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domenica 21 aprile 2013

Riflessioni sul comodino...

No, non sono appollaiata sul mio comodino a riflettere sul senso della vita (anche perché tecnicamente un comodino nemmeno ce l'ho). Semplicemente mi sono resa conto che è parecchio che non pubblico post per la rubrica "sul comodino" e il motivo di questo mancato aggiornamento mi ha spinto a qualche considerazione.
Non pubblico più quella rubrica perché non riesco a stare dietro ai nuovi libri che mi entrano in casa. Davvero, non ci riesco. Sembra quasi che arrivino da soli e io me li ritrovi lì, in attesa, più o meno paziente, di essere letti.

Ieri, ad esempio. Sono arrivata a casa del lettore rampante, che tutto trullo mi ha dato il nuovo libro di Roberto Saviano, "Zerozerozero", che volevo da ancor prima che uscisse. Nel mentre, è arrivato suo papà, tutto trullo pure lui, con in mano "Dopo lunga e penosa malattia" di Andrea Vitali dicendomi: "vuoi leggere un bel libro, carino e scorrevole, per passare qualche ora?". Ora, a una domanda così, c'è qualcuno che potrebbe rispondere di no? Poi siamo usciti, sebbene fosse una giornata estremamente piovosa, per andare in un grosso mercatino dell'usato che c'è vicino a Torino. Lì, incredibilmente, non ho trovato niente che mi ispirasse (quelli che mi interessavano li avevo già letti tutti), ma il mio ragazzo ha comprato qualcosa, ora nemmeno mi ricordo i titoli, che sicuramente in futuro, se sarò disperata e senza libri, potrò sicuramente leggere. Da lì siamo andati in un centro commerciale, in cui tutti i tascabili Adelphi erano scontati del 25% (è una promozione che dura fino al 19 maggio, approfittatene) e ho presto "Follia" di Patrick McGranth. Insomma, era lì... potevo mica non prenderlo?

E' questo è solo ieri.

Poi, da quando ho quel marchingegno infernale ma tanto, tanto comodo, dell'e-reader ogni giorno mi ritrovo a combattere (senza molto successo, ammettiamolo) contro le offerte lampo di amazon, contro i classici in lingua originale a costo zero, contro e-book non in offerta ma che comunque costano poco... al punto che, esaurito il credito sulla carta ricaricabile, ho deciso di cercare di evitare di ricaricarla finché i libri in attesa non diminuiscono un po' (notare il "cercare di evitare").

Come se non bastasse, l'altro giorno mi è venuta voglia di leggere "Anna Karenina" e "Uomini e topi". Mentre cercavo negli scaffali dei libri che erano di mio papà se già li avevamo in casa, ho trovato L'Aleph di Borges e un paio di opere di Kafka che non conoscevo, che sicuramente prima o poi leggerò.

Insomma, ho come l'impressione che il mio comodino si autorigeneri, senza che io possa farci nulla. Capirete anche voi che non posso scrivere un post ogni volta, perché c'è il rischio che il blog si riduca solo a quello (potrei cambiargli nome: "il comodino rampante"). Per cui, se volete sapere che libri ho in attesa, potete guardare la pagina dedicata, in cui troverete un mero elenco che anziché accorciarsi si allunga.

Questo mi ha portato anche a un'altra considerazione, riguardo non tanto al numero di libri lì impilati quanto al tipo. Crescendo, inevitabilmente, i gusti cambiano. Cambia lo spirito critico, cambia il modo di rapportarsi con il mondo e, conseguentemente, cambiano anche le letture.
Se un tempo leggevo cose molto più leggere, in relazione forse anche a un periodo della vita più complicato che richiedeva letture di contrappasso, ora le cose sono cambiate. Ho in attesa, ad esempio, un libro di Roth, Franzen (sì, da mesi ormai, lo so), Hrabal e Murakami per citarne qualcuno. Ci sono tanti italiani: due di Vitali, Malvaldi, Saviano, la Bignardi (che onestamente non so sicura che leggerò) e Saviano appena arrivato. Letture non sempre impegnative, ma comunque lontane dai romanzetti che leggevo una volta (non è una critica nei confronti nei romanzetti eh, è solo una considerazione sull'evoluzione delle mie letture).

Di pari passo sono cambiate anche le case editrici più rappresentate nella mia libreria. Editori come Marcos y Marcos, minimumfax, Sellerio, di cui fino a qualche anno fa leggevo poco o nulla,  sono andate ad occupare il loro meritatissimo spazio in mezzo agli Einaudi e alla Guanda e alla Feltrinelli. Così come sono drasticamente diminuite le entrate Garzanti, casa editrice che un tempo amavo ma che ora, per via della bislacca politica di titoli e copertine (di cui vi ho già parlato più e più volte), mi sta irritando parecchio.

Concludo questa riflessione quasi senza senso con una bella ovvietà, che però mi piace molto: i libri crescono e cambiano con noi, in base al nostro stato d'animo, in base alla nostra vita e al percorso che sta seguendo, in base a quello che ci succede attorno e a come reagiamo. Ma, almeno nel mio caso, ci sono sempre. E sempre ci ricordano quello che siamo stati e quello che stiamo, a poco a poco, diventando.
E non so voi, ma io trovo che sia estremamente bello.

12 commenti:

  1. Concordo in pieno con la tua riflessione finale, inevitabilmente a seconda del periodo i libri cambiano ma anche nel mio caso ci sono sempre. In questo momento sto cercando dei libri che siano impegnativi nella storia, qualcosa che rimanga, anche se non è che li stia trovando.
    "Uomini e topi" io l'ho trovato bellissimo, mi ha colpito in maniera impressionante. "Anna Karenina" ho anch'io voglia di leggerlo, ma faccio un po' di pausa dai classici prima di cominciarlo.

