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lunedì 22 aprile 2013

DOPO LUNGA E PENOSA MALATTIA - Andrea Vitali

Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato per un'urgenza, il paziente lo conosce bene. Attraversa sotto una pioggia micronizzata i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince, e nelle ore successive arrivano altri indizi e i sospetti crescono. Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. Per farlo, dovrà conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Galimberti. E scoprire che la verità si trova forse sull'altra sponda del lago di Como. "Dopo lunga e penosa malattia" è l'unico giallo scritto da Andrea Vitali. E forse non è un caso che abbia come protagonista un medico sensibile e acuto. L'indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell'improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.

"Vuoi leggere un libro carino, leggero, veloce e ben scritto?"
Con questa frase mi è stato messo in mano questo libro. Certo, chi me l'ha prestato sa benissimo quanto mi piaccia leggere Andrea Vitali di tanto in tanto. I suoi sono romanzi leggeri leggeri, utili quando si cerca qualcosa da leggere che non richieda eccessivo sforzo mentale, già a partire dalla struttura in capitoli corti e veloci. Certo, le trame non gli riescono sempre molto bene, soprattutto ultimamente, forse per stare dietro a logiche editoriali e commerciali che gli richiedono uno o due libri all'anno.
Però, prendendo i romanzi più vecchi, solitamente con Vitali vado abbastanza sul sicuro. Basta leggerli con un giusto intervallo di tempo e non si viene mai a noia.

Dopo lunga e penosa malattia ha però qualcosa di diverso rispetto ai suoi soliti romanzi. Bellano c'è sempre (e se non ci fosse probabilmente ne sarei rimasta parecchio delusa), ma non è così fondamentale come nelle altre sue opere. Non è il protagonista questa volta. Così come non lo sono le chiacchiere e i pettegolezzi di paese che fanno progredire le storie negli altri suoi libri. No, qui siamo di fronte a un giallo e per scriverlo Vitali alza anche un po' il registro.
Un giallo che effettivamente funziona, ben scritto e ben studiato e che coinvolge il lettore al punto da non poter chiudere il libro finché non si arriva alla fine (cosa abbastanza fattibile, visto che è di sole 160 pagine). Ci si appassiona al destino di Luciano Galimberti, apparentemente morto d'infarto, e alle indagini del dottor Carlo Lonati, i cui sospetti che ci sia qualcosa di più sotto vengono confermati dai piccoli indizi che qualcuno gli lascia perché non perda interesse sulla vicenda. Un manifesto mortuario volutamente sbagliato, telefonate anonime continue. Bugie e ambiguità. Insomma, un bel giallo vecchio stile.
Però, purtroppo, c'è un però che rovina un po' tutto. Il finale. Uno si aspetterebbe, come in tutti i gialli di questo tipo, che tutti i tasselli vadano al loro posto: assassino e movente rivelati e giustizia finalmente fatta. E almeno in parte questo succede. Ma qualcosa rimane in sospeso, qualcosa non viene spiegato (purtroppo non vi posso dire cosa o vi rovinerei tutto il libro), lasciando quel senso di incompleto che un romanzo del genere non dovrebbe lasciare.

Il libro è sicuramente scritto bene e, pur non essendo sicuramente all'altezza di Una finestra vistalago che per me è il miglior Vitali in assoluto (tra quelli che ho letto, ovviamente), riesce a intrattenere e a divertire. Non è un libro scritto di fretta e solo ed esclusivamente per vendere, e, come si diceva all'inizio, è perfetto per lasciare andare la mente e i pensieri senza sforzi. Ma gli manca qualcosa.

(Comunque la prossima volta che mi viene chiesto "Vuoi leggere un libro carino, veloce e ben scritto?" provo a rispondere di no... solo per il gusto di vedere la faccia di chi me l'ha chiesto)

Titolo: Dopo lunga e penosa malattia
Autore: Andrea Vitali
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: Garzanti
ISBN: 978-8811686521
Prezzo di copertina: 14,60 €
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formato brossura: Dopo lunga e penosa malattia

4 commenti:

  1. Sembrano essere i soli libri che le persone si sentono di consigliare.
    1. sono i soli libri che leggono
    2. hanno paura di compromettersi con qualcosa di più impegnativo.

    Quale delle due?

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    1. In questo caso non sono i soli libri che legge, anzi... credo sia un lettore più compulsivo di me (è pensionato, ha più tempo :P). E ha ampliato un po' i suoi orizzonti con i libri che gli passo io, così come grazie a lui io ho conosciuto Malvaldi, Carofiglio e altri :)

      Però a volte sì, io stesso mi rendo conto di aver paura a consigliare libri più impegnativi, soprattutto se non conosco bene la persona a cui li sto consigliando. E cerco di farmi dire sempre il più possibile del destinatario del libro per cui mi viene chiesto consiglio.

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  2. Io ho adorato La modista. Molto ironico e divertente, ma tutto dipende da cosa uno ha volgia di leggere. Io ad esempio consiglierei Vitali per una lettura in vacanza. Leggero e poco impegnativo. Ne ho letti solo 3 o 4 dei suoi e mi sono piaciuti tutti, ma senza entusiasmarmi. La modista è più carino tra quelli che ho letto.

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    1. Esatto sì, Vitali è una lettura da vacanza. Leggero, scorrevole, anche divertente.
      Io ne ho letti quattro o cinque... il più bello per me rimane "Una finestra vistalago"... e "La modista" sarà uno dei prossimi!:)

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