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giovedì 26 aprile 2018

LO ZOABLATORE - Sergio Olivotti

Al suo ritorno in Italia nel 1815, Articiocco ha solo ventisei anni ma ha già appreso tantissime cose: a suonare "Fra' Martino" con l'ascella; ad attaccare le caccole sotto i tavoli senza farsi notare; a determinare la traiettoria di volo di un moscone ubriaco. Ma soprattutto Articiocco ha imparato moltissime lingue (pare fosse riuscito a tradurre "Tu scendi dalle stelle" in nepalese mentre era dal parrucchiere).
Proprio grazie a queste conoscenze, inizia a concepire geniali esperimenti scientifici che furono la premessa alla sua più celebre invenzione, quella per cui entrerà nella Storia: lo ZOABLATORE.


Appesa in camera da letto, proprio sopra al letto, abbiamo una stampa di un gattone che dorme e sogna pesci. L’avevamo comprata quasi d’impulso allo stand di Lavieri edizioni durante Più Libri Più Liberi nel 2016, senza sapere né di chi fosse né da cosa fosse tratta. Ci piaceva troppo per porci altre domande e, soprattutto, per lasciarla lì.
Un paio di settimane fa, poi, nella bellissima libreria della nostra città, la libreria Namastè di Tortona, era in programma un evento intitolato “Lo Zoablatore – presentazione spettacolo con Sergio Olivotti”, accompagnato da un’immagine che mi era stranamente familiare. Ci è voluto solo un secondo per capire perché. E poi solo un altro per decidere di andare (anche se apparentemente poteva sembrare un evento rivolto ai bambini… io non mi sono mai fatta fermare da queste quisquiglie).

E così ho conosciuto Sergio Olivotti. L’ho visto disegnare dal vivo, cantare e raccontare storie tratte da Lo Zoablatore  e ho riso tanto, tantissimo, al punto che alla fine non ho proprio potuto fare a meno di acquistare anche il libro.
Ho scoperto così le incredibili gesta di Pico de Articiocus, detto Articiocco, un grandissimo inventore, conosciuto soprattutto per l’invenzione dello zoablatore, ovvero, citando la definizione del Vocabolario Selo-Sapevo della Scienza e della tecnica:
Chiamasi Zoablatore ogni dispositivo atto a tradurre bidirezionalmente da una lingua umana ad una animale e viceversa.
Insomma, uno strumento per permettere a umani e animali di comunicare tra loro, così che finalmente si possa scoprire di cosa parlano tra loro i gatti, i cani e gli altri animali. Una vera rivoluzione che, come tutte le rivoluzioni, si porta dietro un cambiamento epocale nella società, e nei diritti e nei doveri di ciascuno, uomo o animale che sia. Perché ora che gli animali possono far sentire la loro voce, non ci stanno più a farsi sfruttare dall’uomo. E ora che finalmente possono farsi capire dai loro animali, anche gli uomini certi atteggiamenti proprio non li possono più reggere.

Il Governo Internazionale ascoltò le proposte di riforma degli Animali, replicando che a maggiori diritti avrebbero corrisposto anche maggiori doveri: i gatti non avrebbero potuto continuare a poltrire tutto il giorno sul letto del padrone e avrebbero dovuto ripagare di tasca propria i danni provocati con le unghie sul divano; i piccioni, con spugna di ferro e scopa, avrebbero dovuto ripulire tutti i monumenti dalle loro cacchette. Insomma c'erano molti punti da chiarire per quanto riguarda i diritti e i doveri degli animali. Ci furono riunioni: chi voleva che i croccantini fossero fabbricati più grandi, chi invece che i criceti non dovessero più girare le ruote; i bassotti pretesero di non essere più insultati e di essere chiamati "cani diversamente alti".

Chiarite queste cose, però, la convivenza è pacifica e molto produttiva, soprattutto nel campo dell'arte e della vita quotidiana (con il celebre patto di pace tra cani e postini, per esempio.) 


Ovviamente, però, non mancano nemmeno i detrattori di questa grande rivoluzione. Il gatto John, per esempio, proprio non ne voleva sapere di comunicare con gli umani: ci teneva alla sua libertà e alle sue tradizioni, e nemmeno la Loggia degli Zoablatori riuscì a convincerlo. Così come non mancano i nostalgici, quelli che sì, belle le evoluzioni tecnologiche e le rivoluzioni, ma forse non sempre sono così necessarie, perché per capirsi non sempre servono parole.


Sergio Olivotti è bravissimo a disegnare e a inventare storie, adatte sì a un pubblico bambino, ma con molte, moltissime strizzate d’occhio anche agli adulti. Lo Zoablatore è un libro incantevole, pieno di cose divertenti e geniali, che ti fa divertire da matti fin dalla prima pagina e che, una volta arrivati alla fine, ti spiace di aver finito.

E infatti ora credo che recupererò qualunque altra cosa disponibile di questo autore, da Otto e Rino si senton bene a La seconda arca (...quella costruita da Bartolomeo, il cugino di Noè, che ha raccolto un sacco di animali che non avevano trovato posto sulla prima arca, ma di cui purtroppo si sono perse le tracce). 
E un plauso va sicuramente anche a Lavieri, per aver pubblicato le opere di Sergio Olivotti e per la bella veste grafica con cui le presenta.



Titolo: Lo Zoablatore
Autore: Sergio Olivotti
Pagine: 80
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Lavieri
Prezzo di copertina: 13€
Acquista su amazon:

1 commento:

  1. Grazie Elisa!Corro subito a procurarmi questo gioiello!sono anni che leggo le tue recensioni sul blog e seguo le tue avventure letterarie e non...x me sei una garanzia!
    Buona Domenica : )
    Buonissima domenica

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