando il frutto proibito sembrava a portata di mano.

Qualche giorno fa, parlando sulla pagina facebook del blog con una mia amica che ha studiato tedesco all'università, mi sono resa conto di non conoscere per nulla a letteratura tedesca contemporanea e lei mi ha consigliato questo romanzo. Sono andata a leggerne la trama ed effettivamente mi sa proprio di un libro che potrebbe piacermi e appassionarmi. E iniziare magari a colmare un pochino le mie lacune in materia.

Che ne pensate? Voi li avete letti o pensate di farlo?
Alla prossima!!

lunedì 22 ottobre 2012

Libri che vorrei #3

Nuovo appuntamento con i "libri che vorrei" leggere, perché incuriosita dalla trama o da recensioni e commenti positivi. Ricordo che in questi post potranno comparire libri non ancora usciti o usciti da poco ma anche libri più vecchi che, per un motivo o per l'altro, non avevo mai scoperto prima.
Ecco qui i romanzi entrati negli ultimi giorni nella mia wish list:

SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO, Paolo Cognetti (Minimum Fax, 2012)
Trama: "Sofia si veste sempre di nero" è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, autore di "Manuale per ragazze di successo" e "Una cosa piccola che sta per esplodere". Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di Carver e Salinger, Cognetti ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l'universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent'anni di storia: dall'infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all'adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, Cognetti ci regala il ritratto di una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada.

Ho sentito parlare molto di questo autore e di questo suo libro e ne sono attratta come una calamita, anche se non saprei bene spiegarvi il motivo. Un po' perché gli autori italiani contemporanei si stanno rivelando sempre una piacevole scoperta, un po' perché mi piace molto questa casa editrice e le sue copertine. Fatto sta che voglio leggere questo libro.


E POI, PAULETTE... , Barbara Constantine (Einaudi, 2012)
Trama: Ferdinand è un signore sui settanta che vive tutto solo nella sua enorme cascina in campagna. Figli e nipoti hanno troppi impegni... A lui resta il cane, un bicchierino ogni tanto, e un sacco di tempo libero. Un giorno Ferdinand, facendo visita alla vicina, scopre che il suo tetto è stato devastato da un nubifragio. Non ci dorme tutta la notte. Ma il mattino successivo si fa coraggio e invita Madame Marceline a trasferirsi da lui. Lei e tutti i suoi animali, ben inteso. A poco a poco la fattoria si riempie di fermento, agitazione, nuova vita. Perché dopo Marceline arrivano anche un amico di infanzia di Ferdinand rimasto vedovo di recente, due vecchine un po' smemorate, uno studente di Agraria che rimette in sesto l'orto, e alla fine anche Paulette...

Di questa autrice avevo già letto e apprezzato molto "Tom, piccolo Tom". Ho scoperto per caso, grazie a uno dei tanti blog letterari come il mio, questo secondo romanzo. La trama mi affascina molto, come succede quasi sempre nel caso di libri che parlano di anziani in situazioni che si preannunciano buffe ma anche molto profonde.


IL MIO REGALO SEI TU, Sarah Spinazzola (Marcos y Marcos, data prevista di uscita 25 ottobre 2012)
Trama: Oggi vede suo padre per la prima volta. Sono diciotto anni che aspetta questo momento. Una settimana fa l'ha visto in televisione, l'ha cercato e ora eccola lì, che sposta il peso da un piede all'altro nella portineria di uno studio televisivo. Lui ha qualcosa da finire, le chiede soltanto un attimo; diciotto anni e un attimo.
"Hai fatto bene a cercarmi tu, perché io non l'avrei mai fatto" le dice poi. Non ci sono abbracci. Gelido freddo invernale, dentro e fuori di lì. Ha un bel salire e scendere da autobus e tram, Lidia, per andarlo a trovare. Passano i mesi e non c'è disgelo.
Ma il destino è disegnato nel cielo, ha un cappello bianco da cowboy, è da anni che la cerca dappertutto e ancora non l'ha trovata.
Aspettami, non ti muovere, gli dice Lidia, ti troverò io.
Va a cercarlo lontano, su una montagna a duemila metri, dove il lavoro principale è sorridere, e non fermarsi mai.
E proprio lì, di colpo, una pioggia di sms cambia tutto.

