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lunedì 7 settembre 2015

SPAGHETTI COZZE E VONGOLE - Nicola Lagioia

Io non sono una di quelle lettrici che si lascia influenzare dai premi per scegliere che cosa leggere. O meglio,  mi lascio influenzare solo ed esclusivamente se il libro davvero mi interessa. Per carità, grazie alla vittoria del Nobel ho scoperto Alice Munro, ad esempio, autrice a cui sicuramente sarei comunque arrivata prima o poi, ma che comunque ancora non avevo letto e ora è tra le mie preferite. E ho letto il vincitore del premio Strega dell’anno scorso, Francesco Piccolo e il suo Il desiderio di essere come tutti, anche se ben prima che vincesse il premio, così come molti dei candidati di quest'anno. Insomma, che un libro e un autore abbia vinto o meno un premio mi importa relativamente (unica eccezione sono forse i Pulitzer, che sono quasi una garanzia), il libro deve comunque ispirarmi.

Tutta questa lunga premessa è per dire che Le ferocia di Nicola Lagioia, che ha vinto il Premio Strega 2015, non mi ispira per niente. Di questo autore avevo letto in passato Riportando tutto a casa, di cui ho qualche vago ricordo della trama e, soprattutto, dell’incredibile fatica che avevo fatto per terminarlo. Non dico che non si sia meritato il premio, in un annata in cui tra l’altro la qualità c’era eccome. Però, ecco, per il momento io passo.

Quindi, quando Slow Food Editore mi ha contattata per propormi la lettura di Spaghetti cozze e vongole, un racconto dell’autore che ha vinto il premio Strega e ora pubblicato in una nuova edizione, non poteva sapere che questa informazione più che convincermi avrebbe potuto allontanarmi.



Quel titolo, però, mi faceva letteralmente impazzire. Mi piacciono i libri che parlano di cibo, soprattutto se di un cibo che mi piace. E gli spaghetti cozze e vongole sono uno dei miei piatti preferiti.
E poi ho trovato davvero molto bella l’idea di questa collana di Slow Food, Piccola Biblioteca di Cucina Letteraria, che raccoglie diversi racconti d’autore a tema cibo. 
Per cui sì, dai, proviamo a leggere di nuovo qualcosa di Lagioia.

La primissima cosa che mi ha colpito quando ho avuto finalmente il piccolo volume in mano, dopo il titolo ovviamente, è stata la bellissima grafica di copertina: mi piace questo rosa shocking, mi piace il disegno e mi piace l’idea di ripiegare la sovracoperta. Esteticamente è davvero molto bello.
Per quanto riguarda i contenuti, devo ammettere che il racconto di Nicola Lagioia per me è stato quasi in più. È carino sì, questo collegamento tra il cibo e l’amore con la sua compagna, e vedere come un piatto di spaghetti può cambiare le sorti di una storia, da bambini quando neanche ce ne accorgiamo ma soprattutto da adulti.

Però a me ciò che più in assoluto è piaciuto non è stato tanto il racconto d’autore, forse un pochino troppo breve, si legge nel tempo in cui bolle l’acqua per gli spaghetti, ma la storia delle cozze e delle vongole, a cura di Eliza Azzimondi. Leggendo scopri come si pescano le cozze e le vongole, da quanto tempo vengono mangiate, come erano viste nel passato e soprattutto il loro diventare cibo “democratico”, che unisce le più aristocratiche vongole con le più popolari cozze. E poi beh, ci sono le ricette in chiusura che rendono il tutto più completo.

Nel complesso quindi, Spaghetti cozze e vongole è un libricino molto carino, che soddisfa tutti i tipi di palato: quello letterario con il racconto di Nicola Lagioia, quello storico e quello culinario.
E ora sono davvero troppo curiosa di leggere gli altri libri della collana.


Titolo: Spaghetti cozze e vongole
Autore: Nicola Lagioia
Pagine: 85
Editore: Slow Food editore
Anno: 2015

4 commenti:

  1. Interessante abbinamento, quello letterario e culinario.
    Grazie per la segnalazione.
    Un sorriso per la giornata.
    ^____^

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    1. Molto interessanti, sì! Soprattutto quando i libri sono fatti bene!

      Buona giornata a te! :)

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  2. Mi avevi quasi convinta, ma poi sapere tutto delle cozze non mi interessa poi molto, soprattutto perché nemmeno mi piacciono! Però il racconto mi intriga...

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    1. Secondo me solo per il racconto non vale la pena... è bello tutto l'insieme!

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