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    1. Purtroppo ho scoperto di non avere in casa "Uomini e topi" e non ce l'ha neppure il papà del mio ragazzo (che ha tutto Steinbeck tranne questo -.-'). Ma riuscirò a trovarlo in qualche modo! :)

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  2. Il tipo di letture che faccio, più che con il passare degli anni, cambiano con le fasi della mia vita.
    Anche perchè in effetti io non ho un genere preferito, salto un po' qua e un po là. A parte forse le biografie, non ne vado pazza.
    Quando sono molto stanca, oppure ho dei problemi, o la giornata non è stata delle migliori, non riesco proprio a leggere qualcosa di impegnativo. A volte addirittura leggo libri per ragazzi.
    Perchè leggere, comunque, mi aiuta a staccare la spina.
    Ci sono poi libri che, se letti senza la dovuta tranquillità, perderebbero metà della loro bellezza.
    Il problema è che ultimamente mi capita un po' troppo spesso, di avere questi periodi di bassa qualità.
    Essere adulti a volte è seccante ^_^

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    1. Io anche credo di non avere un genere preferito (però so indicare perfettamente che cosa non leggo :P)

      Per il resto sono completamente d'accordo con te. Uno legge ciò di cui ha bisogno in quel momento e se la giornata non è stata delle migliori leggere un libro impegnativo rischia solo di peggiorare la situazione. E si finirebbe per non apprezzarlo.

      Sul discorso qualità per fortuna ultimamente, a parte qualche ciofeca che però sapevo che sarebbe stata tale, mi sta andando bene... forse ormai riesco a riconoscere le cose che non mi piacciono anche senza leggerle :P

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  3. La mia sete di letture non si placa, tutt'altro, però ormai sto - lentamente - diventando minimalista anche rispetto ai libri.
    Beninteso, li amo e li preferisco in forma cartacea, e non ho certo in programma di disfarmi dei molti titoli che per me rappresentano più o meno La Fonte della Felicità.
    Però, di gran parte della narrativa sento che potrei oggi fare a meno, pur avendola gradita anche tanto.
    E fra l'altro, ho scelto - concedendomi qualche eccezione qua e là - di leggere tutto ciò che ho in casa e che mi interessa, prima di riprendere a tornare dalla biblioteca raggiungendo regolarmente il tetto massimo dei prestiti.

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    1. Vero sì, anche io mi sono accorta che se un tempo leggevo di tutto, ora con i romanzi sto diventando molto più selettiva. E se un libro non mi convince del tutto, evito di comprarlo ma mi affido ad altri metodi (biblioteca, prestiti), così da non sprecare anche i soldi oltre che il tempo.

      In biblioteca non ci vado da un po'... ma perché anche io voglio prima finire tutto quello che ho in casa, senza scadenze

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  4. anch'io trovo che sia estremamente bello! Così come comprare libri su libri, praticamente uno ad ogni uscita, anche se ce ne sono ancora degli altri da leggere che ci aspettano a casa, perché è bello sapere che finito un libro ne puoi subito iniziare un altro senza mai temere di rimanere senza, nemmeno per un giorno! Leggere è uno dei piaceri più grandi della vita e bisogna farle crescere le proprie librerie! :)

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    1. Io ho il sospetto che i miei libri siano come dei Gremlins, si moltiplicano senza che quasi me ne accorga :P

      Un tempo mi capitava, di ritrovarmi senza niente da leggere... e ci stavo proprio male :P

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  5. Questo post mi ha fatto soprattutto pensare che non vedo l'ora di incontrarti al Salone del Libro.
    E a parte questo... beh, condivido un po' tutto quello che scrivi. I libri sul comodino che si moltiplicano senza sosta, che arrivano da tutte le parti anche se cerchi disperatamente di mettere un freno agli acquisti per avere tempo da dedicare a quelli che hai in attesa da settimane. La strana sensazione di quando ti trovi tra le mani un libro che un tempo desideravi spasmodicamente e che adesso ti dice 'Meh'.
    E sì, le case editrici. Mi chiedo se il cambiamento di percezione di alcune sia una cosa che tocca solo noi che ne scriviamo arrovellandoci o se sia una sensazione condivisa anche dai lettori 'semplici'. Idem per la Garzanti soprattutto, che non capisco cosa stia facendo.

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    1. La tua prima frase mi ha fatto quasi commuovere :)

      Me lo chiedo sempre anche io se questo cambiamento di percezione riguarda solo (o comunque soprattutto) chi ci scrive e ci si arrovella sopra o se anche altri se ne sono accorti. E spero vivamente di sì!

      Sulla Garzanti, davvero, sono senza parole.

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    2. In piccolo ti rispondo io. Non ci scrivo sopra e non mi ci arrovello, sono una lettrice base :)
      Ammetto di aver sempre fatto poco caso alle case editrici, salvo alcune eccezioni qui e là.
      Però, per fare un esempio a caso (ma proprio a caso, eh? Mica c'entra con te :P ) ...
      Quando in libreria mi ritrovo una sfilza di faccioni in serie, è difficile non percepirli, sai?

      p.s. ho idea di aver scritto queste frasi assassinando l'italiano, sorry, ma qui c'è un vociare che non fa pensare

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    3. E' ovvio che è difficile non percepirli quei faccioni... ti guardano con quello sguardo allucinato :D Io mi sento sempre un sacco osservata :P

      Un'altra che ho dimenticato nell'elenco ma che ora sta prendendo parecchio piede nella mia libreria è l'Adelphi. Un tempo, complice anche l'influenza di una professoressa dell'Università, quasi la boicottavo. Ora invece leggo spesso libri editi da loro.

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