Amo la Marcos y Marcos. Amo le sue incredibili copertine e, almeno per ora, non ho mai avuto nessuna delusione dai suoi romanzi. La prima volta che ho letto questo titolo, pur piacendomi molto, mi ha fatto pensare che il libro raccontasse di una storia d'amore. La trama ha smentito il mio sospetto... sebbene anche quello tra padre e figlia sia una forma di amore. O di amore negato, come in questo caso.



IL TALENTO DEL CUOCO, Martin Suter (Sellerio, 2012)

Trama: nelle cucine di un ristorante di lusso a Zurigo lavora Maravan, un giovane tamil che viene dallo Sri Lanka. Come molti suoi connazionali è fuggito dalla guerra per giungere in Europa, sperando nell'asilo politico e con la responsabilità di aiutare la famiglia rimasta in patria. Nel ristorante gli vengono assegnati solo i compiti più umili e noiosi, ma lui non se la prende. Ha un carattere amabile e ottimista, possiede una fede devota, e soprattutto è un cuoco dall'olfatto e dalle qualità straordinari. La prima a scoprirlo è Andrea, una cameriera dello stesso locale. Per lei Maravan cucina il vero curry, ispirato alla tradizione culinaria di famiglia con qualche personale innovazione. La ragazza, nel corso di una cena indimenticabile, avrà un'idea che cambierà il loro futuro: dovranno mettersi in proprio e aprire una ditta. Si chiamerà "Love Food" e proporrà un Love Menu, consegna a domicilio di raffinati manicaretti afrodisiaci capaci di stimolare il desiderio delle coppie annoiate. I primi clienti arrivano grazie a una terapista specializzata, ma la voce si sparge rapidamente. Le sensuali ed efficaci ricette di Maravan sanno restituire gusto ed emozione alle serate di coppie abbienti, a personalità della politica, a uomini d'affari in cerca di sensazioni forti. Ma attraggono anche figure ambigue, che vivono ai margini del potere e della ricchezza...

Amo molto i romanzi che parlano di cibo (sarà che mi piace mangiare...) e di passioni che permettono di riscattarsi e riprendere in mano la propria vita. Se mi fossi fermata alla copertina, questo libro non mi avrebbe attratto nemmeno un po'. Poi però ho letto la trama e mi è venuta voglia di leggerlo (e anche un po' di mangiare a dir la verità)

Qualcuno di voi li ha già letti?

lunedì 1 ottobre 2012

Libri che vorrei #2

Sabato pomeriggio sono capitata per caso nel fornitissimo reparto libri di un Auchan vicino a Torino e ho dovuto resistere parecchio all'impulso di acquistare due libri (sempre per via del mio stupido fioretto di non acquistare nulla finché non si riduce la pila dei "da leggere").

I due romanzi sono questi:

I MIRACOLI HANNO LA CODA LUNGA di Ellen Rogers
(2012, Salani, trad. di G. De Florio)

Trama: Giovane, bello e sportivo, a causa di un gravissimo incidente stradale, Ned si ritrova completamente paralizzato e con pochissime prospettive di vita. Per la sua famiglia è una tragedia devastante. La madre Ellen, una donna in carriera poco abituata a stare con i figli, viene messa per l'ennesima volta a dura prova dalla vita. Ellen combatte coraggiosamente contro l'angoscia e i problemi pratici legati alla disabilità del figlio. In suo soccorso arriva Kasey, una scimmia addestrata per assistere i disabili. Kasey aiuta Ned a riguadagnare parte delle sue capacità motorie e la speranza di vivere. Ellen decide di scrivere questa storia, per dimostrare che la forza d'animo e la costanza sconfiggono qualsiasi avversità. E che un piccolo animale può cambiare la vita di un'intera famiglia.

