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martedì 6 maggio 2014

SEGNALI DI FUMO - Andrea Camilleri

Sarò forse una blogger un po' atipica, ma a me leggere i libri in anteprima non piace. Mi mette un po' d'ansia non poter andare a cercare su internet le opinioni di chi ha letto il libro prima di me, perché non so mai cosa aspettarmi. Per cui solitamente, le (poche, in realtà) volte in cui mi viene chiesto tendo a rifiutare, a meno che non ci sia qualcosa che mi incuriosisca a tal punto da superare la mia reticenza.

Nel caso di Segnali di fumo di Andrea Camilleri la curiosità è nata soprattutto dal cambio di editore: non il classico Sellerio in cui siamo abituati a vedere i romanzi di Montalbano, non la Mondadori con cui Camilleri pubblica i romanzi senza commissari, ma la Utet, una casa editrice che nella mia mente ho sempre collegato ai manuali universitari. Ad incuriosirmi è stata anche la struttura del libro: Camilleri che racconta la sua vita e i suoi anni da letterato e scrittore in tanti brevi capitoletti, tanti pensieri... dei segnali di fumo appunto. E insomma, considerando la non più giovane età di Camilleri, il libro prometteva di raccontare una grande storia, dei begli aneddoti di un grande scrittore italiano (che io non riesco a leggere, ma di cui riconosco l'importanza e la bravura).

Per cui ho iniziato la lettura molto entusiasta e molto convinta e l'ho terminata del giro di poche ore. Con un po' di delusione, devo essere sincera. Non perché ciò che racconta Camilleri non sia interessante, assolutamente. E' solo che mi è sembrato tutto un po' troppo costruito e un po' troppo superficiale. Cavolo, hai un'intera vita da raccontare, ha incontrato tanti grandi personaggi, vissuto tanti grandi momenti, e ti limiti a raccontarmeli in 142 paginette? Lo so che questa struttura di tanti piccoli capitoli della lunghezza di una pagina è voluta, per rendere la lettura rapida, veloce, leggera. Per raccontare solo dei piccoli flash. Ma il lettore si aspetta indubbiamente qualcosa di più, da un uomo e uno scrittore che ha così tanto da raccontare. In questo modo è come se Camilleri desse al lettore solo un piccolo, piccolissimo assaggio di quello che è stato, lasciandolo lì a interrogarsi su come è stato tutto il resto.
Non per niente i capitoli che ho preferito sono quelli sulle sue riflessioni ed esperienze più personali (con le figlie, la moglie o i nipoti) e non quelli che raccontano di incontri o di avvenimenti della storia italiana che meriterebbero ben più spazio per essere raccontati.

In ogni caso, in questi 142 segnali di fumo, ce ne sono quattro o cinque che sono delle piccole perle che da sole, probabilmente, valgono tutto il libro. La mia preferita in assoluto è questa:
Il successo editoriale dell'anno 2012 in Italia sono stati i tre volumi delle Sfumature, dovuti a un'autrice statunitense. Non parlo mai dei libri che non ho letto e quindi dovrei starmene in silenzio. Ma un amico lettore nel quale ho fiducia mi dice che si tratta di una sorta di rivisitazione in chiave porno dei romanzetti della collana "Harmony". Mi torna in mente che mia madre, negli ultimi anni della sua vita, ogni tanto voleva che le comprassi un romanzo, aggiungendo la raccomandazione «che sia stupido però, che non mi faccia pensare». Io le compravo un "Harmony" e lei ne restava soddisfatta. Allora il successo editoriale nel mondo si conquista mixando stupidità e pornografia? «Sì» rispondono in coro gli editori.


Titolo: Segnali di fumo
Autore: Andrea Camilleri
Pagine: 146
Anno: 2014
Editore: Utet
ISBN: 978-8851122492
Prezzo di copertina: 14,00 €
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formato brossura: Segnali di fumo

4 commenti:

  1. Lo sto leggendo anch'io! E in realtà non avevo mai letto nulla di Camilleri, però mi ha sempre fatto un sacco di simpatia ò_ò
    Non posso ancora commentarlo perché sono all'inizio, però... non so, so che ce ne sono a bizzeffe, però non avevo mai letto un libro fatto di spunti di riflessione. Mi piacerebbe continuarli, in qualche modo.

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    1. Io ho letto solo "Il diavolo, certamente", una raccolta di racconti che mi è piaciuta molto, e "Il Tuttomio", romanzo che ho detestato. I gialli di Montalbano invece non riesco a leggerli, non li capisco :(

      Questo non è male eh, però boh mi è sembrato un po' costruito e in alcuni punti avrei davvero voluto che approfondisse di più. Leggerò poi la tua recensione quando lo avrai finito!

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  2. Coraggiosa a dichiararlo: 'mi ha delusa'. Il mio percorso è stato inverso: dalla resistenza (siam quasi tutti d'accordo sul Mala tempora currunt!C'era bisogno di un libro?) al coinvolgimento pieno. Ne scriverà anch'io

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    1. Mah, non penso sia coraggio ma semplice onestà :) Non posso certo dire che un libro mi è piaciuto se non è vero... che scopo avrebbe? :)

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