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venerdì 4 aprile 2014

IL BIZZARRO INCIDENTE DEL TEMPO RUBATO - Rachel Joyce

Deve essere difficile per uno scrittore scrivere il secondo libro. Più  difficile che scrivere il primo, secondo me. Perché con il primo c'è l'effetto novità e l'effetto esordiente, quindi se è un bel libro c'è stupore, se è bruttino c'è qualche giustificazione.
Il secondo, invece, è quello che ti segna. Che ti conferma al pubblico di lettori o te ne fa allontanare, più o meno definitivamente.

Il primo romanzo di Rachel Joyce, L'imprevedibile viaggio di Harold Fry, per me è un piccolo capolavoro. Con qualche imperfezione, certo, ma un libro davvero molto bello, molto dolce, che merita di essere letto. 
Ho aperto questo secondo romanzo con titubanza, un po' per la trama riportata sulla quarta, che aveva qualcosa che non mi convinceva, un po' perché i pareri che avevo sentito in merito non erano molto positivi. E non mi ci sono volute molte pagine per capirne il motivo.

Innanzitutto per leggere questo libro ci va del tempo, per entrare nella storia, per comprendere i personaggi e, soprattutto, per riuscire a trovargli un senso, a capire cosa l'autrice volesse davvero dire. Poi, una volta scoperto, ci va del tempo per rifletterci su, per capire se il libro ha convinto oppure no, per guardarsi un po' dentro e vedere che cosa il libro ha lasciato.

D'altronde il tempo è un elemento chiave del romanzo. Lo è per Byron, bambino protagonista del romanzo, rimasto affascinato e turbato dalla notizia che quell'anno verranno aggiunti due secondi al tempo. Lui non sa quando succederà e osserva continuamente l'orologio, sperando di accorgersene. E infatti se ne accorge, quando succede, ed è talmente entusiasta che mostra l'orologio alla madre  Diana mentre sta guidando. Lei però sbanda e investe una bambina. Non so se ne accorge e riparte. Il tempo è anche quelle due settimane che Byron ci mette a dire alla madre quello che è successo. E lei inizialmente non gli crede, poi controlla e scopre che forse sì, ha davvero investito qualcuno. I sensi di colpa invadono la già sua provata mente, accanto a un marito che forse non ha mai amato e che si fa vedere solo nei fine settimana. Per cui va a cercare la bambina e conosce la madre Beverly. Da lì, il tempo nella mente di Diana inizia a correre veloce, passato e presente che si mescolano, con l'infelicità e i sensi di colpa.
Ma il tempo è importante anche per Jim, altro protagonista del libro, che lavora come pulisci tavoli in una tavola calda di un centro commerciale, dopo che gli innumerevoli elettroshock a cui è stato sottoposto da giovane non gli hanno fornito altre possibilità. Il tempo è quello che ricorda, è quello che trascorre da solo, quello che gli serve per compiere i suoi rituali e, forse, anche per perdonarsi e per perdonare.

Se avessi scritto questa recensione a metà lettura, lo avrei massacrato. Non scherzo. Troppo lento. Troppo angoscioso e, soprattutto, troppo oscuro. Non si riesce a capire cosa l'autrice vuole dire, che storia ci vuole raccontare. Poi, a poco a poco i tasselli tornano al loro posto e le cose diventano un po' più chiare. E il giudizio sul libro migliora un po'. Ci sono tanti aspetti che però avrebbero dovuto essere trattati meglio, meglio approfonditi e non lasciati in sospeso. Così come avrebbe dovuto essere meglio approfondito il rapporto tra i vari personaggi, perché così si fa davvero troppa fatica a capire.
Ha del grande potenziale, sicuramente. Ma gli manca qualcosa e questa mancanza si sente parecchio. Peccato.

Ah comunque, prima di mettere un "bizzarro" nel titolo, forse bisognerebbe assicurarsi che di bizzarro ci sia davvero qualcosa nel romanzo. Questo romanzo è tutto fuorché bizzarro.

Titolo:  Il bizzarro incidente del tempo rubato
Autore: Rachel Joyce
Traduttore: A. Arduini
Pagine: 371
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Sperling & Kupfer
ISBN:978-8820055196
Prezzo di copertina: 17 90€
Acquista su amazon
formato brossura: Il bizzarro incidente del tempo rubato




5 commenti:

  1. Non conosco questi 2 romanzi, ma di sicuro mi hai molto incuriosito sul primo e mi fido del tuo giudizio. Curiosamente ho appena pubblicato un post sulle sensazioni di pubblicare un secondo romanzo, che come dici tu, è ben più difficile del primo!

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    1. Il primo secondo me merita davvero! Questo non lo so... è molto, molto strano. Sicuramente le aspettative erano altissime però!

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  2. Anche io l'avevo letto e recensito... ahimè, la recensione è andata persa per colpa di un hacker che mi ha rubato il blog :(
    Comunque concordo con il tuo pensiero, devo ancora leggere il suo romanzo d'esordio che invece dicono sia carino

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    1. Cavolo mi spiace un sacco per il blog!! Certa gente non ha proprio rispetto per il lavoro altrui!

      Il primo leggilo appena hai tempo, merita proprio

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  3. l'ho letto e mi è piaciuto, anche se l'ho trovato un pò lento e a tratti angosciante, e cmq quel "bizzarro" è davvero fuorviante

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