Sebbene si tratti di un libro pensato per i ragazzi (l'età consigliata è dai 10 anni in su), c'è qualcosa nella trama che mi attrae in modo incredibile. Sarà che credo molto nel potere terapeutico degli animali, nelle piccole ma soprattutto nelle grandi avversità (un po' perché l'ho provato sulla mia persona, un po' perché effettivamente mi basta vedere il musetto di un cagnolino o accarezzare un gatto per sorridere anche nel momento più buio). Il fatto che il protagonista di questo libro sia una scimmia, animale per cui ho sempre provato una certa simpatia (mio papà ogni tanto mi chiamava "scimmietta"), mi incuriosisce ancora di più: Non avevo idea che anche questi animali venissero usati per la pet therapy!


L'IMPREVEDIBILE VIAGGIO DI HAROLD FRY di Rachel Joyce
(2012, Speling & Kupfer, trad. di M. Bartocci e C. Brovelli)

Trama: Quando viene a sapere che una sua vecchia amica sta morendo in un paesino ai confini con la Scozia, Harold Fry, tranquillo pensionato inglese, esce di casa per spedirle una lettera. E invece, arrivato alla prima buca, spinto da un impulso improvviso, comincia a camminare. Forse perché ha con la sua amica un antico debito di riconoscenza, forse perché ultimamente la vita non è stata gentile con lui e con sua moglie Maureen, Harold cammina e cammina, incurante della stanchezza e delle scarpe troppo leggere. Ha deciso: finché lui camminerà, la sua amica continuerà a vivere. Inizia così per Harold un imprevedibile viaggio dal sud al nord dell'Inghilterra, ma anche dentro se stesso: mille chilometri di cammino e di incontri con tante persone, che Harold illuminerà con la sua saggezza e la forza del suo ottimismo. Harold Fry è - a suo modo - un eroe inconsapevole, proprio come Forrest Gump: un uomo speciale capace di insegnarci a credere che tutto è possibile, se lo vogliamo davvero.

Sapevo dell'uscita di questo romanzo, avvenuta pochi giorni fa, grazie alle pubblicità apparse su blog e facebook, ma inizialmente non aveva cattura così tanto la mia attenzione.
Poi però ho visto il volume dal vivo e ne ho letto la quarta di copertina. Trovo che nella trama di questo romanzo, uscito da pochi giorni, ci sia qualcosa di incredibilmente poetico. Non lo so, sembra uno di quei libri destinato a lasciarti qualcosa: sarà che parla di amicizia, un'amicizia lunga e solida che si trova a scontrarsi contro quell'unica cosa che potrà metterne fine, almeno fisicamente,ovvero la morte. Sarà perché parla anche di un viaggio alla ricerca di se stessi, fatto però ormai in tarda età quando sono poche le cose che si possono cambiare. 


Entrambi i romanzi sono quindi finiti dritti dritti in wish list, così da renderla ancora più infinita. Voi li avete letti?

lunedì 10 settembre 2012

Libri che vorrei #1

Ho deciso di aprire una nuova rubrica in questo blog, in cui presentarvi i libri che, per un motivo o per l'altro, entrano nella mia wish list (sì, lo so, non è esattamente una rubrica originale...). 
Ovviamente si tratta di libri che a me piacerebbe leggere, e quindi non necessariamente si tratterà di novità o nuove uscite, ma capiterà anche di trovare romanzi un po' più datati.
Come sempre, anche la cadenza sarà casuale.

Il primo post però è comunque completamente dedicato alle novità. Sono riuscita infatti a recuperare una copia del nuovo "Il Libraio" (rivista letteraria che spero tutti conosciate) e ho trovato diversi romanzi interessanti che prima o poi spero di riuscire a procurarmi.

