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venerdì 29 aprile 2016

LA BATTAGLIA NAVALE - Marco Malvaldi

- Dammi retta, parti, vai in vacanza e levati dai coglioni per una settimanetta. Qui non succede niente - disse Aldo, in tono sincero, calmo e rassicurante.
Dimenticandosi una cosa.
Che, come detto all'inizio del capitolo, siamo a Pineta.
Un posto dove ammazzano una persona l'anno.



Voi non immaginate neanche quanto sia difficile per me scrivere questa recensione. Ho letto tutti i romanzi pubblicati da Malvaldi. Mi fiondo in libreria appena escono e li inizio il prima possibile (a discapito di tutti gli altri che sono in attesa da più tempo). Malvaldi mi piace tanto anche come persona, e lo dimostra il fatto che io vada a ogni sua presentazione che fa da queste parti. Amo la sua intelligente ironia, il suo modo di raccontare e il suo rapportarsi con gli altri. 

Quando ho saputo dell'uscita di La battaglia navale, nuova avventura di Massimo e i vecchietti del Barlume, non vedevo davvero l'ora di iniziarlo e di ritornare a Pineta, quel paese di mare che ha un tasso di mortalità per omicidi decisamente superiore alla media. Per cui sono corsa a comprarlo, ma avevo un libro da finire, quindi l'ho fatto leggere prima a qualcun altro. Dalla cui faccia e dalle cui reazioni già mi ero resa conto che c'era qualcosa che non andava.
E, quando finalmente l'ho iniziato anche io, ho capito il perché di quelle facce e di quelle reazioni.

La trama è più o meno sempre la stessa, cambia solo il morto (che è una donna, in questo caso) e il movente. C'è sempre Massimo il barrista, che ora ha anche un ristorante insieme ad Aldo, che indaga con l'aiuto dei quattro vecchietti (che sono invecchiati proprio tanto). Un aiuto che la nuova vicequestore Alice Martelli sembra apprezzare molto di più rispetto al precedente. Tra indagini un po' sgangherate e soprattutto tante riflessioni, Massimo come sempre arriverà alla soluzione del caso.

Il grosso, grossissimo problema di La battaglia navale è che non fa ridere. O almeno, a me non ha fatto ridere praticamente mai. E la forza dei gialli del Barlume sta tutto in quello, nelle risate e nelle buffe situazioni che il quartetto di vecchini e Massimo creano in ogni indagine che affrontano. Se quelle risate vengono meno, il romanzo non decolla, rimane piatto e quasi noioso da leggere.
Malvaldi scrive sicuramente bene, e sa benissimo di farlo, ma forse qui si è fatto prendere un po' la mano, creando una storia troppo labile, troppo sottile, che non è riuscito a tenere in piedi con i personaggi. I vecchietti sì, sono sempre fenomenali, ma forse un po' meno del solito. Tiziana e Marchino ci sono, ma è come se non ci fossero. E Massimo è troppo preso dalla sua bella vicequestora, per riuscire a dare il meglio di sé.

Uno dei grossi problemi dei libri in serie è questo: l'impossibilità di mantenere sempre nel tempo lo stesso livello. E quindi sì, si va avanti a scrivere, perché lo chiedono i lettori, lo chiedono gli editori o per andare sul sicuro, ma il rischio che il meccanismo si rompa è molto, molto alto. E forse a un certo punto, se non si ha più niente da dire, sarebbe giusto anche lasciare andare i personaggi, le storie, il bar e Pineta.

Non lo so se la mia delusione di fronte a La battaglia navale sia un problema di aspettative altissime. In parte forse sì. Ma avendo letto e amato, in misura diversa certo, tutti i romanzi di Malvaldi, queste aspettative è stato normale che si creassero. E poi so che altri, che per Malvaldi hanno una passione meno marcata della mia, hanno provato la stessa cosa (vi rimando, per esempio, alla bella recensione di La libridinosa). Quindi sì, è colpa delle aspettative, ma forse è colpa anche del libro.

Che si legge bene, è scorrevole e tutto quanto, ma non si avvicina nemmeno lontanamente a ciò a cui Malvaldi ci (mi) aveva abituato.

Titolo: La battaglia navale
Autore: Marco Malvaldi
Pagine: 179
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Sellerio
Acquista su Amazon:
formato brossura: La battaglia navale
formato ebook: La battaglia navale

18 commenti:

  1. Secondo me, hai centrato il punto quando scrivi che è molto difficile tenere alto il livello di una storia che si sviluppa in serie, e che ha (quasi) sempre gli stessi personaggi.
    Io e i libri di Malvaldi abbiamo un rapporto strano: ne ho letti solo due (quindi forse faccio poco testo) e, pur risultando simpatici i vecchietti e il buon Massimo, per me i gialli sono un po' troppo semplici e a lungo andare i vecchietti sono "pesanti" e un pochino ripetitivi.
    Magari leggerò altri libri di Malvaldi, ma non quelli della serie del BarLume :)

    Claudia

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    1. Alla fine effettivamente lo schema dei gialli del Barlume è sempre lo stesso: un morto, i vecchietti che si impicciano, Massimo che ha l'illuminazione e si scopre cos'è successo. E alla lunga, secondo me, questo meccanismo si inceppa. O ti inventi qualcosa di nuovo o lasci perdere, secondo me.

      Negli altri almeno c'è un po' più di inventiva... sperando non peggiorino anche quello, perché il buon Malvaldi mi sembra un po' affetto dall'ansia di pubblicare (credo che escano almeno tre libri suoi ogni anno adesso, manco Vitali fa più così XD).

