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lunedì 2 novembre 2015

LA MORTE DEI CAPRIOLI BELLI - Ota Pavel

L’anno seguente vennero con le reti per pescare i pesci del laghetto inferiore di Buštěhrad. In mezzo ai pescatori balenavano le uniformi della Wehrmacht, le carpe sarebbero state confiscate dalle forze armate tedesche.
Stavo sull’argine in mezzo ai ragazzi e aspettavo come sarebbe andata a finire.
L’inizio fu in grande stile, la banda militare suonava sulla diga e tutto prometteva bene. Ma nel laghetto non c’era nulla e nessuno riusciva  a spiegarselo. E io quella volta pensai che quella musica in realtà suonava solo in onore del mio papà che, con la stessa di David sul cappotto, aveva vuotato il laghetto ai tedeschi.


Di romanzi ambientati al tempo della Seconda Guerra Mondiale ce ne sono tantissimi e ancora continuano a uscirne. Forse perché c’è ancora tanto da dire, forse perché è un modo per essere sicuri di non dimenticare quanta sofferenza e quante atrocità sono state compiute. Non tutti, ovviamente, riescono nel loro intento di raccontare quell’epoca e a volte l’impressione che l’autore o l’autrice in questione stia semplicemente cavalcando un’onda è molto forte. 
Per questo ultimamente ne leggo pochi di libri ambientati in quell’epoca. Forse perché i più importanti, Primo Levi o Il diario di Anna Frank o Il partigiano Johnny, per citarne solo qualcuno, li ho già letti in passato. Forse perché a volte, anche in silenzio, si può ricordare.
Però quando mi hanno parlato per la prima volta di La morte dei caprioli belli di Ota Pavel, pubblicato in Italia da Keller editore con la traduzione di Barbara Zane, ho saputo subito che sarebbe stato qualcosa di diverso e che avrei dovuto leggerlo.

La morte dei caprioli belli è una raccolta di racconti di vita della famiglia di Ota Pavel. Una madre cattolica, un padre ebreo, famoso per le sue abilità di venditore e per l’incredibile passione per la pesca. Ota Pavel ci racconta la sua infanzia e la sua adolescenza, che hanno coinciso con l’inizio e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma non lo fa parlando di battaglie, di vita nei campi di concentramento, di fucilazioni o di povertà. No, lui racconta la vita quotidiana della sua famiglia, le buffe peripezie del padre, che riesce a vendere aspirapolveri anche a chi ancora non ha la corrente elettrica, che ha una passione per le belle donne ma anche per sua moglie, che è disposto a tutto pur di concedere ai figli in partenza per il campo di concentramento un ultimo pasto decente e che proprio non ne vuole sapere di lasciare le sue carpe in mano ai tedeschi.  Attraverso i nove racconti che compongo la raccolta, si vede la crescita di Ota e l’evoluzione del padre, vero fulcro di tutte le avventure famigliari, nonché pilastro della vita dell’autore.

È una lettura divertente e commuovente al tempo stesso. È la storia di una famiglia che è riuscita a rimanere unita nonostante tutto: nonostante la guerra, che ha tentato di portarsi via qualche componente senza per fortuna riuscirci, ma anche nonostante le bizzarrie di un capo famiglia sempre alla ricerca di un sogno che non riesce mai a realizzare, ma che non gli impedisce di continuare a provarci e a prendersi le sue piccole soddisfazioni.

Dallo stile di Ota Pavel si sente il legame, il forte affetto che ha provato per tutta la sua famiglia. E questo si capisce anche dal fatto che questi racconti sono stati scritti dopo il suo primo ricovero per la malattia psichiatrica che poi lo porterà alla morte. Cercava forse un rifugio, in quel qualcosa di bello che è riuscito ad avere nonostante la situazione politica e sociale pareva rendere la felicità impossibile. 

Non so se mentre suo padre passava da un commercio all’altro, mentre inseguiva caprioli belli, comprava laghetti pieni di carpe o allevava conigli e maiali, Ota Pavel era felice. Perché forse sono di quelle felicità di cui ci accorgiamo solo quando ormai non le abbiamo più. Al lettore, però, questa felicità arriva e lo conquista completamente.

Insomma, La morte dei caprioli belli è davvero una piccola perla, assolutamente da leggere.


Titolo: La morte dei caprioli belli
Autore: Ota Pavel
Traduttore: Barbara Zane
Pagine: 159
Editore: Keller
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formato brossura:La morte dei caprioli belli

5 commenti:

  1. Devo essere sincera io e i racconti non andiamo a braccetto... mi lasciano con un vago senso di incompletezza.. si lo so sono strana >.> ahahhaha XD

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    1. Questi racconti però tutti insieme è come se fossero una storia unica! Secondo me una possibilità potresti dargliela :)

      (Io adoro i racconti invece, ma mi sa che si vede :P)

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  2. Da come ne parli penso proprio che potrebbe piacermi; mi segno il titolo :)

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  3. Lo sto leggendo proprio ora! Settimana scorsa ho fatto un corso con la KELLER EDITORE su come funziona una case editrice. Mi sta piacendo molto, anche io all'inizio ero scettica perché solitamente non amo i racconti ma qui è diverso, in realtà è come fossero semplicemente capitoli :-)

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