OGNI ISTANTE DI TE E DI ME  di Alex Campus (GARZANTI)
uscita prevista: 13 settembre 2012

Trama: Normandia, 1918. Léon e Louise amano pedalare controvento verso l'oceano. Verso quel piccolo antro tra gli scogli, sferzato dalle correnti, il loro rifugio, il loro nido. Lì, di fronte alla vastità dell'orizzonte, tutto è possibile. È possibile amarsi, con la spensieratezza e l'intensità dei loro sedici anni. È possibile immaginare un futuro insieme, lontano dalla guerra, dalle detonazioni, dalla morte. E sancire la loro unione con una promessa: "Ora e per sempre". Ma per quanto si illudano di tenerla lontana, la guerra è vicina, fin troppo vicina a loro. Sulla strada del ritorno una bomba li divide. Léon crede che lei sia morta e così Louise di lui. Eppure l'eco di quella promessa fatta tra le onde è destinata a durare ancora a lungo. Dieci anni dopo, a Parigi, mentre insorgono i presagi di una nuova guerra, Léon si è rifatto una vita. Ma una sera tutto cambia: il metrò è affollato, eppure nell'istante in cui i due vagoni si sfiorano, Léon la vede, nell'angolo del vetro libero vicino alla porta. Gli stessi occhi verdi, le lentiggini e i folti capelli scuri, l'immancabile sigaretta, come allora. Ne è sicuro: quella è la sua Louise. A separarli solo un metro d'aria e due finestrini. E due vite che hanno ormai preso direzioni diverse: lui ha moglie e famiglia, e lei ha scelto di stare da sola, fiera della propria indipendenza. Ma non importa. Anche se il futuro è pronto a dividerli di nuovo, ci sarà sempre un momento, un giorno, un istante in cui si rincontreranno.
Lo vorrei perché: mi piacciono un sacco sia il titolo sia la copertina. E amo le storie d'amore ambientate in periodi storici passati.


MIRTILLI A COLAZIONE di Meg Mitchell Moore (GARZANTI)
uscita prevista: 20 settembre 2012

TramaBurlington, Vermont. Il tavolo della colazione sembra un campo di battaglia. Uova strapazzate, mirtilli e briciole di pane sulla tovaglia. In salotto giocattoli sparsi a terra e il pianto di un neonato. Ginny e William credevano di aver smesso di fare i genitori. Pensavano di potersi godere in pace gli anni della loro vecchiaia: curare il giardino, scaldarsi alle chiacchiere serene dell'ultimo sole. Ma è bastato un solo weekend perché tutto cambiasse e la loro casa venisse improvvisamente invasa da tutti i loro figli. La prima a presentarsi è Lillian, in fuga da un marito fedifrago, con al seguito la sua bambina di tre anni Olivia e il neonato Philip. Poi Stephen, accompagnato dalla moglie che scopre proprio in quel momento che la sua gravidanza è a rischio ed è costretta all'immobilità immediata. E infine Rachel, la figlia minore, che ha perso il lavoro e non può più permettersi le scarpe costose e l'affitto nel pieno centro di Manhattan. Dovevano fermarsi solo pochi giorni, ma sono diventati ospiti a tempo indeterminato. William e Ginny hanno di fronte a loro una lunga, lunghissima estate in cui, fra piatti rotti, urla selvagge, ma anche la carezza tenera delle dita paffute di un nipotino, devono imparare a conoscere di nuovo i figli e i loro problemi, ormai molto più complessi di una caduta dalla bicicletta e un ginocchio sbucciato. Perché non si smette mai di essere genitori.
Lo vorrei perché: anche in questo caso, titolo e copertina sono state le prime cose ad avermi attirato. E poi i libri che narrano di famiglie incasinate mi hanno sempre affascinato, le trovo molto realistiche ed è molto facile identificarsi.


