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venerdì 13 marzo 2015

LA COSTOLA DI ADAMO - Antonio Manzini

Bene, mi sono innamorata di Rocco Schiavone. Sì, lo so che ero già innamorata di Guido Guerrieri e un po’ di anche di Massimo del BarLume, però il bello dei libri è che ti puoi innamorare di tutti i personaggi che vuoi senza che nessuno di loro si ingelosisca.
La scintilla con Rocco Schiavone si era già accesa con Pista Nera, il primo romanzo della serie scritta da Antonio Manzini. Già lì si era dimostrato un duro con un cuore, uno stronzo ma con un’etica (ok, sempre un po’ sul confine tra legale e illegale), oltre che un bravo investigatore. E ora, con La costola di Adamo, la scintilla si è trasformata in fuoco vivo.

Rocco, che continua a indossare le Clarks e il loden sebbene ormai abbia capito che ad Aosta fa freddo, si ritrova a indagare su uno strano suicidio. C’è una casa in disordine e una donna appesa a un lampadario in una stanza buia. Che qualcosa non torni se ne accorgerà quasi subito. Come si fa ad impiccarsi al buio? A disturbare le indagini, che lo porteranno a conoscere piccoli delinquenti locali, mariti apparentemente devoti, una libraia d’eccezione e un prete insospettabilmente manesco, inaspettatamente ricompare il passato di Rocco, quello che lo ha portato da Roma in esilio in Val d’Aosta e che ora richiede di nuovo un suo intervento. Perché qualcuno che fermi la violenza sulle donne, che sia al nord, al centro o al sud, che sia compiuta da persone insospettabili, ci va. E poi c’è Marina, la sua amata Marina, che richiede la sua attenzione.

Al di là della mia passione per Rocco Schiavone, che qui sembra un po’ meno burbero e un po’ più simpatico (la scena del video mi ha fatta ridere davvero di gusto), più umano rispetto al primo romanzo,  in questo libro c’è un messaggio forte e chiaro verso i femminicidi e la violenza sulle donne, una piaga sociale, come ricorda anche lo stesso Manzini nei ringraziamenti, che finché esisterà non permetterà a nessun paese di definirsi civile. Un messaggio che colpisce e fa anche un po' male.

Oltre a questo, Manzini fa poi molto leva sul passato di Rocco, sulla sua storia con la moglie e sul forte amore che lui prova e proverà sempre per lei, nonostante quello che è successo. Una strizzatina d’occhio più al mondo femminile, forse, ma che non va comunque ad intaccare né il personaggio né lo svolgimento della trama.

La costola di Adamo è sicuramente un romanzo di  puro intrattenimento, che si legge in poche ore e non richiede troppo impegno mentale  al lettore. Però è anche qualcosa di più, perché non è vero che questi romanzi, che io stessa definirei da spiaggia (o forse più da giornata di relax montagna, se si tiene conto dell’ambientazione Valdostana), non debbano lasciare nel lettore qualcosa su cui riflettere riguardo al nostro mondo, che a volte sa essere proprio brutto.

E quindi bravo a quel gran fico di Rocco Schiavone, ma soprattutto bravo a Manzini per aver creato questo personaggio e questa grande storia.

Titolo: La costola di Adamo
Autore: Antonio Manzini
Pagine: 285
Editore: Sellerio
Anno: 2014
Acquista su Amazon:
formato brossura: La costola di Adamo

2 commenti:

  1. Avevo letto l'estratto su amazon, per farmi un'idea, effettivamente ci si può prendere una cotta per Rocco! Aggiunto alla lista dei libri da leggere! ;)

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    1. Ammetto di avere un debole per questi protagonisti un po' burberi, un po' misteriosi, un po' simpatici e un po' stronzi... quindi forse sono anche io che mi innamoro facilmente :P

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