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giovedì 26 febbraio 2015

HANNAH COULTER - Wendell Berry

Cara Hannah,
so che probabilmente quello che sto facendo sembrerà folle, scrivere una lettera al protagonista di un libro, ma da quando poche ore fa ho finito di leggere la tua storia, che tu e Wendell Berry avete raccontato così bene, ho sentito la strana esigenza di farlo. E, da quel poco che ti ho conosciuto attraverso le pagine, sono molto sicura che la cosa non ti dispiacerà.

Mi hai fatto emozionare cara Hannah. Mi ha emozionato la storia della tua vita, il tuo amore intenso e purtroppo troppo breve per Virgili, il tuo amore immenso e, per fortuna questa volta, duraturo per Nathan Coulter. Mi ha emozionato il tuo rapporto con i tuoi primi suoceri e la tua gioia, ma anche le tue ansie, le tue paure e le tue aspettative spesso disattese nel crescere i vostri figli. E poi, soprattutto, il racconto della tua fattoria e della comunità di Port William, quel posto magico che avevo già conosciuto con Jayber Crow, il vostro barbiere, in grado di rimetterti in pace con te stessa anche solo leggendolo.
Purtroppo posti così non esistono quasi più, ma questo temo che tu lo sappia già. Il progresso, la tecnologia, la città che ha invaso la campagna hanno reso Port William e tutte le comunità rurali che ci sono ancora per il mondo delle piccole oasi, delle perle, in mezzo al caos della vita moderna.

Ma non è per tutto questo che ho deciso di scriverti. O meglio, è anche per tutto questo, ma c’è ancora qualcosa. L’amore. Io credo molto nell’amore, sai? Al limite del patologico forse. Credo davvero che se c’è amore, quello di una famiglia, di un compagno, di un figlio, di un amico, qualunque difficoltà si possa davvero superare uscendone non indenni, ma comunque sempre uniti e sempre insieme. Proprio come quando tu dici “Eravamo riusciti a superare i momenti più difficili. Ne siamo usciti cambiati, ma sempre tutti insieme”. Ecco, io in tutto questo credo davvero tanto. Così come credo nell'amore tra due persone che può superare ogni cosa, nel porto sicuro (d’altronde nemmeno io, proprio come chi ha dato il nome a Port William, so dove passerà il fiume esattamente) a cui si approda sempre, ogni sera, dopo ogni difficoltà.
Il problema, mia cara Hannah, è che troppo spesso di tutto questo ci dimentichiamo. Quando il dolore è troppo grande, quando la rabbia è talmente accecante da coprire tutto il resto, quando la perdita sembra incolmabile, soprattutto per chi, come me e molti, nel volere di Dio crede poco.

E quindi ti scrivo per ringraziarti. Perché la tua storia e tutte le altre storie come la tua che esistono al mondo (e poco importa se la maggior parte di esse esistono solo nei libri), ti fanno capire che se si vuole ce la si può fare davvero. A trovare se stessi, a trovare un posto da chiamare casa e a cui sempre ritornare, ad amare incondizionatamente e nonostante tutto.

Grazie a te e a Nathan e alla vostro amore e alla vostra tranquillità, grazie a Port William e a tutti i suoi abitanti che hanno deciso di restare ma anche a quelli che a un certo punto se ne sono andati, grazie alla campagna, ai campi coltivati, ai trattori sgangherati e alle amicizie che non vogliono nulla in campo. Oh sì, e grazie anche a Wendell Berry per avermi raccontato ancora una volta una storia che all’apparenza potrebbe sembrare  anche banale, ma che invece in qualche modo ti aiuta ad essere felice.

Con immenso affetto


Elisa

Titolo: Hannah Coulter
Autore: Wendell Berry
Traduttore: Vincenzo Perna
Pagine: 276
Editore: Lindau
Anno: 2014
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formato brossura: Hannah Coulter

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