NEL NOME DELLO ZIO di Stefano Piedimonte (Guanda)
Trama:  Lo Zio è uno spietato boss della camorra. Ha però una fatale debolezza: il Grande Fratello. Non si perde una puntata del GF neanche quando è costretto a vivere in latitanza, braccato dall’agente di polizia Woody Alien (così soprannominato per la «bruttezza intellettualoide») che potrebbe incastrarlo grazie a un misterioso informatore. Allora i «guaglioni» dello Zio, scoperta l’identità del traditore, arruolano il pusher Anthony – ventenne incensurato, ma in compenso lampadato e depilato – per mandargli un messaggio dalla Casa. Dopo un estenuante addestramento, Anthony riesce a superare il provino ed entra nel cast. E sarà proprio lui a dare il colpo di… scena. La miscela delle situazioni e dei personaggi è di una comicità esplosiva. Grazie a una scrittura brillante, sottile, incalzante è impossibile staccarsi dalla pagina. Con il suo humour grottesco l’autore ha trovato un modo singolarissimo di raccontare, denunciandola, una realtà drammatica come quella napoletana: restituisce «operai e manager del crimine» alle loro fragilità, ai loro tic, al loro linguaggio, alla loro mostruosa quotidianità, e proprio per questo li tocca nel vivo.
Lo vorrei perché: la Camorra è un tema di cui si parla da sempre e che è stata spesso protagonista di romanzi e libri d'inchiesta. Non so se esistessero invece già romanzi humor che trattano di questo tema. E credo che anche l'ironia, il grottesco e la comicità possano essere dei validissimi strumenti di denuncia, che possono forse arrivare ancor più in profondità.



UN ATTIMO, UN MATTINO di Sarah Rayner (Guanda)
uscita prevista: 27 settembre 2012

TramaUn piovoso e freddo lunedì di febbraio sul treno che porta i pendolari da Brighton a Londra. Nei vagoni, visi assonnati, pensieri, preoccupazioni. All'improvviso, un uomo che sta viaggiando con la moglie si sente male. Inizia così, da un episodio quasi banale nella sua drammaticità, la storia intensa di Anna, Karen e Lou. Tre donne su quel treno, le prime due unite da una profonda amicizia, la terza una sconosciuta che per una serie di eventi fortuiti legati a quel dramma si avvicinerà a loro. Insieme affronteranno la settimana più dura della loro vita e insieme scopriranno che, se è vero che basta un attimo perché tutto vada in frantumi, la vita va avanti e ci chiede di tenere il passo.

Lo vorrei perché: ha una copertina che trovo davvero bellissima! E poi parla di donne, ma di donne normali, che affrontano problemi veri.



IL GHOSTWRITER di Zoran Zivkovic (TEA)
uscita prevista: 20 settembre 2012

TramaUna mattinata nello studio di uno scrittore. Sta per mettersi al lavoro quando riceve una mail da uno sconosciuto Ammiratore che gli chiede se è disposto a scrivere un romanzo che non verrà pubblicato a suo nome. "Ma come?! A me vengono a chiedere di fare il ghostwriter!" Comincia così una storia semplice, e al tempo stesso sempre più misteriosa, in cui Zivkovic si diverte a mostrare tutti i paradossi dello scrivere e del rapporto tra l'autore, il libro e il lettore. Per fortuna nello studio si aggira anche Felix, un saggio gattone, che finirà col portare un po' di buon senso
Lo vorrei perché: sebbene non abbia amato molto "Sei biblioteche", raccolta di racconti di questo autore, la trama di questo nuovo romanzo mi ispira tantissimo. Ha l'aria di essere un altro inno alla letteratura. E poi mi piacciono un sacco i gatti.

Il Libraio di questo mese è molto ricco di spunti, anche se a volte, leggendo le varie trame, si trovano molte similitudini (stanno tornando di moda i romanzi sull'olocausto). Questi sono quelli che hanno catturato maggiormente la mia attenzione: un paio li puntavo già da un po' ("Nel nome dello zio" e "Un attimo, un mattino"), altri sono state delle scoperte. Spero di riuscire presto a recensirli!

Per questo primo appuntamento è tutto!