      Se non l'hai ancora letto ti consiglio Odore di chiuso, per me rimane il più bello di tutti :)

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  2. francamente... ho cominciato a legger Malvaldi da Odore di chiuso...è un ottimo scrittore ma le storie del Bar Lume non mi hanno mai entusiasmato..le ho trovate sempre leggerine...avevo già deciso d non leggerle più

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    1. Ah beh sì, le le storie del BarLume non ti piacevano già prima, questo puoi tranquillamente risparmiartelo. Ancor più leggero di tutti gli altri :P

      Odore di chiuso secondo me rimane il più bello :)

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  3. Peccato mi dispiace, succede sicuramente. Io Malvaldi l'ho sempre un po' scansato, non mi interessava e l'unica volta che ho visto uno dei film del bar Lume mi sono addormentata credo a metà. Diciamo che il grande entusiasmo non mi ha contagiata, ma trovo comunque interessante che si inizi una serie che per sua costituzione, ovvero i protagonisti vecchietti, rischia di perdere qualche personaggio per strada, magari per cause naturali. Quindi mi sorge una curiosità ma secondo te, o da qualche intervista che hai visto, Malvaldi ha iniziato pensando ad una serie o è venuta fuori dopo? Premetto che proprio non so molto dell'autore e sono curiosa...

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    1. LA serie tv è qualcosa di scandaloso... lo stesso Malvaldi lo ha ammesso una volta durante una presentazione XD

      Per quanto riguarda il discorso serie, sto pensando se abbia detto qualcosa ma ora come ora non mi ricordo, sai? Però di sicuro ha detto che non avrebbe voluto continuare a scrivere per forza di loro, e credo che un po' sia legato anche al discorso età... il problema è che poi ha comunque continuato :/ Già il precedente, Il telefono senza fili, era quasi superfluo... questo lo è ancora di più :/

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    2. Questa informazione riguardo la serie tv mi fa sentire meno una brutta persona! 😂
      Per quanto riguarda invece la serie, probabilmente vive l'effetto che io chiamo "Saviano" è rimasto imbrigliato nella sua stessa opera a causa del successo. Speriamo che trovi una via d'uscita. Un po' mi dispiace, perché anche se non l'ho letto, sono rimasta colpita dal fatto che chiunque ne parli, oltre a fare riferimento ai suoi libri sottolinea sempre il suo essere una bella persona e uno scrittore generoso con il suo pubblico, cosa quanto mai rara, nonostante il suo successo. E devo dire che questa cosa la trovo interessante. Grazie per avermi tolto, in parte, questa curiosità :)

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  4. Ecco, si siamo già scritte mercoledì, ma ho letto con piacere il tuo pensiero. Lo leggerò, perchè adoro questo autore, però la consapevolezza di leggere una storia sotto le sue corde...non mi regala belle sensazioni e la mia faccia quando mi recherò dalla libraia non sarà entusiasta, ma già rassegnata in partenza. Però grazie, almeno partirò con aspettative molto più basse.
    A presto

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    1. Magari avere le aspettative più basse ti può salvare un po'... io ci sono arrivata davvero con un'ansia e una voglia di leggerlo altissima e quindi forse questo ai miei occhi l'ha reso più brutto di quanto effettivamente non sia.
      Aspetto il tuo parere molto curiosa! :)

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  5. Anche noi ne abbiamo ampiamente parlato! E boh, io spero che questo sia davvero l'ultimo romanzo di questa serie che il Malvaldi ci caccia fuori! Detto questo, grazie per la "citazione" (ho dovuto rileggere due volte per essere sicura che quello fosse proprio il mio nome!!)

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    1. Anche secondo me adesso dovrebbe mettere da parte i vecchietti e concentrarsi su altro, a meno che non abbia davvero qualcosa di geniale da scrivere sul Barlume.

      E la citazione ci stava tutta :)

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  6. Sono d'accorso sui pericoli della serialità, soprattutto in un genere come il giallo, che per sua natura richiede colpi di scena... e in effetti già nei primi libri Malvaldi ha sfoderato le carte in modo ricorrente. Poi io preferisco le atmosfere storiche, per cui anch'io applaudo con entusiasmo a Odore di chiuso. Peccato per la debacle, ma magari questo preannuncia una svolta futura!

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    1. Sì, lo schema che si ripete è sempre lo stesso e forse dopo cinque libri, a meno che tu non abbia qualcosa di davvero geniale da dire, si perde un po'.
      Ma magari poi dal prossimo si riprende, anche se secondo me i vecchini ora hanno un po' esaurito gli argomenti

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  7. Penso che c'entrino molto le tempistiche imposte dalla casa editrice .... A sua discolpa posso solo dire che é uscito in questo periodo un altro suo libro sulla storia della scienza che mi dicono godibilissimo. Però io sono una sua amica e quindi forse sono troppo di parte!

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    1. Uh allora me lo cerco, magari così posso dire che anche io ho letto un Malvaldi! 😏

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    2. Anche io sono convintissima che centrino le tempistiche dell'editore... soprattutto vedendo la data di conclusione del libro (23 marzo) e quella di pubblicazione (21 aprile).
      So che è uscito l'altro libro ed è per questo che dico che forse potrebbe scrivere meno e con meno ansie, e concentrarsi magari su un libro per volta :)

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  8. Ho appena finito di leggere "La battaglia navale", sono rimasto deluso ed ho subito cercato di trovare una recensione per capire se era solo una mia sensazione.
    Mi ritrovo completamente su quanto da te scritto.
    Mi spiace perchè Malvaldi mi piace moltissimo ed ho letto i suoi libri con piacere e divertimento.

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    1. Stiamo iniziando a essere in tanti, purtroppo... e anche a me spiace tantissimo, perché per Malvaldi ho una vera e propria adorazione. Però dai, ci può stare che uno ogni tanto non gli riesca bene. Sperando solo che dal prossimo poi si riprenda...

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