
Da adolescente ero una grande scrittrice di lettere d’amore. Mi piaceva scrivere, mi piaceva mettere su carta le mie emozioni (forse perché a voce avevo e ho ancora qualche difficoltà a farmi capire veramente) e farle leggere alla persona che, in quel momento e con la normale follia dei sedicenni, ritenevo la più importante nella mia vita. Poi sono cresciuta e ho smesso (per la gioia dei fidanzati di turno che non dovevano più sorbirsi le mie missive quasi quotidiane), però ne rimango una fervente sostenitrice.
Certo, preferisco le lettere d’amore
con un mittente e un destinatario chiaro, e sicuramente anche io se avessi
ricevuto una lettera d’amore inaspettata e criptica come quella ricevuta da
Helen, la libraia protagonista di La lettera d’amore, questo bel romanzo di
Cathleen Schine, avrei dato un po’ di matto. La mia curiosità sarebbe partita
per la tangente e, proprio come lei, mi sarei messa a cercare il mittente in
ogni persona che avessi incontrato: che sia stato il goffo ventenne Johnny, assunto per l’estate
a dare una mano in libreria, a scrivere quelle belle parole? Oppure George che,
anche se ha una moglie, sicuramente si ricorda di quando da giovane con Helen
flirtava eccome? Ma potrebbe anche essere opera di Lucy, che della libreria di
Helen gestisce la contabilità, ad aver scoperto tardi la sua naturale
inclinazione? Tutti o nessuno di loro? Helen vorrebbe ma non sa come fare a
scoprirlo, come fare a capire chi è il mittente, chi è il destinatario, chi è
che dell’amore riesce a esprimere così tanto, in poche parole. E poi, è davvero così importante?
Come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si
cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si
schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un
precipizio, per sempre?
Prima di acquistare il libro, in
un mercatino dell’usato, ho cercato online qualche commento. Da molti è stato
liquidato come un Harmony pubblicato da Adelphi. Ho il sospetto che chi lo
abbia definito così, proprio come Helen, di amore non abbia ancora capito
niente.
La lettera d’amore del titolo, la
lettera d’amore bellissima che Helen si ritrova in mano, altro non è che un
pretesto: per parlare di questo sentimento, certo, ma anche di tutti i dubbi,
le insicurezze, le paure, i dolori, ma anche le gioie, i coinvolgimenti, le
passioni che questo può provocare. In chiunque e a qualunque età. E del coraggio che ci vuole di cadere,
inciampare, perdere l’equilibrio, sbucciandosi le ginocchia e il cuore vale la
pena. A qualunque età.
La protagonista all'inizio è
decisamente antipatica, nonostante gestisca una libreria e cerchi nei libri la
soluzione ai suoi problemi. Però piano piano, leggendo, si scopre che la sua
ostentata sicurezza nasconde qualcosa di più. Dolorosi ricordi del passato,
amori in qualche modo traditi, da un padre che se n’è andato troppo presto o da
un fidanzato che con la sua spavalderia ha impedito che lei realizzasse il suo
sogno di andare Woodstock, e anche un po’ di solitudine, che la portano ad aver
soprattutto paura di lasciarsi andare.
La lettera d’amore è un romanzo d’amore,
ovviamente. Un bel romanzo d’amore. Ma per me è stato anche molto di più. Un
tuffo nel presente, in quelle piccole cose che fanno grande un amore, lo
sbucciare un'arancia o un allacciarsi le scarpe, pensando sempre all’altra
persona, ma anche nel passato, con le cicatrici che certe sbucciate di ginocchia
e di cuore mi hanno lasciato e che hanno portato ad altre cose, ad altri amori.
Ed è bellissimo, no?
Titolo: La lettera d'amore
Autore: Cathleen Schine
Traduttore: Domenico Scarpa
Pagine: 270
Editore: Adelphi
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formato brossura: La lettera d'amore
Titolo: La lettera d'amore
Autore: Cathleen Schine
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